[it] (CILE) VENTITREESIMO COMUNICATO DELLE ITS:ORDA MISTICA DEL BOSCO

Traducción al italiano del 23 comunicado de ITS-Horda Mística del Bosque, desde Chile, haciéndose cargo de las críticas tanto de progresistas sociales, como de progresistas anárquicos.

Traducción a cargo de “Rapace”.

¡Muerte a la Moral del ataque!

¡Adelante Mafia de los ITS!


È passato poco più di un mese da quando il nostro regalo esplosivo detonando ha ferito la canaglia di Óscar Landerretche. L’avvocato economista, progressista e di sinistra (risulta che questo “tipo”, era militante del Partito Socialista) (a) e diplomato in una delle incubatrici del progresso e di eccellenza come l’Università del Cile, è stato meritevole di tutta la nostra Vendetta Selvaggia.

E benché le sue ferite questa volta siano state fisicamente minori, dovute a circostanze casuali al momento di aprire il pacchetto (b), sappiamo, questo sì, che emozionalmente le conseguenze sono state tremende tanto per lui come per il suo circolo familiare.

A “causa” del nostro inedito, originale e abile attentato (che ha conquistato l’interesse della stampa a livello nazionale ed internazionale) (c), molte cose sono state dette, alcune molto spiritose, altre non tanto. Si è detto che il nostro pacchetto fu un attentato di “falsa bandiera”, ci hanno diffamato, ci hanno sottovalutato, ci hanno trascurato, si sono inorriditi, si sono offesi, etc., etc., etc.

In seguito a tutte queste bugie, critiche e altro, abbiamo deciso di pronunciarci pubblicamente. Gli Individualisti Tendenti al Selvaggio sfruttano e sfrutteranno qualunque istanza per diffondere e fare notare la loro presenza, non abbiamo problemi con questo. Allora, iniziamo:

I.Atto ripudiabile, reazioni varie

-Ovviamente non speravamo in nessun modo nella classe politica e la popolazione in generale, e sapevamo che si sarebbero spaventati con il nostro attentato Selvaggio. Per questo motivo che la presidentessa Michelle Bachelet, ha affermato” che era un fatto molto “ripudiabile” (d) fino ai suoi discepoli e i suoi non discepoli che hanno fatto dichiarazioni, condannando energicamente l’atto (e), e tutto questo  da noi era molto sperato.

-Una delle reazioni che ci hanno fatto molto ridere, è stata quella del “partito ecologista verde” (f). Questi hippie drogati hanno la faccia da culo nel voler dettare le norme “ecologiche” per agire. Per quanto vogliano che la loro “ecologia” non sia vincolata alla nostra Ecologia, questo non accadrà. Perché noi SI siamo Ecologisti, ma estremisti, quelli che sono impegnati in una guerra all’ultimo sangue per la Natura Selvaggia. Il loro “movimento ecologico” e le loro regole non ci interessano, su esse caghiamo e pisciamo..

Certo, continuino ad andare avanti con il loro fagotto, mettendo cartelli o gridando con i megafoni, noi, dalla nostra parte, andremo avanti con la Guerra…

Se i nostri attentati contribuiscono, che tutta la spazzatura ecologico-sociale, si criminalizzi, geniale, avremo preso due piccioni con una fava.

Voi non sapete chi è stato? Perché affermano che la bomba, fu un gioco da bambini?

Se è stato un gioco da bambini, potete fare voi allora qualcosa di più grande? Sicuri che non ci sono i responsabili nelle vostre file? AHAHAH! (g).

Un’altra reazione che è in linea (ma questa più schifosa e noiosa), è un comunicato firmato da una decina di associazioni sociali-ambientali, apparse in blog ugualmente schifoso (h), del quale non vale la pena dire molto, a parte che malediciamo tutte le loro lotte pacifiste e sociali in “difesa” della terra. Speriamo che questo movimento soffra tutta la criminalizzazione possibile, e che la repressione dello “stato” (concetto comune tra essi) non lasci loro respirare.

-Alcuni si sono fatti il segno della croce sperando fosse un fatto isolato (i), non hanno né idea, né s’immaginano la voglia che percorre i nostri corpi per assestare un altro colpo. Questo sarà quando meno se lo aspettano, contro di quelli che meno se lo aspettano, non sarà domani, MA SARÀ. I cavi positivi e negativi sono pazienti, e aspettano il prossimo contatto…

-Il presidente della Corte Suprema ha detto che il nostro attentato fu “di una gravità tremenda, che può cambiare la storia delittiva e politica in Cile” (j), ahahaah coglioni. Abbiamo evidenziato come con semplici materiali, si può avere la capacità di mettere in scacco un paese intero (e non stiamo esagerando). La frase del miserabile di sopra lo ratifica.

È questo è il punto, dove incoraggiamo gli individualisti di azione a saziare i loro più profondi desideri, senza essere frenati nell’avere alla portata mezzi più sofisticati. Ragazzi eccitati d’azione questa è una guerra e nessuno la ferma!

-Alcuni ceffi “esperti” in controcultura ci hanno ignorato e sottovalutato (k), parlavano della nostra mancanza di ortografia, che “non era un linguaggio professionale di guerriglia urbana”, che non eravamo in linea nel difendere il “paese” e “lottare” per l’ingiustizia, tra le altre cose.

Primariamente, si suppone che uno di essi è un sociologo che si “dice” scrittore, afferma di non conoscerci,ma non ci riguarda che non sappia di noi.

Non giustifichiamo i nostri “errori” ortografici, tentiamo di scrivere il più possibile bene. Siamo sicuri che si riesca a capire quello che vogliamo esprimere, e la cosa più importante è che ci capiscono i nostri complici e alcuni affini che “camminano” tra noi. Speriamo che questo testo esca puro di difetti ortografici, perché ci lascino in pace.

Ripetiamo e spingiamo quello scritto nella nostra rivendicazione del 13 di gennaio: non siamo pazzi, perché abbiamo attentato con i nostri sensi al 100 per cento, molti ci chiamano “pazzi” o “dementi”, perfino il tipo sopra lo afferma, ma a parere dello pseudo-scrittore, esso non si è reso conto della nostra lucidità.

Affermare che vogliamo “guadagnare la simpatia delle ITS-Messico” è una stupidità che riflette solo la sua ignoranza assoluta. Buono, non ci può aspettare nulla di che, da un tipo che crede che si sia trattato di un attentato di “ultra – destra” (ne parliamo più avanti).È che ha la mente atrofizzata dalla lotta di classe e altra merda progressista.

Non abbiamo problemi a usare la sua stessa tecnologia per attaccarla e per diffondere il nostro pensiero, non abbiamo problemi morali con questo. O come credono che i nostri antichi nativi attuassero la loro terribile guerra agli invasori? Brandendo le stesse armi moderne chiaro!

Sembra che la sua diagnosi professionale sul nostro clan abbia sbagliato (come hanno sbagliato le vendite del suo libro, da cui, allo stesso modo devono “arrivarci” i crediti di propaganda) sul fatto che non abbiamo reti per rifornirci o nasconderci. Ti comunichiamo brutte notizie, camminiamo dalle tue parti, dovresti essere più accorto uscendo dall’edificio in Marchant Pereira 1925, providencia. Ti abbiamo visto uscire con quella puttana di tua madre!

Dicono che siamo un gruppo di adolescenti per il nostro linguaggio colloquiale ,idioti affidabili, già tutti coglioni hanno visto che siamo adolescenti, ebeti! Ahahha. Esperti di merda che non capiscono un cazzo.

A questi due, raccomandiamo di lasciare le loro esperienze da un lato quando è il momento di parlare delle ITS, poiché noi non coincidiamo con nessuno dei vostri parametri, né nelle vostre regole predisposte. Siamo una complessa ed ermetica orda di Selvaggi contro-rivoluzionari, misantropi, Nichilisti, malavitosi… Ah, e  adolescenti naturalmente, capito?

-Uno scienzato “politico” che parla a nome dell’anarchismo (l) (senza almeno esserlo), ha vomitato alcune dichiarazioni molto concorde al suo rango, cioè merda. Ha iniziato mentendo sfacciatamente, dicendo che gli anarchici non sono parte di un movimento violento. Sembra che questo tipo abbia solo letto León Tolstói e gli anarco-cristiani. E la cosa più spiritosa è che alla fine pretende di insultarci catalogandoci come le sette sataniche, crede che il tacciarci di mistici sia per noi un’offesa, tutto il contrario. Imbecille, basta solo leggere il nostro nome. Più sopra dice che il “nostro” è un “ecologismo di Al Qaeda”, ohhhh sei passato agli elogi.

II. Alla caccia degli eco-estremisti

Il giorno dopo l’esplosione del pacco-bomba, in una riunione dell’ultima ora si incontrano tutti gli alti comandi della polizia e la “intelligenza” cilena (m). I responsabili della sicurezza dello stato si afferrano la testa, si domandano che, com’è stato possibile che un gruppo internazionale con una “storia” ci abbia propinato un attentato tanto originale? La risposta è semplice, e come l’hanno affermato altri complici: siamo la MINACCIA INVISIBILE, stiamo in agguato aspettando il momento preciso per affondare i nostri canini. Cospirando nelle ombre, col suono dei grilli e con la luce della Luna dalla nostra parte.

Come c’era da sperare, emettono le loro sterili minacce dicendo che “presto ci prenderanno”, che la “cittadinanza confidi nelle istituzioni”, sti cazzi!

Da parte sua la procura incaricata di investigare per gli attentati esplosivi comincia un intenso lavoro di raccolta d’informazioni (n) dove recuperare materiale genetico fino a riesaminare le telecamere di sicurezza. Le dichiarazioni dei pubblici ministeri denotano che sarà complesso trovare le nostre “tracce”. Affermano che si tratta di un’azione abbastanza pianificata e sofisticata. Da questo rostro dichiariamo: d’accordo, continuino a cercare materiale genetico (o), a rimarcare le telecamere di sicurezza (p), a ricontrollare centinaia di nomi, continuino ancora, assicuriamo che non troveranno nulla di prezioso.

III. Di cospirazioni, false bandiere ed ultradestra

Entriamo in questa maniera pienamente all’ultima fase dopo un attentato tanto pubblico quanto il nostro. Dato le inutili risposte e l’inefficienza delle indagini per arrestare i responsabili del fatto, ovviamente incomincia il discredito in accuse come quello di essere “montaggio dello stato”, e teorie cospirative varie.  Occorre dire che da questo principio, alcuni imbecilli ci accusano di essere “l’artificio del potere”.

Uno dei principali teorici della cospirazione non è che lo stesso bastardo che abbiamo ferito, in alcune dichiarazioni per una rivista della sua impresa (q), che s’incarica di dare potere a quello che sussurrano gli ignoranti di sempre.

L’infelice scettico della nostra esistenza, diffida se realmente, siamo quelli che hanno rivendicato le sue ferite. Inalberandosi tra le solite spiritose teorie, in cui afferma che l’atto fu una “facciata”, di che cosa? Non lo dice mai.

