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(it) Senza mediazioni etiche

Publicación afín al Terrorismo Nihilista desde Italia.


IV

La frase espressa dagli Insurrezionalisti in Messico, gettata moralmente contro il gruppo internazionale Eco-estremista ITS, mi ha fatto approfondire…
Approfondire, perché sti Insu-re nel loro pensiero normale-represso, invece di combattere- per modo di dire- le ITS e altri gruppi Estremisti anti-politici, dovrebbero prima pensare agli informatori in seno al giro anarchico…
Cazzi loro, di sicuro, su questa diatriba sterile, basata soprattutto su facili conclusioni, non l’avranno vinta.
Ma dato che l’ho presa, come titolo per questo testo, mi è anche piaciuta, perché rispecchia esattamente quello che sono io e il gruppo terroristico nichilista a cui appartengo ( basta fare due calcoli facili per capire), cioè, quello che è espressione di anti-umanismo e attacco indiscriminato.
Detto così, forse non si riesce a comprendere, quello che voglio dire…
Senza mediazioni etiche, senza passare attraverso una decisione che a che fare con il bene e il male, ma che appartiene al Terrorista anti-umanista, che quando colpisce pensa esclusivamente al proprio bene e al godimento che produrrà l’attentato che ha portato a compimento.
Ma andiamo subito a fare un esempio che ha a che fare con le “mediazioni etiche”:
Joseph Paul Franklin, è stato un assassino seriale razzista [1]; è stato, perché è morto esecutato nelle democratiche prigioni degli Stati Uniti. Nella sua “carriera”, ha ammazzato decine di persone, fatto rapine in banca, messo ordigni esplosivi, e altro, tutto questo, per il suo progetto criminale suprematista/ Rahowa [2], dato che i suoi obiettivi erano primariamente le coppie miste razziali, e lo ZOG [3].
Se uno vede le cose in maniera normale, e si legge la biografia, di Franklin, penserà subito a un estremista (questo è sicuro), ma ne intravede anche una persona che ha fatto della sua vita e delle scelte, un moto che va diretto alla frase “senza mediazioni etiche”.
Su questo punto, io invece, non vedo il suprematista bianco come un individuo che ha fatto della sua vita, un progetto senza nessuna mediazione etica, perché è vero, era un feroce assassinio seriale, si appostava in agguato, e in maniera premeditata, per colpire coppie miste, ma dentro di se, faceva una differenziazione, un discrimine, è probabile che detestasse i misantropi estremisti, nonostante una persona con una visione comune, sicuro, lo avrebbe apostrofato di “misantropia, nichilismo,ecc..”

Franklin voleva una guerra razziale, una guerra, dove il suo nemico sarebbe stato il non bianco, l’ebreo/sionista, forse il cattolico, era ossessionato, dalle coppie miste razziali, è per questo ne faceva un odio estremista, ma non per questo misantropico.
Lui aveva un’etica, attenzione, qua intendo, per etica, non una precisa scelta contro un altra scelta non sua, ma un etica, che apparteneva a un luogo comune, seppur radicale, di razza, comunque un idea, che di sicuro, non avrebbe colpito, con il proprio fucile da caccia, o una pistola, un bianco eticamente puro. La differenziazione che faceva, lo portava direttamente dentro una scelta etica, quindi discriminava, e avrebbe accettato una guerra chiamata “razziale”, è questo significa che avrebbe voluto unirsi ad altri suprematisti, magari creare un battaglione, e per questo, era un neo-nazista (che comunemente è chiamato nazional-socialista. Ricordiamoci che significa nazionale e socialista, e facciamo due conti con la misantropia).
Dunque differiva, faceva delle scelte etiche, ricondotte a un preciso studio biologico, antropologico e scientifico delle razze, e dato che si poneva come suprematista bianco, e voleva fare primeggiare la sua di razza, si poneva direttamente verso una espressa e diretta mediazione etica. Queste mediazioni, certo, non le faceva con altre razze, ma le avrebbe fatte, se avesse dovuto colpire indiscriminatamente dei bianchi puri “che non c’entrano”.
Il punto capitale è questo: la differenza è totale, tra una guerra ideologica, e chi
agisce in maniera indiscriminata. Pensate che un neo-nazista (che voi chiamate misantropo), dopo un terremoto, non vada a controllare se qualche suo “comrade”, è morto o no? O non esulti se nel terremoto sono morti solo neri ed ebrei?
Quindi fa un discrimine ed è per questo, che si pone come un individuo che
dall’altra, si colloca in un etica personale e generale con un ottica di razza
eticamente identificabile.
Un piano preciso delle cose non esiste, manco per una persona che appartiene a un ideologia distinta, ma nel suo agire, in un atto, questo ideologista, sfuggirà all’azione indiscriminata, almeno che al di dentro di tutto questo, esso, non consideri il “colpito” come colui che ha una colpa morale. [4]
Se un suprematista bianco, colpisce una persona per strada a caso, ma gli da una colpa morale, l’azione si svuota del significato di indiscriminato. Il colpire una persona qualunque, che per esso, è colpibile moralmente, è un segno preciso di discrimine.
Vedendone una colpa, un individuo (in questo caso un neo-nazista o suprematista), colpirà in maniera etica, ma non andrà mai a pensare di colpire un bianco, solo per il fatto che è un essere umano.
Franklin può aver colpito nella maniera più feroce, fredda ed estremista, questi sono particolari propri di attitudine personale, ma ha sempre ricondotto le sue azioni, attraverso un odio che mediava eticamente: bianco misto: colpibile. Bianco puro: non colpibile.
Non colpibile, nel senso, che non ne vedeva un nemico, perché apparteneva alla sua stessa razza; razza che in questo senso, ha un concetto ben assestato, di appartenenza generica-massiva, senza capire se si vogliono fare delle differenze tra individuo e individuo.
Allora perché, nel mio giro, abbiamo sempre affermato che il Misantropo è un Individualista, un Egoarca, un Unico? Perché l’odio che emaniamo, non ha che fare con una simulata “mediazione etica”, ma contro l’umanità intera, senza voler fare differenze e senza differenziare un atto fattibile da un altro non fattibile.
In questo senso “senza mediazioni etiche”, è una frase che centra direttamente
l’attacco indiscriminato, perché va alla fonte del dibattito morale scatenato, da
persone che hanno un enorme risentimento dentro di esse: questo dibattito,
questo chiacchierare a voce alta, per non fare vedere lo sporco che si ha ai piedi
della propria coscienza, dice: “ si può colpire un obiettivo, fino a un limite,
questo limite è l’essere umano generico, che non ha colpa alcuna, rispetto allo
Stato…” ecc ecc..che palle!
La differenza tra un suprematista bianco e un Misantropo nichilista indiscriminato, non è- per quest’ultimo, la scelta etica che farà rispetto a un altra scelta etica, che significa “mediare”, ma che questo scegliere non vede la differenza tra umano e umano, certo, un Individuo misantropo, ha precisi obiettivi, perché gli piace il particolare che deve colpire, ma rispetto a un mediatore tra bianchi puri e non puri, non fa nessuna differenza.
Non fa nessuna differenza perché gli piace colpire l’umano, come “accumulo
putrido di umanità”. È l’umanità non ha differenze, perché vegeta su un piano di
sussistenza, non ha nessun interesse a innalzarsi, anzi non si innalza perché
non appartiene all’Individuo superiore.
L’Individuo superiore, quali che siano le azioni estremistiche portate avanti
politicamente, ne vede un allontanamento enorme dalla distruzione della realtà,e
di ogni base etica.
L’azione estremistica politica, ritorna a essere la conservazione di un valore nei
valori, che espressamente “media”, perché non colpirà a caso (come affermano
i vari embargoisti), o in maniera indiscriminata, ma nella propria ricerca di colpa,
attaccherà un nemico eticamente riconoscibile.

