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[es] (Italia) Ataques incendiarios nihilistas en Roma

Un breve comunicado… cerca de la segunda oleada del Covid-19 prendimos fuego a dos autos en el distrito de Trullo contra la paz social… es un gesto que parece trivial, pero en este momento se sumerge aún más en el caos, la llegada de este segunda ola, que obligará a millones de personas a atrincherarse en sus casas, nos moveremos en las sombras para seguir atacando.

¡Que la ola epidémica derribe a algunos humanos! ¡Por los ataques extremistas! ¡Agradecemos a los atacantes de los 11 paquetes-bomba de marzo pasado!

Célula terrorística “Misantropo K” – Roma

https://www.terzobinario.it/incendio-al-trullo-due-auto-in-fiamme/

https://www.romatoday.it/cronaca/incendi-trullo-auto-piazza-gaetano-mosca.html

(it) ETERNO RITORNO E TEMPO LINEARE

È necessario indicare che in Nietzsche il pensiero dell’eterno ritorno si distingue nettamente dalla dottrina dell’eterno ritorno. Il pensiero è più importante della dottrina, che cerca solo, come ipotesi, di mostrare la vitalità del pensiero. Nietzsche cerca punti di appoggio nelle scienze naturali per la sua dottrina dell’eterno ritorno. Così, ad esempio, “il principio di conservazione dell’energia richiede un ritorno eterno”. Considera l’energia (potere) illimitata ma finita, mentre il tempo è infinito. Se nulla viene creato o distrutto, ma solo trasformato, allora ciò che era una volta sarà infinite volte di più. Considera quindi “il mondo come un ciclo che si è già ripetuto infinite volte e che gioca all’infinito”. Ma è necessario ricordare che Nietzsche va ben oltre nella sua considerazione fisica del mondo, perché per lui tutto ciò che esiste è la volontà di potenza in costante conformazione relazionale e prospettica dei costrutti di potere, che danno luogo, alla interpretazione del mondo. Questo mondo non ha e non può avere permanenza o consistenza, ma è di per sé e necessariamente in continuo divenire.

Questa considerazione del divenire del mondo va oltre la scienza naturale ed è immediatamente correlata all’interpretazione metafisica, che Nietzsche cerca di screditare: dove afferma che “la dottrina dell’essere, della cosa, di molteplici unità fisse, è cento volte più basica della dottrina del divenire, dell’evoluzione”. Ma se il mondo non è essere, ma divenire, allora Nietzsche propone di conseguenza:

Il divenire non ha nessuno stato che sia il suo scopo, non porta a un “essere”. Il divenire non è uno stato apparente; forse il mondo come essere [die seiende Welt] è un’apparenza

Ciò porta a un’affermazione che, è stata e può essere facilmente interpretata erroneamente: “Che tutto ritorni è l’approssimazione più estrema di un mondo del divenire al mondo dell’essere: il vertice della considerazione”. È stato e può essere male interpretato quando si pensa che Nietzsche voglia posizionare qualcosa al posto dell’essere: invece di un essere che rimane sempre identico a se stesso (sostanza, io, ecc.), qualcosa che gli somigli molto, cioè l’eterno divenire. Ciò che può significare è che, proprio come nel mondo metafisico il primato assoluto è occupato dal concetto di essere, nell’unico mondo reale il primato assoluto è occupato dal divenire. Ma il primato assoluto del divenire e dell’eterno ritorno non è più un primato metafisico (fondamento), ma la realtà ultima che, per la sua stessa consistenza, cambia, trasforma, diviene. E non è un primato trascendente, ma la realtà ultima di questo mondo unico, che è radicalmente segnato dall’immanenza e dalla finitezza. Sull’immanenza Günter Abel afferma: “tutto diventa, è inestimabile e ritorna eternamente, -questo pensiero di Nietzsche presenta la suprema certezza dell’immanenza del mondo”. E rispetto alla finitudine fa notare che “l’eterno ritorno è anche la conseguenza della finitezza dell’uomo e del mondo”. E con altre parole: “L’eterno ritorno non è un pensiero che va oltre la finitezza, ma il pensiero che simboleggia la storia originaria di questa finitezza come l’uno- di fatticità e interpretazione”.

La verità è che Nietzsche, partendo dal presupposto del divenire come tratto filosofico fondamentale della realtà, fa una critica diretta al concetto lineare (metafisico) del tempo, che è per lui metafisico quanto il mondo reale trascendente. Il tempo deve essere pensato anche in un altro modo. Nietzsche vede l’emergere della problematica del tempo nelle origini stesse della filosofia greca. La concezione circolare del tempo (che egli non assume semplicemente ma tiene conto) comune nel pensiero greco, è sostituita, in primo luogo, dalla dualità del tempo in Platone, che attribuiva l’eternità al <mondo vero> e il tempo lineare al <mondo apparente>. Questa dualità temporale platonica è stata, a sua volta, sostituita dal concetto lineare del tempo aristotelico, che è governato dall’intenzionalità e finalità dell’azione umana, che sceglie i mezzi in vista di un fine. “Per Aristotele, il tempo rappresenta, quindi, l’ordine misurabile del movimento, con riferimento esplicito al divenire in relazione all’essere.”

In questa visione aristotelica il passato non ha più alcuna importanza, il presente è ridotto alla mera scelta dei mezzi, con il futuro che ha la precedenza, verso cui l’azione è teleologicamente diretta. L’essere è ciò che il tempo lineare ha come fine, ciò che non è soggetto al divenire, ma che si mantiene per sempre. Contro questa visione metafisica del tempo, scrive: “il presente non dovrebbe essere giustificato in alcun modo per il bene di alcun futuro o il passato a favore del presente”. Nietzsche vuole recuperare il futuro e il suo tempo appropriato corrispondente. Il divenire non è d’accordo con il tempo lineare finalizzante, ma con un tempo che si ripresenta sempre, ritornando, e che si chiama eterno ritorno. “Nietzsche non vede nel tempo un susseguirsi di fini, ma quello eterno che è la continua ribellione della volontà di potenza, per la quale il tempo non è das Ziel [la meta], ma Wille zur Macht [volontà di potenza]”. Così come nel mondo metafisico il primato è stato del tempo teleologico lineare, nell’unico mondo reale, segnato dall’immanenza e dalla finitezza, il primato è dell’eterno ritorno dell’uguale.

