[en] Responsibility claim for barrage of arson attacks in downtown Athens

Traducción al inglés del comunicado recibido en griego el 19 de febrero, reivindicando ataques incendiarios en Atenas.

Enviado al mail.


So easy and so simple the social peace can be ridiculized and at the same time the disgusting decoration planted by Xrysoxoidi in different neighborhoods of Athens to keep the law and order, we passed unnoticed through all that and we carried out all our planned actions.
The reason we attacked different targets is to make it clear that we are not just fighting against the meat industry or state property… but everything that civilization produces. We could write 40 pages full of philosophical nonsense and the reasons why we did the attacks. Our actions were not meant to be a reaction to any call for solidarity, they are not subject to any political tendency, nor are they part of any movement or call for action. We are tired of having to find reasons or excuses to justify what we do.

The only motivation for us is to follow our instincts that lead us to set on fire the existent. The rest is politics and we are bored of political games.

We do not follow a political tendency like those trying to bring society to their side, nor are we “dangerous” wannabe-nihilists of the internet (social media and blogs) who criticize everything from the internet and the safety of their homes. Neither are we insurrectional philosophers who just limit theirselves to read dusty textbooks.

We therefore take responsibility for the following objectives:

-9 January: We placed two incendiary devices at the same time in a butcher shop and in a store with security equipment, cameras, alarms, etc. on Agia Zoni street in Kypseli.

-22 January: We placed three incendiary devices, a big one and two smaller ones in an ELTA branch and in the two vans that were parked just up front on Prigiponison street in Polygono.

-23 January: We burned 3 cars in Kolonaki by placing paraffin tablets on their wheels. The first car was a Porsche jeep and the other two were randomly chosen because they were just in front of us.

These attacks were the true expression of our egoism that seeks pleasure through the attack against the existent. We sow chaos and terror in the prison society of civilization, destroying, at least for a moment, normality.

Be sure that we will be back…

-A bunch of nihilistic lunatics-

(ES-EN) REFLEXIONES ECO-EXTREMISTAS 5

Recibimos al mail el quinto número de estos cuadernos llamados “Reflexiones Eco-extremistas”, un interesante trabajo teórico que se difunde tanto en inglés como en español. Los números anteriores se pueden encontrar aquí.


REFLEXIONES ECO-EXTREMISTAS 5

Introducción:

Luego de un prolongado tiempo de intervalo respecto a nuestro número anterior, regresamos con las “Reflexiones Eco-extremistas”. En este número 5 nos dedicamos únicamente a recopilar textos escritos por Ramon Elani, una figura cuya relación con el eco-extremismo no es ni mucho menos de afinidad directa y que en tiempos recientes se ha distanciado de forma casi definitiva de los devenires de la tendencia, pero que de todas formas, ha escritos algunas de las piezas más profundas y reflexivas respecto a temas como la arrogancia antropocéntrica del ser humano, la guerra y la violencia o sobre la inconmensurable belleza de la incomprensible naturaleza salvaje, es por eso que decidimos no solo hacer una selección de algunos de sus textos que consideramos de interés para el lector eco-extremista, sino que también nos tomamos la libertad de corregir las traducciones para facilitar su lectura.

Índice:

1. En lo Lechoso, una tenue extrañeza reside en el camino

2. ¿En que sueña el mundo?

3. El camino de las estrellas violentas

4. El Regreso del Guerrero

5. El Camino del Silencio


ECO-EXTREMIST REFLECTIONS 5

(it) STIRNER E NIETZSCHE –SPIRITI AFFINI

Al di la del dibattito su una possibile influenza del pensiero stirneriano sulla filosofia di Nietzsche, dibattito aperto dalle affermazioni contrastanti di Elisabeth Nietzsche (nota sorella del filosofo) e Franz Overbeck (il piu prossimo tra gli amici dell’autore), in questa sezione del lavoro intendo evidenziare i vari punti di contatto che ritengo interessanti nelle rispettive posizioni dei due pensatori.
A titolo di curiosita aggiungo soltanto l’opinione espressa da Overbeck nei suoi Ricordi di Nietzsche:

«Senza dubbio Nietzsche si è comportato in modo strano con Stirner. Ma se non ha permesso alla sua abituale eloquenza di manifestarsi in modo del tutto sfrenato su di lui, non l’ha fatto per celare una qualche influenza di Stirner (che d’altra parte, in senso stretto non esiste), ma perché voleva dominare da solo l’impressione che Stirner aveva provocato in lui».