È anche se colpirà gente che viene considera innocente, lo farà perché gli da una valutazione e colpa morale, ma che non oltrepassa l’umano e la propria sussistenza vitale.

Schizo

[1] Tanto per capirci, se questo tipo, fosse stato in giro, in questo periodo, l’avrei vista veramente brutta, per voi anti-fascisti anarchici, ci sarebbe stato un nemico pesante da affrontare o da subire. Anche se sembra che nelle azioni omicidiare, a Franklin, non interessasse tanto l’antifascista, e probabilmente manco il dibattito tra una parte e l’altra.
[2] Acronimo di “Guerra santa razziale “.
[3] Tradotto come “Governo d’occupazione sionista”. Termine attribuito inizialmente al neonazista Eric Thomson.
[4] Pensiamo come l’assassino seriale razzista Franklin, colpisse dei “bianchi”, perché per lui avevano la colpa morale di interagire con individui di altre razze.

(it) Collezione di Comunicati delle ITS (e annesso)

Nueva publicación editorial desde algún lugar de Europa.
¡Adelante con los proyectos de propaganda anti-humanista!
¡Ánimo a los complices!


Introducción
Como “Uroboro Silvestre” nos sentimos emocionados cuando tradujimos los textos de esta “colección de comunicados” de los individualistas Tendiendo a lo Salvaje (con el anexo en el folleto). Nos dijimos a nosotros mismos: ¿quién, incluso cerca de esta tendencia, se aventuraría, arriesgándose, a traducir textos con ataques de paquetes de bombas, incendios, asesinatos, todo bajo el disfraz del eco-extremismo y el terrorismo? El eco-extremismo es una tendencia que abrumadoramente ha llegado también a Europa, con varias “células” que combaten en una guerra a muerte, contra el sistema tecnológico y su cadena de valores morales.
Nosotros, como pequeño grupo de traducción, damos nuestra contribución para expandir el eco-extremismo, incluso aquí en Italia, donde ya han habido quienes contribuyeron a todo esto en el pasado (hablamos del terrorismo nihilista).
Nuestra meta, como lo anterior dicho, es expandir la Tendencia, tratar de desestabilizar el sistema moral y humanista, inherente en esta parte de Occidente, un sistema que también ha entrado en una perspectiva de “compañerismo” anarquista. Esto no significa que todos los anarquistas en Europa estén en contra del eco-extremismo, de hecho, pero que la moral cristiana ahora es completamente infiltrante dentro de la idea anarquista, incluso la informal, la individual, reduciendo el particularismo que, por ejemplo, en la Federación Anarquista Informal, tenía hasta hace unos años.
Nuestra idea de proyecto, para concluir, es compilar una serie de comunicados, adecuados para producir un folleto con cuerpo, que se desarrolla en el tiempo y el espacio, como una contribución a un debate, que comenzó en 2011, con el nacimiento de un Tendencia: el eco-extremismo.

¡Adelante con la Guerra contra el Sistema Tecnológico y la Civilización!

Collezione di Comunicati delle ITS (e annesso)

(es) MISANTROPÍA EXTREMA ACTIVA

Presentamos con tremendo orgullo Egoísta la traducción de “Misantropia Attiva Estrema”, el filoso y amenazante texto escrito por el peligroso Nechayevshchina.
Al parecer, el escritor habla de un atentado cometido por Nihilistas Misántropos en junio de este año, por lo que si es así, lo celebramos terrorísticamente.
¡Que la afinidad de sangre continúe entre los Eco-extremistas y los Nihilistas Terroristas!


“La lluvia puede lavar la sangre y el hedor, pero mi corazón nunca puede ser purificado, hay una astilla en su núcleo más profundo, y es más frío que un cuchillo…”

Hundiéndome en el centro del alma rota, separada del todo con violencia, por la Experiencia de la sangre sublime de la Misantropía, prevaricar de ataques y Atentados del Ego Único amenaza a otros egos, lo que los desfiguran, haciéndolos a la semejanza del Cristo Redentor, espectros secos: sin gloria, sin impulso vital, que se asemejan al espejo del mundo, brutal espejo que no quiere mirar absolutamente, pensando que podría ser la pesadilla de muerte, dado y recibido, el chorro de sangre que desciende desde las cuencas de la nariz y los ojos, ¿no es éste el ser humano moderno?, y no lo acepta, no quiere dar la vuelta, hacia el espejo que brilla en las profundidades de la conciencia, y la proyección de una imagen distorsionada es lo que altera la apariencia de la realidad verdadera, y donde no hay sinceridad o lealtad, inclinación a dar al próximo lo que le gustaría dar…

El mundo, la sociedad, son la imagen del espejo, por lo que es deformado toda la verdad y la curva hacia la brutalidad de la vida y la muerte, donde el amor es el odio, y todo esto se invierte, y se dispersa en un sinfín de variaciones y mutaciones, metamorfosis de lo que antes había en algo que ahora “ya no está” en un círculo eterno interminable de vuelta al cambio, en una reversión de todo el mundo orgánico y las verdades que se convierten en interpretaciones, donde penetra el Caos y se hunde en las entrañas, y que rasga el fruto maduro de la normalidad, se alimenta de la base y de la esencia del orden humano, en una colisión que arruina las bases de la estructura de la ética-jurídica.
¡Por esto somos los que Negamos el derecho humano!
Este texto tiene la intención de lacerar el elogio a la generalización y experimentar lo que ahora llamaremos lo que es para el Terrorismo Nihilista la: Misantropía Extrema Activa.
Esto se debe separar claramente, y definitivamente de cada pasividad que sigue la idea de que todo puede ser una forma única de vivir el propio odio.
El Odio, para el Terrorista Nihilista, es amor para nosotros mismos, y lo afirmamos como Misantropía Extrema Activa.
Cada Misántropo debería ser un Individuo, pero notamos que en el mundo circundante, en esta sociedad uniforme, todos pretenden ser, lo que otros son, lo que absolutamente no quieren dar…
¿Sientes Individuos que sangran por pasión? Y luego, si es así, comienzan a sobresalir, ya que el Egoísta Único está profundamente celoso de sí mismo, sino también de su Clan de Sangre, nada de esto pasa al ser comparado con algo que no le pertenece…
¿Sientes esta profundidad Abismal penetrándote- destruyendo y creando para destruir?