(tü) Özgürlük Kulübü Bildirileri: San Francisco Müfettişine Mektup

San Francisco Müfettişine Mektup (1985)

[El Yazısı:] Aralık 1985’te San Francisco Müfettişine gönderildi.

[Daktilo ile yazılan:]

SAN FRANCISCO MÜFETTİŞİNE

Geçen mayıs ayında Özgürlük Kulübü adlı bir terörist grup tarafından yerleştirilen bomba Elektrik mühendisliği lisansüstü öğrencisinin sağ kolunu sakat bırakan ve Berkeley California’da U. ki bir bilgisayar laboratuvarına zarar verdi. Bundan önceki bazı bombalama girişimlerimizden de sorumluyuz; diğerlerinin yanı sıra, California’da U. daki bilgisayar bilimleri binasında bir profesöre zarar veren bomba, 3 yıl önce Vanderbilt Üniversitesi’nde bilgisayar uzmanı sekreteri Patrick Fischer’ın yaralandığı posta bombası ve hiç gitmeyen, Utah U. daki Meslek Okulu’na yerleştirilen yangın bombası. Akademisyenlere karşı böyle bir şeyimiz yok. Özel şirketler için çalışan işadamlarına veya bilim adamlarına saldırmış olabiliriz. Ancak akademisyenler kolay hedeflerdir çünkü herkes sorgulanmadan kolej binalarına girebilir ve akademisyenler iş dünyasındaki birine göre postayla teslim alınan bir paketten şüphelenme olasılığı düşüktür.

Şimdiye kadar kendimizi ilan etmeyi bekledik, çünkü önceki bombalarımız utanç verici derecede etkisizdi. Yaralanmalar nispeten küçük yaralardı. İnsanları etkilemek için, bir terörist grup belli bir başarı göstermelidir. Nihayet, dumansız barut miktarını fark ettiğimizde herkesi veya herhangi bir şeyi havaya uçurmak için gerekli olduğunu fark ettiğimizde pratik olamayacak kadar büyüktü, patlayıcı madde hakkında bir şeyler öğrenmek ve etkili bir bomba geliştirmek için birkaç yıl uzaklaşmaya karar verdik.

İlk olarak, bazı temel fizik, kimya ve matematik öğrenmek zorundaydık, çünkü hiçbirimizin başlamak için herhangi bir bilimsel geçmişi yoktu. Sonra biraz zaman harcayan deneyler yapmak zorunda kaldık. Artık etkili bir bombamız olduğunu iki onsdan(1) daha küçük patlayıcı ile elektrik mühendisinin koluna yaptığımız şey gösteriyor.  Eğer parçayı kol yerine vücuttan alsaydı ölmüş olurdu. Bu patlayıcıyı daha büyük miktarlarda, örneğin on, yirmi beş ya da elli darbede kullanmanın yollarını araştırdığımızda neler yapabileceğimizi düşünebilirsiniz. Üniversitedeki bilgisayar meraklıları üzerine havai fişek gibi olacağını umut ediyoruz, çünkü bazı iyi olanlar görürler.

Bunu kanıtlamak için geçen mayıs ayında California U. ya bomba yerleştirmeye geldik, sadece biz ve olayı soruşturan FBI tarafından bilinen birkaç ayrıntıdan bahsedeceğiz. Patlayıcı iç çapı sembolik olarak ¼ inç (aslında yaklaşık 13/16 inç) olan bir demir boru içinde bulundu. Borunun uçları 5/16 inç çapında, demir iğnelerle sabitlenmiş demir tıpalarla kapatılmıştır. Harflerin birinde FC (Özgürlük Kulübü için) harfleri vardı. (İyi bir mühür sağlamak için fişe takılı bir metal disk vardı. Bu patlamadığında FC harflerini görmek için kaldırılması gerekecektir.) Bomba ince bir çelik filamentten geçen elektrikle ateşlendi. Yük telleri 18’lik yeşil yalıtkan ile filament tıpasına doğru geçer. Kabloların gerisi yalıtkan kaplı bedeni ile 16’lıktı. D boyutunda altı Duracell pil kullanıldı. Bu bombayı yerleştirdiğimizi kanıtlamak için yeterli olmalı.

Amacımızı anlatan kısa bir açıklama ekliyoruz. Böylelikle biz San Francisco müfettişine tam olarak herhangi bir yazdırma izni ve bu zarfın içerdiği tüm materyalleri hediye ediyoruz. Bunu yazdırma iznini HERKESE veriyoruz. Materyalin herkesin yayınlayabileceği şekilde kamusal alanda olmasını isteriz. [El yazısı: Eğer bilmiyorsak, okumalıyız.] Bu not yasal olarak özellikle ismimizi imzalamayacağımız için, kamusal alanda beyanımızı belirtmek için[Aynen]  yeterlidir [Çarpıtılmış: bu mektupta], fakat bu materyali yazdırırken telif hakkı ihlal edildiği için kimseyi dava etmeyeceğimizden emin olabilirsiniz, dolayısıyla da bunu öne çıkarabilir ve yazdırabilirsiniz.