E se, in realtà hai infastidito persone come noi, quelli che non sono disposti a lasciare passare come se niente fosse il danno alla Terra che causa l’impresa che presiedi, per questo motivo scriviamo questo e ci vantiamo delle tue ferite. E sì che sai molto bene a che si devono quelle croste nel tuo corpo, lo sai molto bene…

È lo stesso, che la notte dell’attacco, spunta fuori con un enorme viso da vittima (r), mostrando le sue bende, (che meritavano di adornare senza dubbio la testa o un occhio), facendo la faccia cattiva e dando dichiarazioni “potenti.” Il nostro regalo è stato molto violento, ma non ha avuto un briciolo di vigliaccheria. E cosi che siamo riusciti a cambiare la tua fottuta routine familiare e il tuo miserabile stato emozionale (s). Hai avuto “fortuna” (e molta), le prove prima dell’attentato con quel tipo di polvere da sparo di fosforo e con molta meno quantità hanno avuto un’esplosione molto forte!  Neanche il nostro messaggio nascosto nella “presentazione” del pacco ti ha dato l’avvertimento di pericolo , poiché ovviamente hai voluto aprire il “regalo” e leggere con interesse il libro sul “settore minerario” che ti aveva inviato il collega della FCFM, ahaahah, povero ingenuo.

Molti hanno sottovalutato la potenza dell’esplosivo, dicendo che il recipiente “era molto piccolo” che “era molto poca la polvere da sparo”, o che “quella polvere da sparo produceva solo incendi?” (t), e che “cercavamo solo l’interesse della stampa.” Quest’ultimo dato è certo, non neghiamo che abbiamo voluto che tutti parlassero delle ITS, ovviamente volevamo propagare il nostro discorso, ugualmente come la rivendicazione spontanea, ma in primis era ferire più possibile l’obiettivo.

Il presunto basso potere distruttivo dell’ordigno esplosivo è smentito dalle nostre stesse prove passate, e perfino lo stesso pubblico ministero che conduce l’indagine, riconosce che “il pacchetto avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi” (u). Le fotografie che gli sbirri hanno preso dal foro prodotto nella cucina e le finestre rotte evidenziano tutto questo.

Alcuni politicanti del governo (e anche no) come sempre nel ruolo vittimista, ipocrita e pestilente hanno inalberato la teoria che il nostro attentato fu eseguito da gruppi di “ultradestra” (v). Questi miserabili hanno una specie di trauma con l’esplosione delle bombe. Apparentemente ogni esplosione ha il ricordo del bombardamento alla moneda nel 73, e al nemico numero uno, un certo Pinochet. Devono capire che non c’è ne frega un cazzo della “legge del rame”, la “legge dell’oro”, o qualunque altra legge. L’unica cosa che c’interessa è restituire un po’ del danno causato alla Terra, con imprese come la Codelco e altre.

Altri hanno discusso, più enfaticamente, le nostre “vere motivazioni” dicendo senza peli sulla lingua che siamo una “cospirazione di non so che cosa”, cosa già affermata. In un reportage TV (nota t) portano a prova questo.  Sebbene, questo reportage sia abbastanza completo- nel riportare gran parte della storia delle ITS dal 2011 a ora-, tutto rimane insozzato dall’idea cospirativa che espongono. Notasi che hanno prodotto l’accertato lavoro giornalistico copiando il nostro comunicato (w) e in quest’occasione come una copia scaricata. Perfino un’altra nota giornalistica mette in dubbio il nostro attentato, inclusa l’esclusione della nostra partecipazione all’attentato (x) e si basa sul fatto che il “regalo” fu inviato da chilexpress e non da correos de chile. A loro cosa importa da dove è stato fatto o no l’invio, o se è rimasto “fermo” per un giorno intero, per caso non gli bastano le immagini allegate nel nostro comunicato?

Tutte queste diffamazioni e accuse di montaggio della verità non ci sorprendono, sappiamo come funzionano i mass media, e questo non ci spaventa. Non faremo le vittime accusando i media di mentire. Scriviamo queste parole per evidenziare che avanziamo per il sentiero Egoista in difesa estrema della Natura Selvaggia. Noi andremo avanti cagando sull’intelligenza poliziesca, gli esclusivi pubblici ministeri sono una BURLA!

Riappariremo e avanzeremo, dove meno se lo aspettano, per il momento questo deve essere chiaro. E dopo vedremo se quando torniamo, ci sono gli stessi ignoranti di sempre che ci definiscono un “montaggio”.

IV. Il capoccia rivoluzionario colpisci-antichi

Com’era da sperare, non tutte le reazioni “escono” della stampa, né da collettivi sociali o di politici, no! Mancavano le reazioni dei rivoluzionari anarchici, offendendo e attaccando quello che noi siamo e difendiamo (y). È la volta del prigioniero rivoluzionario Joaquín García che ci menziona, con riferimento al nostro attentato in un testo postato in vari blog di tendenza contrainformativa-antiautoritaria-amen.

Affermiamo un’altra volta che non abbiamo problemi con chi ci critica o attacca. Dalle nostre vette, siamo abituati a questo, è in più, ci piace leggere le critiche (siamo un po’ masochisti, questo è certo). Se osano buttarci merda,  devono però tenere in conto che noi la restituiamo sempre, e in maniera più fetida.

In realtà questo prigioniero non dice nulla di nuovo, è sempre la stessa solfa; con la loro morale degli attacchi, la coscienza rivoluzionaria e altro, quando capiranno che noi non siamo “rivoluzionari”, né c’interessa la “rivoluzione?”

Questo concetto è completamente obsoleto, non ha al presente nessuna validità, chi crede nella “rivoluzione” e la pretende, deve discuterne seriamente i propositi. Deve impuntarsi nel qui e ora, darsi una sveglia nell’idea che non siamo oramai nel secolo XIX, e farsi un esame del sangue per escludere una malattia neurologica.

Il nostro attacco non ha regole, né morale né niente di tuo Joaquín, perché continui a scrivere dei nostri metodi se abbiamo “una differenza irreconciliabile tra i distinti pensieri?” (come dici) basta, no?

Questo pazzo “detesta fino alla repulsione “ il nostro discorso ma applaude, ammira e saluta il nostro attentato. Che cosa?! Questa dichiarazione riflette solo la sua compiacenza totale. Non è meglio che non saluti le azioni dei nazisti che tanto odia? Di essi allo stesso modo detesta i discorsi ma non saluta i loro attacchi? Che raro…

Si distanza dal nostro misticismo, e alle nostre credenze che definisce assurde, ma un momento: ci si stava dimenticando che quello che questo tipo difende è la cosa “più” centrata, “logica” e “coerente” della terra. Per favore, non incominciamo a parlare di cose assurde che perdi sicuramente, prigioniero ri-arrestato.

Che lo sappia, le nostre credenze pagane le portiamo avanti col massimo orgoglio, la misticità dei nostri antenati le facciamo proprie e li riviviamo. Esaltiamo tutto il Selvaggio e l’Occulto. Dichiariamo senza peli sulla lingua che la Natura Selvaggia è la nostra autorità, perché sta sopra di noi e su tutto nella Terra. Lei è quella che detta i nostri passi, è quella che afferma quando arriverà la nostra ora.

Non sappiamo perché disturba tanto a questi anarchici la nostra misticità o in realtà lo sappiamo; è per il loro scioccante e schifoso ateismo occidentale che tanto difendono quanta regola d’oro dei ”senza regole”; come una prostituta afferrata al cazzo del suo cliente, questi anarchici non si separano manco un po’ dalle loro radici derivate dalle immagini illustrate.

Sai già, a proposito, che è meglio continuare a buttare merda sugli antichi, che tentennare con il “vecchio”: apparentemente in quel momento ti sei dimenticato di tutta la noiosa “morale rivoluzionaria” con la quale la tua bocca si blocca. Che “brutto“ vedere che qualcuno invia una bomba a casa di qualcuno, cui non importa della famiglia..ahiahia! Che non succeda che te abbia pestato dei vecchi malati che ti supportano!

Ora capiamo perché la tua aggressione l’hanno lodata tutti quelli che ci tirano oggi merda, tutta questa merda di sinistra pestilenziale. È perché la tua azione è stata una  “testata morale-rivoluzionaria” perpetrata per l’ideologia “non -assurda” che difendi…fanculo.

V. Terminiamo

Per terminare con questo comunicato, vogliamo dire solo un’altra cosa:

La minaccia dell’Eco-estremismo nel Sud è più occulta che mai, il nostro attentato è solo una favilla dal falò che afferriamo. Benché i nostri nemici vigilino e si difendono, si nascondano o magari si dimentichino di questo, noi avanziamo, osservandoli, spiandoli per causare più feriti, più terrore, più sconcerto, e nel migliore dei casi, realizzare la prima vittima mortale delle ITS in Cile.

Con la Natura Selvaggia dalla nostra parte!

Vivano i nostri Antichi e i loro Spiriti Pagani!

Che la Nebbia delle Terre Maledette del Sud nascondano i nostri passi!

Avanti Mafia Internazionale delle ITS!

Individualisti Tendenti al Selvaggio-Cile

-Orda Mistica del Bosco

Notas:

a) http://www.elmostrador.cl/noticias/pais/2017/02/02/ps-presenta-querella-por-atentado-explosivo-a-oscar-landerretche/

b) http://www.latercera.com/noticia/landerretche-quienes-provocaron-atentado-casa-lo-hicieron-lo-estamos-codelco/

c) http://derstandard.at/2000050754776/ChileOeko-Terroristen-bekennen-sich-zu-Anschlag-auf-Minenchef

http://maldicionecoextremista.altervista.org/reacciones-internacionales-tras-atentado-de-its-chile/

d) http://www.cooperativa.cl/noticias/pais/bachelet-por-atentado-contra-landerretche-es-un-hecho-repudiable/2017-01-13/195628.html

e) https://www.youtube.com/watch?v=GANJmcViIZM

f) https://www.youtube.com/watch?v=lgkP42CuOMY

g) http://www.biobiochile.cl/noticias/nacional/chile/2017/01/16/grupo-ecoextremista-resalta-amenaza-y-trata-de-miserables-hippies-al-partido-ecologista.shtml

h) http://kaosenlared.net/chile-organizaciones-del-ambientalismo-consecuente-repudian-atentado-a-landerretche-y-rechazan-calificativo-de-ecoterrorista/

i) http://www.latercera.com/noticia/presidente-la-cpc-aten:tado-landerretche-esperamos-sea-hecho-aislado/

j) http://www.latercera.com/noticia/dolmestch-ataque-landerretche-puede-cambiar-la-historia-delictual/

k) http://www.lanacion.cl/expertos-en-contracultura-describen-perfil-de-los-individualistas-tendiendo-a-lo-salvaje/noticias/2017-01-16/174412.html

l) http://www.quepasa.cl/articulo/opinion-posteos/2017/01/la-mayoria-de-los-anarquistas-no-son-violentos.shtml/