Ahora vamos a profundizar, la Misantropía ” Extrema Activa” y la “pasividad”, se puede definir en algunos casos como “misantropía”, debido a como en lo anterior hay que distinguir, debemos separarlas- a través de proyectos propios terroristas.
El Misantropía, en general, como de hecho el Nihilismo, tiene en su interior varios puntos, incluyendo la política que se utiliza como una “espada de Damocles” por los anarquistas, para hacer sermones a los demás y para difundir su generalización victimista. Como se dijo, realmente tengo mis dudas que el mismo anarquista o un fascista, pueden estar relacionados con la misantropía, ya que su futuro ahora, no es sólo no dar soporte a todo esto, probablemente incluso estos individuos serían abolidos en el nombre de la sociedad civil nacional. También se encontró que la Misantropía es ampliamente rechazada (de hecho ha dejado bastantes quemaduras en el culo, por lo que sé…) a partir de estos nuevos anarquistas informales, pero podemos llamarlos de forma segura, socialistas, que ponen en su “pensamiento”: el nihilismo político básico, el insurreccionalismo, el comunismo no autoritario, el victimismo feminista, el individualismo colectivo y demás sermones cristianos. Lo importante es que sea igualitario, pero al final también ellos usan una buena dosis de autoritarismo, amenazando con dejar caer las cabezas de los extremistas y los terroristas Amorales.
En resumen, las variaciones son infinitas, pero todo lo que quiero hacer es una distinción clara, yo, por lo tanto, encontré la propia Misantropía Extrema Activa contra la pasividad (que, como se ha definido, también puede ser en ciertos casos- “misantropía”).

Pensemos en un terrible terremoto, de aquellos que en última instancia son el adelgazamiento del nivel de los recursos humanos, haciendo que el aire sea un poco más saludable, esto no reduce el odio Misantrópico Antipolítico que tenemos en confrontación con la zona circundante y contra toda la humanidad…
¿Un terremoto por un Misántropo debe ser entendido como un acontecimiento catastrófico del cual se expande el disfrute egoísta, y lo hace reír en voz alta, abiertamente, y Nihilísticamente…?
No, esto no es precisamente para todo el mundo, y por eso, queremos separarlo claramente del misántropo “a secas”, que al final es sólo un perdedor que siente que debe “definirse”, pero que cuando la brutalidad de la vida se presenta, por sus necesidades de “Afecto” quiere saber “cómo están los otros”.
¿Pero el Misántropo no debería tener una pasión antihumanista?
Y es por eso que este texto asesino está escrito, para hacer que la gente perciba esto, para posicionar la acción, el disfrute sublime, dentro del contenedor de lo absoluto, hacer que todo sea simplemente una definición insulsa.

En un foro, de los de larga data, que todavía existe (si saben del foro del que hablo…), leemos, después del terremoto en las Marcas y Umbría, varios comentarios de un tal caballero “misántropo”, pero creo que a veces las palabras se pierden, y la forma en que preguntan, de que todo esto debe ser resuelto sin la comunicación verbal, pero desafortunadamente están versados en el límite del lenguaje humano, de ahí no logramos salir, pero quién sabe, en pocos años con la robotización que impregna a la sociedad, tal vez haya una forma de atacar sin comunicar, nada más que con el propio odio…
He leído que este señor “misántropo”, está cuidando a sus similares, es decir, las personas que pertenecen a su misma región, y por lo tanto, esta diferencia significa que “para estar totalmente en contra de lo humano” se interesó por lo que trajo la muerte, específicamente porque, estas personas enterradas por un gran terremoto, nacieron en el mismo lugar o en la misma jodida ciudad que él…
Por lo que el sencillo Maverick misántropo se hizo que se convirtiera en una empatía humana compatible, y si usted está interesado: “¿Cómo son mis vecinos?” “Espero que todo esté bien, en lo que a mí respecta, siempre he golpeado en mi ciudad…”
Entonces, este “misántropo”, anula todo lo que dijo el día anterior, y se siente de humor para asegurarse de que todos estén bien…
Entonces, ¿qué es esto? Si la misantropía no pasiva es la que trasciende por completo del odio, esta se convierte en amor a los demás, “otros” que ni siquiera conoces, pero ahora empáticamente, debido a que son de la misma ciudad o región, se han convertido en sus hermanos y hermanas, pero también donde este pasivo subhumano se vuelve atento incluso a lo que hace la política institucional, y “si pudiera” ayudaría a las víctimas del terremoto… ¡Ajajaja!

Así que, repito, hay que hacer una selección, especificando lo que significa Misantropía Extrema Activa, y lo que es la responsabilidad total, la servidumbre al status quo de una idea humanista, la sumisión a clasificar a un ser humano igual a otro, la “empatía, irracionalidad racional, el amasamiento, todos los términos que se declaran enemigos de nosotros los Misántropos Extremistas.

– ¿Por qué Misántropo? Por qué el odio por la raza humana y el instinto Nihilista y salvaje, nos trajo a la Egoarquía, y es específicamente por esta razón que somos misántropos, por la actitud específica Egoarca. No es sólo por odio resentido que uno se convierte en un “misántropo”, solo porque se siente desafortunado (como en el ejemplo del terremoto) y luego se arroja a un supuesto círculo. El “Misántropo es específicamente Ego-Arca” porque escala el pico más alto de su trayectoria individual para mirar debajo del rastreo de lo humano como un gusano, ese el que quiere ser igual a todos y al resto de su especie, por esto el Egoarca Misántropo golpea aquello que está “de bajo”, y que viene a destruir el ambiente, el modo de vida del alcahuete, siendo solidario y promiscuo, con el fin de respirar profundamente y largo infinito Ápice abisal.

– ¿Por qué activo? Por qué El Misántropo Egoarca Nihilista, rechaza el fundamento de la responsabilidad que no tiene una dicotomía moral, sino una distinción que separa el bien específico de la de los valores absolutos y los derechos humanos, que son pasivos. Activo mientras fluye en su sangre la acción y el ataque directo a toda la humanidad. Acción y Atentado entendidos como la destrucción de los parámetros del nivel prescriptivo de personas sanas, la concentración masiva de los valores humanos y la ética, y es por eso que golpea con el texto, la palabra, el artefacto explosivo, el asesinato, el incendio, destruyendo la calma, pensando regular y nivelar la percepción, la comprensión, y lo graba en el relieve y con el látigo de las terminaciones nerviosas, como el Misántropo a lo Lejos ve a la humanidad con el sustrato de su mirada, sus ojos egoicos, buscan y ascienden a un Cumbre Activa contra el pantano de la pasividad.

¿Por qué Extremista? El Misántropo Activo nunca podría ser un hombre normal insertado en un contexto común en la sociedad. El Misántropo, como el anterior, que es específicamente Egoarca (recordando a los que creen en los cuentos de hadas “Stirnerianos para todos”), existe en el interior del núcleo fundacional de la autoridad, de la supremacía y de la primacía que la rodea, la preeminencia que se perfecciona por la acción de la posesión autoritaria y avances para destruir y reconstruir para destruir, la ley humana sin fin que compensa un propósito consecuente…
El Misántropo es Activo y Extremo, tanto, por qué tiene en su sangre el crimen amoral, y no sólo no se asusta de este elemento crucial, sino que pone en práctica las técnicas aprendidas con el Terrorismo, específicamente a través de Su Proyecto Ilegal.
¿Por qué decir una mierda por otro? ¿Por qué afirmar que el Egoarca no es autoritario? ¿Por qué no declarar que el Terrorista Nihilista es criminal?
Las palabras son contenedores vacíos solo si no contienen la sangre que gotea dentro de su propio Ápice Abisal, pero se llenan cuando se experimentan de una manera Amoral. “Palabra” no en el sentido estricto del significado humano y de la sociedad que la usa, me refiero a la afirmación- aunque en un contexto en la parte trasera de la fuerza limitativa- Nihilística en un descenso oculto y sin la estructura de la ética jurídica y de sus paredes compensatorias.