– ÖZGÜRLÜK KULÜBÜ

[Sayfa 2:]

1. Özgürlük Kulübü’nün amacı dünyanın her yerindeki modern sanayi toplumunu tam ve kalıcı bir şekilde yok etmektir. Bu artık uçaklar yok, artık radyolar yok, artık mucize uyuşturucular yok, ve benzeri anlamındadır. Bugün giderek artan sayıda insan özgürlüğün en büyük düşmanı olarak endüstriyel-teknolojik sistemi haklı bulmaya geliyor. Bu değişen tutumların pek çok kanıtı gösterilebilir. Şu an için bir istatistiğe değinerek kendimizi tatmin ediyoruz. “Ocak 1980’de yapılan bir ankete göre, Almanya Federal Cumhuriyeti vatandaşlarının [Batı Almanya] yalnızca yüzde 33’ü teknolojik gelişmenin daha fazla özgürlük sağlayacağına inanıyor; 56’sı bizi daha az özgür kılma ihtimalinin daha yüksek olduğunu düşünüyor. “ Bu “1984: Uzmanların Onyılı” dan — 1934’de Johanno Strasser tarafından yenilenen bir makale:  Yüzyılımızdaki Totaliterizm, Irving Howe tarafından düzenlenmiş ve Harper ve Row tarafından 1983’te yayınlanmıştır. (Bu yazı bir bütün olarak teknolojinin bir hedefi haline geldiğini göstermeye yardımcı olur.)

2. Sosyalizmi merkez alan eski devrimci ideolojilerin boşluğu açık hale gelmiştir. Şimdi ve gelecekte isyanın süngüsü endüstriyel-teknolojik sisteme karşı olacak ve bu sistemin yönetimini idare etmesi beklenen herhangi bir siyasi ideolojiye ya da ona karşı değil. Tüm ideolojiler ve politik sistemler sahtedir. Sadece geri kalanı çevremizde kalıp hamle yapan özel gruplar için güç kazanırlar. Çevrilmekten kurtulmanın tek bir yolu var ve bu da tüm sistemi ezmek ve onsuz devam etmek. Bir köle olmak ve tüm hayat boyunca itilmektense fakir ve özgür olmak daha iyidir.

3. Hiçbir ideolojik veya politik sistem endüstriyel toplumda yaşamın zorlu gerçeklerinin üstesinden gelemez. Çünkü herhangi bir endüstri toplumunun biçimi sürdürülebilecek politik kurgular dikkate alınmaksızın,  tüm kararlar küçük bir seçkin lider ve uzman tarafından mutlaka tüm güce sahip olmak zorundayken, yüksek bir organizasyon düzeyi gerektirir. Bu seçkinlerin gayeleri tamamen bencil olmasa bile, sistemi sürdürebilmek için yalnızca bizi kötüye kullanmalı ve manipüle etmeliler. Böylece kötülük teknolojinin doğasında bulunur.

4. İnsan, grup halinde yaşamak isteyen bir sosyal hayvandır. Fakat sadece küçük gruplarda, 100 kişiye kadarını ifade edersek, bütün üyeler birbirlerini yakından tanırlar. İnsan sanayileşmiş toplumun herhangi bir biçiminde yaşamasının tek yolu budur ki, büyük bir örgüt içinde önemsiz bir atom olarak yaşamak demek değildir.

5. Özgürlük Kulübü kesinlikle anti-komünist, anti-sosyalist, solcu karşıtıdır. Bunun bir nedeni solun bilinçli olarak (kasten değilse de) herhangi bir isyan hareketini yıkıp sola dönük hareketlere dönüştürülmesiyle ilgili tutarlı bir kayda sahipti. Şimdiye kadar solculuk ayaklanma ideolojisi olarak bir imaja sahipti, böylece herhangi bir isyancı hareketi katılmak isteyen çok kişinin sol-eğilimli olması muhtemeldir. Yeterli solcu böyle bir harekete katıldığında hareket başka bir sosyalist mezhebe gelene kadar daha da solcuları cezbeden sola dönük bir ortam elde eder. Dolayısıyla Özgürlük Kulübü kendisini herhangi bir solculuk biçiminden tamamen ayırmalıdır. Bu herhangi bir anlamda sağ kanat bir hareket olduğumuz anlamına gelmiyor. Biz apolitikiz. Siyaset yalnızca dikkati gerçek meseleden uzaklaştırmaktadır.

6.  Bizleri sadist veya heyecan arayanlar ya da düşünmeden terörizmi benimsemiş olduğumuzu düşünmeyin. Her ne kadar gençsek sıcak kafalar değiliz. En ciddi düşüncelerin ardından terörist olduk.

Yukarıdaki açıklama, hedeflerimizin ve amaçlarımızın yalnızca eksik bir göstergesidir. Kendimizi daha sonraki bildirilerde daha ayrıntılı olarak açıklayacağız.

(1): Ons: 28,3 gram

[en] O9A: A Nihilist Movement?

The publication of the gratis open source pdf document titled Seofonfeald Paeth {1} raises interesting questions about the physis – the nature, the being, the intent – of the Order of Nine Angles.

If this work – if the three volumes of O9A texts it consists of – can be categorized then it represents (or the three volumes represent) what may be termed the “intellectual faction” of the O9A sub-culture, as distinct from other O9A factions many of whom prefer the Satanist, the exeatic, the pro-active, the heretical approach involving as such an approach often does Neo-Nazi activism, violence, holocaust revisionism, culling, and promotion of “direct action” against The State with such States regarded as part of the anti-Aryan, pro-Magian status quo.

That such an “intellectual faction” and such “extremist factions” both represent, both co-exist without rancour within, the Order of Nine Angles and both implement in their own way the sinister dialectic of the O9A highlights the true, if misunderstand, nature of the O9A occult movement with its fundamental principle of the Authority Of Individual Judgment {2} and its essential esoteric (occult) ambiguity.