Non intendo ad ogni modo addentrarmi piu approfonditamente nelle vicende biografiche di Nietzsche che possano chiarire tale rapporto in quanto, tali vicende, oltre che di scarsa entita, sono gia state ampiamente trattate da vari studi sull’argomento.
Iniziamo pertanto la nostra analisi da un interessante accostamento tra le varie fasi stirneriane della crescita dell’uomo – gia trattate nella precedente sezione di questo lavoro – e un magistrale capitolo dello Zarathustra nietzschiano, ovvero il capitolo Delle tre metamorfosi.
In questo brano Nietzsche ci illustra tre metamorfosi dello spirito, che non possono non riportarci alla mente le fasi proposteci dallo Stirner nell’unico. La prima immagine che ci viene proposta nello Zarathustra e l’immagine del CAMMELLO, dello spirito forte e paziente che, a somiglianza dell’adolescente stirneriano, va in cerca di ideali e carichi gravosi da sobbarcarsi. Questi ideali sono il pesante ed estraneo fardello che l’uomo, simile al cammello, si trascina sulle spalle. L’estraneita, concetto diametralmente opposto a quello di proprieta, in Stirner e sintomo di sacralita e in Nietzsche si presenta come il fardello che opprime lo spirito di gravita.

«Ma là dove il deserto è più solitario avviene la seconda metamorfosi: qui lo spirito diventa leone, egli vuol come preda la sua libertà ed essere signore del proprio destino. Qui cerca il suo ultimo signore: il nemico di lui e del suo ultimo dio vuol egli diventare».

Qui l’immagine del LEONE sembra avvicinarsi molto a quella dell’unico che, nella fase distruttiva del suo operare, va in cerca del suo ultimo dio (l’uomo feuerbachiano) per distruggerlo. Si scontra anch’egli, come il leone della metafora, con «il grande drago… che non vuol più chiamare signore e dio». “Tu devi”, questo e il nome del grande drago contro cui anche l’unico si scaglia demolendo tutti gli ideali che si pongo sopra di lui e che gli ordinano un modo di vita; «si aspira a ciò che si dev’essere, perciò non si è».
L’ultima metamorfosi che Nietzsche ci propone e il passaggio da leone a bambino. La figura del BAMBINO succede a quella del leone il quale, dopo aver distrutto tutto, ha posto la base per la creazione di nuovi valori, creazione che spetta appunto al bambino. Solo lo spirito divenuto bambino ora ha la possibilita di conquistare un suo mondo, di volere la sua volonta, e – a mio avviso – l’immagine dell’unico proprietario, che attraverso la sua forza fa valere la sua volonta e si appropria del mondo. «Dovresti essere non solo un uomo libero»,spirito leonino della metafora nietzschiana, «ma anche un individuo proprietario»,proprietario di se, dei propri pensieri e creatore di valori.
All’inizio della seconda parte de L’unico e la sua proprietà, l’autore ci chiarisce la fondamentale distinzione tra liberta e proprieta. Cio che intendiamo per LIBERTA e una realta totalmente negativa; e una liberta da- enon una liberta di-. Ci si puo cristianamente liberare dalle schiavitu e dalle passioni della carne, dominare la propria volonta, tendere alla liberta come valore assoluto, ma tutto cio non portera ad altro che ad un rinnegamento di se stessi. Essere liberi da- significa quindi essere privi di-.
Anche per Nietzsche coloro che si fanno portatori di questa specifica concezione della liberta, sono i deboli e i malriusciti, coloro che non detenendo forza e potere a sufficienza, tentano di raggiungerli predicando giustizia, liberta ed uguaglianza.
Tornando all’individuo proprietario che lo Stirner ci presenta, questi non deve percio limitarsi ad un mero ideale negativo della liberta, ma aspirare a qualcosa di piu, alla liberta di- plasmare il mondo circostante in base alla sua volonta, all’interno degli unici limiti che possano essergli posti innanzi: i limiti del suo potere e della sua forza. Liberta positiva di azione quindi, una liberta che e proprieta dell’oggetto stesso su cui si esercita.
Liberta che in questo caso e POTENZA, capacita di imporre la propria volonta:

«Io non ho niente da obbiettare contro la libertà, ma ti auguro qualcosa di più della libertà: tu dovresti non solo essere libero da ciò che non vuoi, cioè essere privo, ma anche avere ciò che vuoi».

Si potrebbe dire, sfatando finalmente un affermato luogo comune, che qui – L’essere sta nell’avere – proprio perche in Stirner – l’unico e la sua proprieta – e facendone seguire le affermazioni di Nietzsche:

«Questi possidenti hanno un unico articolo di fede: “bisogna possedere qualcosa per essere qualcosa”. Ma questo è il più vecchio e il più sano di tutti gli istinti; io aggiungerei: “bisogna voler possedere di più di quanto si ha per diventare qualcosa di più”. Avere e voler avere di più, in una parola: crescere – è la vita stessa».

