(it) Delazioni a catena..Si, chiaro, a Città del Messico!

Per molto tempo abbiamo detto che l’anarchismo moderno è marcio, che questa dottrina politica sta morendo, e non è una bugia, da qualche tempo abbiamo dimostrato che la presunta “solidarietà” attuata da certi gruppi “anti-carcerari”, è più di una menzogna ipocrita. Che la “fraternità” e il “cameratismo” sono pura merda e aria fritta, e che questo “felice” movimento si basa sulla delazione, sulla doppia morale e sulle apparenze superficiali dei suoi massimi rappresentanti (eccetto alcuni esempi nobili). Questa volta, rendiamo pubblica la lettera (e la sua traduzione in inglese) dell’individualista “Tripa” dal Messico: le sue parole e la sua vita dentro la conflittualità, questo è uno degli esempi degno di onore.

Il “Tripa”, è stata una delle persone più impegnate nel movimento anarchico in Messico, in questa lettera divulga molti aspetti della sua situazione (lontano dalla “vittimizzazione degli attivisti”), rivelando la merda in cui il movimento anarchico è sommerso non solo in Messico, ma a livello internazionale …

E prima che i giudici anarchici inizino la loro cerimonia per bruciare le streghe, vogliamo dire che il nostro sostegno sarà sempre con gli individualisti che rompono con le “lotte “convenzionali , è che alla fine vengono “isolati” anche dal loro stesso movimento. Dall’altra ci sono i “compagni” che si scagliano ferocemente contro i loro nemici, dimostrando la loro coerenza individuale. Così come con l’individualista Kevin Garrido in Cile, oggi, da parte di Maldición Eco-extremista, rivendichiamo la nostra completa complicità con Mario Lopez “Tripa”, che la fuga continui, con il suo instancabile percorso di scontro.

Forza fuggiasco criminale!

Oggi come ieri, gridando ai quattro venti:

Misantropia e natura sempre!

Maldición Eco-extremista blog


Lettera pubblica di Mario Lopez Tripa

“Quello che si interpone sulla nostra strada, lo sconfiggeremo”

Prima di tutto, un enorme e cordiale saluto.

Poco più di cinque anni e mezzo fa, mi esplose accidentalmente una delle due bombe che trasportavo, fortunatamente fu la bomba meno potente, che era destinata agli uffici del partito politico PRD. L’altra era per una delle sedi del PRI. In quello momento non mi importava un cazzo, quale partito politico fosse, se fosse stata “Morena” allo stesso modo avrei attentato alla loro sede. Fu la notte del 26 di giugno dell’anno 2012, giusto un giorno dopo il mio compleanno. Il migliore regalo che mi ero dato, era l’incidente, mi dicevano gli investigatori che mi sorvegliavano all’ospedale.

Il motivo per il quale esplose la bomba- motivo che fino ad ora era stato un mistero ed un pettegolezzo all’interno del movimento anarchico e dello spettro insurrezionalista- secondo il vox populi, oscillava tra “avere composto la bomba in maniera errata o a bassa pressione o che la persona di nome Felicity Ryder e io eravamo in competizione su chi metteva più bombe e per questo motivo esplose, (pettegolezzo che è girato tra i circoli anarchici del D.F. fino a oggi, è che ha prodotto unicamente un danno per me), che esplose per volontà, ecc.”…non c’è stato altro motivo che è il seguente: che ho azionato la bomba nel posto sbagliato, cioè, che
l’ho attivata vicino a un trasformatore elettrico, pertanto, passando sotto a questo, il campo elettromagnetico emanato era più che sufficiente per scaldare il filamento della lampadina di 1.5 volt, è che fece detonare la dinamite; la seconda bomba non esplose perché in quel momento non era collegata ancora all’interruttore circuito. Ma questo errore fu dovuto a una distrazione che ho avuto in quel momento, una distrazione che non potrò mai perdonarmi ne trascurare.

Ora si può dormire tranquillamente, il dilemma è risolto, non ho nulla in più da dire rispetto a questo.