m) https://www.youtube.com/watch?v=dcEuzm2s9yo

n) http://www.biobiochile.cl/noticias/nacional/region-metropolitana/2017/01/23/fiscalia-lidera-diligencias-para-precisar-lineas-investigativas-de-atentado-a-landerretche.shtml

o) http://www.latercera.com/noticia/buscan-adn-restos-biologicos-hallados-bomba-enviada-landerretche/

p) https://www.youtube.com/watch?v=ACw9agbqgeE

http://www.24horas.cl/nacional/paquete-explosivo-a-landerretche-habria-sido-enviado-desde-chilexpress-de-san-joaquin-2261156

http://www.latercera.com/noticia/landerretche-fiscalia-pide-informacion-chilexpress/

q) http://www.latercera.com/noticia/landerretche-grupo-se-atribuyo-atentado-puede-una-fachada/

r) http://www.t13.cl/noticia/politica/oscar-landerretche-fue-atentado-realmente-muy-violento-y-cobarde13

s) http://www.quepasa.cl/articulo/ojos-de-la-llave/2017/02/las-medidas-de-seguridad-de-landerretche-pos-atentado.shtml/

t) https://www.youtube.com/watch?v=jhwLMtVfL8U (min. 10:05)

u) http://www.t13.cl/noticia/nacional/fiscal-guzman-indico-atentado-oscar-landerretche-es-muy-grave-e-infrecuente

v) http://www.cooperativa.cl/noticias/pais/policial/atentados/camilo-escalona-apunto-a-la-ultraderecha-como-autora-de-atentado-a/2017-01-19/114944.html

w) http://www.biobiochile.cl/noticias/nacional/chile/2017/01/18/que-es-el-eco-extremismo-analisis-de-individualistas-tendiendo-a-lo-salvaje.shtml

x) http://www.eldesconcierto.cl/2017/01/17/no-fueron-los-ecoterroristas-investigacion-descartaria-participacion-de-its-en-ataque-a-landerretche/

y) https://es-contrainfo.espiv.net/2017/02/06/prisiones-chilenas-comunicado-del-companero-joaquin-garcia-chanks/

(en) Response to John Zerzan

Video respuesta del jefe de la revista Atassa, a el anciano hippie Zerzan y su cría, Kevin Tucker.

Al parecer, los eco-extremistas en Estados Unidos han tocado fibras sensibles para los anarco-primitivistas, tanto así que estos han escrito columnas y columnas de supuestas críticas, y han emitido varios comentarios directos e indirectos en sus radios “autogestivas”.

¡Por el derrumbe de las viejas ideiologizaciones, el presente está plagado de horrores, solo los más valientes se atreven a entrar en él y asumir consecuencias!

(Chile) La feróz manifestación de la Naturaleza Salvaje

Desde el blog afín “Nomen Nescio”, una nota sobre los incendios que azotaron el sur de Chile.

Porque los eco-extremistas invocaron a Ajajema, ha regresado…


Una serie de incendios forestales han desatado un verdadero desastre en las tierras del sur de América, específicamente en el centro-sur de Chile. Los feroces incendios no han dado tregua alguna, tanto así que se han extendido por cerca cuatro semanas, los que se han visto rápidamente propagados debido a las altas temperaturas, las  que han llegado a los 40 grados.

Este gigantesco desastre ha sido catalogado como un suceso histórico nunca antes evidenciado en dicho país, algunos dicen que se trata de un “desastre apocalíptico”.

El Salvaje Fuego indiscriminado ha arrasado con todo a su paso; bosques, monocultivos, animales, plantas, insectos, pájaros, casas, automóviles y… alegremente, con algunos humanos.

En ocasiones el fuego arremetió contra pueblos enteros, quemando furiosamente todo lo que se le puso por delante. Se calculan en millares las casas que fueron completamente calcinadas, dejando en completo desconsuelo y en la calle a sus propietarios.

Tanto se ha quemado que el humo ha cubierto por completo los días soleados, llegando a convertirlos en verdaderos  días nublados de invierno.

Como es de esperar las consecuencias han sido tremendas, tanto para lo Salvaje como para la civilización. Millonarios gastos monetarios en recursos para tratar de combatir el fuego, con aviones y maquinarias de última tecnología, los que han tratado en vano de apagar el bello Fuego.

Mas imagenes, aqui.

Porque el Fuego también es Naturaleza Salvaje (unas palabritas sobre el desastre)

Es de esta forma como una vez mas lo Salvaje a hecho de las suyas, esta vez fue con la furia y violencia del indómito Fuego.

Este contundente atentado de lo Salvaje en contra de la vida civilizada en lo particular me llena de alegría. Me llena de alegría apreciar la desgracia que ha dejado a su paso. Me alegra ver las miles de casas calcinadas. Me alegra ver el terror de los humanos. Me alegra verlos corriendo despavoridos ante la inmensidad del Fuego. Y me alegran de sobre manera las muertes humanas.

Lamento los bosques nativos que han sucumbido ante la fuerza arrolladora de las llamas. Lamento la muerte de los animales, pájaros e insectos salvajes. Se que sus cuerpos se unirán a la Tierra fertilizándola para la próxima generación de arboles. Todo eso lo lamento, sepan que han muerto por algo que es mucho más grande y poderoso que cualquier ser de la tierra.

Saber que ni toda su mega-maquinaria de aviones gigantes ha podido apaciguar las furiosas llamas, ¡alegra el alma! Saber que la única que ha sido capaz de apagar el Fuego ha sido la misma Naturaleza Salvaje: esta vez la Lluvia. Con tan solo unos momentos de agua caída hizo lo que ningún mega-avión pudo. Esto solo reafirma la majestuosidad de la  Tierra, de como sus ciclos son omnipotentes e imposibles de evitar. Nunca nada será más grandioso que la sabiduría eterna de la Tierra Salvaje. Porque estamos regidos y a merced de la Tierra, siempre estará por encima de nosotros. ¡Nuestra única y verdadera autoridad es la Naturaleza Salvaje!

Que los humanistas sigan condenando y satanizando al hermoso Fuego. Que se sigan conmoviendo por la desgracia ajena. Que continúen combatiendo infructuosamente el Fuego que aun queda. Tal vez lo apaguen (lo más probable) pero sepan que el daño ya esta hecho. Ante todo esto solo tengo una frase que viene a mi memoria y que una vez una persona antigua me dijo: “QUE LO SALVAJE SE ENCARGUE DE LO SALVAJE”.

Que así sea, porque los montes tiene la capacidad de auto-regenerarse, naciendo incluso mas hermosos que antes. Porque los insectos y demás especies del bosque volverán a habitarlos. ¿Qué son para la Tierra y lo Salvaje unas cuantas décadas?: NADA.

¡Que arda todo lo que tenga que arder! ¡Incluso lo Salvaje!

¡Que los humanistas se desvivan ayudando a extraños!

Yo me rio de su hediondo altruismo y su solidaridad promiscua…

(CHILE) VIGÉSIMO TERCER COMUNICADO DE ITS: HORDA MÍSTICA DEL BOSQUE

La Horda Mística del Bosque, grupo de ITS en Chile, se vuelve a posicionar fieramente callando las necias bocas de los insensatos.

¡Adelante con la GUERRA en el Sur!


Ya ha pasado poco más de un mes desde que nuestro regalo explosivo detonó e hirió al canalla de Oscar Landerretche. El letrado economista, progresista e izquierdista, (ya que resultó que este tipo, encima era militante del Partido Socialista) (a), titulado de una de las incubadoras del progreso por excelencia como lo es la Universidad de Chile, fue el merecedor de toda nuestra Venganza Salvaje.

Y aunque sus heridas en esta ocasión fueron menores físicamente, debido a circunstancias azarosas a la hora de abrir el paquete (b), sabemos, eso sí, que emocionalmente las consecuencias han sido tremendas tanto para él como para su círculo familiar.

A raíz de nuestro inédito, original y certero atentado, (el que ha acaparado el interés de la prensa a nivel nacional e internacional) (c). Muchas cosas se han dicho, algunas muy chistosas, otras no tanto. Se ha dicho que nuestro paquete fue un atentado de “falsa bandera”, nos han difamado, nos han menospreciado, nos han obviado, se han horrorizado, se han ofendido, etc., etc., etc.

Debido a todas estas mentiras, críticas y demases, es que hemos decido pronunciarnos públicamente. Individualistas Tendiendo a lo Salvaje aprovecha y aprovechará cualquier instancia para difundir y hacer notar su presencia, no tenemos problemas con aquello. Entonces, allá vamos:

I. Acto repudiable, reacciones varias

-Obviamente no esperábamos menos de la clase política y la población en general, sabíamos que se espantarían con nuestro Salvaje atentado. Por eso que desde la presidenta Michelle Bachelet diciendo “que era un hecho extremadamente repudiable” (d), hasta sus discípulos y sus no discípulos haciendo declaraciones condenado enérgicamente el hecho (e), todo eso para nosotros era algo súper esperado.

-Una de las reacciones que nos dieron mucha risa fue la del “partido ecologista verde” (f), estos hippientos drogadictos tienen la patudez de dictar las normas “ecológicas” para actuar. Por más que quieran que su “ecología” no sea vinculada a nuestra Ecología, nunca lo conseguirán. Pues nosotros SÍ somos Ecologistas, pero de los extremistas, esos que están enfrascados en una guerra a muerte por la Naturaleza Salvaje. Su “movimiento ecológico” y sus reglas nos tienen sin cuidado, en todas ellas nos cagamos y nos meamos.

De acuerdo, sigan marchando, sigan con sus funas, poniendo carteles o gritando por megáfonos, por nuestra parte seguiremos con esta Guerra…

Si nuestros atentados contribuyen a que se criminalice toda su basura ecológica-social, genial, habremos golpeado dos pájaros de un tiro.

¿Ustedes no saben quiénes fueron? ¿Por qué dicen que fue un juego de niños la bomba?

Si fue un juego de niños, entonces ¿ustedes pueden hacer algo más grande?, ¿seguros que en sus filas no están los responsables? ¡AJAJAJA! (g).

Otra reacción que está por la misma línea que esta (pero esta más asquerosa y fome), es un comunicado firmado por una decena de agrupaciones social-ambientales, aparecido en blog igual de asqueroso (h), a la que no vale la pena decir mucho, solo que maldecimos todas sus luchas pacifistas y sociales en “defensa de la tierra”. Esperamos que su movimiento sufra toda la criminalización posible, y que la represión del estado (concepto común entre ellos) no los deje respirar.

-Algunos se persignaban pidiendo que fuera un hecho aislado (i), no tienen ni idea, ni se imaginan las ganas que aun recorren nuestros cuerpos por asestar otro golpe. Este será cuando menos se lo esperen, contra el que menos se lo esperen, no será mañana, PERO SERÁ. Los cables positivo y negativo están pacientes, esperando el momento del próximo contacto…

-El presidente de la Corte Suprema ha dicho que nuestro atentado fue “de una gravedad tremenda, que nos puede cambiar la historia delictual y política en Chile” (j), ayayayai caurito. Hemos evidenciado como con simples materiales, se puede ser capases de poner en jaque a un país entero (y no estamos exagerando), la frase del miserable de arriba lo ratifica.