An ambiguity well-expressed by a comment made by an academic in respect of its occult technique, its Dark Art, termed Insight Roles:

[quote]
“through the practice of insight roles the order advocates continuous transgression of established norms, roles, and comfort zones in the development of the initiate … This extreme application of ideas further amplifies the ambiguity of satanic and Left Hand Path practices of antinomianism, making it almost impossible to penetrate the layers of subversion, play and counter-dichotomy inherent in the sinister dialectics.” {3}
[/quote]

In exoteric terms, the O9A is or can be whatever an individual or a group imagines, understands, or wants it to be. As evident in one of the many neglected items written about the O9A by some of its initiates:

[quote]
“The Order Of Nine Angles (ONA, O9A) could be considered to be a φαντασία, that is, a making visible (of some-thing). A phrenic image, an imagining; a phrenic apprehension of an object of perception; an ingenious invention or design; a visionary notion, a fantasy.
In less pedantic, and more practical, terms, it could be understood as a new genre of fantasy role-playing games: a modular game that occurs and is acted-out in real-life with the player interacting with real people and assuming various roles. A game with no set rules, no manual, only guidelines some of which conflict with other ones and some of which are, or seem to be, confusing and/or polemical and/or distracting.
It is a game with no time limit whose only goal is pathei-mathos (a learning from practical, hard, experience) via playing the game. It is a modular game because the player can choose to construct their apprehension, their version, their fantasy, of the O9A from various modules such as ‘satanist’, or ‘Rounwytha’, or ‘Drecc’, or ‘pagan sorcerer’, or ‘Balobian’ or ‘seeker along the seven fold way’, or anarchist, or ‘neo-nazi’ or even ‘terrorist’, with one of the guidelines of the game being that any player can invent or design a new module (in O9A esoteric-speak, a new Insight Role, a Grade Ritual such as that of Internal Adept) and add it to the game.” {4}
[/quote]

That this “game” – this playing with mundanes and with the status quo – is an amoral game of conflict, with such conflict being on many levels – practical, intellectual, social, political, personal, occult, terrorist, and Aeonic – has long been neglected. As has the fact that the O9A Game is nihilistic in nature, where by nihilism is meant rejection of prevailing religious beliefs, moral principles, and laws, together with a practical hostility toward accepted beliefs and/or established institutions.

In effect, the occult movement – the Western sub-culture – that is the O9A is an assault on the religious beliefs, the moral principles, the established institutions, and the laws, of the nation-states of the modern West.

An assault exemplified by three things. By the O9A Code of Kindred Honour; by its anarchic principle of the Authority Of Individual Judgment; and by the paganism of its factions, be they intellectual or neo-nazi or even anarchic.

This paganism, {4} the O9A Code of Kindred Honour, and the principle of the Authority Of Individual Judgment, form the core of the Seofonfeald Paeth trilogy, and in which book there is an acceptance of how others interpret O9A theory and praxis:

[quote]
“The axiom of the authority of individual judgement means that each O9A person, nexion, group, or cell, are – with one important exception – free to develop their own interpretation of everything O9A, free to develop and change everything O9A, and that there is no authority above the individual, or beyond each group or collective of groups. No leader, no outer (or inner) ‘representative’, no council, no ‘old guard’, who can make pronouncements about or declare what is or is not correct. No ‘official’ or ‘genuine’ O9A; no ‘heresy’; no proscription of individuals or groups. Furthermore, no consensus is necessary or required among those who are or who associate with the O9A, although naturally a particular O9A nexion may have or arrive at a particular internal consensus and thus presence a particular interpretation of matters O9A.
The axiom the authority of individual judgement also means that each O9A person, nexion, group, or cell, will use their own judgement in respect of what they do; in how they, individually and/or as part of an O9A nexion, ‘presence the dark and manifest the sinister’ in practical ways […]
The one exception regarding individual interpretation, and changing everything O9A, is the O9A Code of Kindred Honour. It is exempted because it is the Logos of the O9A – the unique perceiveration that distinguishes the O9A – and thus defines who is, and who is not, O9A. For to be O9A is to live by the O9A code and thus to manifest that logos by one’s manner of living.” {2}
[/quote]

That the essence of the O9A code is the division between those who are O9A and those who are mundanes, with mundanes regarded (subject to tests to determine their physis) as expendable, summaries just how nihilistic the O9A is.

Haereticus
November 2019 ev

{1} http://www.o9a.org/2019/10/seofonfeald-paeth-trilogy/
{2} The Authority Of Individual Judgement: Interpretation And Meaning, in Seofonfeald Paeth, p.172
{3} Per Faxneld and Jesper Petersen, At the Devil’s Crossroads in The Devil’s Party: Satanism in Modernity. Oxford University Press, 2012, p.15
{4} https://wyrdsister.wordpress.com/2018/06/03/the-fantasy-role-playing-world-of-the-o9a/
{5} Which paganism perhaps also explains the hostility of the Establishment – by the Magian status quo, its media and its propagandists – to David Myatt who has, in parallel with the O9A, created a modern pagan philosophy at odds with the Judeo-Christian causal abstractions which still dominate the modern Western world. See, for example, https://regardingdavidmyatt.wordpress.com/2019/06/30/appreciating-the-philosophy-of-pathei-mathos/

¡El Comienzo del Derrumbe! Pandemia, Colapso, Democracia Liberal y el Marxismo

(…) Hoy, casi la totalidad de corrientes marxistas, después de más de dos siglos, siguen siendo casi totalmente ajenas a los problemas relacionados a la crisis ecológica! Y a pesar de que algunas vengan intentando en el último tiempo discutir, de manera siempre “coyuntural” y oportunista (a menudo con fines electorales), a veces, la problemática ecológica, esta última sigue estando casi absolutamente ajena de las reales discusiones estratégico-programáticas, políticas y tácticas de la izquierda marxista.