Apriamo ora una sezione nella quale, attraverso una serie di citazioni testuali, evidenzieremo l’affinita con cui i nostri due autori trattano alcune delle tematiche principali del loro filosofare. Nella suddivisione che segue si presentano: nella parte sinistra le citazioni estrapolate dall’opera L’unico e la sua proprietà; mentre a destra, vengono riportati alcuni aforismi ed estratti da varie opere nietzschiane.
L’UOMO; ci troviamo ancora una volta a parlare di questo spettro, un bersaglio sistematico dello Stirner, il quale attraverso lo svolgersi della sua opera trova modo di demolire ripetutamente con attacchi per lo piu rivolti a Feuerbach. A tal proposito, sfogliando le opere di Nietzsche, ci imbattiamo in un aforisma che – mi sia permessa l’espressione – sembra scritto dalla mano demolitrice dello Stirner. L’aforisma si trova in Aurora ed e lo studioso Ernest Seilliere a suggerircene il confronto con le tematiche stirneriane:

«In tutto ciò il singolo, il singolo uomo, viene considerato come un rifiuto e invece l’uomo universale, “l’uomo”, viene coperto di onori …di volta in volta cadano davanti a lui (questo fantasma) sia quelli che vorrebbero sostenere una concezione diversa dell’uomo, sia quelli che vogliono imporre se stessi»

«Tutti questi uomini sconosciuti a se stessi credono nell’esangue entità astratta “uomo”, vale a dire in una finzione…ogni singolo in questa maggioranza, non è in grado di contrapporre un reale ego alla pallida finzione universale, e non può, quindi annullarla».

Osservando i due brani sopracitati ci accorgiamo immediatamente che, entrambi gli autori, considerano l’uomo – l’uomo come entita astratta, generica – un fantasma, ovvero un ideale che formatosi nella testa dei singoli impedisce loro di perseguire una volonta propria, un reale ego. L’egoismo quindi, un termine che per entrambi gli autori stimola erroneamente un sentimento di ripugnanza nel senso comune, deve essere rivalutato, autore e studioso francese che trattando nel dettaglio il rapporto Nietzsche – Stirner, per primo– elenca una serie di corrispondenze testuali senz’altro convincenti, restituendo a questo termine il suo significato positivo, scevro da connotazioni negative di provenienza cristiana.
E giunto ora il momento di addentrarsi in un argomento le cui conseguenze verranno riprese nella parte conclusiva di questo lavoro. E il momento di introdurre il concetto – a mio avviso contraddittorio – di ALTRUISMO. Lo definisco un concetto contraddittorio in quanto, sono i nostri stessi autori a mostrarcelo tale, come si puo notare nelle citazioni seguenti:

«L’egoista che non vorrebbe essere tale e che si umilia, cioè combatte il proprio egoismo, tuttavia anche in questo caso si umilia soltanto per venire esaltato, ossia per esaltare il suo egoismo».

«Il culto dell’altruismo è una forma specifica di egoismo, che si presenta regolarmente, dati determinati presupposti fisiologici».

Ora, da quanto detto, sembra che il dualismo egoismo- altruismo sia destinato a risolversi, anche se non tanto con una sintesi, bensi con l’annullamento di uno dei due opposti: l’altruismo. Sia Stirner che Nietzsche concordano infatti nel ritenere l’altruismo una forma di egoismo mascherato.
Tra l’altro, l’analisi dell’altruismo, e una delle cause che portarono alla rottura dell’amicizia tra Paul Ree e Friedrich Nietzsche. Ree, reso celebre da L’origine dei sentimenti morali, criticava l’approccio sopra descritto, e insisteva sulla possibilita per l’essere umano, di esprimere con le sue azioni un comportamento non egoistico: «Dunque esiste una partecipazione non egoistica alla sorte altrui che si può chiamare o compassione o benevolenza o amore per il prossimo». La sua analisi aveva come riferimento critico il pensiero del filosofo francese Claude- Adrien Helvetius:

«Alcuni filosofi, in particolare Helvétius, affermano addirittura che i sentimenti e le azioni di carattere non egoistico non appartengono alla natura umana, ma che piuttosto ciò che sembra non egoistico è solamente una forma mascherata della pulsione egoistica».

