(it) Anarchici Indiscriminati: Tirando fuori dall’oblio gli anarchici terroristi del secolo XIX

Traducción cómplice al italiano del texto “Anarquistas Indiscriminados: sacando del olvido a los anarquistas terroristas del siglo XIX”, publicado en la Revista Regresión nº 6.


Come sogno a volte un mondo tutto in armonia: ogni tendenza basata sul proprio modo di fare, senza mai scontrarsi, senza mai umiliarsi, per essere più forti nel domani, quando dovremo correre tutti verso la gran battaglia della rivoluzione! Ma sono solo tutti sogni.”

Severino Di Giovanni, lettera a Hugo Treni, 15 Maggio del 1930

L’Era nella quale ci dipaniamo molte volte cambia l’essenza le cose, modifica la realtà e la trasforma in una pantomima che va a braccetto con le scarpe del progresso. La modernità ha cambiato molti ambiti, tanto l’ambiente naturale, come i comportamenti umani, fino alle ideologie politiche, questa Era esige ai cittadini, (ribelli o non) di opporsi con tutte le forze a qualunque forma di violenza inumana. I valori morali difesi dalla civilizzazione nel suo insieme sono come un lavaggio di

cervello, fa si che ci sommergiamo nell’amnesia individuale, e difendiamo

l’ignoranza collettiva.

Molte ideologie politiche sono state mal interpretate in questa Era moderna e a poco a poco sono state poste come se fossero qualcosa di originale, fino a difenderle. Sono evolute in qualcosa di banale e insopportabile , e in questo caso anche l’ideologia anarchica, con il tempo, è mutata e si è trasformata in una qualcosa che non corrisponde a quello che era al principio.

Da un po’ di tempo, fino ad ora, alcuni anarchici respingono il concetto e la pratica degli Attacchi Indiscriminati difesi dagli eco-estremisti. Per gli anarchici moderni parlare di un atto che cerca di colpire l’obiettivo senza dare nessuna importanza che vengano colpiti anche i civili è come un peccato verso “l’umanità libera” e “autogestita” futura, è parlare di atti “Irresponsabili” che non sono compatibili con la “morale rivoluzionaria”: questo è certo, nella pratica degli Attacchi Indiscriminati la morale non ha nessuna importanza, né la rivoluzione, né niente di questo, conta solo colpire…

È qualcosa di poco chiaro per noi, che gli anarchici di oggi si scandalizzino per questa pratica, poiché furono questo tipo di atti quelli che, anticamente, diedero loro apparenza e che li fecero – un paio di secoli fa – nemici reali del governo, del clero, della borghesia e dell’esercito. Per dimostrare questo e suddividere il testo poniamo il seguente elenco, che è stata preso da differenti documenti che riscattano la vera storia degli anarchici reali, seppellita nella menzionata amnesia

individuale e collettiva propagata dalla cultura moderna e progressista che impera oggi giorno. La Storia Nera, farà vedere ad alcuni anarchici moderni (i cosiddetti “nichilisti”) le suore a fianco dei demoni anarchici che seminarono il terrore e la violenza nella loro epoca.

-14 di gennaio del 1858: L’anarchico Felice Orsini ed il suo compagno attentano a Napoleone III. Per questo attentato utilizzano tre “Bombe Orsini”, la quale viene battezzata col nome del suo creatore maledetto. Bomba che era composta da una palla dura di metallo riempita di dinamite. Al suo esterno aveva alcune piccole aree ripiene di fulminato di mercurio, un esplosivo molto delicato che si attiva tutto d’un colpo con la forza.

La prima cade sull’autista dalla carrozza, la seconda contro gli animali che li accompagnavano, e la terza distrugge il vetro della stessa carrozza, nell’attentato otto persone muoiono e 142 risultano ferite.

17 di febbraio del 1880: Il nichilista Stepan Khalturin membro della società segreta nichilista russa “Naródnaya Volia”, fa esplodere una bomba nel Palazzo d’Inverno in Russia, 8 soldati muoiono e 45 civili sono feriti.

-5 di luglio del 1884: Un esplosivo di alto potenziale esplode in un magazzino sul Lungomare di Santa Monica, Spagna, un facchino del posto rimane dilaniato dall’esplosivo abbandonato indiscriminatamente.

-4 di maggio del 1886: Un meeting convocato da organizzazioni anarchiche a Chicago, che ripudiano la repressione che avevano sofferto gli operai scioperanti fuori dall’azienda McCormik il 1 di maggio, viene disperso dalla polizia che carica violentemente quelli che vi assistevano. Nella schermaglia, un esplosivo casalingo viene lanciato contro i poliziotti.

L’attentato si prende la vita di uno di essi e ne lascia ferito gravemente un altro. Si scatena una battaglia per le strade dove la polizia ferma decine di persone, e dove cinque di essi vengono condannati a morte. La polizia fa irruzione nelle case dei supposti autori dell’assassinio, dove vengono trovati approvvigionamenti, esplosivi, armi e nascondigli segreti con propaganda anarchica. Dopo, i condannati furono chiamati “i martiri di Chicago.”

Il movimento anarchico tradizionale ha etichettato gli anarchici di Chicago come “bianchi popcorn”, poiché alcuni di questi attentatori erano un pericolo per l’epoca.

-18 gennaio del 1889: un dipendente di 70 anni muore facendo esplodere un esplosivo abbandonato su un pianerottolo, sulle scale dell’edificio dove viveva il suo datore di lavoro, in Spagna.

-8 febbraio del 1892: In quella che è stata definita “Ribellione di Jerez de la Frontera”, Spagna, più di 500 contadini tentano di conquistare la città, mossi dagli anarchici, dove due abitanti ed un contadino rimangono uccisi. Per questo la polizia intraprende una campagna di repressione contro il movimento anarchico di allora, le autorità catturano gli anarchici che pianificarono ed eseguirono la ribellione, è che infine vengono condannati a morte.

Il giorno dopo, il 9 febbraio, alla vigilia delle esecuzioni, un’esplosione scoppia nella Piazza Reale di Barcellona. La bomba viene abbandonata in uno dei “maseteros” di un giardino vicino al solito luogo dove si riuniva la polizia segreta. Benché secondo gli storiografi, l’attacco era diretto contro la polizia, la detonazione causò numerose vittime civili posto che la piazza era molto frequentata. Tra gli assassini c’era uno straccivendolo che risulterà morto, una domestica e il suo fidanzato con le gambe amputate, tra gli altri.