Un ejemplo de lo anterior es que, en el caso de la actual pandemia de Covid-19, producto directo de la crisis ecológica, la mayoría de los análisis de la izquierda marxista la reducen a un mero factor de “catalizador” (es decir, secundario) de los procesos económicos, políticos y sociales “clásicos” de la dinámica imperialista, esto último sin discutir ni el caracter inédito de esta crisis, asi como tampoco la relación entre la actual crisis pandémica y la irrupción en el proceso histórico de una serie de factores de crisis eco-sistemica (no clásicos) que, distintos a aquellos que han marcado el curso del desarrollo social durante la fase imperialista, constituyen los antecedentes no de un nuevo “ciclo revolucionario” tradicional a nivel mundial… sino que, por el contrario, de una dinámica (cercana) de derrumbe definitivo del capitalismo y del inicio de un proceso fulminante de extinción humana! (…)

(…) Trotsky, de hecho, preparó el terreno para una gran parte de las políticas industriales que Stalin aplicó posteriormente: por ejemplo, entre otros ámbitos, sus planes para la construccion de la destructiva mega-represa del Dnieper! Lenin tampoco fue diferente de Stalin en el ámbito de sus concepciones brutal-industrialistas, sintetizadas en su politica anti-ecológica (ultra destructiva) de “Electrificacion más Soviets”, esta última totalmente ajena de cualquier consideración ecológica. En el caso del Che Guevara, son también conocidas, por ejemplo, sus políticas brutal-desarrollistas en el ámbito de la industria química y su predilección por la utilización de agro-tóxicos.

Otros teóricos del Marxismo Clásico tales como Gramsci (el más anti-ecologico y vulgar de los pensadores marxistas en el terreno de la relación hombre-naturaleza), ni siquiera fueron concientes de la existencia del problema ecológico, esto a pesar de los elementos de pensamiento ecológico-político que ya se encontraban presentes en la obra de Marx y Engels. Para Gramsci, el problema de la crisis ecológica y la relación hombre-naturaleza, asi como también las dinámicas propias del mundo natural, ni siquiera debían ser consideradas dentro de las temáticas relevantes en el estudio de la “dialéctica histórica”. Esta fue la base, entre otras cosas, tal como plantea correctamente Foster, del giro historicista-culturalista vulgar anti-ecológico adoptado por la Escuela de Frankurt y el burdo y mecánico rechazo de la “dialectica de naturaleza” (defendida antes explícitamente por Engels) de un Lukács! (…)

(…) Esta es la verdad del atraso del Marxismo con respecto a la problemática ecológica. Incluso Hitler y el Partido Nazi, perros rabiosos de la reacción capitalista, otorgaron un lugar mucho más importante en sus concepciones estratégicas y políticas a la problemática ecológica que el conjunto de los Marxismos Industrialistas (desde el Stalinismo hasta el Trotskysmo) hasta hoy! Es más, a nivel práctico, las políticas medioambientales del III Reich Hitleriano se encuentran igualmente por encima a todo lo que ha podido alcanzar el llamado Ecosocialismo o cualquiera de los actuales “movimientos verdes”, los cuales, en los hechos, no han salido jamás ya sea de los cuartos de la academia (Foster, Lowy, Tanuro, Riechmann), ya sea de los espacios del lobby empresarial (el ejemplo más reciente es Greta Thunberg, amiga de Obama y de la ex líder del FMI Lagarde).

Esta es la verdad del atraso del Marxismo y los “Movimientos Verdes” con respecto a la problematica ecológica. Incluso Hitler y el Partido Nazi, perros rabiosos de la reacción capitalista, dieron un lugar mucho más importante a la problematica ecológica en sus respectivas discusiones estratégicas y programáticas que el conjunto de los Marxismos Industrialistas (desde el Stalinismo hasta el Trotskysmo)! (…)

Los Marxismos Industrialistas, aliados del Capital en el ámbito de sus respectivas concepciones moderno-antropocéntricas, deben correr la misma suerte que los capitalistas y sus partidos: las Guillotinas!

Mientras la Izquierda Moderno-Industrialista y sus cómplices Ecosocialistas se vuelven más y más obsoletos como producto de los primeros golpes del colapso civilizatorio, un nuevo pensamiento de lucha avanza: el Colapsismo!

Derechistas, Izquierdistas, Capitalistas, Marxistas Industrialistas!
Neoliberales y Trotskystas, Conservadores Religiosos y Guevaristas… todos basura moderna!

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EL CONCEPTO DE GENEALOGÍA

El proyecto más general de Nietzsche consiste en esto: introducir en filosofía los conceptos de sentido y valor. Es evidente que la filosofía moderna, en gran parte, ha vivido y vive aún de Nietzsche. Pero no quizás como él hubiera deseado. Nietzsche no ocultó nunca que la filosofía del sentido y de los valores tenían que ser una crítica.