Por lo tanto el Terrorista Nihilista a través de su Proyecto Misántropo en contra de la totalidad de la existencia, inyecta las técnicas de criminalidad amoral, no meramente por un fin materialístico o idealístico (una rapiña, sólo para estar seguro, tienen de su lado el conjunto de tiempo para seguir atacando al Estado… esto como ejemplo), sino como el sentir propio, como una parte infinita dentro del cuerpo y la mente, que se define y se afirma:
¡El Misántropo Extremo Activo es un Criminal Amoral!

Volvamos a este texto, sobre el tema de la pasión común, y cómo es totalmente pasivo y se puede volver a conectarse a las branquias de esa Misantropía, es “cómplice”, sólo por un leve vacío de plazo incluso sólo en un sentido del odio común.
¿Qué es más pasivo, al concentrarse en lugares que están en consonancia con el absoluto de la vida, ya que uno quiere divertirse como los demás (es decir, con el “todo”)?
La persona que se masifican, siente que está haciendo algo que es cualquier cosa, ¿no hace eso por odiar pasivamente?
¿Crees que puedes amar estos lugares, esas formas de hacer, ese status quo, ese progresivo conformismo?
Amar Activamente es para el Individuo su propia especificidad.
Entonces, ¿por qué no golpear activamente estos lugares y estas personas abarrotadas?

No ser individuos, significa el hacinamiento para con los demás, acercarse a un entorno ordinario, se encuentra en una posición masiva egoístamente, sin querer elegir, pero lo hacen porque el “resto” lo hace…
Golpear indiscriminadamente estos lugares pasivos para el Misántropo Activo Extremista, es uno de los puntos esenciales que posee primacía sobre los valores humanos universales y únicos de la sociedad, destruyendo todo y haciendo prevalecer al Único, antes de ser finalmente condenado al “infierno”, o simplemente, antes de ser arrestado gracias a un infame de estos probables anarquistas modernos, quienes supuestamente son coherentes, y que usan la delación para deshacerse de sus enemigos. Y hago hincapié en “enemigos”, tal como los conocemos, pues para ellos, se trata de una “guerra”, y hasta que vean muertos o detenidos a sus enemigos modernos (es decir, los extremistas y terroristas anti-políticos), van a utilizar todos los métodos que su límite puede aplicar… y este primero de la delación.
Así que cuanto más se acumula más la pasividad, se cae en la totalidad de la existencia, en la persecución de su incorporación en la otra, en una fusión generalista entre los individuos, la reducción y adelgazamiento de cada momento vivido pasivamente, en toda una unificación global, que hace al uno igual al otro, con el fin de “juntarse”, porque no reconocemos otra sangre Afín, se prefiere ser niveladas y hacer que se corresponda en todo lo similar.
El “Misántropo” no es sólo un término tonto, bueno, solo para los frikis que se sienten “solos”, es la razón por la que fundé la “Misantropía Extrema Activa”, de respirar mucho tiempo en Mi Ego, y reírme mucho sobre las cenizas de esta sociedad decadente…

¿Por qué no golpear lo que llaman “convivencia”?
¿Cómo puede un Misántropo Activo y Extremista no tener un odio sublime por la convivialidad?
Una vez más tenemos que separarnos del mundo conocido, seguro, confiable, horizontal, para percibir un significado en nuestra Cueva Oscura, Arrogante, Vertical, Elevada, en Profundidad, Original, Extremista.
Un Misántropo Extremista Anti-político, debe tener en la sangre un Odio repleto, pero con sus propias peculiaridades, la especificidad y el amor de sí mismo, tener la sonrisa de los que se alegran, y para atacar a la “risa meliflua” en rodajas, lo que abre la boca y dientes a la fuerza, porque lo absoluto a su alrededor lo está haciendo …
Golpear, significa un atentado contra la vida y los lugares donde se halla la convivencia, donde se ve la masa humana, que es la masa que crea el odio Único, que quiere atacar y destruir, un punto en el tiempo, que es la estable paz social, ansiedad de unirse en la totalidad de lo existente, junto con otros, para ser iguales, equivalentes, ordinarios.
Atentado que golpea el cuerpo y la mente, las heridas, los muertos, las sacudidas, la mueca de dolor…

Lo que hace el Odio Activo y Misántropo, es el intento de levantarse, para progresar, para inscribir otra “muesca” en sus propias armas ilegales, para consumir su cuerpo y quemarlo en el Ritual Nihilístico.
Atacar criminalmente es equivalente a ir directamente a la raíz: a la acumulación como un valor y referencia de comportamiento.
Destruir para separar la “cosa de igual valor”, donde una persona se combina con otra, en una forma de vivir y pensar que cae dentro del mismo esquema y área de generalidad.
Segregar significa hacer que la acumulación y la convivencia sean frágiles y temblorosas, y es por eso que el Terrorista Misántropo ataca.

Andamos por un instante, de las partes de la Torre Spaccata, atravesada por Casilina, el tren ” Roma Laziali-Giardinetti ” no llega allí, en esta parte de las paradas periféricas está la ciudad eterna en Centocelle. Pero llegan fácilmente, ocultos, precisos, y fuertemente Odiadores, los individuos, los cuales colocan un dispositivo explosivo dentro de un automóvil y frente a él, ¿dónde? En una parroquia, donde se encuentra la llamada “convivencia”, un lugar de supuesta paz, de equilibrio del mundo y la sociedad, es con una explosión, que crean resentimiento, timidez entre los demás, aumentando de paranoia pasiva… testigo de las decenas de llamadas telefónicas al 112.

“Una fuerte explosión frente a la parroquia de Torrespaccata”, dicen los periodistas infames y deleitados, que tienden, como siempre a crear la misma confusión adecuada para crear Terror (del que se alimenta el Misántropo Criminal y Antipolítico…): ¿cerca o frente de la parroquia? ¿La bomba es una carta o con temporalizador? ¿Estaba dentro del maletero del vehículo o debajo de él? ¿Robaron el coche o no?

http://roma.repubblica.it/cronaca/2018/06/07/news/roma_bomba_carta_sotto_auto_in_sosta_a_torre_spaccata-198378016/amp/
https://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/bomba_carta_a_torre_spaccata-3782333.html#

http://www.lastampa.it/2018/06/07/roma/una-bomba-carta-sotto-auto-in-sosta-a-torre-spaccata-la-gente-urla-attentato-DB6YPM9ZUs0DOJMgFBysPI/pagina.html

Para lo cual:
¿Por qué debería golpear o atentar aquello que no me interesa, o meter en un caldero la totalización de la Misantropía?
¿Por qué no puedo discriminar contra otros misántropos y su forma de ser?
Si lo hiciera, entonces tal vez habría previsto lo que significa “egoarca”, no sólo su significado de síntesis o lo que dicen los profesores y estudiantes de la enseñanza de Stirner, sino aquel inherente a mi Profundo Abisal.
Por lo que un comunista, anarquista o un nazi son totalmente incompatibles con la Misantropía Extrema Activa, y sólo puede utilizar el sufijo o el uso metódico de la palabra “misántropo”.