Es en este punto, es en donde animamos a los individualistas de acción a saciar sus más profundos deseos, que no los frene el no tener al alcance medios más sofisticados, anímense cabros de acción, ¡que esta guerra nadie la para!

-Unos tipejos “expertos” en contracultura nos ningunearon y menospreciaron (k), alegaban por nuestras faltas de ortografía, que “no era un lenguaje profesional de guerrilla urbana”, que no estábamos en la “línea de defender al pueblo” y “luchar por la injusticia”, entre varias cosas más.

En primera, se supone que uno de ellos es un sociólogo que se las dio de escritor, dice no conocernos, nos tiene sin cuidado que no sepas de nosotros.

No vamos a justificar nuestras faltas de ortografía, tratamos de escribir lo más bien posible. Estamos seguros que se logra entender lo que queremos expresar, y lo más importante es que nos logran entender nuestros cómplices y algunos afines que por ahí andan. Esperamos que este texto salga puro de fallas ortográficas, pa’ que se dejen de wear.

Repetimos y recalcamos en nuestra reivindicación del 13 de enero que no estamos locos, pues atentamos con nuestros sentidos al 100 por ciento, muchos nos llaman “locos” o “dementes”, incluso él mismo lo hace, pero al aparecer el escritor de cuarta no se dio cuenta de nuestra lucidez.

Decir que queremos “ganar la simpatía de ITS-México” es una estupidez que solo refleja su desconocimiento absoluto. Bueno, no se puede esperar nada muy acertado de un tipo que cree que se ha tratado de un atentado de “ultra- derecha”, (ya lo abordaremos más adelante), que tiene su mente atrofiada con la lucha de clases y demás mierda progresista.

Y si, usamos su misma tecnología para atacarla y para difundir nuestro pensamiento, no tenemos problemas morales con eso. ¿O como creen que nuestros ancestros nativos dieron tremenda guerra a los invasores?, ¡ocupando las mismas armas modernas claro!

Parece que su diagnóstico profesional sobre nuestro clan ha errado, (como han errado las ventas de su libro, que por cierto, nos debe los créditos de propaganda), con eso de que no tenemos redes para abastecernos o escondernos. Te tenemos malas noticias, andamos por ahí aun, yo tendría más cuidado al salir del edificio en Marchant Pereira 1925, providencia. ¡Ándale vio pelao conchetumare!

Dicen que somos un grupo adolecente por nuestro lenguaje coloquial, ¡bakan jiles culiaos, ya todos los cauros vios saen que somos adolecentes, pelento si po’ oeeeee! Jajaja. Expertos de mierda no tienen ni idea.

A este par le recomendaríamos que dejen su expertis a un lado a la hora de hablar de ITS, ya que nosotros no vamos a coincidir con ninguno de sus parámetros, ni reglas predispuestas. Somos una compleja y hermética horda de Salvajes contra-revolucionario, misántropos, Nihilistas, delincuenciales……. Ahh, y adolescentes desde luego, ¿cachai?

-Un cientista político que habla en nombre del anarquismo (l) (sin siquiera serlo), vomitó unas declaraciones muy acorde a su rango, o sea torpes.  Empieza mintiendo descaradamente, diciendo que los anarquistas no son parte de un movimiento violento.  Parece que este tipo solo ha leído a León Tolstói y los anarco-cristianos. Y lo más chistoso es que al final pretende insultarnos catalogándonos como las sectas satánicas, cree que el tildarnos de místicos es para nosotros un agravio, todo lo contrario, solo lee nuestro nombre, imbécil. Más encima dice que lo nuestro es un “Al Qaeda del ecologismo”, ohhhh te pasaste por el alago.

II. A la caza de los eco-extremistas

Al día siguiente de que estallara el paquete-bomba, en una reunión de última hora se juntan todos los altos mandos de la policía y la “inteligencia” chilena (m). En ella los responsables de la seguridad del estado se agarran la cabeza, se preguntan que, ¿cómo ha sido posible que un grupo internacional con historial nos haya propinado tan inédito atentado? La respuesta es simple y como lo han dicho otros cómplices: somos la AMENAZA INVISIBLE, estamos al acecho esperando el momento preciso para clavar nuestros colmillos. Conspirando en las sombras, con el sonido de los grillos y con la luz de la Luna a nuestro lado.

Como es de esperar, lanzan sus estériles amenazas diciendo que “pronto nos atraparán”, que la “ciudadanía confíe en sus instituciones”, cueeekkk.

Por su parte la fiscalía encargada de investigar los atentados explosivos comienza una intensa labor de recopilación de información, (n) desde rescatar material genético hasta revisar las cámaras de seguridad. Las declaraciones de los fiscales denotan lo complicado que será dar con nuestra pista, en ellas expresan que se trata de un acción bastante planificada y sofisticada. Desde esta tribuna les decimos: de acuerdo, sigan buscando material genético (o), sigan revisando las cámaras de seguridad (p), sigan revisando los cientos de nombres, sigan y sigan, de seguro que no encuentran nada valioso.

III. De conspiraciones, falsas banderas y ultraderecha

De esta manera es como entramos de lleno a la última fase después de un atentado tan público como el nuestro. Debido a la nula respuesta y a la ineficiencia de las investigaciones para dar con los responsables del hecho, era obvio que comenzaría la desacreditación, las acusaciones de que somos un “montaje del estado”, y teorías conspirativas varias. Cabe decir eso sí, que desde un principio algunos imbéciles nos acusaron de ser una “artimaña del poder”.

Era que no, uno de los principales teóricos de la conspiración fue el mismo bastardo que herimos, en unas declaraciones para una revista de su minera (q), se encarga de potenciar lo que ya venían cuchucheando los necios de siempre.

El infeliz escéptico de nuestra existencia, desconfía de si realmente somos los que reivindicamos sus heridas. Enarbolando las siempre graciosas teorías de que el acto fue una “fachada”, ¿de qué?, nunca lo dice.

Y si, en realidad has molestado a personas como nosotros, los que no estamos dispuestos a dejar pasar así como si nada el daño a la Tierra que causa la empresa que presides, por eso escribimos esto y nos vanagloriamos de tus heridas. Y sí que sabes muy bien a que se deben esas costras en tu cuerpo, lo sabes muy bien…

Este, que la misma noche del ataque sale con su mayor cara de víctima (r), mostrando sus vendas, (las que merecieron sin duda adórnale la cabeza o un ojo), poniendo cara de malvado y dando declaraciones “potentes”. Nuestro regalo no tuvo una pisca de cobardía, mucho de violento eso sí. Y sí que logramos cambiar tu puta rutina familiar y tu miserable estado emocional (s). Sí que tuviste “suerte” (y mucha), las pruebas antes del atentado con ese tipo de pólvora de fosforo y con mucha menos cantidad ¡estallaron re-fuerte! Ni siquiera nuestro mensaje oculto en la presentación del paquete pudo prenderle las alarmas, obviamente quería presuroso abrir el “regalo” y leer con interés el libro sobre minería que le había enviado su colega de la FCFM, aaajajaja, pobre ingenuo.

Muchos han menospreciado la potencia del explosivo, diciendo que el recipiente “era muy pequeño”, que “era muy poca la pólvora”, o que “esa pólvora solo producía incendios” ¿¿?? (t), y que “solo buscábamos prensa”. Esto último es cierto, no negamos que queríamos que todos hablaran de ITS, obviamente queríamos propagar nuestro discurso, por eso igual la reivindicación casi al instante, pero lo primordial era herir lo más posible al objetivo.

El supuesto bajo poder destructivo de la carga explosiva queda desmentido por nuestros mismos ensayos anteriores, incluso el mismo fiscal a cargo de la investigación reconoce que “el paquete pudo haber tenido consecuencias mucho más graves” (u). Esas fotografías que los pacos tomaron del forado en la cocina y las ventanas rotas evidenciarían todo esto.

Algunos políticuchos del gobierno (y no políticos) como siempre en su rol victimista, hipócrita y pestilente han enarbolado la teoría de que nuestro atentado fue ejecutado por grupos de “ultraderecha” (v). Estos miserables tienen una especie de trauma con la detonación de bombas, al parecer cada estallido les recuerda el bombardeo a la moneda en el 73, y a su enemigo número uno, un tal Pinochet. Entiendan que nos importa un carajo la “ley del cobre”, la “ley del oro”, o cualquier otra ley. Lo único que nos interesa es devolver un poco todo el daño que han infringido en la Tierra empresas como Codelco y otras.

Otros han cuestionado, más enfáticamente, nuestras “verdaderas motivaciones” diciendo sin pelos en la lengua que somos una “conspiración de no sé qué”, nuevamente nunca lo dicen. En un reportaje de TV (nota t), hacen gala de esto. Si bien, este reportaje es bastante completo, haciéndose cargo de gran parte de la historia de ITS desde 2011 hasta ahora, todo queda manchado con la idea conspirativa que exponen. Se nota que leyeron el acertado trabajo periodístico que un medio radial hizo de lo nuestro (w), en ocasiones son una copia descardada del mismo. Otra nota periodística que también pone en duda nuestro atentado, incluso descarta nuestra participación (x), se basa en que el regalo fue enviado desde chilexpress y no de correos de chile. Que les importa desde donde se hizo o no el envío, o si estuvo un día entero guardado, ¿acaso no les basta con las imágenes adjuntadas en nuestro comunicado?

Todas estas difamaciones y acusaciones de montaje la verdad es que no nos sorprenden, sabemos cómo funcionan los medios masivos, no nos asustamos. No nos haremos las víctimas acusando a los medios de mentirosos. Escribimos estas palabras para evidenciar que seguimos por la senda Egoísta en defensa extrema de la Naturaleza Salvaje. Que nos seguimos cagando en la inteligencia policial, ¡sus fiscales exclusivos son una BURLA!

Por el momento, nosotros seguiremos, reapareceremos cuando menos se lo esperen, eso ténganlo claro. A ver si cuando volvemos siguen los necios de siempre llamándonos un “montaje”.

IV. El cabeceador revolucionario golpea-ancianos

Como era de esperar, no todas las reacciones fueron de la prensa, ni de colectivos sociales o de políticos, ¡no!, faltaban las reacciones de los revolucionarios anarquistas, ofendiendo y atacando lo que nosotros somos y defendemos (y). Esta vez, el preso revolucionario Joaquín García nos ha mencionado y se ha referido a nuestro atentado en una carga colgada en varios blogs de corte contrainformativo-antiautoritario-amen.

Decimos de una vez que no tenemos problemas con que nos critiquen o nos ataquen. A estas alturas ya estamos acostumbrados, es más, hasta nos gusta leer las críticas, (somos un poco masoquistas, eso es cierto). Pero si se atreven a lanzarnos mierda, tengan en cuenta que nosotros siempre la devolvemos, y siempre más hedionda.