La vendetta anarchica per l’esecuzione dei loro compagni è feroce, l’anarchico italiano Paolo Schicchi che aveva pubblicato vari giornali esaltando la violenza tra i quali “Pensiero e Dinamite”, aveva scritto prima dell’attentato: “Affinché la rivoluzione sociale trionfi completamente bisogna distruggere tutta quella razza di ladri e assassini che chiamiamo borghesia. Donne, vecchi, bambini, tutti devono essere soffocati nel sangue”.

Alcuni anarchici si commossero per l’attentato e lo respinsero con forza dicendo: “Non possiamo credere che sia anarchico quello che ha preso il petardo della Piazza Reale. (..) [Fu un atto] tipico di selvaggi, che non possiamo attribuire più che a nemici infiltrati della classe lavoratrice; l’avevamo già espresso a Maggio; così l’abbiamo dichiarato in riunioni pubbliche e dappertutto, e così lo ripetiamo oggi: lo sparo di petardi è una vigliaccheria. Può glorificarsi fino all’eroismo chi si gioca faccia a faccia la vita per un’idea generosa; può definirsi, fino a vantarsi se si

ama quello che è successo a Jerez, ma non potrà mai né attenuarsi quello

che prepara una cosa sbagliata nell’ombra che non sa a chi toccherà [Attacchi indiscriminati”]

-11 marzo del 1892: Ravachol pone una bomba a la casa del giudice Bulot

(anti-anarchico), in Francia.

-27 marzo del 1892: Ravachol fa esplodere un bomba nella casa del procuratore Benot. Sebbene, questi due attacchi non lasciano vittime, hanno impresso un marchio dell’inizio di un epoca di sangue e dinamite, che avrebbe colpito gli acerrimi nemici (e chiunque fosse stato incrociato sulla loro strada) di questi anarchici.

-30 marzo del 1892: Ravachol è fermato nel Ristorante Lhérot per l’attentato al Ristorante Véry. Il giorno seguente del giudizio, terroristi anonimi fanno esplodere una bomba nel Ristorante Lhérot lasciando vari feriti.

Si deve menzionare che Ravachol era considerato dagli anarchici dell’epoca un “delinquente comune” poiché i suoi attacchi furono considerati fuori dalla morale anarchica.

-7 novembre del 1893: Santiago Salvador, un anarchico spagnolo lancia una bomba Orsini dentro il Teatro dal Liceo a Barcellona, Spagna. Mentre la gente godeva dell’opera, Salvador lancia indiscriminatamente l’esplosivo sul pubblico: sangue, schegge e corpi mutilati volano da per tutto, il risultato, 22 morti e 35 feriti.

-9 dicembre del 1893: L’assassinio di Ravachol da parte della ghigliottina francese, fa si che molti anarchici comincino ad adottare ferocemente la “propaganda del fatto” come vendetta per il suo assassinio. L’anarchico Auguste Vaillant lancia una bomba di grande potenza alla Camera di Deputati in Francia, 50 persone rimangono ferite.

-12 febbraio del 1894: L’anarchico individualista Émile Henry lancia una bomba contro il Caffè Terminus a Parigi per vendetta dell’esecuzione di Vaillant. Assassina una persona e ferisce 20 borghesi.

-7 giugno del 1896: Un attentato avviene in mezzo alla processione del Corpus Christi a Barcellona, Spagna. Un anonimo terrorista lancia una Bomba Orsini, la quale secondo molti, era stata ideata originalmente per ferire e ammazzare le autorità presenti, invece , la bomba si effonde e trova un gruppo di civili che stava vedendo il ritorno della processione per strada. La bomba esplode infernalmente, lasciando 12 morti e 70 feriti. Dopo l’attentato si genera indignazione, gli anarchici dicono che non sono stati, le autorità li incolpano lo stesso e ne arrestano oltre

400, ma solo 5 sono condannati a morte. Dopo molti anni di discussione ampia, alcuni argomentano che per i costanti attentati in Spagna da parte degli anarchici, le autorità avevano commesso l’attacco per incolparli e che la loro attività si è fermata. Altri argomentano che l’autore fu un anarchico francese chiamato Girault, fuggito dopo il massacro. In qualunque modo, l’attentato di Corpus Domini può essere una lezione storica o un modello da seguire nell’Attacco Indiscriminato.

-31 maggio del 1906: L’anarchico Mateo Morral lancia un mazzo di fiori verso la carrozza dove stavano il re Alfonso XIII e sua moglie Victoria Eugenia, a Madrid. Nel mazzo di fiori era nascosta una Bomba Orsini. La bomba si imbatte nella costruzione elettrica del tram e devia verso la moltitudine e l’esplosivo detona: 25 persone muoiono (15 militari) e 100 civili risultano feriti, mentre il re e la regina escono illesi.

-4 luglio del 1914: Un rifugio anarchico è distrutto da una terribile esplosione. Il posto ubicato in Via Lexington a New York era un magazzino di esplosivi. Il risultato lascia 4 anarchici ed un civile fatti a pezzi per l’esplosione, e 20 civili feriti sparsi per strada. La polizia incolpa membri anarchici dell’IWW e della Croce Rossa Anarchica come cospiratori.

-22 luglio del 1916: Un potente esplosivo detona durante la sfilata del “Preparedness Day” a San Francisco, California. La bomba nascosta in una

valigetta, attivata da un orologio e riempita di dinamite e pezzi di metallo causa 10 civili morti e 40 feriti. La polizia sospetta dei leader sindacali o anarchici del gruppo degli anarchici galleanisti, che erano chiamati così dalla stampa dato che che il loro leader era Luigi Galleani, un anarchico individualista italiano arrivato negli Stati Uniti, con l’obiettivo di scatenare il caos ed il terrorismo in questo paese. Inoltre era editore del periodico radicale “Cronaca Sovversiva.” Uno dei tanti paragrafi del giornale recita il seguente scritto di Galleani: “La tempesta è arrivata e presto si innalzerà, distruggendo e annientando tutti voi nel sangue e il fuoco … Vi dinamizzeremo!”