Cierto, si se basa sólo el término de la palabra “misántropo” para designar un significado de odio, entonces todo se puede definir de esta manera, con toda razón se puede utilizar este magma en una profundidad insondable, la cual se convierte en un término simple, para ser un poco más malo para el “Yo Odio a la raza humana…”
Como en el texto anterior, sé que todos usan su ego para ganar y predominar, por lo que cualquier grupo político puede insertar la palabra “misántropo” dentro de su propio proyecto…
Y precisamente por esto (como para el Terrorismo Nihilista), ¿puedo distinguirme y encontrar la Misantropía Extrema Activa… no?
Es como decir, que, para los amantes de los sonidos extremos en la música, que si me gusta el sonido inquietante y un grupo como Funeral Doom como “esotérico”, entonces al mismo tiempo debo tener afición al ruido áspero de “Merzbow” …
Debido a que son ambos grupos de música perturbadora, ¿deberían gustarme al unísono?
¿Por qué un sonido, o imagen lírica, está sujeto a un límite absoluto de “todo lo que es extremo, y que destruye lo normal, entonces es esto bueno…?
Elijo lo que me gusta como “extremo y destructivo”, punto, y específico que para mí y mis distinciones, no pasan por un valor dicotómico determinista, siempre que persiga el amo a mí mismo.
Por ejemplo, los anarquistas modernos y sus sermones siempre tiran en esta cosa, que el misántropo es un nazi, porque hay ciertos grupos – en su camino extremistas- como la “Misanthropic Divisio”, organización neonazi establecido en Ucrania y se incluyen, entre ‘otro, en el’ Batallón de Azov ‘, para luchar contra la guerra de guerrillas de los separatistas pro-rusos del Donbass durante la Guerra del Este de Ucrania.
¿Por qué poner todo esto junto con la Misantropía Activa Extrema? Solo porque odian a la raza humana, específicamente a través de una idea nacional-socialista, que falla, ya que al final, no odian a la raza blanca…
¿Qué mierda tan supurante es el nacionalsocialismo?, ¿una acumulación de valores comunes, qué tiene que ver con la Misantropía Única?
Los valores en general o formas de pensar, ese olor a carroña, que luchan para escalar las alturas del Egoarca individual, que se entregan a una visión limitada de la vida y la muerte, que, con sus actos ilegales determinan la construcción de un futuro “en el futuro” donde puedan vivir en la armonía de su maldita sociedad… construyen, no destruyen, piensan en el futuro, no atacan solo por el presente” presente “…
Por supuesto, como lo dije arriba, si lo usa sólo como un término, “misántropo”, entonces todo se vuelve absoluto…

¿Por qué los anarquistas modernos quieren hacer incluso de politologos- no atacan el estalinismo, y en cuanto a la “División”, fue (también) como una provocación por parte de varios grupos de “música industrial”?
¿No fue el estalinismo una selección subjetiva y materialista de personas y de la historia de la humanidad?
¿Podría ser llamado “Misantropía” en general? Claro…
Todo esto, a través de este texto asesino, no determina, se replantea otra cosa que destruye la identidad única y específica fundada de la Misantropía Activa Extrema, perteneciente al Nihilista Terrorista y al Extremismo Anti-política.
Negamos los derechos humanos, y las leyes nacionales, sociales, populares, masivas, comunistas, normales, democráticas, la empatía, la igualdad, la mayoría de la minoría, con el humanismo en las ideologías e ideales, pasados y presentes…
¿Lo que es más Majestuoso es la Tendencia a superar al hombre, la creencia de que existe, sus leyes morales estrictas, la doctrina de la ética-jurídica?
Atacando a la sociedad de una manera Extremística y Terrorística, para ir más allá del hombre.
El Solemne Atentado Misantrópicos Activo y Extremo ataca al Dios de la humanidad, sus valores socialistas y nacional, al anarquismo moderno * y sus doctrinas de redención-cristianas, la búsqueda del progreso humano y la sociedad tecno-moral, la estabilidad y la euritmia, que tiende a ser superior al valor “hombre”, y empujando a través de la práctica el Ataque Indiscriminado y Selectivo para la Destrucción Nihilista…

¡NECHAYEVSHCHINA!

(it) Vagabondo

Traducción al italiano de “Vagabundo”, texto publicado en la Revista Ajajema n5.


Come un egoista con una personalità veementemente anti-sociale e nichilista, dovrebbe essere abbastanza apparente che i miei interessi, le mie passioni e i miei desideri si muovono con una forma completamente contraria agli interessi standard, le leggi e la moralità di qualunque società o stato. Senza che io sia disposto a cedere, retrocedere o compromettermi con nessuno, la mia vita criminale e maledetta, incomincia in gioventù, quando avevo deciso di non sprecare un altro secondo in più della mia vita conformandomi e cercando di ottenere accettazione o approvazione da quelli i quali mi circondavano.

Perché dovrebbe importarmi di essere stimato da altri che in fin dei conti mi ripugnano totalmente, e di cui odio la schifosa esistenza umana tanto quanto la mia?
Respingo quella pratica umiliante che costituisce la fabbrica sociale nella sua totalità, un vile tessuto di debolezza, imbecillità, timidezza e stupidità. Questo rifiuto di tutte forme non è passivo, è qualcosa che ho abbordato sempre con disprezzo assoluto, ostilità e frequentemente con atti di violenza contro quelli che hanno cercato di impormi qualunque tipo di catene sulla mia rigogliosa individualità.

Nella misura in cui ho imparato a vivere con la mia forza di volontà, le pareti carcerarie della scuola non hanno potuto contenermi più né l’immondizia ha potuto raggiungermi, cosicché ho passato tutto il mio tempo non andando a scuola e inizialmente ho goduto di questo tempo libero recentemente acquisito girando per i boschi e edifici abbandonati, ascoltando musica, disegnando e scrivendo. Continue reading (it) Vagabondo

(it) Delazioni a catena..Si, chiaro, a Città del Messico!

Per molto tempo abbiamo detto che l’anarchismo moderno è marcio, che questa dottrina politica sta morendo, e non è una bugia, da qualche tempo abbiamo dimostrato che la presunta “solidarietà” attuata da certi gruppi “anti-carcerari”, è più di una menzogna ipocrita. Che la “fraternità” e il “cameratismo” sono pura merda e aria fritta, e che questo “felice” movimento si basa sulla delazione, sulla doppia morale e sulle apparenze superficiali dei suoi massimi rappresentanti (eccetto alcuni esempi nobili). Questa volta, rendiamo pubblica la lettera (e la sua traduzione in inglese) dell’individualista “Tripa” dal Messico: le sue parole e la sua vita dentro la conflittualità, questo è uno degli esempi degno di onore.

Il “Tripa”, è stata una delle persone più impegnate nel movimento anarchico in Messico, in questa lettera divulga molti aspetti della sua situazione (lontano dalla “vittimizzazione degli attivisti”), rivelando la merda in cui il movimento anarchico è sommerso non solo in Messico, ma a livello internazionale …

E prima che i giudici anarchici inizino la loro cerimonia per bruciare le streghe, vogliamo dire che il nostro sostegno sarà sempre con gli individualisti che rompono con le “lotte “convenzionali , è che alla fine vengono “isolati” anche dal loro stesso movimento. Dall’altra ci sono i “compagni” che si scagliano ferocemente contro i loro nemici, dimostrando la loro coerenza individuale. Così come con l’individualista Kevin Garrido in Cile, oggi, da parte di Maldición Eco-extremista, rivendichiamo la nostra completa complicità con Mario Lopez “Tripa”, che la fuga continui, con il suo instancabile percorso di scontro.

Forza fuggiasco criminale!

Oggi come ieri, gridando ai quattro venti:

Misantropia e natura sempre!

Maldición Eco-extremista blog


Lettera pubblica di Mario Lopez Tripa

“Quello che si interpone sulla nostra strada, lo sconfiggeremo”

Prima di tutto, un enorme e cordiale saluto.