La posizione di Helvetius riguardo la pulsione egoistica, riportata qui da Ree, e invece molto vicina alle posizioni di Stirner e di Nietzsche; come ci ricorda Maria Cristina Fornari nella sua analisi del rapporto Ree – Nietzsche:

≪Nietzsche concordando con Helvétius e prendendo le distanze dall’analisi piuttosto superficiale di Paul Rée, ritiene che la compassione, vada piuttosto ricondotta ad un esercizio di potenza, che trova la sua motivazione in un piacere del tutto egoistico»
Quindi, ribaltando l’opinione di Ree su Helvetius, possiamo concludere che, nella nostra prospettiva, Helvetius ha ragione quando dice in generale:
«Uno che soccorre un infelice lo fa: – per fare un atto di potenza, l’esercizio del quale per noi è sempre piacevole, perché richiama sempre al nostro spirito l’immagine dei piaceri legati a questa potenza».
Nell’ottica di Nietzsche, l’altruismo e considerato un’arma e una morale da schiavi con cui i deboli sopravvivono; nella visuale di Stirner, e definito una forma di potere che il debole esercita sul piu forte anche attraverso la divinizzazione dell’idea stessa di altruismo.

«Se essi hanno la facoltà di farvi desiderare la loro sopravvivenza, hanno un potere su di voi. A chi non esercitasse assolutamente alcun potere su di voi, non concedereste niente: lo lascereste deperire».

«Per vie traverse il debole si insinua nella roccaforte e nel cuore del potente – e vi ruba la potenza».

Font: AbissoNichilista

[ελ] Ανάληψη ευθύνης για εμπρηστικό μπαράζ στο κέντρο της Αθήνας

Enviado al mail.


Τόσο εύκολα και τόσο απλά ξεφτιλίζεται η δημόσια ειρήνη και κατ’ επέκταση τα άθλια διακοσμητικά στοιχεία του Χρυσοχοΐδη που έχει διασπείρει σε διάφορες γειτονιές της Αθήνας για να διατηρούν το νόμο και την τάξη, αφού από κανένα από αυτά δεν γίναμε αντιληπτοί και φέραμε εις πέρας τις προγραμματισμένες μας δράσεις. Ο λόγος που επιτεθήκαμε σε διαφορετικούς στόχους είναι για να κάνουμε ξεκάθαρο ότι δεν πολεμάμε μόνο την βιομηχανία κρέατος ή την κρατική περιουσία… αλλά κάθε τι που παράγει ο πολιτισμός. Θα μπρούσαμε να γράψουμε 40 σελίδες γεμάτες φιλοσοφικές αηδίες και λόγους για τους οποίους κάναμε τα παραπάνω. Οι δράσεις μας δεν έγιναν με σκοπό να δώσουμε κάποια απάντηση ή για αλληλεγγύη, δεν υπάγονται σε κάποια πολιτική τάση, ούτε είναι μέρος κάποιου κινήματος ή κάποιου καλέσματος για δράσεις. Έχουμε βαρεθεί να βρίσκουμε λόγους ή δικαιολογίες για να αιτιολογούμε αυτά που κάνουμε.

Το μόνο κίνητρο για εμάς, είναι να ακολουθούμε το ένστικτο μας που μας οπλίζει στο να βάλουμε φωτιά στο υπάρχον. Τα υπόλοιπα είναι πολιτική και βαριόμαστε τα πολιτικά παιχνίδια.

Δεν ακολουθούμε κάποιο πολιτικό ρεύμα σαν αυτά που προσπαθούν να φέρουν με το μέρος τους την κοινωνία, ούτε είμαστε “επικίνδυνοι” wannabe μηδενιστές του διαδικτύου (social media και blogs) που κριτικάρουμε τα πάντα από την ασφάλεια του internet και του σπιτιού. Ούτε είμαστε τίποτα εξεγερμένοι φιλόσοφοι που αρέσκονται μόνο στο να διαβάζουν σκονισμένα εγχειρίδια.

Για αυτό λοιπόν αναλαμβάνουμε την ευθύνη για τους εξής στόχους:

-9 Ιανουαρίου: Τοποθετήσαμε δύο εμπρηστικούς μηχανισμούς την ίδια στιγμή σε ένα κρεοπωλείο και σε ένα κατάστημα με είδη ασφάλειας, κάμερες, συναγερμούς κτλπ στην οδό Αγίας Ζώνης στην Κυψέλη.

-22 Ιανουαρίου: Τοποθετήσαμε τρεις εμπρηστικούς μηχανισμούς, έναν μεγάλο και δυο μικρότερους σε κατάστημα ΕΛΤΑ και στα δυο βανάκια που ήταν σταθμευμένα ακριβώς απέξω στην οδό Πριγκηπονήσων στο Πολύγωνο.