E non stava scherzando …

L’anarchico Gustavo Rodríguez nella sua chiacchierata intitolata “Illegalismo anarchico, Valga la ridondanza!” uscita nel 2011 da qualche parte in Messico, segnala quello che segue rispetto a due, dei tanti attentati perpetrati dai galleanisti: “Questo gruppo ha innumerevoli aneddoti ma ci sono varie azioni che meritano per lo meno una breve menzione, come l’attentato eseguito il 24 novembre del 1917 contro il Quartiere della Polizia della Città di Milwaukee, dove esplose una bomba a tempo, molto potente, con vari chili di polvere da sparo nera. L’ordigno era stato costruito da Mario Buda, che era l’esperto di esplosivi del gruppo, a proposito del modo in cui, avvalendosi anche delle sue capacità, avrebbe aiutato Luigi Galleani nel creare un manuale per esplosivi che circolasse con successo tra gli anarchici insurrezionali e che apparentemente sarebbe stato tradotto da Emma Goldman – Beh, si è appreso che il piano era molto ingegnoso poiché, a causa della grande attività anarchica dell’epoca, le stazioni di polizia erano molto ben protette e avevano anche grandi controlli al momento dell’accesso a questi luoghi;

perché il gruppo per potere introdurre la bomba nella caserma, la collocò innanzitutto nelle fondamenta di una chiesa della città, passando

l’informazione a un personaggio che sospettavano essere informatore della

polizia. Rapidamente la “squadra” degli esplosivi si mobilitò e ritirò la bomba dalla chiesa, trasportandola nella stazione di polizia, pensando che il meccanismo di attivazione avesse fallito. Minuti dopo avere comprovato che l’ordigno si trovava nelle installazioni, lo fecero esplodere ammazzando nove poliziotti ed un civile. Buono, con l’attentato riuscirono a prendere “due piccioni con una fava” perché non solo avevano realizzato il loro obiettivo, ma inoltre, permise loro di smascherare l’informatore.

Un altro attentato che merita di essere menzionato, è quello realizzato da Néstor Dondoglio nella città di Chicago nel 1916. Dondoglio era un cuoco di origine italiana che si faceva chiamare Jean Crones. Sapendo che c’era l’idea di realizzare un gran banchetto in onore dell’arcivescovo di quella città, l’arcivescovo Mundelein, (con l’assistenza di un nutrito gruppo della gerarchia cattolica), si presentò come volontario dicendo che voleva donare le sue abilità e regalare i suoi squisiti piatti ai commensali, avvelenando circa duecento invitati, e inserendo l’arsenico nella zuppa.

Nessuna delle vittime morì perché nella sua ansia per eliminarli, Dondoglio utilizzò troppo veleno che provocò immediatamente vomito alle vittime, che riuscirono a espellere il veleno. Morirà solo, due giorni dopo l’avvelenamento, il curato O´Hara, parroco della chiesa di St.

Matthew in Brooklyn, New York, che era stato cappellano nel patibolo della prigione di Raymond St. Dondoglio, immediatamente dopo l’attentato, si trasferì nella Costa Est, dove venne nascosto da un compagno del gruppo fino alla sua morte nel 1932″.

-27 febbraio del 1919: Quattro galleanisti muoiono dopo che esplode anticipatamente una bomba in una fabbrica tessile di Franklin, Massachusetts.

-29 aprile del 1919: Anarchici galleanisti inviano 30 pacchi-bomba a notabili figure di autorità negli Stati Uniti: in uno dei casi un domestico del senatore Thomas W. Hardwick in Georgia, perde le due mani e sua moglie soffre bruciature dopo che il pacchetto che aprono esplode, e che i galleanisti avrebbero abbandonato fuori dalla casa dell’obiettivo.

-2 giugno del 1919: Il galleanista Carlo Valdinoci muore cercando di mettere una bomba nella casa dell’avvocato Mitchell Palmer, in cui muoiono due civili per la tremenda esplosione.

La casa dell’avvocato è completamente distrutta dall’esplosione. Anche varie case vicine soffrono danni. Una nota trovata tra i resti distrutti, dell’anarchico mescolato con i civili e le macerie diceva: “Ci sarà un bagno di sangue; noi non sfuggiremo; lo farà chi deve morire: l’ammazzeremo perché è necessario; ci sarà molta distruzione”.

-3 giugno del 1919: Un vigilante notturno muore nell’esplosione di una bomba abbandonata da galleanisti nei tribunali di New York.

-16 settembre del 1920: Mario Buda, (anarchico della banda di Galleani) fa esplodere la prima automobile-bomba, (o piuttosto carrozza-bomba), della storia. Lascia dentro una carrozza stazionata di fronte a Wall Street una mortifera bomba di 45 chili di dinamite con sufficienti schegge, attivata da un orologio. L’esplosione avviene e tutto vola al suo passaggio, i cavalli della carrozza, impiegati, fattorini, civili, e chiunque nelle vicinanze della carrozza-bomba. L’infernale esplosione distrugge le installazioni della Banca Morgan. Qualcosa come 38 persone muoiono e 400 risultano ferite in questo formidabile Attacco Indiscriminato.

-23 marzo del 1921: Un gruppo di anarchici individualisti lancia una bomba dentro il teatro Diana a Milano, Italia, pensata per assassinare il commissario Gasti ed il re Vittorio Emanuele. La terroristica bomba lascia 20 morti e 100 feriti, la maggioranza civili.

-29 novembre del 1922: Tre carabinieri tentano di arrestare gli anarchici individualisti Renzo Novatore e Sante Pollastro vicino a Genova, Italia.

Nello scontro Novatore cade morto da una pallottola in fronte, mentre Sante si difende fieramente e assassina a colpi di pistola due dei carabinieri, mentre l’ultimo lo lascia in vita disarmandolo.

-16 maggio del 1926: Una bomba composta da due pallottole di cannone svuotate e riempite con polvere da sparo, esplode spaventosamente nell’Ambasciata degli Stati Uniti a Buenos Aires, Argentina. Il buco che perfora la parete, dove potrebbe entrare ed uscire un uomo, impressiona le autorità. L’onda d’urto distrugge i finestroni di case e negozi vicini. Benché in questo caso non ci siano civili lesionati, questo atto si aggiunge a molti altri che realizzò Severino Di Giovanni con la sua banda.

Attacchi che evolsero col passare del tempo trasformandosi in mortiferi attentati terroristi.