Poco più di cinque anni e mezzo fa, mi esplose accidentalmente una delle due bombe che trasportavo, fortunatamente fu la bomba meno potente, che era destinata agli uffici del partito politico PRD. L’altra era per una delle sedi del PRI. In quello momento non mi importava un cazzo, quale partito politico fosse, se fosse stata “Morena” allo stesso modo avrei attentato alla loro sede. Fu la notte del 26 di giugno dell’anno 2012, giusto un giorno dopo il mio compleanno. Il migliore regalo che mi ero dato, era l’incidente, mi dicevano gli investigatori che mi sorvegliavano all’ospedale.

Il motivo per il quale esplose la bomba- motivo che fino ad ora era stato un mistero ed un pettegolezzo all’interno del movimento anarchico e dello spettro insurrezionalista- secondo il vox populi, oscillava tra “avere composto la bomba in maniera errata o a bassa pressione o che la persona di nome Felicity Ryder e io eravamo in competizione su chi metteva più bombe e per questo motivo esplose, (pettegolezzo che è girato tra i circoli anarchici del D.F. fino a oggi, è che ha prodotto unicamente un danno per me), che esplose per volontà, ecc.”…non c’è stato altro motivo che è il seguente: che ho azionato la bomba nel posto sbagliato, cioè, che
l’ho attivata vicino a un trasformatore elettrico, pertanto, passando sotto a questo, il campo elettromagnetico emanato era più che sufficiente per scaldare il filamento della lampadina di 1.5 volt, è che fece detonare la dinamite; la seconda bomba non esplose perché in quel momento non era collegata ancora all’interruttore circuito. Ma questo errore fu dovuto a una distrazione che ho avuto in quel momento, una distrazione che non potrò mai perdonarmi ne trascurare.

Ora si può dormire tranquillamente, il dilemma è risolto, non ho nulla in più da dire rispetto a questo.

Tuttavia, questa lettera non è unicamente per chiarire perché esplose la bomba, ma è anche per comunicare alla platea di spettatori anarchici una circostanza successa durante questi anni, dopo essermi sottratto dalla giustizia dello Stato. Tutto questo, apertamente, su una delazione, una delle molte, è che uso come esempio, è che espongo, per fare partire una riflessione o l’azione contundente rispetto a chi non deve essere necessariamente torturato per denunciare compagni anarchici o fare pettegolezzo su di essi e così metterci in un pericolo potenziale.
Ci sono due cose che spiego nella lettera presente, questo comunicato pubblico, o come lo si vuole chiamare. Scusate se sono arrogante, se sono duro o aggressivo, ma letteralmente non me ne fotte un cazzo di quello che pensate; queste qualifiche sono destinate, rispetto al tuo stato di coraggio, ai tuoi sentimenti di inferiorità, la tua bassa autostima, i tuoi pregiudizi, la tua ideologia di merda, oppure, la tua maniera di vedere le cose che esporrò, della tua prospettiva e la tua critica ben focalizzata. Quello che farò, è omettere la verbosità e andare diretto al sodo.

Delazioni a catena

Bene, più di un anno fa un individuo anarchico che negli ultimi anni ’90 fino alla metà del 2000 era in prigione a causa di un “crimine comune”, in un paio di assemblee aperte (mi costa dire, almeno due di queste realizzate all’interno della Biblioteca Sociale Reconstruid) ha affermato che la Croce Nera del Distretto Federale diceva che “i compagni che erano in fuga (riferendosi a Chivo e io) stavano semplicemente passeggiando da (dissero il luogo) a (dicendo anche quest’altro luogo) con il denaro che ci viene dato in supporto, affermando che è così che paghiamo i nostri viaggi dal Messico ai paesi del Centro America, andata e ritorno.

Innanzitutto voglio chiarire, che non so se la CNA ha emesso tale affermazione delatrice, ma so che quelle parole sono uscite dalla bocca di quell’individuo che è amico e compagno della CNA-DF. Perché lo conosco a causa di varie versioni di varie persone distinte che non si conoscevano tra loro ma che erano in quelle assemblee aperte. E lo so perché lo conosco e so che tipo di persona è.

Rispetto a questo ho un paio di cose da affermare, sempre assumendomi il rischio che implica fare questo tipo di dichiarazioni in maniera pubblica, benché alla fine dei conti che un compagno carcerato o in fuga debba dire cose che possano pregiudicarlo in qualche modo, non è sempre colpa sua, come molti vogliono fare vedere, ma è una responsabilità collettiva che ricade dentro il movimento anarchico, poiché grazie alla gran boccaccia di alcuni, molti compagni si sentono, e ci sentiamo pressati- rispetto a diffondere questo tipo di risposte – soprattutto quando quelli che formano ancora il cosiddetto “movimento” anarchico e ancora peggio, lo spettro
insurrezionalista, non ha una reazione diretta verso questo tipo di infamie e verso questo tipo di individui. La maggioranza degli insurrezionalisti passano il tempo nello scrivere azioni nei loro comunicati pomposi, facendo azioni per non perdere il loro posto nello scena-spettacolo, ma nel momento in cui si devono usare le armi per ammonire i delatori e i chiacchieroni, nessuno fa niente. Quello che gli importa realmente è la loro notevole immagine, lo status, l’immagine dei loro gruppi anarco-punks di musica rivoluzionaria e cose così. Allora cosa rimane della chiamata di Solidarietà Rivoluzionaria di cui si fregiano gli insurrezionalisti? La Solidarietà Rivoluzionaria si riduce unicamente a comunicati, esplosioni, espropriazioni o azioni vistose per diventare visibili nel micro mondo irreale anarchico?

Ecco le cose che ho da dire.

Primo. I soldi che noi spendiamo, sono dei tuoi amici della CNA-DF che ti proteggono? Quanti soldi di merda mi hai dato per mangiare? Sai se quello che hai affermato è vero? Perché non mi hai fatto arrivare una lettera a titolo personale se avevi qualche dubbio, codardo di merda!!! Codardo di merda, non mi hai detto mai niente, e ti senti bene nel buttare merda su di me, quando sai che non mi è tanto facile essere al tuo posto? Perché
quando sapevi, che io sapevo già, invece di farti vedere, sei scappato a Guadalajara fingendo di stare a Tijuana e viceversa , e i tuoi protettori ti hanno sicuramente aiutato ad andartene negli Stati Uniti, sei andato via scappando di paura o che cosa? Inoltre da molto tempo io, (Chivo non lo so) non ho ricevuto più nulla dal movimento anarchico, se non pura merda, e molto meno denaro.

Secondo. Questo tipo di pettegolezzi mettono solamente a rischio i compagni in fuga o in prigione, perché indipendentemente che sia verità o no, i dati che si danno, creano sempre una reazione di delazione a catena, poiché alcuni parlano e altri lo riproducono, ma alla fine tutto si altera, e si trasformano in informazioni che possono unicamente, o aiutare la polizia a localizzare i compagni in fuga, bene, o ingrandire i pretesti e le indagini contro i compagni in prigione.