En realidad, este preso no dice nada nuevo, siempre lo mismo; la moral de los ataques, la conciencia revolucionaria, y demás weas, ¿cuándo van a entender que nosotros no somos “revolucionarios”, ni nos interesa la “revolución”? Este concepto está completamente obsoleto, no tiene ninguna validez en el presente, quien crea en la “revolución” y pretenda una, debe cuestionarse seriamente sus propósitos. Debe plantarse en el aquí y el ahora, sacudirse la idea de que ya no estamos en el siglo XIX, y hacerse un examen de sangre para descartar una enfermedad neurológica.

Nuestros ataque no tienen reglas, ni moral ni nada de lo tuyo Joaquín, ¿porque sigues cuestionando nuestros métodos si tenemos “una diferencia irreconciliable entre los distintos pensamientos”? (como dices), ya basta, ¿no?

Este loco “detesta hasta la tirria” nuestro discurso pero aplaude, admira y saluda nuestro atentado ¡¿¿Qué??! Esta declaración solo refleja su complacencia total. ¿Porque mejor no saludas las acciones de los nazis que tanto debes odiar?, de ellos igual detestas su discurso pero ¿no saluda sus ataques?, que raro…

Se distancia de nuestro misticismo, y a nuestras creencias las llamas absurdas, un momento, se nos olvidaba que lo que este tipo defiende es lo “más” centrado, “lógico” y “coherente” de la tierra. Por favor, no empecemos a hablar de cosas absurdas que de seguro sales perdiendo, preso reaprendido.

Para que sepas, muestras creencias paganas las llevamos con el máximo orgullo, la misticidad de nuestros ancestros la hacemos propias y las revivimos. Enaltecemos todo lo Salvaje y Oculto. Declaramos sin pelos en la lengua que la Naturaleza Salvaje es nuestra autoridad, porqué está por encima de nosotros y de todo en la Tierra. Ella es la que dicta nuestros pasos y ella es la que dice cuándo llegará nuestra hora.

No sabemos porque les molesta tanto a estos anarquistas nuestra misticidad… o en realidad si lo sabemos; es por su chocante y asqueroso ateísmo occidental que tanto defienden como regla de oro de los “sin reglas”; como una prostituta aferrada al falo de su cliente, estos anarquistas no se separan de sus raíces derivadas de la Ilustración ni un poquito.

Así que ya sabes, mejor sigue dándole de cabezazos a los ancianos, a propósito, que bueno que hayas cabeceado al viejo, al parecer en ese momento se te olvidó toda la aburrida “moral revolucionaria” con la que te atascas la boca. Mira que enviar una bomba a la casa de alguien sin importar la familia ayyyyyy que “malo”, pero que no se te ocurra golpear a enclenques viejos, ¡que te aplauden!

Ahora entendemos porque tu agresión la alabaron todos los que hoy nos tiran mierda, toda esa costra de izquierdistas apestosos, y es porque tu acción fue un “cabezazo moral-revolucionario” perpetrado por la ideología “no-absurda” que defiendes, ¡pfffff!

V. Terminamos

Para concluir con este comunicado, solo queremos decir una cosa más:

La amenaza del Eco-extremismo en el Sur está más latente que nunca, nuestro atentado fue solo un chispazo de la hoguera que vamos a prender. Aunque nuestros enemigos se cuiden y se atrincheren, se escondan o quizás se olviden de esto, nosotros seguiremos ahí, observándolos, acechándolos para generar más heridas, más terror, más desconcierto, y en el mejor de los casos, hacer realidad la primera víctima mortal de ITS en Chile.

¡Con la Naturaleza Salvaje de nuestro lado!

¡Vivan nuestros Ancestros y sus Paganos Espíritus!

¡Que la Neblina de las Tierras Malditas del Sur siga borrando nuestros pasos!

¡Adelante Mafia Internacional de los ITS!

Individualistas Tendiendo a lo Salvaje-Chile

-Horda Mística del Bosque

 

Notas:

a) http://www.elmostrador.cl/noticias/pais/2017/02/02/ps-presenta-querella-por-atentado-explosivo-a-oscar-landerretche/

b) http://www.latercera.com/noticia/landerretche-quienes-provocaron-atentado-casa-lo-hicieron-lo-estamos-codelco/

c) http://derstandard.at/2000050754776/ChileOeko-Terroristen-bekennen-sich-zu-Anschlag-auf-Minenchef

http://maldicionecoextremista.altervista.org/reacciones-internacionales-tras-atentado-de-its-chile/

d) http://www.cooperativa.cl/noticias/pais/bachelet-por-atentado-contra-landerretche-es-un-hecho-repudiable/2017-01-13/195628.html

e) https://www.youtube.com/watch?v=GANJmcViIZM

f) https://www.youtube.com/watch?v=lgkP42CuOMY

g) http://www.biobiochile.cl/noticias/nacional/chile/2017/01/16/grupo-ecoextremista-resalta-amenaza-y-trata-de-miserables-hippies-al-partido-ecologista.shtml

h) http://kaosenlared.net/chile-organizaciones-del-ambientalismo-consecuente-repudian-atentado-a-landerretche-y-rechazan-calificativo-de-ecoterrorista/

i) http://www.latercera.com/noticia/presidente-la-cpc-aten:tado-landerretche-esperamos-sea-hecho-aislado/

j) http://www.latercera.com/noticia/dolmestch-ataque-landerretche-puede-cambiar-la-historia-delictual/

k) http://www.lanacion.cl/expertos-en-contracultura-describen-perfil-de-los-individualistas-tendiendo-a-lo-salvaje/noticias/2017-01-16/174412.html

l) http://www.quepasa.cl/articulo/opinion-posteos/2017/01/la-mayoria-de-los-anarquistas-no-son-violentos.shtml/

m) https://www.youtube.com/watch?v=dcEuzm2s9yo

n) http://www.biobiochile.cl/noticias/nacional/region-metropolitana/2017/01/23/fiscalia-lidera-diligencias-para-precisar-lineas-investigativas-de-atentado-a-landerretche.shtml

o) http://www.latercera.com/noticia/buscan-adn-restos-biologicos-hallados-bomba-enviada-landerretche/

p) https://www.youtube.com/watch?v=ACw9agbqgeE

http://www.24horas.cl/nacional/paquete-explosivo-a-landerretche-habria-sido-enviado-desde-chilexpress-de-san-joaquin-2261156

http://www.latercera.com/noticia/landerretche-fiscalia-pide-informacion-chilexpress/

q) http://www.latercera.com/noticia/landerretche-grupo-se-atribuyo-atentado-puede-una-fachada/

r) http://www.t13.cl/noticia/politica/oscar-landerretche-fue-atentado-realmente-muy-violento-y-cobarde13

s) http://www.quepasa.cl/articulo/ojos-de-la-llave/2017/02/las-medidas-de-seguridad-de-landerretche-pos-atentado.shtml/

t) https://www.youtube.com/watch?v=jhwLMtVfL8U (min. 10:05)

u) http://www.t13.cl/noticia/nacional/fiscal-guzman-indico-atentado-oscar-landerretche-es-muy-grave-e-infrecuente

v) http://www.cooperativa.cl/noticias/pais/policial/atentados/camilo-escalona-apunto-a-la-ultraderecha-como-autora-de-atentado-a/2017-01-19/114944.html

w) http://www.biobiochile.cl/noticias/nacional/chile/2017/01/18/que-es-el-eco-extremismo-analisis-de-individualistas-tendiendo-a-lo-salvaje.shtml

x) http://www.eldesconcierto.cl/2017/01/17/no-fueron-los-ecoterroristas-investigacion-descartaria-participacion-de-its-en-ataque-a-landerretche/

y) https://es-contrainfo.espiv.net/2017/02/06/prisiones-chilenas-comunicado-del-companero-joaquin-garcia-chanks/

[es] (Alemania) Adjudicación y comunicado – Célula Fuego Salvaje

Traducción al español del fiero comunicado de Célula Fuego Salvaje de Alemania.

Nos regocijamos con sus palabras y actos, su declaración es solo el comienzo de que la venganza tomada por los individuos está en curso. La era de las revoluciones, incluso del viejo sistema informal anarquista se ha derrumbado, lo que hoy mueve a los criminales egóicos, no es un sentimiento de “solidaridad”, de “apoyo mutuo”, sino de venganza, odio contra la civilización y ganas de verlo todo arder.

¡Adelante individualistas únicos, nihilistas y eco-extremistas!


I

“Ya es hora de quemar este país, este mundo artificial; esto el inicio del fuego negro que consumirá sus negocios e industrias de la asquerosa sociedad tecno-industrial. Ahora es el momento de articular una crítica directa y fría, lejos de fantasías, hagámoslo y presentamos golpes”.

A medida que la plaga de la modernización se extiende en los cementerios urbanos de la sociedad tecnológica de masas, sofocando cada vez más nuestra existencia cada día que pasa, proseguimos con nuestra guerra personal contra la civilización y las hordas de cobardes sumisos, que la recrean y la sostienen con sus actos cotidianos de servidumbre y conformidad.

Las nuevas innovaciones en el ámbito del control tecnológico y la dominación avanzan diariamente, con la mayoría dando la bienvenida a la proliferación de tecnologías “inteligentes”, y la digitalización total de todos los aspectos de la vida. En nombre de “conveniencia”, las masas híper-civilizadas median la totalidad de sus vidas sin valor a través de pantallas y receptores, alimentando al leviatán industrial con un flujo interminable de datos. Datos que, con la ayuda de corporaciones como Google, Facebook, Microsoft, Vodafone, Sony, etc., usan para promover programas de vigilancia estatales y gubernamentales, solidificando e imponiendo las ilusiones de “paz social” y de control.

Las antenas de telefonía móvil, además de funcionar como piezas importantes de infraestructura técnica para el buen funcionamiento de la sociedad, y el proceso de estupidización en masa, también emiten cantidades masivas de toxicidad en forma de ondas de radio y microondas, resultando en tumores y daños cerebrales en criaturas que viven cerca, y son conocidos por interferir con los sentidos de navegación de las aves y los insectos, lo que lleva a muertes en masa de colonias enteras de abejas y, por tanto, causan daños irreparables a los ecosistemas existentes.

Sabemos que al destruir estas antenas y cortar un par de venas del sector de las telecomunicaciones, hacemos poco para dañar a las corporaciones que poseen estos dispositivos, pero creamos momentos de placer y satisfacción egoísta en nuestras vidas, rompiendo con la rutinización de la vida al gastar tiempo en las ciudades, y con el objetivo de causar estrés e incomodidad entre los tecno-drogadictos de las masas repugnantes, interrumpiendo la cada vez más normalizada y fabricada “necesidad” de conectividad constante.