-22 di luglio del 1927: Una potente bomba esplode di sera nel quartiere Palermo, Buenos Aires, l’obiettivo è il monumento a Washington, benché l’esplosione sia ampia il monumento presenta danni minimi. Allo stesso tempo un’altra bomba esplode nell’agenzia Ford, l’esplosione spezza i finestroni, l’automobile di esposizione e distrugge tutti i vetri nel raggio di quattro isolati. Continue reading (it) Anarchici Indiscriminati: Tirando fuori dall’oblio gli anarchici terroristi del secolo XIX

(EUROPA) DE E-MAILS ENVIADOS A LA POLICÍA

Hace unos días este blog recibió un Pingback*, en el cual se replicaba un link de este sitio hacia algunos sitios web de la prensa europea, el link en cuestión es la reivindicación de Misanthropos Cacoguen, aquella en la que reivindica el abandono de un paquete-bomba y un par de incendios a dos mini buses.

En el texto de adjudicación MC se adhiere al proyecto criminal internacional de ITS, sin mencionar fechas ni lugares como lo hace desde el principio de sus reivindicaciones pública desde mayo de 2017.

Al ir a la noticia de los medios europeos nos hemos enterado de que la policía de aquel lugar en donde MC-ITS abandonó su paquete-bomba (el cual fue detonado por el escuadrón anti-bombas de la sección anti-terrorista y que al principio se pensaba que había sido una bomba falsa), está en una desesperada búsqueda por atrapar al o los responsables del atentado indiscriminado. Al principio las autoridades pensaron que era obra de grupos neonazis, tanto que hasta llegaron a atrapar a uno usándolo como carne de cañón para la opinión pública, el atentado también lo relacionaron con la amenaza del extremismo islámico muy latente en Europa.

Las autoridades desconcertadas analizaron el artefacto y comprobaron que sí, efectivamente la bomba tenía el poder de causar daños físicos graves a quien abriera el paquete.

Al revisar todo el circuito cerrado de cámaras de videovigilancia de aquel lugar no pudieron dar con ningún responsable, al parecer los responsables habían esquivado TODOS los lentes delatores en uno de los países más vigilados del mundo. Desesperada, la policía invitó a que la ciudadanía les enviara fotos y videos de aquel día del atentado para poder dar con alguien, “cualquier dato sirve” dijeron, lo cual tampoco rindió frutos.

Entonces sucedió algo, según la prensa “alguien” envió el link de la reivindicación de MC-ITS a la policía de aquel país, desde “un servidor de e-mail que protege el anonimato con base en Estados Unidos” (no es difícil averiguar cual fue, sobre todo porque este es ampliamente usado por los anarquistas modernos que tanto nos quieren joder no sólo a nosotros sino a todos los grupos relacionados con ITS).

Así que la policía (de nuevo) monitorea este sitio, y la prensa publicó recientemente que “un grupo extremista estaría detrás de la bomba…”, haciendo evidente que “alguien” en Europa le aterra la idea de que ITS esté en ya “su casa”, tanto que se rebaja a un bocón delator para señalar con sus sucios dedos a los responsables con la policía, ¡pero que vileza!

Desde Maldición Eco-extremista queremos decir que aunque haya gente indeseable que nos quiera joder, nosotros no vamos a detenernos en nuestra labor de difusión, ni tampoco lograrán detener la Amenaza Invisible de ITS en América ni en Europa.

Ni con sus delaciones ni con sus críticas de mierda nos vamos a detener, ni nos amedrantan, ni nada, lo único que hacen es que el odio que tenemos contra ustedes crezca más y más, y que un día corra su sangre, ¡malparidos!

¡Ánimo con la Mafia de ITS en Europa!

¡Impunes y peligrosos siempre!

¡Apoyo y complicidad total para con Misanthropos Cacoguen!

Maldición Eco-extremista blog

*Un Pingback es una notificación que llega cuando un medio distinto al tuyo replica un link de tu sitio ya sea publicamente o en privado.

(en) The savage Querandies

Traducción al inglés de “Los salvajes Querandies“, publicado originalmente en la Revista Extinción nº1.
¡Que la herencia salvaje continúe en nuestra sangre y mueva nuestras intenciones terrorísticas!


This essay aims to make an accurate description of the way of life of the warlike Querandies, as well as their death at the hands of the invading Spaniards. I will try to recover their spiritual world, as well as their practices and ferocious resistance to the colonizer from the few surviving testimonies on the subject.

The Querandies

The Querandies violently opposed the conquest to the point of confronting and defeating the Spanish in a historic conflict which I will describe below.

I am writing this work since I consider the lessons that this episode can teach us to be vitally important. This essay will be about a war that has already been waged in southern lands. We hope that others will use it as inspiration for the war that is currently being waged here, since, even though centuries have past, the hostility remains the same. Because of the neglect and silence of centuries, little trace remains of the savage Querandies. Nevertheless, I hope to rescue the little that’s left of our knowledge of the now extinct Querandies who were exterminated quickly after the arrival of civilization. Added to this is that the little we do know has been taken from the perspective of the colonizers with their repulsive Christian morality and their sick civilized mentality. Thus, I cannot guarantee that 100% of what I describe here is accurate, though I can say that I have relied on various sources of information, trying to avoid only depending on one. I have also tried to avoid falling into the questionable tendency of portraying the natives as politically correct beings, with gentle customs, “just”, without hierarchies, and the like. And on the other hand, I don’t want to portray them as “pure” savages, giving a false vision of their resistance. After that introduction, let us enter a bit into the world of these savages.

May the fiery arrows of the ancients invade the fire of our spirit!

May the spirits of our warlike ancestors return and torment the civilized!

Who were the Querandies?

The Querandies were a truly nomadic hunter-gatherer people. They inhabited the pampas for many centuries before the arrival of the Spanish, and their way of life was centered around their habitat. Their extinction in the 18th century resulted in their replacement by the Araucanos coming from Chile who were also accustomed to a way of life on the pampas. The substitution of one people for another was somewhat slow until the end of the 18th century when the Araucanos totally replaced other peoples on the pampas.

The Querandies inhabited an area from what is now the current city of Buenos Aires north to Carcarañá, east to the sea and the Rio de la Plata, south to the banks of the Salado River, and west to the foot of the Sierra Grande in Cordoba.

The Querandies dominated the eastern region of the primitive pampas. They were divided into two groups: the Taluhet, who inhabited the humid pampas, and the Diuihet, who were in the western and southern region, the dry pampas.

They were tall in stature, with an elongated head, similar to the inhabitants of Patagonia. The skeleton that was found in Fontezuelas is thought to be more ancient than the inhabitants of the pampas in the historic era. The same can be said of the skull fossils found in Arrecifes. This origin determined the form of how the Guarani referred to them: “men with fat,” due to their practice of covering their bodies in grease.