Non contento di dire queste cose su di noi due (su Chivo e me) questo ragazzo parla di alcune persone che in passato, cioè nella mia vita “legale”, erano i miei compagni di lotta (specificando questo come diversità di modi di intervento) e di vita. Questo individuo li accusa di “prendere soldi per la banda (i compagni) per i nostri viaggi”.
Tralasciando di dire, che la fuga è sempre mobilità costante – anche se si va a fare compere a San Cristobal de las Casas, approfittando per vendere alcuni giubbotti della Northface e quello che si ottiene per la loro vendita – questo tipo di affermazioni mettono evidentemente a rischio quegli individui i quali, da quando sono scappato, non ho più visto e manco saputo cosa hanno fatto. Li mette a rischio dato che quelle chiacchiere e “calunnie”, possono produrre un’indagine contro queste persone per ostruzione della giustizia. Un indagine che sebbene, potrebbe partire da un indagine propria dello Stato, essi la possono assumere come una conseguenza della lotta, ma un indagine non possono assumerla così come tale, quando questa ha come radice le stronzate di un individuo che vuole emergere tra i più giovani e impressionare le ragazze.

A individui come questi cosa gli succede? Come trattare con essi o farli riflettere? Dovremo ritornare ai vecchi codici rivoluzionari o con la riflessione basta?

Fortunatamente, oggi, ho l’umore adatto per descrivere questa situazione, ci sono tuttavia molte ma molte situazioni e molti individui e individui che durante questi anni, da quando è esplosa la bomba e da quando sono fuggito, non hanno fatto che parlare di cose che hanno messo a rischio me e altre persone, non hanno fatto che inventare pettegolezzi, tirare merda… ma non mi affliggo più di tanto perché per ogni problema c’è una soluzione e a poco a poco le cose emergono.

Infine, un aneddoto, vediamo se ricordate.

Qualche giorno prima di lasciare la mia città ho incontrato uno dei miei avvocati (a quel tempo ero ancora in una situazione “legale”, cioè non riuscivo ancora a fuggire dalla giustizia dello Stato, sia chiaro!!) mi disse che qualche giorno prima era andato alla corte federale (che ordinò il mio secondo arresto il 20 gennaio del 2014) per richiedere una proroga di un paio di giorni per presentarmi a firmare. Durante quella visita, il
giudice, oltre a invitarlo cordialmente a prendermi volontariamente per firmare, gli disse che ero già fottuto (trafitto era la parola ) perché dopo il mio arresto due donne di nazionalità spagnola erano andate a parlare con lei e avevano detto tutto di me, avevano parlato di tutto (non so davvero cosa sia “tutto”) e mi avevano “affondato”. All’inizio abbiamo dubitato di quella “informazione” proveniva da un servitore dello Stato,
più tardi, tra la paranoia, pensavamo che fossero le compagne Amellie e Fallon che nel mezzo di quello che gli era successo , che era molto forte, avevano detto delle cose (non so cosa potessero davvero dire in realtà),
ma alla fine, dopo aver riflettuto molto sull’argomento, cercando informazioni, analizzando, ricordando, comunicando con queste compagne, e chiedendo loro onestà, ma soprattutto, vedendo le cose chiaramente dopo
quello che è successo quando sono scappato e la merda che per tre anni certe persone hanno fatto della mia vita in fuga, avevamo ragione e oggi posso tranquillamente dire che non c’è dubbio su chi fossero gli infami
che volevano fottermi..

Dico questo, nel caso in cui il giudice non stesse mentendo al mio avvocato … alla fine, qual è la differenza nel momento che si cerca di sapere chi mente, se è un giudice o un anarchico?

Prendi questo aneddoto come preludio alla mia prossima lettera in cui creo un’umile riflessione individuale sulla militanza, ma soprattutto una critica alla lotta anarchica insurrezionale nel periodo intenso in cui l’ho vissuta.

“Quando la neve cade e i venti bianchi soffiano, il lupo solitario muore ma la mandria sopravvive”

Attentamente:

Mario Lopez “Tripa”.

Da qualche parte in questo mondo infermo, misantropia e natura sempre!

10 di febbraio dell’anno 2018

Tradotto da: Anarchici-Individualisti per la “Propaganda del fatto”
(Frazione “anti-infamità!”)

(it) Anarchici Indiscriminati: Tirando fuori dall’oblio gli anarchici terroristi del secolo XIX

Traducción cómplice al italiano del texto “Anarquistas Indiscriminados: sacando del olvido a los anarquistas terroristas del siglo XIX”, publicado en la Revista Regresión nº 6.


Come sogno a volte un mondo tutto in armonia: ogni tendenza basata sul proprio modo di fare, senza mai scontrarsi, senza mai umiliarsi, per essere più forti nel domani, quando dovremo correre tutti verso la gran battaglia della rivoluzione! Ma sono solo tutti sogni.”

Severino Di Giovanni, lettera a Hugo Treni, 15 Maggio del 1930

L’Era nella quale ci dipaniamo molte volte cambia l’essenza le cose, modifica la realtà e la trasforma in una pantomima che va a braccetto con le scarpe del progresso. La modernità ha cambiato molti ambiti, tanto l’ambiente naturale, come i comportamenti umani, fino alle ideologie politiche, questa Era esige ai cittadini, (ribelli o non) di opporsi con tutte le forze a qualunque forma di violenza inumana. I valori morali difesi dalla civilizzazione nel suo insieme sono come un lavaggio di

cervello, fa si che ci sommergiamo nell’amnesia individuale, e difendiamo

l’ignoranza collettiva.

Molte ideologie politiche sono state mal interpretate in questa Era moderna e a poco a poco sono state poste come se fossero qualcosa di originale, fino a difenderle. Sono evolute in qualcosa di banale e insopportabile , e in questo caso anche l’ideologia anarchica, con il tempo, è mutata e si è trasformata in una qualcosa che non corrisponde a quello che era al principio.

Da un po’ di tempo, fino ad ora, alcuni anarchici respingono il concetto e la pratica degli Attacchi Indiscriminati difesi dagli eco-estremisti. Per gli anarchici moderni parlare di un atto che cerca di colpire l’obiettivo senza dare nessuna importanza che vengano colpiti anche i civili è come un peccato verso “l’umanità libera” e “autogestita” futura, è parlare di atti “Irresponsabili” che non sono compatibili con la “morale rivoluzionaria”: questo è certo, nella pratica degli Attacchi Indiscriminati la morale non ha nessuna importanza, né la rivoluzione, né niente di questo, conta solo colpire…

È qualcosa di poco chiaro per noi, che gli anarchici di oggi si scandalizzino per questa pratica, poiché furono questo tipo di atti quelli che, anticamente, diedero loro apparenza e che li fecero – un paio di secoli fa – nemici reali del governo, del clero, della borghesia e dell’esercito. Per dimostrare questo e suddividere il testo poniamo il seguente elenco, che è stata preso da differenti documenti che riscattano la vera storia degli anarchici reali, seppellita nella menzionata amnesia

individuale e collettiva propagata dalla cultura moderna e progressista che impera oggi giorno. La Storia Nera, farà vedere ad alcuni anarchici moderni (i cosiddetti “nichilisti”) le suore a fianco dei demoni anarchici che seminarono il terrore e la violenza nella loro epoca.

-14 di gennaio del 1858: L’anarchico Felice Orsini ed il suo compagno attentano a Napoleone III. Per questo attentato utilizzano tre “Bombe Orsini”, la quale viene battezzata col nome del suo creatore maledetto. Bomba che era composta da una palla dura di metallo riempita di dinamite. Al suo esterno aveva alcune piccole aree ripiene di fulminato di mercurio, un esplosivo molto delicato che si attiva tutto d’un colpo con la forza.

La prima cade sull’autista dalla carrozza, la seconda contro gli animali che li accompagnavano, e la terza distrugge il vetro della stessa carrozza, nell’attentato otto persone muoiono e 142 risultano ferite.