En las últimas horas del 2/2/17, acompañado por nuestro furioso odio a la sociedad y un profundo amor por los animales no humanos antes mencionados, extendimos nuestro fuego a las heladas calles de Leipzig, Alemania. Encapuchados y enmascarados, escondidos bajo la cubierta de la oscuridad, nos dirigimos hacia nuestro primer objetivo, un grupo de antenas bien escondidas propiedad de Vodafone. Pusimos la antorcha en una serie de cables que corrían por el lado de una chimenea de ladrillo, entre algunas casas y un café de moda vegano. Las llamas subieron todo el camino hasta los cables de las antenas, sumergiéndolos completamente y esparciendo llamas y chispas a través de un área de 60 metros. Esto se logró cubriendo el fondo de los cables expuestos en gel inflamable y luego colocando dos incendiarios de combustión lenta entre los cables. Los iluminamos y nos echamos a reír cuando desaparecimos una vez más en la noche.

En la noche del 7/2/17 más ataques fueron llevados a cabo por una individualidad de la célula, en un área diferente de la ciudad, estas son sus palabras.

… Entre los sonidos del bosque invernante y los sonidos de las criaturas no humanas que intentan vivir sus vidas salvajes, en medio de estos momentos tranquilizantes me oigo preguntar por momentos de alegría, por los momentos libres de rabia. Así que destruí 7 torres de caza y cuando terminé, mi deseo era más. Más momentos de actividades silenciosas entre el canto de los pájaros. Más momentos de auto-liberación. Así que en la misma noche prendí fuego a 6 coches indiscriminadamente. Sin preocuparse por las ideas morales de objetivos y objetivos aceptados, las ideas abstractas de lo “correcto” o lo “incorrecto”. Sólo con mi deseo completamente solitario de perturbar la vida normal civilizada, sólo por el olor de la goma quemada en el aire helado del invierno cuando sabes que mañana algunos esclavos civilizados van a llorar por sus asquerosos coches. Tres de ellos fueron incendiados por completo…

En el reportaje de las noticias sobre este ataque, la policía hizo la declaración con respecto a los motivos de la serie de incendios provocados con “un fondo político, sin embargo, puede ser excluido”. Nos sorprendió ver que estos imbéciles realmente aciertan en una cosa correcta. No nos importa una mierda lo “político”, solo queremos divertirnos mientras observamos el mundo arder.

II

Cuando empezamos a adjudicarnos algunos de nuestros actos de destrucción como la Célula Fuego Salvaje, también asociamos a nuestra pequeña pandilla con la ALF, ELF y FAI como parte de un experimento final en la comunicación entre otras individualidades interesantes dentro del campo “anarquista” al que pertenecíamos, no por tener contacto directo con ellos. Luego en nuestro segundo comunicado abandonamos el uso de estas siglas y hablamos brevemente de algunas de nuestras motivaciones para hacerlo. Tomaremos el tiempo para continuar el diálogo que rodea este proceso aquí, con el fin de deconstruir las abstracciones de nuestras ideas de las cuales nosotros mismos fuimos los autores.

Como expresamos anteriormente, ya no necesitamos estas etiquetas para “identificarnos” a nosotros mismos o a nuestras acciones como una “parte” de nada. Nunca perteneceremos a los””movimientos” creados por estas identidades colectivistas reificadas, y rechazamos total y especialmente los principios moralizantes de “no-violencia” hacia los “humanos” defendidos por las tendencias del Frente de Liberación Animal y del Frente de Liberación de la Tierra.

Conservamos el nombre de la célula para marcar claramente nuestra salida de las alcantarillas del pensamiento ideológico y / o idealista, y significa el desarrollo de nuestros deseos y la praxis iconoclasta. Para ser honestos con nosotros mismos, creemos que en nuestro primer comunicado algunas afirmaciones erróneas fueron hechas por el uso de expresiones que a veces sentimos que corresponden con nuestras pasiones, pero dentro del agujero de las interacciones civilizadas, las cadenas del lenguaje presentan la oportunidad para innumerables interpretaciones erróneas, convirtiendo nuestros gritos de guerra en meros eslóganes y frases que reproducen papeles e ideales. Nuestro objetivo es acabar con todos estos fantasmas que impiden el fortalecimiento de nuestras individualidades, y bloquear nuestros caminos hacia el caos de una existencia salvaje y sin mediación que nos construimos en el presente.

A partir de aquí, los comunicados y reivindicaciones de responsabilidad procedentes de cada núcleo de la Célula Fuego Salvaje serán acompañados por un nombre de una célula secundaria que permita mayor flexibilidad y autonomía en la realización de ataques internacionales y para una expresión más clara de los motivos y opiniones de o los individuos responsables.

Seremos muy claros de que esto NO es un “llamado” para que otros que conocemos tomen nuestro nombre en el pluralismo ritualista típico del campo “anarquista”. Es simplemente un movimiento estratégico en nuestro nombre para mejorar nuestras capacidades para una mayor destrucción.

III

Cuando hablamos de idealismo, nos referimos a la hipócrita idea de luchar por una meta o por una causa externa, por algún futuro mejor o ídolo mistificado. Como no creemos en la posibilidad de destruir completamente la prisión de la civilización, nuestros actos de destrucción son actos que tienden a nuestra auto-liberación. Actos que pretenden romper las cadenas que la sociedad nos ha impuesto desde nuestro nacimiento, y crear el potencial para escapar de la gran jaula momentáneamente, por descivilizarnos y hacernos peligrosos. La idea de causar terror y disturbios entre las masas dormidas y transformar los mundos oníricos del progresismo, y la utopía en una pesadilla viva para aquellos que consideramos nuestros enemigos, es para nosotros otra parte importante de las razones por las que llevamos a cabo nuestros actos egoístas y criminales.

No somos “anarquistas” porque hace mucho tiempo hemos rechazado la estancada ideología del “anarquismo”. No somos tan tontos para tener ninguna “esperanza” en la “lucha”. No estamos motivados por las fantasías devocionales de “victoria”, “revolución” o “colapso”. Nos hemos vuelto completamente enfermos de este circo cristianizador y de todas las posturas, censuras, puñaladas, predicación moralista y la incesante charla apagada. No estamos diciendo que todos los que se llaman a sí mismos “anarquistas” caigan en esta trampa ideológica, todavía hay algunos únicos que reclaman esta “identidad” por sí mismos, que es su discreción. Entre estos pocos contamos con orgullo con algunos de nuestros aliados cercanos y cómplices.

Somos un pequeño círculo de nihilistas criminales e individualistas egoístas. El nihilismo para nosotros representa un proceso de negación y abnegación, es nuestra herramienta para derribar las paredes de las construcciones civilizadas impuestas a nuestros egos indomables. Las cadenas culturales-sociales de “moralidad”, “identidad”, “género”, “altruismo”, “optimismo”, “igualdad”, “solidaridad”, “respeto”, “humanismo”, “antropocentrismo” están las llamas de la destrucción iconoclasta. Cuando nos dirigimos a la batalla, ejercemos nuestro nihilismo como un arma, con la cual creamos juguetonamente momentos de gozosa ruptura dentro de los sofocantes confines de la sociedad tecno-industrial, en el aquí y ahora. Estamos motivados por nuestros deseos y pasiones de venganza por todo lo que hemos perdido. Con toda la fuerza e ingenio que poseemos, volvemos nuestra vitalidad en nuestro medio de ataque contra la realidad que odiamos, encarando a nuestro enemigo de frente y siendo más fuertes para él.

IV 

Hemos vagado por todas partes. Hemos visto la belleza del caos natural en el interior de bosques antiguos, y entre las malas hierbas que se rompen el hormigón. En la soledad de las cimas de las montañas, y en los encuentros silenciosos con otros individuos nocturnos acechando en la noche. Cuando afilamos nuestros cuchillos en las sombras de los bosques, y conspiramos alrededor de fogatas con nuestros fervientes cómplices, con quienes compartimos el deseo de salir de las jaulas de nuestra domesticación y convertirnos en seres salvajes.

Hemos sido testigos de primera mano de la devastación que el reino de la “humanidad” ocasiona en el medio ambiente terrestre, hemos estado en los límites de vastas y desoladas canteras, hemos caminado por los bosques despejados y por las playas cubiertas de petróleo y plástico, cubiertas por cadáveres de peces y pájaros, sintiendo el odio y la ira aumentando dentro de nosotros más y más como la negrura que se reúne en nuestros pulmones. Hemos visto los horrores dentro de las granjas de fábrica, y cada uno sintió, entonces, en nuestros corazones, que la liberación por sí sola nunca sería suficiente.

Hemos prendido incendiarios, quemando las máquinas e infraestructura que aniquilan lo salvaje, paralizando momentáneamente las normas y procedimientos del orden civilizado. Hemos lanzado ataques contra los empleados de las empresas ecocidas a plena luz del día y a la luz de la luna, sintiéndonos más vivos que nunca mientras huían ante nuestros cuchillos, molotovs y piedras. Nuestros actos de vandalismo han causado cortes de energía y de conexiones de Internet y teléfono en innumerables hogares y negocios. Nos hemos rebelado del intento criminal que no se detiene en romper simplemente algunas ventanas, y nuestras manos rabiosas se mueven para robar todas las necesidades de nuestra supervivencia que están al alcance.

Somos amorales, ilegalistas, antisociales e individuos impenitentes en guerra con la sociedad tecno-industrial y todo el progreso humano.

Con valentía y determinación seguimos practicando nuevas técnicas en la aplicación de las artes destructivas, mejorando nuestros métodos de sabotaje, ataque y evasión. Como no vamos a detenernos en nada, nuestros ataques irán en forma asimétrica a medida que corremos de sombra a sombra, y nuestros fuegos continuarán extendiéndose por todo este sucio continente.

Nuestras líneas de batalla están dibujadas y sabemos dónde estamos; en complicidad con los fieros anticivilizacionistas, eco-extremistas, incontrolables y pesimistas que, carentes de esperanza ni de temor, siguen dando golpes desvergonzados, indiscriminados y decisivos contra la tecno-colmena.

“Hacia la proliferación de ataques y la coordinación de grupos e individualidades para atacar más fuerte y constantemente contra la civilización patriarcal y su marco tecno-industrial, el camino es arduo e incierto, sólo nuestras acciones en el presente revelan nuestras convicciones reales”.

¡La aniquilación despiadada es lo único que merece este sistema pútrido, sus representantes, sus trabajadores y sus leales ciudadanos! 

¡Que los judiciales morales de todas las ramas sigan llorando y lloriqueando! ¡Que los habladores sigan hablando!

¡En guerra! 

Célula Fuego Salvaje

 

Pd: Nos emocionó saber que en la mañana del 8/2/17 una amenaza de bomba fue declarada a los estudiantes del Centro de Educación y Tecnología (BTZ) en Leipzig, causando la evacuación de 500 personas de las instalaciones, una gran respuesta de la policía y militares y un estado de miedo y pánico entre los estudiantes y maestros progresistas. Los actos terroristas de este tipo, especialmente los que van dirigidos contra las instituciones tecnocientíficas, son algo raros en esta región geográfica en particular, y acogemos con satisfacción la propagación del malestar y el desorden dentro de la “Fortaleza Europa”. Los bárbaros ya están dentro de las paredes. Siempre hemos estado aquí y siempre lo estaremos.