-23 Ιανουαρίου: Κάψαμε 3 αυτοκίνητα στο Κολωνάκι βάζοντας ταμπλέτες παραφίνης στις ρόδες τους. Το πρώτο αμάξι ήταν ένα τζιπ Porsche και τα άλλα δύο τα επιλέξαμε εντελώς τυχαία γιατί απλά βρέθηκαν μπροστά μας.

Αυτές οι επιθέσεις ήταν η αληθινή έκφραση του εγωισμού μας που ψάχνει την ευχαρίστηση μέσα από την επίθεση στο υπάρχον που σιχαινόμαστε. Σπέρνουμε το χάος και τον τρόμο στην κοινωνία-φυλακή του πολιτισμού καταστρέφοντας, έστω για λίγο, την κανονικότητα.

Να είστε σίγουροι πως θα επιστρέψουμε….

-A bunch of nihilistic lunatics-

[en] (Italy) Presentation manifest: Terroristic Cell “Misanthrope K”

We are a cell of Misanthropes afiliated to the proselitism carried out by projects such as Egoarch Terrorism and others related.

We form this cell, having carried out in the past several arson attacks against machines and social structures that disgust us, explosive devices took too many fingers and limbs, while we buried some sheep who were too much massified. Now we start the path of claiming responsibility with an specific identity, without caring about justice and its servants! see the remains!

“Our” area is “Puglia”. We act in clandestinity in Bari and Lecce, but we want to expand. Total respect for the crime that un Puglia is very spreaded and specially…brutal!

Let’s be clear: Is not a moment for great statements neither to seek something very big.

Death and destruction, that is what matter to us!

Let’s spread active extremist misanthropy and fuck the rest of humanity!

May chaos and terrorism spread, and may we be able to exterminate some human beings…
We are getting our swords and clandestine weapons ready for you all! yes!

Terroristic Cell “Misanthrope K”

Winter, Bari / Lecce

(México) Ubican a ocho grupos que organizan desmanes en la UNAM

ITS se coló a los movimientos de izquierda durante el conflicto universitario, segun la prensa mexicana.

7 de enero 2020

Los desmanes y daños ocasionados durante los últimos días en la Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM) son obra de ocho grupos investigados por la Fiscalía General de Justicia de la Ciudad de México (FGJ- CDMX), en coordinación con Fiscalía General de la República FGR.

Exmilitares, narcomenudistas, ciudadanos extranjeros, ladrones y hasta exprofesores de Ciudad Universitaria forman parte del ala más radical de estos colectivos señalados como los organizadores principales de marchas y protestas.

Estos grupos han establecidos nexos con otras organizaciones, como Antorcha Campesina, el SME, grupos porriles, el Frente de los Pueblos en Defensa de la Tierra, Federación Libertaria de México, Individualistas Tendiendo a lo Salvaje, Círculo Eco-Extremista de Terrorismo y Sabotaje y Regeneración Radio, según varios medios destacados.

Autoridades locales y federales no descartan que en los siguientes días el movimiento —que inició hace cuatro meses en una lucha contra la violencia de género y que ha provocado paros de diferente duración en 23 escuelas y facultades— se torne más violento.

Con base en información reunida desde el año pasado, los grupos más agresivos y que por la fuerza han tomado diversos planteles y dañado la Torre de Rectoría de Ciudad Universitaria fueron identificados como Biblioteca Social Reconstruir, Colectivo Anarquista (Escuela Nacional de Antropología e Historia), Centro Cultural Ocupado El Engrane, Okupa Ché, Cooperativa Café Victoria, Comparsa Chanti Ollin, Colectivo Reta, así como el Colectivo Coordinador Estudiantil Anarquista.

Se estima que las organizaciones están compuestas hasta por mil integrantes, y algunos incluso han recibido “adiestramiento” de corte “anarquista” de universidades de Sudamérica, pues entre los líderes del movimiento se ha identificado a cuatro chilenos —dos mujeres y dos hombres— y a cuatro argentinos —también dos mujeres y dos hombres—, quienes son protegidos por los mismos estudiantes dentro de Ciudad Universitaria.

Estas organizaciones empezaron a estar en la mira de las autoridades luego de los desmanes que se registraron durante la marcha feminista.

[es] (Italia) Manifiesto de presentación: Celula Terrorística “Misanthrope K”

Somos una célula de Misántropos afiliada al proselitismo llevado a cabo por proyectos como el Terrorismo Egoarca y otros relacionados.

Formamos esta célula, habiendo actuado en el pasado con varios incendios de máquinas y estructuras sociales que nos disgustaban, dispositivos explosivos que quitaron demasiados dedos y extremidades, mientras enterrábamos algunas ovejas que estaban demasiado masificadas. ¡Ahora comencemos el camino de la reivindicación con una identidad precisa, sin importarnos la justicia y sus perseguidores! ¡Ve a los restos!