Revelar que Kant no realizó la verdadera crítica, porque no supo plantear el problema en términos de valores, es precisamente uno de los móviles relevantes de la obra de Nietzsche. Pero lo que le sucedió a la filosofía moderna es que la teoría de los valores engendró un nuevo conformismo y nuevas sumisiones. Incluso la fenomenología ha contribuido con su método de trabajo a poner una inspiración nietzscheana, a menudo presente en ella, al servicio del conformismo moderno. Pero cuando se trata de Nietzsche, tenemos por el contrario que partir del hecho siguiente: la filosofía de los valores, como él la instaura y la concibe, es la verdadera realización de la crítica, la única manera de realizar la crítica total, es decir, de hacer filosofía a «martillazos». El concepto de valor, en efecto, implica una inversión crítica. Por una parte, los valores aparecen o se ofrecen como principios: una valoración supone valores a partir de los cuales ésta aprecia los fenómenos.
Pero, por otra parte y con mayor profundidad, son los valores los que suponen valoraciones, «puntos de vista de apreciación», de los que deriva su valor intrínseco.
El problema crítico es el valor de los valores, la valoración de la que procede su valor, o sea, el problema de su creación. La evaluación se define como el elemento diferencial de los valores correspondientes: a la vez elemento crítico y creador. Las valoraciones, referidas a su elemento, no son valores, sino maneras de ser, modos de existencia de los que juzgan y valoran, sirviendo precisamente de principios a los valores en relación a los cuales juzgan. Esta es la razón por la que tenemos siempre las creencias, los sentimientos y los pensamientos que merecemos en función de nuestro modo de ser o de nuestro estilo de vida. Hay cosas que no pueden decirse, sentir o concebirse, valores en los que sólo puede creerse a condición de valorar «bajo», de vivir y de pensar «bajamente». He aquí lo esencial: lo alto y lo bajo, lo noble y lo vil no son valores, sino representación del elemento diferencial del que deriva el valor de los propios valores.
La filosofía crítica tiene dos movimientos inseparables: referir cualquier cosa, y cualquier origen de algo a los valores; pero también referir estos valores a algo que sea como su origen, y que decida su valor. Es aquí donde puede verse la doble lucha de Nietzsche: contra los que sustraen los valores a la crítica, con tentándose con hacer inventario de los valores existentes o con criticar las cosas en nombre de valores ya establecidos: los «obreros de la filosofía», Kant y Schopenhauer. Pero también contra los que critican, o respetan, los valores haciéndolos derivar de simples hechos, de pretendidos hechos objetivos: los utilitaristas, los «sabios». En ambos casos la filosofía nada en el elemento indiferente de lo que vale en sí o de lo que vale para todos. Nietzsche se alza a la vez contra la elevada idea de fundamento, que deja los valores indiferentes a su propio origen, y contra la idea de una simple derivación causal o de un llano inicio que plantea un origen indiferente a los valores.
Nietzsche crea el nuevo concepto de genealogía. El filósofo es un geneaólogo, no un juez de tribunal a la manera de Kant, ni un mecánico al modo utilitarista. El filósofo es Hesíodo. Al principio de la universalidad kantiana, así como al principio de la semejanza, grato a los utilitaristas, Nietzsche opone el sentimiento de diferencia o de distancia (elemento diferencial).

«Es desde lo alto de este sentimiento de distancia que nos concedemos el derecho de crear valores o determinarlos: ¿qué importa su utilidad?».

Genealogía quiere decir a la vez valor del origen y origen de los valores. Genealogía se opone tanto al carácter absoluto de los valores como a su carácter relativo o utilitario. Genealogía significa el elemento diferencial de los valores de los que se desprende su propio valor. Genealogía quiere decir pues origen o nacimiento, pero también diferencia o distancia en el origen. Genealogía quiere decir nobleza y bajeza, nobleza y vileza, nobleza y decadencia en el origen. Lo noble y lo vil, lo alto y lo bajo, tal es el elemento propiamente genealógico o crítico. Pero así entendida, la crítica es al mismo tiempo lo más positivo. El elemento diferencial no es crítica del valor de los valores, sin ser también el elemento positivo de una creación. Por este motivo la crítica no ha sido jamás concebida por Nietzsche como una reacción, sino como una acción. Nietzsche opone la actividad de la crítica a la venganza, al rencor o al resentimiento. Zarathustra será seguido por su «mono», por su «bufón», por su «demonio», de una parte a otra del libro; pero el mono se distingue de Zarathustra como la venganza y el resentimiento se distinguen de la propia crítica. Confundirse con su mono, esto es lo que Zarathustra siente como una de las horrorosas tentaciones que se le tienden. La crítica no es una re-acción del re-sentimiento, sino la expresión activa de un modo de existencia activo: el ataque y no la venganza, la agresividad natural de una manera de ser, la maldad divina sin la que no se podría imaginar la perfección.
Esta manera de ser es la del filósofo, porque se propone precisamente manejar el elemento diferencial como crítico y creador, o sea, como un martillo. Piensan «bajamente», dice Nietzsche de sus adversarios. Nietzsche espera muchas cosas de esta concepción de la filosofía: una nueva organización de las ciencias, una nueva organización de la filosofía, una determinación de los valores del futuro.