[en] (Germany) Claim of responsibility and Statement – Wildfire Cell

Con gran alegría y profundo gozo publicamos la declaración de la “Célula Fuego Salvaje” desde Alemania, en donde exponen varios puntos de importancia para la práctica de su guerra contra la civilización y el progreso humano en aquel lado del mundo.

En la declaración, hacen filosas críticas a la vida híper-civilizada, tumban con palabras la ética civil y desgarran fieramente la artificialidad del sistema tecno-industrial. Niegan ser anarquistas y se posicionan en complicidad con los eco-extremistas.

Se responsabilizan de varios atentados incendiarios en la ciudad de Leipzig.

¡Por la expansión de los atentados contra la civilización!

¡Muerte a la moral del ataque!

¡Que la guerra amoral e indiscriminada siga perturbando la mente de los individualistas!


I

“It’s about time that we burned this country, this artificial world; it’s the onset of the black fire that will consume their businesses and industry of the filthy techno-industrial society. It is now time to articulate a direct and cold criticism, away from fantasies, put it forth, and present strikes.”

As the plague of modernization runs rampant in the urban-cemetaries of technological mass-society, suffocating our existence more and more with every passing day, we press on with our personal war against civilization and the hordes of submissive cowards who recreate and uphold it with their everyday acts of servitude and compliance.

New innovations in the realm of technological control and domination advance daily, with most welcoming the proliferation of “smart” technologies and the total digitalization of life’s every aspect. In the name of “convenience” the hyper-civilized masses mediate the entirety of their worthless lives through screens and receivers, feeding the industrial leviathan with an endless stream of data. Data which with the aid of corporations like Google, Facebook, Microsoft, Vodafone, Sony etc. is used to further state and governmental surveillance programs, solidifying and enforcing the illusions of “social peace” and control.

Mobile phone antennas, besides functioning as important pieces of technical infrastructure for the smooth-functioning of society and the process of mass stupification also emit massive amounts of toxicity in the form of radiowaves and microwaves, resulting in tumors and brain damage in creatures dwelling nearby and are known to interfere with the navigational senses of birds and insects, leading to mass die-offs of entire colonies of bees and thus causing irreparable damage to existing ecosystems.

We know that by destroying these antennas and severing a couple of veins of the telecommunications sector we do little to harm the corporations who own these devices, but we create moments of pleasure and egoistic satisfaction in our lives, breaking with the routinization of life when spending time in the cities and aiming to cause stress and discomfort amongst the techno-junkies of the repugnant masses by disrupting the increasingly normalized and manufactured “need” for constant connectivity.

In the late hours of 2/2/17, accompanied by our furious hatred of society and a deep love for the aforementioned non-human animals, we spread our fire to the icy streets of Leipzig, Germany. Hooded and masked, we lurked under the cover of darkness and headed for our first target, a cluster of well-hidden antennas owned by Vodafone. We put the torch to a number of cables that ran up the side of a brick chimney between some houses and a vegan hipster cafe. The flames climbed all the way up the cables to the antennas, engulfing them completely and scattering flames and sparks across an area of 60 meters. This was achieved by covering the bottom of the exposed cables in flammable gel and then placing two slow-burning incendiaries between the cables. We lit them up and set off laughing to ourselves as we disappeared once more into the night.

Then on the night of 7/2/17 more attacks were carried out by an individuality of the cell in a different area of the city, these are their words.

… Between the sounds of the wintering forest and the sounds of non-human creatures trying to live their wild lives, in the middle of these calming moments I hear myself asking for moments of joy, for the free moments of rage. So I destroyed 7 hunting towers and when I was finished, my desire was asking for more. More moments of silent activities between the singing of the birds. More moments of self liberation. So in the same night I set fire to 6 cars indiscriminately. Without caring for the moral ideas of targets and accepted targets, the abstract ideas of the “right” or “wrong”. Just with my fully lonely desire for disturbing normal civilized life, just for the smell of burning rubber in the frosty winter air when you know that tomorrow some civilized slaves are going to cry for their disgusting cars. Three of them were torched completely…

In the news report concerning this attack, the police made the statement with regards to the motives of the arson spree that “A political background, however, can be excluded”. We were surprised to see that these morons actually got one thing right. We don’t give a shit about the “political”, we just want to have some fun while watching this whole world burn.

II

When we first began claiming some of our acts of destruction as the Wildfire Cell, we also associated our little gang with the ALF, ELF and FAI as part of a final experiment in communication between other interesting individualities within the “Anarchist” camp who we were not in direct contact with. Then in our second communique we abandoned the use of these acronyms and spoke briefly about some of our motivations for doing so. We will take the time to continue the dialogue surrounding this process here, for the sake of deconstructing the abstractions of our ideas which we ourselves were the authors of.

As we expressed previously, we no longer need these labels to “identify” ourselves or our actions as a “part” of anything. We will never belong to the “movements” created by these reified collectivist identities and we completely and especially reject the moralizing principles of “non-violence” towards “humans” advocated by the tendencies of the Animal Liberation Front and Earth Liberation Front.

We retained the name of the cell to mark clearly our departure from the sewers of ideologicalized and/or idealistic thinking and signify the development of our desires and iconoclastic praxis. To be honest with ourselves, we feel that in our first communique some rather erroneous claims were made by the use of expressions which at times we feel correspond with our passions, but inside the quagmire of civilized interactions, the chains of language present the opportunity for countless misinterpretations, rendering our war cries into mere slogans and catch-phrases reproducing roles and ideals. We aim to do away with all of these ghosts that hinder the strengthening of our individualities and block our paths towards the chaos of an unmediated, wild existence which we strive for in the present.

From here on the communiques and claims of responsibility coming from each nuclei of the Wildfire Cell will be accompanied by a secondary cell name to allow for greater flexibility and autonomy in carrying out international attacks and for clearer expression of the motives and opinions held by the individual(s) responsible.

We will be very clear that this is no “call out” for others who we do not know to take up our name in the ritualistic pluralism typical of the “Anarchist” camp. It is simply a strategic move on our behalf to enhance our capabilities for greater destruction.

III 

When we speak of idealism, we mean the hypocritical idea of fighting for an external goal or cause, for some better future or mystified idol. As we do not believe in the possibility of destroying the prison of civilization completely, our acts of destruction are acts tending towards our self-liberation. Acts which aim to break the chains that society has forced upon us from birth and create the potential to escape the great cage momentarily by decivilizing ourselves and becoming dangerous. The idea of causing terror and disturbances amongst the slumbering masses and transforming the dream worlds of progressivism and utopia into a living nightmare for those we consider our enemies is for us an other important part of the reasons why we carry out our egoistic and criminal acts.

We are not “Anarchists” because we have long since rejected the stagnant ideology of “Anarchism”. We are not so foolish to invest any “hope” in the “struggle”. We are not motivated by devotional fantasies of “victory”, “revolution” or “collapse”. We have grown utterly sick of this christianizing circus and all of the posturing, censorship, backstabbing, moralistic preaching and the ceaseless dull chatter. We are not saying that all who call themselves “anarchists” fall into this ideological trap, there are still some unique ones who claim this “identity” for themselves, that is their discretion. Amongst these few we proudly count some of our close allies and accomplices.

We are a small circle of criminal nihilists and selfish individualists. Nihilism for us represents a process of negation and denial, it is our tool to tear down the walls of civilized constructs imposed on our indomitable egos. The cultural-social chains of “morality”, “identity”, “gender”, “altruism”, “optimism”, “equality”, “solidarity”, “respect”, “humanism”, “anthropocentrism” and so forth all go up in the flames of iconoclastic destruction. When we head into battle, we wield our nihilism as a weapon with which we playfully create moments of joyous rupture within the suffocating confines of techno-industrial society in the here and now. We are motivated by our desires and passions of vengeance for all that which we have lost. With all the strength and ingenuity we possess, we turn our vitality into our means of attack against the reality we hate, meeting our enemies head on and coming out stronger for it.

IV

We have wandered far and wide. We have seen the beauty of natural chaos deep within ancient woodlands and amongst the weeds that crack the concrete. In the solitude of the mountain tops and in the silent encounters with other nocturnal individuals stalking in the night.  When sharpening our knives in the shadows of the forests and conspiring around campfires with our fierce accomplices, those with whom we share the desire to break out of the cages of our domestication and become feral beings.

We have witnessed first-hand the devastation that the kingdom of “humanity” wreaks on the earthly environment, we have stood on the edges of vast and desolate quarries, we have walked through the clear cut forests and along the oil-slicked beaches strewn with plastic and the corpses of fishes and birds, feeling the hatred and anger building up inside us more and more like the blackness that gathers in our lungs. We have seen the horrors inside the factory farms and we each knew then in our hearts that liberation alone could never be enough.

We have set off incendiaries, torching the machines and infrastructure that annihilate the wild, momentarily paralyzing the norms and procedures of civilized order. We have launched attacks on the employees of ecocidal companies by daylight and moonlight, feeling more alive than ever as they fled before our knives, molotovs and stones. Our acts of vandalism have caused powercuts and severed internet and telephone connections to countless homes and businesses. We have rioted with criminal intent that does not stop at merely breaking a few windows and our rabid hands move to steal every necessity for our survival that comes within reach.

We are amoral, illegalist, antisocial and unrepentant individualists at war with techno-industrial society and all human progress.

With courage and determination we continue to practice new techniques in the application of the destructive arts, improving our methods of sabotage, attack and evasion. As we will stop at nothing, our attacks will erupt asymmetrically as we scurry from shadow to shadow and our fires will continue to spread across this entire filthy continent.

Our battle lines are drawn and we know where we stand; in complicity with the fierce anticivilizationists, eco-extremists, uncontrollables and pessimists who, burdened neither by hope nor fear, continue to return shameless, indiscriminate and decisive blows against the techno-hive.

“Towards the proliferation of attacks and coordination of groups and individualities to strike harder and constantly against the patriarchal civilization and its techno-industrial framework, the path is arduous and uncertain, only our actions in the present reveal our real convictions.”

Merciless annihilation is the only thing this putrid system, its representatives, its workers and its loyal citizens deserve!

Let the moral-judiciaries of every stripe continue to cry and whine! Let the talkers keep on talking!

On with the war!

– Wildfire Cell

 

  1. We were excited to hear that on the morning of 8/2/17 a bomb threat was declared to the students of the Education and Technology Center (BTZ) in Leipzig, causing the evacuation of 500 people from the premises, a large police and military response and a state of fear and panic amongst the disgusting progressivist students and teachers. Terrorist acts of this kind, especially ones directed against the techno-science institutions are somewhat rare in this particular geographical region and we welcome the spread of unrest and disorder inside “Fortress Europe”. The barbarians are already within the walls. We have always been here and we always will be.

(en) Regresión Magazine 1 and 3 in english

Han sido recientemente publicadas dos versiones de la Revista Regresión en inglés, se trata del número 1 y el número 3 respectivamente, las cuales publicamos orgullodamente aquí.

¡Por la expanción del eco-extremismo en práctica y en teoría!