“Nuestra” área es “Puglia”. Actuamos clandestinamente desde que Bari bajó a Lecce, pero queremos expandirnos. Respeto total por el crimen que en Puglia está muy extendido y sobre todo… ¡brutal!

Seremos claros: no es un momento para proclamas demasiado enrevesadas ni para perseguir algo demasiado extendido.

¡Muerte y destrucción, eso es lo que nos importa!

¡Vamos a difundir la misantropía activa extrema y cojerns al resto de la humanidad!

Que el caos y el terrorismo se extiendan, y que podamos exterminar a algunos seres humanos … ¡estamos preparando nuestras espadas y armas clandestinas para ustedes! Sí!

Célula Terrorística “Misanthrope K”

Invierno, Bari / Lecce

[es] (Grecia) 92 comunicado de ITS

Hemos visto la crudeza de este mundo, la realidad tan violenta, lo comprendimos muy bien, asi que la esperanza está muerta para nosotros, no existe ni existirá un cambio, una revolución ni nada que cambie la mierda por oro, estamos perdidos y aceptamos nuestro ocaso, mirando de frente a la problemática real, el progreso humano y la civilización moderna.
-X

“El mundo es como un reloj de arena, del lado de arriba está la civilización, con todas sus rígidas estructuras que buscan asegurar la ley y el orden, sostenidas por el peso de sus entramados jurídicos y morales que trabajan para mantener el conjunto cohesionado. El lado inferior es el Caos, y poco a poco, la arena va cayendo. Con ella caen todas las ilusiones del progreso, todos los sueños sobre mundos de confort y seguridad. Hoy en día, el lado superior aún esta lo bastante lleno, pero poco a poco, el Caos va tomando forma. Es solo cuestión de tiempo para que el mundo de la superioridad humana se disuelva en las olas eternas de Caos y Salvajismo. Mientras tanto, nosotros preferimos disfrutar de la caída, antes que aferrarnos como necios a los espejismos de una civilización cuya misma existencia se basa en una guerra contra el avance imperturable del tiempo que al igual que las mareas salvajes, poco a poco todo lo deshace.”
-Octava entrevista a ITS

Parece que el mundo se hunde y entre medio del pánico, siempre surgen los profetas que parecen tener la “solución” a todo lo malo que ocurre. Una solución mágica que viene siempre de la mano de alguna ideología que promete el paraíso en la tierra. Cada cual aporta lo suyo: Unos piden más democracia y libertad mientras otros quieren dictadura, unos hablan de controlar los medios de producción y otros de destruirlos, unos quieren más liberalismo y libre mercado y otros quieren el socialismo, unos prometen una utopía tecnológica en un futuro cercano y otros nos dicen que hemos de volver a las cuevas pero el fin es siempre el mismo en todos los casos: Un perfecto (y antropocéntrico) nuevo mundo, el perpetuamiento del progreso y el perfeccionamiento del dominio de lo civilizado sobre lo salvaje.

Para aquellos con una visión simple de las cosas, el problema se resume en el estado, el fascismo, la autoridad, los ricos…etc pero para los que miramos un poco más lejos el problema y sus responsables no se limita el estado, al gobierno, a las elites políticas y financieras ni a ninguna malvada megacorporación que conspira desde la sombra para controlarlo todo. Ciertamente todos estos ejemplos nombrados son responsables y tienen que pagar por ello, pero el problema no se limita a la cúspide sino a toda la pirámide.

Para muchos, el culpable del desastre tiene un nombre claro: El sistema capitalista. Evidentemente el sistema de producción capitalista desempeña un rol clave en el saqueo y la destrucción del planeta, pero ¿quienes son los que consumen, sustentan y mantienen al sistema capitalista?
¿Acaso creen que si sustituimos al sistema economico capitalista por uno socialista o del tipo que sea, la mentalidad de los ciudadanos va a cambiar? Por supuesto que NO.

Porque el problema también son los 7 billones de criaturas humanoides que consumen sin freno, que activa o pasivamente son parte del entramado del sistema tecnoindustrial. Porque aparte de las necesidades básicas, en el mundo de hoy los humanos han adquirido otro tipo de “necesidades” que aún los hacen más dependientes del entramado de producción industrial.