(it) IL SALUTO

Fu solo nel tardo pomeriggio che Zarathustra, dopo lunghe e vane ricerche, dopo aver molto vagato, fece ritorno alla sua caverna. Ma quando si trovò di fronte ad essa, e distante solo una ventina di passi, accadde ciò che adesso egli meno attendeva; udì nuovamente l’acuto grido di soccorso. E, cosa strana! esso proveniva questa volta, dalla sua caverna. Ma era un grido lungo, singolare e molteplice, e Zarathustra notò distintamente che si componeva di molte voci: sebbene paresse, a distanza, il grido di un’unica bocca.
Zarathustra si slanciò allora verso la sua caverna ed ecco! quale spettacolo l’attendeva dopo tale concerto! Giacchè sedevano tutti gli uni presso gli altri coloro nei quali s’era incontrato lungo il giorno: il re di destra e il re di sinistra, il vecchio mago, il papa, il mendicante volontario, l’ombra, il coscienzioso dello spirito, il triste indovino e l’asino; ma il più brutto tra gli uomini s’era messo in capo una corona e s’era cinto di due sciarpe di porpora, – poichè, come tutti i deformi, gli piaceva mascherarsi e nascondere la propria bruttezza. Ma in mezzo a quella accolta di afflitti stava l’aquila di Zarathustra, inquieta, irte le penne, poichè doveva rispondere a troppe cose per le quali non aveva risposte la sua superbia: e gli si era attorto al collo l’accorto serpente.
Con grande stupore mirò tutto ciò Zarathustra; poi considerò ad uno ad uno i suoi ospiti; con benigna curiosità, leggendo nell’anima loro, e stupì nuovamente.
Frattanto i convenuti s’erano levati da sedere; e con rispetto attendevano che Zarathustra parlasse. E così parlò Zarathustra:
«Voi disperati! Voi singolari! Fu dunque il vostro grido di aiuto che udii? Ora so pure dove si può cercare colui che invano oggi cercai: l’uomo superiore: – egli siede nella mia caverna, l’uomo superiore! Ma perchè mi stupisco! Non fui io stesso ad attirarlo verso di me con offerte di miele e con gli astuti richiami della mia felicità?
Mi sembra che voi mal v’intendiate, con cuore arcigno, voi che chiamate soccorso mentre sedete qui insieme. È necessario che prima venga qualcuno, qualcuno che vi faccia ridere di nuovo, un buon compagno allegro, un danzatore, uno scapestrato, oppure un pazzo: – che ve ne pare?
Perdonatemi dunque, o voi disperati, che vi parli così volgari parole, indegne, in verità, di simili ospiti! Ma voi non indovinate ciò che fa petulante il mio cuore: – Siete voi stessi e lo spettacolo di voi, perdonatemi!
Giacchè guardando chi dispera, ognuno riprende coraggio, ognuno si crede forte abbastanza – per consolare un disperato.
A me stessi voi donaste tal forza, – un dono prezioso, o miei ospiti illustri! Un dono degno d’ospiti onesti! Ebbene, non v’adirate se v’offro pure del mio.
Questo è il mio regno e il mio dominio: ma ve l’offro per questa sera e per questa notte. Vi servano i miei animali: la mia caverna sia il vostro luogo di riposo! Albergati da me, non disperi alcuno di voi; io proteggo ciascuno nella mia contrada, dalle bestie feroci. Sicurezza!
Ecco la prima cosa che v’offro.
E la seconda è il mio mignolo. E quando lo avrete prendetevi pure tutta la mano, ecco! Ed anche il cuore!
Benvenuti qui, benvenuti, ospiti miei!».
Così parlò Zarathustra, e rise di cattiveria e d’amore.
Dopo questo saluto s’inchinarono gli ospiti ancora una volta, in silenzio, e riverenti; ma gli rispose, a nome di tutti, il re di destra.
«Al modo col quale ci presentasti la tua mano e il tuo saluto, Zarathustra, noi riconosciamo che tu sei Zarathustra. Tu, innanzi a noi, t’umiliasti; per poco non feristi il nostro rispetto – ma chi dunque saprebbe, al pari di te, umiliarsi con tanta fierezza? Questo ci conforta, è un ristoro per i nostri occhi e i nostri cuori.
Solo per esserne spettatori noi ascenderemmo volontieri montagne più alte di queste. Giacchè siamo avidi di spettacolo, e vogliamo vedere ciò che rende sereni gli occhi turbati.
Ed ecco, già cessarono i nostri gridi d’aiuto. Già la nostra mente e il cuore nostro s’aprono pieni di gioia. Poco manca che il nostro coraggio non divenga insolenza. Nulla su la terra, o Zarathustra, vince la gioia di una volontà alta e forte: questa è la pianta migliore quaggiù.
Un intero paesaggio acquista bellezza da un albero tale. Io lo assomiglio a un pino, o Zarathustra, quegli che cresce come te: slanciato, silenzioso, duro, solitario, del migliore e più flessibile legno, superbo – che diffonde i suoi rami vigorosi e verdi per afferrare il suo dominio, rivolgendo robuste domande ai venti e alle tempeste, e a tutto ciò che è familiare alle altezze, – rispondendo ancora più forte, come uno che comanda, un vittorioso: ah! chi non ascenderebbe alti monti per contemplare simili piante?
Da questo albero tuo, Zarathustra, ha conforto anche chi è cupo e deforme; nel guardarti anche l’incostante acquista sicurezza e salute.
E in verità molti sguardi si dirigono oggi verso il tuo monte e l’albero tuo: un desiderio ardente s’è levato verso di te, e molti impararono a chiedere: chi è Zarathustra?
E tutti coloro ai quali stillasti nell’orecchie il tuo miele e la tua canzone; tutti coloro che sono nascosti solitari o a due, dissero improvvisamente nel cuore:
«Vive ancora Zarathustra? Più non vale la pena di vivere. Tutto è simile, tutto è vano: a meno che – non viviamo con Zarathustra!».
«Perchè non viene colui che s’annunziò da tempo sì lungo? – così molta gente si chiede; – lo divorò forse la solitudine? Oppure dobbiamo andare da Zarathustra?».
Ora accade che la solitudine stessa divenga fracida e si spezzi, simile a tomba che s’apre e più non può contenere i suoi morti. Dappertutto si vedono risuscitati. Ora salgono e s’accavallan le onde attorno al tuo monte, o Zarathustra. E lontano nell’eccelsa altitudine, molti debbono ascendere verso di te; la tua nave non deve rimanere più lungo tempo all’asciutto.
E che noi siam venuti verso la tua caverna, noi che disperammo e che ora più non disperiamo: è un segno e un presagio che s’avviò alla tua volta taluno migliore di noi, –giacchè s’avviò a te l’ultimo avanzo di Dio tra gli uomini; cioè tutti gli uomini che hanno gran disgusto, gran sazietà, – tutti coloro che non vogliono vivere senza poter di nuovo sperare – o imparare da te, Zarathustra, la grande speranza!».
Così parlò il re di destra, afferrando la mano di Zarathustra, per baciarla; ma Zarathustra si schermì e si ritrasse spaventato, silenzioso; poi tacque, quasi volesse fuggire lontano. Ma dopo un po’ era già nuovamente presso i suoi ospiti, e guardandoli con occhi chiari e indagatori, egli disse:
«Ospiti miei, uomini superiori, voglio parlarvi tedesco e con molta franchezza. Non siete voi che io attendevo su questa montagna».
(«Tedesco e con franchezza? lo preservi Iddio! disse allora il re di sinistra; si vede ch’egli non conosce i buoni tedeschi, questo savio d’Oriente! Ma egli vuol dire «tedesco e rudemente» – ebbene, non è questo, oggi, il gusto peggiore!»).
«Può darsi che voi siate tutti, gli uni e gli altri, uomini superiori, continuò Zarathustra, ma, per me, voi non siete nè grandi nè forti abbastanza.
Per me, voglio dire: per la volontà inesorabile che in me tace, che tace, ma che sempre non tacerà. E se voi siete miei, non siete però il mio braccio destro. Giacchè colui che, come voi, cammina su gambe malate e deboli, vuole anzitutto, lo dica o no, venir risparmiato. Ma io non risparmio le mie braccia e le mie gambe, io non risparmio i miei guerrieri: come potreste voi servire alla mia guerra?
Con voi guasterei le mie vittorie, e più di uno fra voi cadrebbe al solo rullo dei miei tamburi.
Anche non siete belli e bennati abbastanza per me.
Ho bisogno di specchi puri e lisci per quello che insegno; riflessa sulla vostra superficie la mia imagine sarebbe deformata.
Pesano sulle vostre spalle molti fardelli, molti ricordi; molti nani maligni s’annidano nei vostri angoli. Anche in voi v’è plebe nascosta.
E se pur siete alti e di buona razza, molte cose in voi sono curve e deformi, e non v’è fabbro al mondo che possa raddrizzarvi come vorrei.
Voi, non siete che ponti: possano, i migliori di voi, passare dall’altra parte! Voi rappresentate gradini: non v’irritate dunque contro colui che vi sale per giungere alla sua altezza!
Può, dalla vostra semente, nascere un giorno per me, un vero figlio, un erede perfetto: ma quel tempo è lontano.
Voi non siete affatto coloro ai quali appartiene il mio nome e la mia eredità.
Non voi io attesi su questa montagna; non con voi discenderò un’ultima volta tra gli uomini. Voi non siete che precursori, venuti a me per annunziarmi che altri, più grandi, camminano verso di me, – non già gli uomini che hanno il grande desiderio, il grande disgusto, la gran sazietà, nè ciò che voi chiamate quanto resta di divino tra gli uomini, – no! no, tre volte no! Altri attendo qui sulla montagna, e non voglio, senza di essi, volgere i miei passi lungi da qui, – altri che saranno più grandi, più forti, più vittoriosi, uomini più giocondi, che sono dritti di corpo e d’anima: debbono venire, leoni ridenti!
O singolari ospiti miei – non udiste ancora parlare dei miei figli? non sentiste dire che vengono verso di me?
Parlatemi dunque dei miei giardini, delle mie isole beate, della mia nuova e bella stirpe – perchè non mi parlate di ciò?
Imploro l’amor vostro di ricompensare la mia ospitalità parlandomi dei miei figli. Per essi mi feci ricco, per essi mi feci povero; che cosa non ho dato, – che non darei per avere quest’unica cosa, questi figli, questa vivente vegetazione, questi alberi vitali della mia volontà e della mia più alta speranza!».
Così parlò Zarathustra e s’arrestò d’improvviso nel suo discorso; giacchè fu assalito dal suo desiderio e chiuse gli occhi e la bocca per la commozione del cuore.
E tacquero anche tutti i suoi ospiti, immobili e costernati: soltanto il vecchio indovino faceva cenni con le mani e gesticolava.