Tuttavia, questa lettera non è unicamente per chiarire perché esplose la bomba, ma è anche per comunicare alla platea di spettatori anarchici una circostanza successa durante questi anni, dopo essermi sottratto dalla giustizia dello Stato. Tutto questo, apertamente, su una delazione, una delle molte, è che uso come esempio, è che espongo, per fare partire una riflessione o l’azione contundente rispetto a chi non deve essere necessariamente torturato per denunciare compagni anarchici o fare pettegolezzo su di essi e così metterci in un pericolo potenziale.
Ci sono due cose che spiego nella lettera presente, questo comunicato pubblico, o come lo si vuole chiamare. Scusate se sono arrogante, se sono duro o aggressivo, ma letteralmente non me ne fotte un cazzo di quello che pensate; queste qualifiche sono destinate, rispetto al tuo stato di coraggio, ai tuoi sentimenti di inferiorità, la tua bassa autostima, i tuoi pregiudizi, la tua ideologia di merda, oppure, la tua maniera di vedere le cose che esporrò, della tua prospettiva e la tua critica ben focalizzata. Quello che farò, è omettere la verbosità e andare diretto al sodo.

Delazioni a catena

Bene, più di un anno fa un individuo anarchico che negli ultimi anni ’90 fino alla metà del 2000 era in prigione a causa di un “crimine comune”, in un paio di assemblee aperte (mi costa dire, almeno due di queste realizzate all’interno della Biblioteca Sociale Reconstruid) ha affermato che la Croce Nera del Distretto Federale diceva che “i compagni che erano in fuga (riferendosi a Chivo e io) stavano semplicemente passeggiando da (dissero il luogo) a (dicendo anche quest’altro luogo) con il denaro che ci viene dato in supporto, affermando che è così che paghiamo i nostri viaggi dal Messico ai paesi del Centro America, andata e ritorno.

Innanzitutto voglio chiarire, che non so se la CNA ha emesso tale affermazione delatrice, ma so che quelle parole sono uscite dalla bocca di quell’individuo che è amico e compagno della CNA-DF. Perché lo conosco a causa di varie versioni di varie persone distinte che non si conoscevano tra loro ma che erano in quelle assemblee aperte. E lo so perché lo conosco e so che tipo di persona è.

Rispetto a questo ho un paio di cose da affermare, sempre assumendomi il rischio che implica fare questo tipo di dichiarazioni in maniera pubblica, benché alla fine dei conti che un compagno carcerato o in fuga debba dire cose che possano pregiudicarlo in qualche modo, non è sempre colpa sua, come molti vogliono fare vedere, ma è una responsabilità collettiva che ricade dentro il movimento anarchico, poiché grazie alla gran boccaccia di alcuni, molti compagni si sentono, e ci sentiamo pressati- rispetto a diffondere questo tipo di risposte – soprattutto quando quelli che formano ancora il cosiddetto “movimento” anarchico e ancora peggio, lo spettro
insurrezionalista, non ha una reazione diretta verso questo tipo di infamie e verso questo tipo di individui. La maggioranza degli insurrezionalisti passano il tempo nello scrivere azioni nei loro comunicati pomposi, facendo azioni per non perdere il loro posto nello scena-spettacolo, ma nel momento in cui si devono usare le armi per ammonire i delatori e i chiacchieroni, nessuno fa niente. Quello che gli importa realmente è la loro notevole immagine, lo status, l’immagine dei loro gruppi anarco-punks di musica rivoluzionaria e cose così. Allora cosa rimane della chiamata di Solidarietà Rivoluzionaria di cui si fregiano gli insurrezionalisti? La Solidarietà Rivoluzionaria si riduce unicamente a comunicati, esplosioni, espropriazioni o azioni vistose per diventare visibili nel micro mondo irreale anarchico?

Ecco le cose che ho da dire.

Primo. I soldi che noi spendiamo, sono dei tuoi amici della CNA-DF che ti proteggono? Quanti soldi di merda mi hai dato per mangiare? Sai se quello che hai affermato è vero? Perché non mi hai fatto arrivare una lettera a titolo personale se avevi qualche dubbio, codardo di merda!!! Codardo di merda, non mi hai detto mai niente, e ti senti bene nel buttare merda su di me, quando sai che non mi è tanto facile essere al tuo posto? Perché
quando sapevi, che io sapevo già, invece di farti vedere, sei scappato a Guadalajara fingendo di stare a Tijuana e viceversa , e i tuoi protettori ti hanno sicuramente aiutato ad andartene negli Stati Uniti, sei andato via scappando di paura o che cosa? Inoltre da molto tempo io, (Chivo non lo so) non ho ricevuto più nulla dal movimento anarchico, se non pura merda, e molto meno denaro.

Secondo. Questo tipo di pettegolezzi mettono solamente a rischio i compagni in fuga o in prigione, perché indipendentemente che sia verità o no, i dati che si danno, creano sempre una reazione di delazione a catena, poiché alcuni parlano e altri lo riproducono, ma alla fine tutto si altera, e si trasformano in informazioni che possono unicamente, o aiutare la polizia a localizzare i compagni in fuga, bene, o ingrandire i pretesti e le indagini contro i compagni in prigione.