Regresión Magazine N° 1 (En)


Regresión Magazine N° 3 (En)

(en) Atassa update

Informativo número 2 de la revista Atassa, en donde Abe Cabrera da algunas actualizaciones y noticias entorno a la revista eco-extremista en inglés.

El jefe editor de Atassa, habla sobre su reciente trabajo titulado “What the Internet Looks Like”, publicado en Hunter/Gatherer, en el cual crítica las implicaciones híper-civilizadas del uso de la tecnología en esta era moderna. También expone su postura anti-política respecto a los sucesos acontecidos en Estados Unidos recientemente.

¡Apoyando las iniciativas de difusión eco-extremista!


What the Internet Looks Like

Ingrid Burrington’s book, Networks of New York: An Illustrated Field Guide to Urban Internet Infrastructure, is probably the opposite of what an eco-radical would want to read, but it shouldn’t be. For one thing, I have never been a fan of nature field guides, whether these aim to teach which plants are edible, which birds can be seen at what time of year, and other facts related to outdoor activities. I would argue (perhaps flippantly) that those field guides affirm a cultural lie, namely that “Wild Nature” exists as a separate geographic space that can be returned to at one’s leisure. Or rather, nature can be compartmentalized and preserved as a sanctuary in the midst of a hyper-technical world. I am guilty of doing this, of course; of “Googling” what a random berry was while on a hike and other reluctant uses of technology.

Burrington’s book aims at the opposite: to illustrate what our world is really like in the place that is most “our world” than any other: New York City. I am not the most well-travelled person in the world by any means, but I have seen my share of cities. None can compare with the overwhelming mass of concrete, glass, and asphalt that one faces when entering the island of Manhattan. Burrington’s own tour aimed to “find the Internet” in the midst of the largest city of the wealthiest country in history. Complete with drawings and illustrations, it is a field guide in every sense. The book shows you what a particular manhole cover means, where to find important Internet exchanges, as well as the politics of the myriad of video cameras and other detection devices that are used to fight terrorism and crime. Burrington illustrates the physicality of the Internet, which in the end is the key to its ineffable transcendence:

One of the hardest parts of trying to see the Internet, of trying to even answer the question of how you see the Internet, is scale. The writer Quinn Norton has written of the difficulty of telling stories today in “a world where falling in love, going to war, and filling out tax forms looks the same; it looks like typing.” There is an unexpected intimacy to living with screens, but that intimacy does not typically extend to the cable and conduits the screens rely upon. As the ‘division’ between real life” and “online life” is increasingly understood to be fiction (i.e. what people say and do online has real-world consequences, retweets are not endorsements, your boss can find your Tinder profile), the Internet’s landscapes continue to appear at a remove from those physical landscapes where we fall in love, go to war, and fill out tax forms. Ironically, the reason we can ever have those weirdly personal moments with machines is because the landscapes of the Internet are folded into the landscapes of everyday life. We basically live inside a really big computer.

What Burrington does in the following pages is describe what that “really big computer” looks like. This is often difficult since part of the illusion is that the computer is invisible, that we continue to see “the computer” as something we write with at a desk or that we carry in our pocket. There are symbols on the ground for the thousands and thousands of miles of fiber optic and other wires that power and transmit information between machines. All of these symbols have a history and a special meaning. There are class considerations as well: companies like Verizon place modern and faster wire infrastructure under wealthy and gentrifying neighborhoods, even when political measures have been made to keep the Internet “democratic.” The movement of the economy itself, reduced to the logic of the roulette wheel and the Blackjack table, often hinges on the fractions of a second advantage that a certain fiber optic cable has over another:

The pursuit of a microsecond advantage led to a lot of demand on Wall Street for low-latency networks, a term used to describe the length of delay in data transmissions. Lower latency means less delay and faster trades. After apparently reaching the limits of mathematics for increasing speed, traders turned to physical proximity for lower latency. Data centers that housed stock exchanges offered expensive colocation services that placed a trading firm’s servers closer to the exchange servers to improve latency (since the cable connecting the servers was shorter, data traveled a shorter distance and got to the server faster). New companies emerged, promoting ultra-low-latency networks by leasing private fiber lines. One company, Spread Networks, built an entirely new fiber optic network from Chicago to New York to be able to achieve – and charge hundreds of thousands of dollars for – a three-millisecond advantage.

Even here, in spite of the Internet being an ethereal entity in the everyday imagination, its physicality is a pressing concern at the highest institutional level.

On the ground, the Internet is visible in junction boxes and under manhole covers, with large exchanges of wires transmitting and governing billions of activities. LinkNYC is a system of free Wi-Fi kiosks that aimed to replace the obsolete network of payphones during the middle of the last decade. While the free Internet access is appreciated by some when wandering the city, groups like the American Civil Liberties Union have raised concerns regarding the tremendous amount of data collection that these kiosks carry out in the effort to “better serve” users. It is not clear what happens to the data, or if it is shared with other government agencies, especially law enforcement. As Burrington writes:

To paraphrase George Orwell, if you want a vision of the future of public Wi-Fi, imagine a corporation doing exactly the kind of vaguely slimy things corporations do by design – forever.

In another place in the book, Burrington makes the accurate analogy of one’s personal Smartphone constantly “barking” one’s presence to Wi-Fi hotspots, thus making anyone easily locatable at least in theory.

The Internet may not be in one place, but it does have important centers which, in a city like New York, are often major buildings that were important during past eras of the communications industry. These are the “carrier hotels” where different Internet Service Providers (ISPs) and network companies “check in” and cross one another. These buildings, such as the ones at 60 Hudson Street and 32 Avenue of the Americas, aren’t exactly a secret, but neither are they open to the public in many instances. Burrington comments half-jokingly that these major pieces of infrastructure have not quite reached tourist-stop status as in the case of Hoover Dam or other impressive public works.

The last part of Burrington’s book concerns infrastructure that is tied into the Internet but that consists of things that we don’t usually think of as the Internet. These include cell phone towers, Read Radio Frequency Identification devices embedded in E-ZPass devices (for toll collection), ShotSpotter which detects gunshots in urban environment to assist law enforcement, and surveillance cameras in subways and street corners. If the world is now a computer, these devices are its eyes and ears. Many of these systems communicate with each other wirelessly. The cameras of the New York Police Department are a particularly mysterious web of machines that dot the urban landscape. As Burrington writes:

When I filed a Freedom of Information Act request for the exact number and location of these cameras, I was denied on the grounds that it would reveal “non-routine techniques and procedures”; furthermore disclosure “would enable the planning of criminal activity so as to reduce the possibility of being caught on video.”

Overall, Burrington’s book gives both a physical and incorporeal portrait of the Internet in a hyper-urbanized environment. It describes the Internet as infrastructure composed of metal, plastic, mortar, and other elements. On the other hand, its astounding complexity, its mind-boggling reach, and its penetration deep into the human psyche make it an almost spiritual phenomenon: the assembling of people and technology into a hive-mind of astounding proportions. One wonders if it is impossible to attack the Internet since human beings themselves, domesticated and hyper-civilized humanity, have become the Internet. Or to invert the characterization of Nature by the early Karl Marx, perhaps the goal of civilization is for man to become the organic body of the Machine. And as Burrington cites in her book, how this occurs looks a lot like typing.

(pt) Nem Insensatos, Nem Dementes

Traducción al portugués de una nota de la prensa chilena.

Traducción a cargo de Anhangá.

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O que é o Eco-extremismo?

Análise de Individualistas Tendendo ao Selvagem

(…) O que temos exposto -exceto as notas de rodapé e referências da imprensa-, foi tirado diretamente das publicações de ITS. Embora seja um breve resumo, permite realizar a seguinte análise ideológica, e sua correspondente correlação política e factual: O Eco-extremismo que defende ITS, é, em essência, uma nova expressão do Niilismo como fundamento filosófico e do Eco-pessimismo como doutrina base. É um Neo-niilismo. (…)

Entao, como vimos, não se trata de “Anarquistas”: estão muito além da mera abolição do “Princípio”… seu objetivo é “Nada Humano”. E além, parafraseando a Emile Cioran, “se tivessem o poder, destruiriam ao homem e limpariam da Terra as suas pegadas”: são narrativas densas e complexas, com fundamentos consistentes, e até mesmo terrivelmente coerentes em sua absoluta busca do Nada.

Não “carecem de um programa político”, pelo contrário, seu programa é a ação direta, sistemática, sem tréguas nem descanso contra seus alvos, “renunciando até mesmo a pensar no amanhã”. Sua política é agora, sempre, e sua –nas palavras do Subsecretário Aleuy–, “estranha denominação”, reflete exatamente sua ideologia: são, precisamente, “Individualistas Tedendo ao Selvagem”.

São extremamente formais em suas convicções, a ponto de nunca renunciar a sua própria anti-natureza humana, chegando até a postular o suicídio como saída formal final. Em suas concepções, não há nem vítimas nem vitimizadores, nem culpados nem inocentes, nem civilizados nem incivilizados, mas “não-civilizados”.

Portanto, “Indivíduos Tendendo ao Selvagem” não são, como os qualificou o Subsecretário Aleuy, “bárbaros”, conceito que os gregos cunharam para denominar os persas, referindo ironicamente a sua fala: “bar-bar”, um término que posteriormente foi utilizado por alguns antropólogos para denominar como “barbárie” um estado de evolução cultural das sociedades humanas, intermediário entre selvagismo e a civilização.…

Como ITS afirmou em seu comunicado: “Somos uma Horda de selvagens eco-extremistas, niilistas e egoístas, estamos pelo caos total na civilização e pela proliferação da delinquência”.

E, por último, eles NÃO “tem mais aversão à pessoas que eram da Concertação que as mesmas pessoas de direita”: para eles dá exatamente no mesmo se assassinam a alguém de direita, de esquerda, de cima, de baixo, negro, branco, chinês, judeu, palestino, heterossexual, homossexual, homem ou mulher, criança ou idoso, deficiente ou campeão olímpico, pobre ou rico, idiota ou inteligente. Para eles, qualquer Humano civilizado merece estar morto.

Como pontou o presidente da Suprema Corte, Hugo Dolmestch:

“Espera-se que as autoridades competentes façam o máximo esforço para esclarecer este crime, que pode dar início a uma escalada…”, sustentando que o atentado “é de uma gravidade tremenda, que pode mudar a história delitual e política no Chile”.

É provável que a você tudo isso possa soar como uma completa loucura, própria de “insensatos ou dementes”…. Mas eles não são.

Se trata de jovens, de adultos jovens, completamente lúcidos, sensatos e cabais. Não estão nem loucos nem doentes. Não são nem estúpidos nem ignorantes. Pelo contrário. Todos os seus textos e, em particular, seus trabalhos historiográficos, antropológicos e ideológicos, revelam muita formação intelectual e pensamento complexo… mesmo quando se expressam com erros ortográficos óbvios.

E o mais importante: se definem como terroristas –não quanto ao uso do “terror por si mesmo”, mas seu uso como “propaganda pelo ato”–, eles mesmo se consideram extremamente perigosos, e advertem que não vão parar, não vão se arrepender e que nunca, nunca se renderão.