Las llamadas “necesidades básicas” no son las mismas que eran hace 50, 100 o 200 años. El progreso tecno-industrial ha creado nuevas “necesidades básicas”, nuevas formas de consumo, de organización social… lo ha cambiado todo. Si un nuevo sistema político-económico tomara el poder y exigiera a las masas abandonar las “comodidades” y el desenfrenado modo de vida y consumo que la civilización moderna les ofrece no lo aceptarían. Las masas de la sociedad moderna no quieren, ni pueden ni saben vivir de otra manera. Si bien es cierto que el sistema capitalista revienta y saquea la naturaleza salvaje para su beneficio, lo hace en base a una demanda de producto que nunca termina de saciarse. Son los millones de personas que atestan cada rincón de la tierra los que piden más y más productos para consumir y entretenerse, los que quieren tener el ultimo modelo de coche, smartTV, iPhone o cualquier otra imbecilidad inútil, los que ansian gastar el tiempo libre y el dinero ganado en algun trabajo horrible en consumir todo lo que puedan, los que se enamoran de las nuevas tecnologías que los atontan y esclavizan, los que regalan toda su privacidad y vida real a cambio de aceptación y popularidad en redes sociales en las que encuentran la “amistad” e incluso el “amor”, los que aceptan leyes y programas de vigilancia masivos, todo en nombre de la seguridad y el progreso.
El ser humano moderno es totalmente dependiente del modelo de producción actual, y le encanta sobresalir en su rol de productor-consumidor ahogandose entre montañas de productos inútiles. Ellos disfrutan de la supuesta “liberación” de la forma de vida moderna. Una forma de vida que, en lugar de liberar, encarcela en una espiral de decadencia y pudredumbre. Este es el precio del progreso humano. Y para quienes todavía esperan por algún “despertar de las conciencias” y creen que la humanidad va a renunciar al modo de vida y las comodidades que el progreso tecno-civilizado les aporta, deberían dejar de creer en polvorientas teorías políticas escritas hace 200 años y echar un vistazo a la realidad que en la que vivimos.

Nosotros no nos quedamos en amenazantes o aburridos textos teóricos, si no que llevamos nuestras palabras hasta sus últimas consecuencias.
Los mismos que se escandalizan sobre matar personas selectiva e indiscriminadamente y del uso del terrorismo como venganza por los daños irreparables que han causado en la naturaleza salvaje son los mismos que bendicen los asesinatos y masacres perpetradas a lo largo de la historia por su bando (el que sea, pues todos han cometido atrocidades) contra aquellos que eran considerados “malvados” o “enemigos”.
Si en el pasado era “dios” quien decidia quienes tenian derecho a vivir y quienes debían morir, ahora cada crimen y atrocidad imaginable se comete en el nombre de los son los nuevos “dioses” de la sociedad civilizada moderna, encarnados en los valores de civismo, progreso humano, ley y orden y moralidad occidental.
Nosotros NOS NEGAMOS a ser parte de ese juego de falsa doble moral, y nos negamos a regalar a orden civilizatorio el monopolio de la violencia. Tomamos esa responsabilidad en nuestras manos y por ello que respondemos al barbarismo civilizado con nuestro propio barbarismo.

Nuestra determinación es fuerte y por ello no nos tiembla la mano a la hora de atacar, es por ello que siempre buscamos causar el mayor daño posible con los medios que tenemos. Nuestra motivación para ejercer la violencia no nace de sueños fantásticos de sociedades utopicas que no existen, ni estan basados en esperanzas inútiles de revoluciones futuras que nunca sucederán ni de ninguna ideología “visionaria”. Nuestras motivaciones nacen a través de analizar la compleja y realidad que nos rodea viendo los hechos tal como son, asumiendo estos hechos y esta realidad difícil, pesimista y miserable sin fantasías ni idealizaciones.

Para vosotros sólo somos un puñado de lunáticos y nuestra guerra una locura.
Sin embargo, fué la ciencia, el “sentido común”, el racionamiento, el progreso y la lógica de la civilización quienes engendraron los mayores horrores jamas vistos en la historia, y no nos referimos unicamente a la catastrofe ambiental, la destrucción y el sometimiento de la naturaleza salvaje si no incluso contra la propia humanidad: Guerras mundiales, bombas nucleares, esclavitud en masa, genocidio y exterminio de poblaciones enteras, pero no solo esto si no también una forma mas sútil de domesticación a través de la vida moderna en las ciudades: la omnipresente tecnología en todos los aspectos de nuestra vida cotidiana ha creado cadenas invisibles que nos atan y domestican, creando una dependencia absoluta a la modernidad y el progreso tecnológico. En última instancia, la propia civilización, en su arrogancia y su ansia de seguir con su progreso a toda costa sera quien nos arrastre a todos al abismo. Para nosotros, la civilización, el progreso humano imparable y su desenfrenado modo de vida son la verdadera locura, la destrucción de la biosfera es la verdadera locura, la desproporcionada escala de produccion-consumo para mantener no sólo las necesidades “basicas” si no también los caprichos, lujos y entrenimientos de una, cada vez mas, sobrepoblación humana son la verdadera locura…
Quizás de aqui a algunos años, cuando se haga mas evidente el desastroso camino al cual nuestras decisiones nos han llevado y se empiece a vislumbrar un horizonte incluso mas oscuro que el actual, algunos miren atrás y recuerden estas palabras. Y sera entonces, frente al abismo, cuando muchos se den cuenta de que ni su dinero, ni su estatus social, ni sus miserables ideologías “revolucionarias”, ni sus sueños de un brillante futuro sirven para nada mas que para alimentar sus propias fantasías.