F. Nietzsche

(es) [Italia] Nuevo paquete-bomba en Milán

Otro paquete-bomba, idéntico a los enviados a la capital en las últimas semanas, fue entregado el martes por la tarde a un hombre de 59 años de Cologno Monzese, en la provincia de Milán. Mismo papel, mismo contenedor: solo que esta vez el sobre explosivo fue más allá de las fronteras romanas a Lombardía, ya afectado por la emergencia del Coronavirus.

Los carabinieri de Milán, llamados en el acto, lograron detonar el contenido y ahora trabajan junto con los investigadores romanos y antiterroristas para determinar el origen y la posibilidad de que hay detrás de todos los paquetes entregados hasta la fecha en la capital.

Por el momento, la fiscalía de Monza ha abierto un archivo que, con toda probabilidad, será transferido a Roma, donde durante semanas se llevaron a cabo investigaciones sobre los sobres explosivos enviados a una docena de personas. En Piazzale Clodio, se hipotetizan ataques terroristas y lesiones personales. Incluso el último paquete enviado a Lombardía tiene las mismas características que los demás. Para los investigadores romanos, el camino privilegiado sigue siendo algún grupo anárquico.

(es) [Holanda] Carta-bombas y ataques anónimos cunden Amsterdam

Dos bombas carta explotaron el miércoles por la mañana en dos oficinas separadas de clasificación de correo en lo Holanda. Los ataques se produjeron mientras la policía continúa investigando una serie de ataques similares en las principales ciudades holandesas el mes pasado.

Uno de los dispositivos descubiertos el miércoles explotó en la sala de correos de un edificio de oficinas en Amsterdam, mientras que el otro fue enviado a una compañía de clasificación en la ciudad de Kerkrade, en el sur de Holanda.

Nadie resultó herido por las explosiones.

Según la policía de Amsterdam, un empleado que trabajaba en el distrito occidental de Bolstoen intentaba abrir la carta cuando escuchó un fuerte silbido.
Después de tirar la carta, hubo una pequeña explosión y el edificio fue evacuado cuando la policía llegó al lugar.

“El departamento de investigación criminal está investigando el origen de la carta en colaboración con investigaciones forenses”, dijo la policía de Amsterdam en una declaración escrita.
“El escuadrón de bombas llegó a la escena para una mayor investigación, pero no encontró explosivos”.

Casi 200 kilómetros al sur, cerca de Maastricht, otro empleado que trabajaba en una oficina de correos en la ciudad de Kerkrade encontró una carta similar.
Según los investigadores, la explosión causó daños menores.
Los dos ataques provienen de una serie de incidentes similares que afectaron el país a principios de enero.

El 3 de enero, el personal del hotel Okura en Amsterdam notificó a la policía después de recibir un paquete que creían que contenía una bomba.
El dispositivo era uno de al menos siete que se enviaron a varias direcciones en tres ciudades holandesas al comienzo del año nuevo, con ataques que ocurrieron en direcciones aparentemente aleatorias.

Hasta ahora, dos hoteles, dos estaciones de servicio, una agencia de bienes raíces, un concesionario de automóviles y la agencia central de cobro de deudas han sido atacados, junto con los ataques del miércoles.