Spiritual vision

Unfortunately there is not a lot of testimony concerning the beliefs or cosmovision of the Querandies. We only have recorded references of two deities of what modern people could interpret being of “good” and “evil,” though it is unlikely that they would have thought of these deities in this manner. These two deities were called Soychu and Gualichu. The first is known to have been their supreme deity and was the deity to whom humans went upon death. This is why they tended to refer to the dead with the expression, “Soychuhet.”.

Of Gualichu we have many more stories. We know that he is the entity who was identified with problematic or painful occurrences that happened in people’s lives. Gualichu is shown before us as the hidden. His place of habitation is the dark cave, and a large dark tree symbolizes him. The fury of Gualichu could fall upon you if you behaved in a disrespectful manner on the paths where he lives, namely unknown roads. One way to placate his fury is to walk on his paths with respect and silence.

Gualichu is all that his apart from the human. He manifests himself in fights and interpersonal disputes, in “accidents” such as when a person falls into a ravine, but also in plagues, illnesses, rains, storms, tornados, etc.

Social structure

The Querandi tribes had their partial chiefs who maintained their independence and possessed their territories for hunting and fishing. They were a sort of “intermediary group” between the Tehuelches and the Guaikurues of the plains. It was known that in these communities there was no differentiation between members, and even guests were accepted and treated equally along with the original members. Continue reading (en) The savage Querandies

Consejos criminales #3: atracos

Tercera parte de “Consejos Criminales”, tips para el desarrollo de las actividades delincuenciales individuales y grupales, aporte consecuente con la práctica antisocial egóica de los individualistas en Guerra.

¡Ánimo Delincuencia!

Primera y Segunda parte disponibles también.


Nota introductoria: Lo que a continuación se expone no es sacado de ningún libro, ni de fantasías peliculeras ni de experiencias ajenas, ni de ninguna ficción, si no que está basado en experiencias reales vividas de primera mano por los individualistas que conforman el escrito.

Aunque hemos tratado de hacerlo lo más competo y detallado posible y al mismo tiempo corto y sencillo. El texto no debe ser tomado como un “manual” infalible que debe seguirse al pie de la letra, sobre todo teniendo en cuenta que hay diferentes contextos y realidades dependiendo de dónde nos encontremos. Más bien son una serie de consejos y experiencias que puedan aportar algo de claridad a quienes se decidan a aventurarse en el mundo de la ilegalidad y tengan poca o ninguna experiencia previa.

Olvídate de lo que has visto en las películas ya que son obras de ficción que si bien algunas incluyen detalles “realistas” la mayoría son pura fantasía. Los vídeos de atracos reales que publican los noticieros o se encuentran en internet son en su mayoría asaltos frustrados y torpemente ejecutados en los que los perpetradores acaban capturados o muertos, ya que por obvias razonas esa es la propaganda que interesa dar (es imposible cometer crímenes y salir impune, etc., etc.) así que tampoco es recomendable “guiarse” por estos ejemplos.

Dicho esto, comenzamos.

1. Eligiendo el objetivo

Nuestro texto no está enfocado hacia quienes tengan en mente asaltar bancos, grandes empresas, transportes blindados de dinero, grandes joyerías etc… este tipo de objetivos están altamente protegidos con grandes medidas de seguridad, innovaciones tecnológicas, guardias armados… por lo requiere de un grado muy avanzado de especialización y experiencia, ademas de los conocimientos y los medios de los que se necesitan (vehículos robados y habilidad para conducir, armas de gran calibre y prácticas de tiro, herramientas especializadas, etc.).

En su lugar, sugerimos pequeños o medios comercios, preferiblemente es mejor escoger cadenas o compañías antes que comercios particulares, esto no es debido a ninguna lógica “clasista” obviamente, si no a que los empleados de los comercios tipo cadena al no ser los propietarios directos del establecimiento si no simples empleados, suelen colaborar y no mostrar mucha resistencia (ojo con esto, ya que no siempre son tan dóciles) mientras que los propietarios directos, al ser ellos directamente afectados por las pérdidas del robo suelen resistirse y dar problemas.

La lista de objetivos es grande y variada: supermercados, farmacias, gasolineras, pequeños almacenes, casas de apuestas, tiendas de empeños, sucursales de correo…

Una vez elegido el objetivo y visualizadas las rutas de entrada y salida asi como el resto de detalles de la zona en cuestión, hay que hacer un análisis del objetivo en sí:

-¿Como es el lugar alrededor del objetivo? ¿Hay mucha afluencia de gente?

-¿Cuál es el horario de apertura y cierre del objetivo?

-¿Cuántas entradas y salidas tiene?

-¿Cuántos empleados hay dentro?

-¿Cuántas cajas registradoras hay? ¿Guardan el dinero en algún lugar concreto? ¿Tienen caja fuerte?

-¿Cuál es el nivel de afluencia de clientes? ¿En qué momento está más vacío o lleno?

-¿Tienen guardias de seguridad? En caso afirmativo: ¿Cuántos son y donde están situados? ¿Qué armas portan?

-¿Tienen sistema de videovigilancia? En caso afirmativo:¿Cuántas cámaras? ¿Que ángulos cubren?

-Cualquier otro detalle que haya que anotar.

Dependiendo de las características del lugar será necesario vigilar el lugar por más o menos tiempo hasta resolver todos los puntos a los que tengamos que dar respuesta. Quizás es muy difícil dar respuesta a todos estos interrogantes pero cuanta más información se tenga mejor para nosotros.

Es recomendable tratar de hacer un “perfil” de los empleados, no sólo de cuantos son o donde están, si no de todas las características posibles para poder intuir la actitud de estas personas: ¿son problemáticas o pueden tratar de resistirse, o por el contrario van a colaborar?

Evidentemente es mejor ir por un objetivo cuyos empleados son un par de viejos débiles antes que 5 o 6 jóvenes corpulentos. Hay que ser oportunistas y buscar lo más provechoso para nosotros y nuestros fines sin idioteces morales que nos limiten.