Non contento di dire queste cose su di noi due (su Chivo e me) questo ragazzo parla di alcune persone che in passato, cioè nella mia vita “legale”, erano i miei compagni di lotta (specificando questo come diversità di modi di intervento) e di vita. Questo individuo li accusa di “prendere soldi per la banda (i compagni) per i nostri viaggi”.
Tralasciando di dire, che la fuga è sempre mobilità costante – anche se si va a fare compere a San Cristobal de las Casas, approfittando per vendere alcuni giubbotti della Northface e quello che si ottiene per la loro vendita – questo tipo di affermazioni mettono evidentemente a rischio quegli individui i quali, da quando sono scappato, non ho più visto e manco saputo cosa hanno fatto. Li mette a rischio dato che quelle chiacchiere e “calunnie”, possono produrre un’indagine contro queste persone per ostruzione della giustizia. Un indagine che sebbene, potrebbe partire da un indagine propria dello Stato, essi la possono assumere come una conseguenza della lotta, ma un indagine non possono assumerla così come tale, quando questa ha come radice le stronzate di un individuo che vuole emergere tra i più giovani e impressionare le ragazze.

A individui come questi cosa gli succede? Come trattare con essi o farli riflettere? Dovremo ritornare ai vecchi codici rivoluzionari o con la riflessione basta?

Fortunatamente, oggi, ho l’umore adatto per descrivere questa situazione, ci sono tuttavia molte ma molte situazioni e molti individui e individui che durante questi anni, da quando è esplosa la bomba e da quando sono fuggito, non hanno fatto che parlare di cose che hanno messo a rischio me e altre persone, non hanno fatto che inventare pettegolezzi, tirare merda… ma non mi affliggo più di tanto perché per ogni problema c’è una soluzione e a poco a poco le cose emergono.

Infine, un aneddoto, vediamo se ricordate.

Qualche giorno prima di lasciare la mia città ho incontrato uno dei miei avvocati (a quel tempo ero ancora in una situazione “legale”, cioè non riuscivo ancora a fuggire dalla giustizia dello Stato, sia chiaro!!) mi disse che qualche giorno prima era andato alla corte federale (che ordinò il mio secondo arresto il 20 gennaio del 2014) per richiedere una proroga di un paio di giorni per presentarmi a firmare. Durante quella visita, il
giudice, oltre a invitarlo cordialmente a prendermi volontariamente per firmare, gli disse che ero già fottuto (trafitto era la parola ) perché dopo il mio arresto due donne di nazionalità spagnola erano andate a parlare con lei e avevano detto tutto di me, avevano parlato di tutto (non so davvero cosa sia “tutto”) e mi avevano “affondato”. All’inizio abbiamo dubitato di quella “informazione” proveniva da un servitore dello Stato,
più tardi, tra la paranoia, pensavamo che fossero le compagne Amellie e Fallon che nel mezzo di quello che gli era successo , che era molto forte, avevano detto delle cose (non so cosa potessero davvero dire in realtà),
ma alla fine, dopo aver riflettuto molto sull’argomento, cercando informazioni, analizzando, ricordando, comunicando con queste compagne, e chiedendo loro onestà, ma soprattutto, vedendo le cose chiaramente dopo
quello che è successo quando sono scappato e la merda che per tre anni certe persone hanno fatto della mia vita in fuga, avevamo ragione e oggi posso tranquillamente dire che non c’è dubbio su chi fossero gli infami
che volevano fottermi..

Dico questo, nel caso in cui il giudice non stesse mentendo al mio avvocato … alla fine, qual è la differenza nel momento che si cerca di sapere chi mente, se è un giudice o un anarchico?

Prendi questo aneddoto come preludio alla mia prossima lettera in cui creo un’umile riflessione individuale sulla militanza, ma soprattutto una critica alla lotta anarchica insurrezionale nel periodo intenso in cui l’ho vissuta.

“Quando la neve cade e i venti bianchi soffiano, il lupo solitario muore ma la mandria sopravvive”

Attentamente:

Mario Lopez “Tripa”.

Da qualche parte in questo mondo infermo, misantropia e natura sempre!

10 di febbraio dell’anno 2018

Tradotto da: Anarchici-Individualisti per la “Propaganda del fatto”
(Frazione “anti-infamità!”)

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