[it] (Cile) Trentesimo comunicato degli Individualisti Tendenti al Selvaggio

Traducción al italiano del comunicado número 30 de ITS, reivindicando un atentado incendiario indiscriminado contra un bus de pasajeros.

Traducción a cargo de “Algol”.


Che si sappia, abbiamo invocato lo spirito maledetto dei kawesqar: “Ajajema” *. Lo invochiamo e lo svegliamo. Si è svegliato furioso, pieno di odio per quello che l’umano moderno ha fatto alla Terra. A ogni istante maledice lo schifoso concreto, i nefasti edifici che impediscono di vedere l’orizzonte, le macchine con ruote che abbondano, ma in primis, maledice con tutte le forze quello che è diventato l’animale umano. Ci ha sussurrato all’orecchio, e ogni volta che respira, che meritano la morte per l’offesa al selvaggio, e noi gli abbiamo risposto che sentiamo la stessa cosa. Abbiamo fatto un patto di sangue col suo spirito e abbiamo promesso di agire nel suo nome.

Lo spirito pagano dei Fueguinos, cercheremo di riviverlo in ogni nostro incendio incivilizzato. Che la sua disgrazia cada sulla civilizzazione e il progresso umano!

Nelle terre del sud la pioggia cade e il suo suono ci sussurra vendetta, con lei ci bagniamo, come i nostri antenati facciamo si che ci inzuppi. L’acqua caduta ha fatto debordare i fiumi e lasciato il caos nella civilizzazione.

La pioggia bagna la Terra… la Terra, gli alberi, le piante e altri esseri chiedono la pioggia, la desiderano, la anelano, ma l’umano la odia, la maledice, la trova brutta perché danneggia la gente “povera.” Con ogni attacco della natura selvaggia la massa iper-civilizzata si commuove e rattrista, invece noi ci rallegriamo e la celebriamo.

Le scosse della terra, di qualche giorno prima, annunciavano i nostri passi, il nostro attentato. Il movimento della terra scosse il nostro essere, accelerò il nostro cuore e ci comandò l’inequivocabile messaggio dell’ignoto, messaggio che solo in pochi siamo capaci di soddisfare e cui rispondere. Quel messaggio prediceva azione, chiedeva di giocarci la nostra vita, chiedeva di gettarci nell’abisso caotico dell’azione, ma soprattutto, chiedeva guerra alla civilizzazione.

La razza umana iper-civilizzata non ha cura né salvazione. L’allegria fa sobbalzare i nostri cuori ogni volta che la natura selvaggia si manifesta contro la civilizzazione con feroci disastri naturali. Per ogni massacro naturale, saltiamo di gioia. E se domani, saremo quelli che soccomberanno a causa del selvaggio, sappiano che lo faremo con la massima soddisfazione.

I nostri corpi non potevano ignorare l’ancestrale richiamo, richiamo che per noi, non rimarrà mai senza risposta. Fu in questo modo che il giorno 15 maggio del presente anno, ci siamo intrufolati in uno degli autobus del transantiago, percorso 208. Questa volta l’incendio è fallito, ma le nostre volontà egoiste hanno tentato. Che non si preoccupino, senza dubbio persisteremo nell’attentare. Il fuoco sarà per la prossima volta…

I sistemi di trasporto incaricati di fare funzionare la civilizzazione, che trasportano la massa sono nel nostro mirino da tempo. Le sue scorie di ferro ardenti sono e saranno la nostra offerta alla Terra. I mezzi di trasporto non presentano un grosso ostacolo, in un’azione relativamente “semplice”, abbandoniamo un ordigno artigianale incendiario con miccia d’incenso. Ignoriamo il perché l’incendio è fallito, siamo sicuri che l’hanno visto, oltreché hanno chiamato gli sbirri affinché lo vedessero. Forse è fallito, dato che è l’ordigno era posizionato da tutto il pomeriggio, chi sa…

Parliamo, parliamo e agiamo, portiamo i nostri corpi all’estasi deliziosa dell’adrenalina naturale: “I nostri cuori battono all’impazzata e saliamo verso la parte finale dell’autobus…demoni. Ci sono giusto dietro di noi due poveracci seduti, al nostro lato una donna, e a fianco un giovane. Non si torna indietro, ci “riposiamo”, con i nostri coltelli da cucina appena affilati (preparati senza dubbio per il corpo del cittadino-eroe di turno), dissimuliamo e tiriamo fuori la bottiglia, prendiamo gli incensi, guardiamo intorno, li riprendiamo, l’autobus si muove tanto che la fiamma non parte, continuiamo ad accendere… tutto prende, fumo ed odore di cioccolato, bene, giusto qui finisce il percorso… Scendiamo tutti, noi siamo gli ultimi. L’autobus parte e aspettiamo l’incendio…”

–Racconto egoista di un’azione, per gli/le inquieti con voglia e volontà.

La nostra unica motivazione è la vendetta, vendetta per la terra che intossica il nefasto essere umano moderno. Questo, vicino alle città, si merita il peggio. Meritano il terremoto che parte dal concreto, la pioggia che deborda dai fiumi, il fuoco che brucia paesi, l’eruzione vulcanica che riempie di cenere l’ambiente, e… meritano senza dubbio i nostri attacchi.

Il fuoco, il bel fuoco, questa volta c’è lo deve…

Abbracci complici agli eco-estremisti del Messico, Brasile, Argentina e Cile. Agli egoisti terroristi dell’Italia e gli eco-anarchici.

Fratelli dell’Orda Mistica del Bosco, il vostro attentato terrorista ha scosso lo spirito. Sappiamo che state preparando il prossimo attacco, per vedere se ora ammazzerete l’obiettivo (i).

Viva gli omicidi della mafia nel nord!

Morte agli iper-civilizzati e il progresso!

Individualisti Tendenti al Selvaggio
-Incivilizzati del Sud

*Questa volta non si è manifestato con le fiamme, ma persisteremo…

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