2. Interactuando

Es el momento del asalto, ya todo ha sido preparado minuciosamente y ha llegado la hora de ponerlo en práctica. Es muy importante el factor sorpresa, si se consigue entrar en el local sin ser visto llegar no tendrán tiempo de reaccionar por ejemplo, cerrando las puertas, llamando a la policía, pulsando alguna alarma anti-atraco (muchos comercios pequeños ya las usan, incluyendo algunos modelos de alarma silenciosa que da aviso automático a la policía) o armándose y preparándose para dar pelea. Una vez dentro hay que interactuar con las personas que se encuentren en el interior, ya sean estas clientes o empleados. Del modo en que interactuemos con ellos se pueden desencadenar hechos positivos o catastróficos, en nuestra opinión son 3 factores principalmente a tener en cuenta:

1-CALMA

Entrar a un sitio dando gritos, subiéndose por las mesas, pegando tiros al aire o al mobiliario, dando palos o cuchilladas sin ton ni son, de forma desorganizada y demás locuras innecesarias va a provocar pánico, y el pánico se traduce en: gritos, gente corriendo desesperadamente y escapando, cajeros que entran en shock y no cooperan, clientes y empleados que se atrincheran en el interior de la tienda o vecinos que son alertados por el ruido y te intentan linchar… un desastre absoluto. Presionar demasiado a una persona hará que llegue a su límite y explote, algunas personas se bloquean, otras se tornan agresivas, otras tienen ataques de pánico, gritan, se mean encima o incluso se infartan. Esto suena muy divertido si lo que pretendemos es masacrar la gente a palos, pero si pretendemos llevarnos el dinero y salir de una pieza es todo lo que tenemos que evitar. ¡CUIDADO! ¡calma no debe confundirse con pasividad o falta de firmeza! Aunque hay que tratar de mantener en calma a los empleados y también a nosotros mismos, la actitud hacia las víctimas debe ser fuerte, intimidante y autoritaria.

Hay que procurar no hablar en absoluto, sólo lo imprescindible no caer en provocaciones ni conversaciones con los clientes, los empleados u otros miembros de la banda. A veces algunos te provocan y te insultan, recuerda que no estás ahí para pelear si no para llevarte el dinero. En un forcejeo te pueden arrebatar el arma, o arrancarte la máscara lo cual puede ser fatal si hay cámaras.

2-PRECISIÓN

O lo que es lo mismo: Profesionalidad. Se han de tener unos roles específicos ya definidos de antemano y hay que respetar los roles elegidos u otorgados acorde a las habilidades individuales de cada persona. Es decir, hay que tener una gran auto-disciplina. Si alguien es el encargado de vigilar a los clientes, no puede dedicarse a otra cosa, como irse por su cuenta por la caja o cosas así. Cada persona ha de tener una tarea y es de vital importancia que se atengan a ella, en ello va el éxito del asalto. Una persona ha de encargarse de recolectar el dinero, otra u otras de controlar que los clientes y/o empleados no se desmadren. Quizás otra persona ha de vigilar el exterior, por si alguien da aviso o alguien entra en ese momento en el establecimiento, o quizás otra persona ha de vigilar desde afuera, en un punto de ventaja estratégica en caso de una intervención policial. La rapidez lo es todo en este momento, desde que empieza el asalto no sabemos si alguien ha pulsado una alarma, o algún vecino nos ha visto llegar… hay que fijar un límite de tiempo (entre 20 y 30 segundos son suficientes para la mayoría de los sitios que tienen una o dos cajas registradoras) en cualquier caso nosotros aconsejamos NO más de un minuto. Alguien debe controlar el tiempo y una vez llegado al límite que se haya puesto, salir inmediatamente tengamos o no el dinero.

Lo ideal es que sean los mismo empleados quienes metan el dinero en bolsas pero esto no siempre es así veces los empleados no cooperan en absoluto, o no son rápidos, o entran en shock… la persona encargada de hacerse con el dinero ha de ir preparada con una mochila o bolsa donde meter rápidamente el dinero, nada de meterlo en los bolsillos ya que toma mucho tiempo y es fácil que una parte se pierda. Ten en cuenta que llevando guantes es difícil agarrar cosas ya que se pierde mucha sensibilidad así que es mejor sacar el soporte de plástico de la caja registradora donde está el dinero y volcarlo dentro de la bolsa. Desde luego esto es mucho más rápido que meter agarrar los puñados de monedas pero quizás algo de dinero se caiga al suelo si no se hace con cuidado. Antes de volcar el soporte de plástico es recomendable sacar los billetes a mano y meterlos en la bolsa y volcar solamente las monedas.

NUNCA dejar el arma sobre una mesa o abandonada. Si hay que dejar momentáneamente el arma (por ejemplo para llenar la bolsa de dinero si necesitamos ambas manos o algo así), primero asegurar a TODOS los clientes y empleados lo más lejos posible.

3-CONTUNDENCIA

Si bien hemos dicho que no hay que provocar pánico, eso no significa que hemos de ser “suaves” o pusilánimes. Hay que actuar con contundencia acorde a la situación. Lo mejor es disuadir con la amenaza de la fuerza para que si alguien tiene ganas de jugar al héroe se le quiten esas ideas de la cabeza. En la intimidación entra desde el aspecto que llevamos, la forma en la que nos movemos, interactuamos… no solamente es importante llevar armas si no demostrar firmeza y disposición para hacer daño si es necesario. En todo momento hay que controlar a los clientes y empleados, si es necesario moverlos hacia una parte del establecimiento donde sea más fácil controlarlos, o bien obligarlos a tirarse al suelo. Controlar en todo momento que las manos estén a la vista. Si alguien tiene una o las dos manos en los bolsillos, en el interior de la ropa, en el interior de un bolso… etc., u oculta algo, reducirlo inmediatamente ya que puede tratarse tanto de un teléfono como de un arma.

Recomendamos usar armas de fuego si es posible, pero sabiendo que en algunos lugares es difícil hacerse con ellas existen alternativas.

Se pueden usar réplicas de fogueo o de airsoft, este tipo de réplicas imitan a las armas reales en todos los detalles y no son difíciles de conseguir, aunque si alguien se resiste o descubre la farsa es conveniente llevar algo extra para defensa/ataque.

Las armas blancas hacen una buena función ya que intimidan bastante bien sobre todo si son de un tamaño exagerado. Cuchillos de cocina de 20cm, machetes, hachas… el hacha puede usarse ademas de arma de corte también como arma contundente si se golpea con el extremo plano.