El mundo de hoy no ha sido construido por unos cuantos pocos privilegiados, si no que todos han puesto su aportación. Este es el resultado directo del progreso humano, el legado de la humanidad.
Nosotros no miramos por ningúna solución milagrosa ni futuro para el ser humano por que no la hay, ni siquiera este utópico retorno a la vida en la naturaleza salvaje que sugieren las fantasías primitivistas. El humano se ha corrompido demasiado y de la naturaleza salvaje solo quedan vestigios de lo que fué, esperando en agonía la llegada de su hora final. Lo único que nos mueve es la venganza por todo lo que hemos perdido, por la devastación provocada por el progreso humano, por sus ciudades, sus máquinas, su modo de vida enfermo.
Ni justicia social, ni lucha de clases, ni igualdad entre las personas, ni construir “entre todos” una nueva sociedad mejor. Que ardan esas falacias izquierdistas y que arda esta y cualquier sociedad. Nosotros despreciamos esta vida ridícula y sin sentido que ha creado el ser humano moderno.
No hay otro mundo posible, no hay ningun futuro brillante y esperanzador que nos espere, esta es la realidad de mierda que tenemos. Y si este mundo se esta hundiendo, que todo se hunda con él.

El 15-12-19 colocamos una bomba enfrente de la entrada de la estación de policía de Zografou.

La policía, esa despreciable institución de acomplejados idiotas frustrados, es una de los mecanismos de imposición del orden y la ley civilizadas, es una de las formas que tiene el la civilización de perpetuar su normal funcionamiento. Por tanto los cuerpos de seguridad siempre estarán en nuestro punto de mira. Aunque somos conscientes de que la primera línea de defensa del sistema es la actitud servil y sumisa de las masas ciudadanas y de que en la cabeza de cada ciudadano vive un policía.
También esperabamos provocar daños en el recinto universitario, las universidades son las incubadoras de la ciencia y el progreso y por tanto siempre serán nuestros objetivos. Esta vez tuvieron suerte, ya veremos para la próxima…

A veces los ataques salen bien y otras no, es el riesgo siempre está ahí. Que la bomba fuese descubierta y detonada por la policía no nos desanima, en cualquier caso llegamos hasta la puerta de su guarida y les pusimos una bomba debajo de sus narices, y podemos hacerlo otra vez.

También queremos animar a todos aquellos que sienten la necesidad de atacar contra la sociedad civilizada, independientemente de que sean eco-extremistas, nihilistas, terroristas anarquistas que han rechazado el sucio humanismo izquierdista or simplemente gente frustrada y descontenta con esta realidad, a todos aquellos que caminan hacia la nada…
Nosotros somos el ejemplo vivo de que con materiales caseros y sin la necesidad de un entrenamiento profesional se puede hacer un gran desmadre. Con pocos medios se puede hacer mucho daño. Esperamos que nuestro ejemplo y el ejemplo de nuestros hermanos y hermanas de ITS alrededor del mundo sirva de motivaciòn para aquellos que libran su propia guerra. Que se multipliquen los ataques!

Nada ha terminado, volveremos.

Individualistas Tendiendo a lo Salvaje – Atenas

-Cazadores Nocturnos
-Secta Iconoclasta

PD:

Aclaramos un par de cosas por última vez para los papagallos de la prensa y otros bocones que esparcen mentiras e información falsa sobre nosotros:

-NO somos un grupo anarquista, ni de izquieda ni de derecha, ni vinculado a ninguna corriente política concreta. ITS es un grupo antipolítico con tendencias nihilistas enfocado en la venganza y la defensa extrema de la naturaleza salvaje, ni mas, ni menos.

-NO tenemos relación con el grupo “Secta de los Revolucionarios” ni el resto de tonterías y rumores difundidos por la prensa y algunos idiotas en internet.