Es aconsejable que alguien lleve un arma contundente, preferiblemente un mazo o martillo. Por último, es muy útil hacerse con armas pensadas especialmente para incapacitar personas, como sprays de pimienta o tásers eléctricos que puedan incapacitar o reducir a alguien en cuestión de segundos ya que si alguien opone resistencia o tiene ganas de ser un héroe hay que reducirlo rápida y contudentemente. Con esto nos referimos a que no hay tiempo para forcejeos o para pelear. Una pelea incluso con armas puede durar minutos y buscamos que en cuestión de segundos la persona problemática esté en el suelo. Lo mejor es gas pimienta (tipo “jet” o “chorro” o de gel ya que puede dirigirse hacia un individuo en concreto mientras que el gas tipo “spray” afecta a todos en un radio cercano especialmente en un espacio cerrado, eso te incluye a ti), seguido de una buena descarga con un táser. Si no hay táser el mejor remedio es, seguido del gas pimienta, golpearlo con objetos contundentes en la cabeza hasta que caiga o se le quitan las ganas de pelea.

Si es necesario, se pueden atar a los clientes o empleados con bridas de plástico. Las bridas vienen empaquetadas en una bolsa de plástico por lo que pueden abrirse en el momento que se necesiten una vez comenzado el asalto, de este modo no quedan rastros nuestros en ellas.

Apuñalar gente puede causar colaboración absoluta o pánico generalizado, en cualquier caso es la última opción. Si se busca intimidar es mejor dar una pequeña estocada no muy profunda en un brazo o una pierna antes que hundir el cuchillo hasta el mango en las tripas de alguno.

Si se tienen armas de fuego sobra decir que un disparo al techo es más que intimidante pero también ruidoso.

Tener en cuenta que si se dispara con un arma que no sea un revólver, es mejor si se puede recoger los casquillos, aunque quizás el momento no lo permite, por lo cual siempre que se usen armas de fuego hay que limpiar de huellas y rastros tanto el arma como la munición.

Por último tener en cuenta que cuanta más violencia haya más importancia le van a dar las autoridades, y la consecuencia penal aumenta.

Además, a diferencia de una acción nocturna donde no hay testigos, aquí si que los hay, además de que puede haber grabaciones de cámaras de seguridad por lo que es mejor no recurrir a la violencia a no ser que sea necesario. Siempre recuerda que el objetivo es llevarse el dinero, si lo que quieres es masacrar gente un atraco no es el mejor momento.

3. Consejos generales y Atracos en solitario

Partiendo de la base de que desaconsejamos por completo los atracos en solitario, somos conscientes de que a veces no queda otro remedio por las circunstancias. Ahí van algunos consejos para aquellos quienes por circunstancia o elección decidan atracar en solitario. Estos consejos también se aplican para los atracos en grupo.

1-Si vas sólo, hacerse con un arma de fuego se hace prácticamente una obligación en este caso, ya que no hay nadie que te guarde las espaldas en un enfrentamiento. Al menos hazte con una réplica de fogueo como mínimo y porta un cuchillo escondido en algun bolsillo como defensa extra.

2-Elige objetivos fáciles, pocos empleados y pocos clientes a los que controlar mejor que locales abarrotados aunque la recompensa sea menor.

3-Elige el mejor momento. Un buen momento es la hora del cierre ya que no hay clientes y en la caja queda la recaudación de todo el día (aunque a veces van sacando dinero de las cajas cada cierto tiempo y lo esconden en otro sitio) la hora de apertura también puede ser buena ya que no hay clientes y puedes sorprender al/los empleado/s al momento de abrir la puerta, aunque la recompensa será menor.

4-Aprovecha una buena cobertura. Una tormenta, lluvia fuerte o bajas temperaturas es siempre buen momento para actuar, el mal tiempo “limpia” las calles de gente y hace que la gente no esté tan atenta a lo que pasa alrededor. Una tormenta con fuerte lluvia además amortigua ruidos como gritos, roturas de cristales, alarmas o incluso disparos de armas de pequeño calibre.

5- Hazte con un medio de transporte rápido, preferiblemente una moto ya que son más esquivas que un coche. Evidentemente, el vehículo ha de ser robado.

6-Si vas a huir a pie, calcula bien las rutas, aprovecha si hay eventos de masas cercanos donde puedes confundirte con la multitud (eventos deportivos, fiestas religiosas, fiestas nacionales, eventos musicales… etc), asegurate de cambiar tu apariencia acorde hacia el tipo de ambiente en el que te vas a camuflar. Aunque lo mejor es alejarse cuanto más mejor y lo más pronto posible. No uses metro ya que tienen cámaras. Tomar un taxi o bus puede ser una opción si estás lo suficientemente lejos del lugar del crimen, pero existe el riesgo de que el taxista te delate si sospecha algo o de que te cruces con una patrulla mientras esperas el bus.

7-Nunca le des la espalda a nadie, especialmente si vas solo. Siempre ten a la vista a todas las personas dentro de la tienda, y revisa el exterior de cuando en cuando. No te pongas de espaldas a la puerta, alguien puede entrar y agarrarte.

4. Conclusiones

Llegados a este punto podemos decir que, tras las experiencias delincuenciales vividas, es más fácil de lo que parece, sólo es cuestión de intentarlo y prepararse bien física y mentalmente. Aunque hemos puesto ejemplos donde sucede lo peor (y a veces pasa en la realidad) la mayoría de los atracos se suceden sin mucho sobresalto. Normalmente tanto los clientes como los empleados sólo quieren que tomes el dinero y te vayas antes de que alguien salga herido o muerto. Las personas no están en un estado de alerta esperando ser atracadas, si no que están comprando o atendiendo una caja registradora y de repente un encapuchado les apunta a la cara con una pistola o les amenaza con un cuchillo, en ese punto la mayoría de las personas se viene abajo, teme por su vida y realmente sólo quiere que todo acabe lo antes posible.

Todo esto puede sonar demasiado exagerado para un “simple” atraco a un supermercado o tienda de cualquier tipo, ya que tendemos a tomar más en serio los asaltos bancarios y ese tipo de robos, sin embargo tal como avanzan las investigaciones policiales (en algunos sitios más que en otros) hay que tomarlo todo tan en enserio como suena. Además, si nos hacemos una rutina que siga unas pautas de actuación seguras desde los pequeños atracos, a la hora de llevar a cabo asaltos más audaces y arriesgados, tendremos muchas más garantias de éxito que si vamos a lo loco.

(es) Algunas notas sobre los perros que regresan a su propio vómito (y algunas otras cuestiones)

Traducción de “Some notes on dogs returning to their own vomit (and some other issues)“.


Ha habido cierta controversia recientemente sobre el lanzamiento de Atassa 2, aunque esto era de esperarse. Un viejo chisme que está surgiendo es la idea de que, si realmente queríamos la extinción humana, ¿por qué no mantener el rumbo y continuar con la civilización como está? Después de todo, parece estar haciendo un trabajo superior de destrucción del planeta, y tal vez se lleve consigo la vida humana. Hay un par de problemas con esta línea de pensamiento. Por supuesto, es más fácil robar usando maletín y con una legislación breve que con un arma o un cuchillo. El problema en el caso de la existencia continua de la raza humana, o el declive y la caída de la civilización, es que siempre hay perdedores y ganadores. Decir que mantener el rumbo es la forma más segura de garantizar la extinción humana es como decir que la mejor manera de demostrar que uno odia el fútbol es siempre alentar por los Steelers. En una guerra masiva, especialmente a nivel internacional, se utilizan grandes niveles de solidaridad y organización para derrotar al bando contrario, y un lado sale triunfante. Sería ingenuo pensar que un colapso destruirá a todos de la misma manera y al mismo tiempo. Lo más probable es que aquellos que tienen poco acceso a las cosas necesarias de la vida ahora solo tengan exacerbada esa desventaja en un escenario de colapso. En otras palabras, es mucho más probable que un colapso sea jerárquico a que sea algún tipo de Gran nivelación o de venganza de las clases inferiores. En todas las sociedades fallidas, al menos en los últimos tiempos, los pudientes han seguido teniendo un paracaídas. No se explica por qué eso cambiaría en el Gran Suceso Escatológico que está por venir.

Además, el rechazo del pensamiento híper-civilizado en la perspectiva eco-extremista es ante todo la negación del futuro. Pensar de alguna manera que uno debería simplemente “esperar” es un acto de fe para cualquiera que desee oponerse a la civilización tecnoindustrial. ¿Cuánto tiempo debemos esperar?, ¿qué pasa si el colapso no sucede?, ¿qué pasa si la civilización continúa en una escala más pequeña en un lugar dado? Todos estos son escenarios probables. ¿Dónde estará entonces tu venganza o tu prometido Cielo Nuevo y Tierra Nueva? Estabas esperando el momento adecuado y nunca llegó. ¿O se espera que otros, en un futuro lejano, peleen sus batallas por ellos?

Al cambiar de tema, descubro que muchos afirman estar en contra de la civilización, o la moralidad, o lo que sea, pero su negación es simplemente un reconocimiento superficial de problemas reales antes de continuar como antes, eligiendo ignorarlos. En otras palabras, es como si reconocer la inconsistencia, exorcizara su previa postura izquierdista de sus fantasmas para que pueda continuar en paz relativamente sin cambios. Es como los piratas edelweiss basados en Olympia afirmando los fracasos del pensamiento anarquista verde solo para seguir haciéndole una mamada ideológica a las políticas antifa y de identidad. O los anarquistas insurreccionales que dicen ser nihilistas solo para referirse a que están insatisfechos con todas las otras formas políticas anteriores que no cumplieron con sus expectativas consistentemente izquierdistas. Y así sucesivamente. Esto se ve a menudo en cualquier texto en internet que comience con la frase: “No soy izquierdista, pero …”. Ellos saben que están equivocados, pero como se niegan a rechazar consistentemente lo existente, vuelven a este como un perro a su vómito. A menudo usan la excusa de construir un nuevo mundo / moral / ideología, etc. del cadáver de los viejos, pero en realidad están haciéndoles reanimación boca a boca de forma frenética porque tienen miedo de perder la poca credibilidad social que tienen en internet (rara vez estas cosas se extienden a la vida real). Dios no permita que la gente piense que están nerviosos y los abandone de forma masiva.

La razón por la que las personas no nos escuchan es porque lo que escribimos refleja algo que está sucediendo en la realidad (a pesar de lo que otros dicen a veces). El lado opuesto no habría pasado tanto tiempo amenazándonos si las cosas no estuvieran sucediendo en el espacio real que están haciendo que mucha gente se sienta incómoda. En otras palabras, hemos visto cómo nuestras palabras se vuelven acción, y viceversa. Al menos desde mi punto de vista, lo más probable es que comencemos a ser bastante considerados con los críticos que de otro modo no tendrían ninguna importancia. Si estás tan decidido a ser “correcto”, te daremos una palmadita en la cabeza y te enviaremos a tu feliz sendero. No vas a lastimar a nadie, probablemente ni siquiera te lastimes tú, así que ¿por qué perder el tiempo contigo?

(es) MEDITACIÓN SOBRE EL CAOS

Traducción anónima del texto “Meditation on Chaos” escrito originalmente en inglés por Shaughnessy.


El Dios del mundo es traicionero y lleno de

sinrazón; un torturador, pero también

el único fundamento y la única fuente.

Quien se enfrenta a él se come su propia carne y perece

de hambre; quien se esconde en la tumba

para escapar de él está muerto; quien entra en regresión

hindú para escapar de él está muerto; quien ama

al Dios es limpiado

del deseo de muerte y del temor a la muerte.

– Robinson Jeffers | Birth Dues

I.

El caos opera en el corazón del mundo

La locura divina que da a luz a todas las cosas

El fuego heraclíteo ardiendo eterno en las oscuras profundidades

II.

Los ingenuos que hablan de una armonía idílica de la naturaleza no se han unido

ellos mismos con esta locura de existencia

Para el orden del mundo emerge goteando lodo, sudor y sangre

La gran y sinfónica belleza nacida de la lucha y la discordia

Se abstiene de unirse a un océano de caos antes de ser sumergido de nuevo en la oscuridad

Ni uno, ni dos” como afirma el dicho Zen

III.

El animal humano, obsequiado y maldito al mismo tiempo con su poder de ver

Evocó visiones de este horror cósmico y huyó aterrorizado

Poniendo su mente a trabajar contra los poderes del cosmos

Construyendo muros para mantener alejada la locura del mundo

Encerrándose a sí mismo en la seguridad de sus abstracciones

IV.

Pero el fuego eterno golpea los bordes de nuestras obras

Llamándolas de nuevo al abismo

Las transitorias comodidades de nuestras creaciones no tendrán refugio

El mundo-fuego las devolverá a lo negro a tiempo

V.

Nuestra única verdad sólida yace en nuestro curioso lugar en medio de esta loca sinfonía cósmica

Es el fundamento último

Más allá de la corta mirada de nuestro cómodo solipsismo cósmico

Entrando en la vastedad más allá del miserable cadáver de nuestra “humanidad”

Abandonado para que se pudra bajo el abovedado cielo del antiguo bosque de hoja perenne