17 di febbraio del 1880: Il nichilista Stepan Khalturin membro della società segreta nichilista russa “Naródnaya Volia”, fa esplodere una bomba nel Palazzo d’Inverno in Russia, 8 soldati muoiono e 45 civili sono feriti.

-5 di luglio del 1884: Un esplosivo di alto potenziale esplode in un magazzino sul Lungomare di Santa Monica, Spagna, un facchino del posto rimane dilaniato dall’esplosivo abbandonato indiscriminatamente.

-4 di maggio del 1886: Un meeting convocato da organizzazioni anarchiche a Chicago, che ripudiano la repressione che avevano sofferto gli operai scioperanti fuori dall’azienda McCormik il 1 di maggio, viene disperso dalla polizia che carica violentemente quelli che vi assistevano. Nella schermaglia, un esplosivo casalingo viene lanciato contro i poliziotti.

L’attentato si prende la vita di uno di essi e ne lascia ferito gravemente un altro. Si scatena una battaglia per le strade dove la polizia ferma decine di persone, e dove cinque di essi vengono condannati a morte. La polizia fa irruzione nelle case dei supposti autori dell’assassinio, dove vengono trovati approvvigionamenti, esplosivi, armi e nascondigli segreti con propaganda anarchica. Dopo, i condannati furono chiamati “i martiri di Chicago.”

Il movimento anarchico tradizionale ha etichettato gli anarchici di Chicago come “bianchi popcorn”, poiché alcuni di questi attentatori erano un pericolo per l’epoca.

-18 gennaio del 1889: un dipendente di 70 anni muore facendo esplodere un esplosivo abbandonato su un pianerottolo, sulle scale dell’edificio dove viveva il suo datore di lavoro, in Spagna.

-8 febbraio del 1892: In quella che è stata definita “Ribellione di Jerez de la Frontera”, Spagna, più di 500 contadini tentano di conquistare la città, mossi dagli anarchici, dove due abitanti ed un contadino rimangono uccisi. Per questo la polizia intraprende una campagna di repressione contro il movimento anarchico di allora, le autorità catturano gli anarchici che pianificarono ed eseguirono la ribellione, è che infine vengono condannati a morte.

Il giorno dopo, il 9 febbraio, alla vigilia delle esecuzioni, un’esplosione scoppia nella Piazza Reale di Barcellona. La bomba viene abbandonata in uno dei “maseteros” di un giardino vicino al solito luogo dove si riuniva la polizia segreta. Benché secondo gli storiografi, l’attacco era diretto contro la polizia, la detonazione causò numerose vittime civili posto che la piazza era molto frequentata. Tra gli assassini c’era uno straccivendolo che risulterà morto, una domestica e il suo fidanzato con le gambe amputate, tra gli altri.

La vendetta anarchica per l’esecuzione dei loro compagni è feroce, l’anarchico italiano Paolo Schicchi che aveva pubblicato vari giornali esaltando la violenza tra i quali “Pensiero e Dinamite”, aveva scritto prima dell’attentato: “Affinché la rivoluzione sociale trionfi completamente bisogna distruggere tutta quella razza di ladri e assassini che chiamiamo borghesia. Donne, vecchi, bambini, tutti devono essere soffocati nel sangue”.

Alcuni anarchici si commossero per l’attentato e lo respinsero con forza dicendo: “Non possiamo credere che sia anarchico quello che ha preso il petardo della Piazza Reale. (..) [Fu un atto] tipico di selvaggi, che non possiamo attribuire più che a nemici infiltrati della classe lavoratrice; l’avevamo già espresso a Maggio; così l’abbiamo dichiarato in riunioni pubbliche e dappertutto, e così lo ripetiamo oggi: lo sparo di petardi è una vigliaccheria. Può glorificarsi fino all’eroismo chi si gioca faccia a faccia la vita per un’idea generosa; può definirsi, fino a vantarsi se si

ama quello che è successo a Jerez, ma non potrà mai né attenuarsi quello

che prepara una cosa sbagliata nell’ombra che non sa a chi toccherà [Attacchi indiscriminati”]

-11 marzo del 1892: Ravachol pone una bomba a la casa del giudice Bulot

(anti-anarchico), in Francia.

-27 marzo del 1892: Ravachol fa esplodere un bomba nella casa del procuratore Benot. Sebbene, questi due attacchi non lasciano vittime, hanno impresso un marchio dell’inizio di un epoca di sangue e dinamite, che avrebbe colpito gli acerrimi nemici (e chiunque fosse stato incrociato sulla loro strada) di questi anarchici.

-30 marzo del 1892: Ravachol è fermato nel Ristorante Lhérot per l’attentato al Ristorante Véry. Il giorno seguente del giudizio, terroristi anonimi fanno esplodere una bomba nel Ristorante Lhérot lasciando vari feriti.

Si deve menzionare che Ravachol era considerato dagli anarchici dell’epoca un “delinquente comune” poiché i suoi attacchi furono considerati fuori dalla morale anarchica.

-7 novembre del 1893: Santiago Salvador, un anarchico spagnolo lancia una bomba Orsini dentro il Teatro dal Liceo a Barcellona, Spagna. Mentre la gente godeva dell’opera, Salvador lancia indiscriminatamente l’esplosivo sul pubblico: sangue, schegge e corpi mutilati volano da per tutto, il risultato, 22 morti e 35 feriti.

-9 dicembre del 1893: L’assassinio di Ravachol da parte della ghigliottina francese, fa si che molti anarchici comincino ad adottare ferocemente la “propaganda del fatto” come vendetta per il suo assassinio. L’anarchico Auguste Vaillant lancia una bomba di grande potenza alla Camera di Deputati in Francia, 50 persone rimangono ferite.

-12 febbraio del 1894: L’anarchico individualista Émile Henry lancia una bomba contro il Caffè Terminus a Parigi per vendetta dell’esecuzione di Vaillant. Assassina una persona e ferisce 20 borghesi.

-7 giugno del 1896: Un attentato avviene in mezzo alla processione del Corpus Christi a Barcellona, Spagna. Un anonimo terrorista lancia una Bomba Orsini, la quale secondo molti, era stata ideata originalmente per ferire e ammazzare le autorità presenti, invece , la bomba si effonde e trova un gruppo di civili che stava vedendo il ritorno della processione per strada. La bomba esplode infernalmente, lasciando 12 morti e 70 feriti. Dopo l’attentato si genera indignazione, gli anarchici dicono che non sono stati, le autorità li incolpano lo stesso e ne arrestano oltre

400, ma solo 5 sono condannati a morte. Dopo molti anni di discussione ampia, alcuni argomentano che per i costanti attentati in Spagna da parte degli anarchici, le autorità avevano commesso l’attacco per incolparli e che la loro attività si è fermata. Altri argomentano che l’autore fu un anarchico francese chiamato Girault, fuggito dopo il massacro. In qualunque modo, l’attentato di Corpus Domini può essere una lezione storica o un modello da seguire nell’Attacco Indiscriminato.

-31 maggio del 1906: L’anarchico Mateo Morral lancia un mazzo di fiori verso la carrozza dove stavano il re Alfonso XIII e sua moglie Victoria Eugenia, a Madrid. Nel mazzo di fiori era nascosta una Bomba Orsini. La bomba si imbatte nella costruzione elettrica del tram e devia verso la moltitudine e l’esplosivo detona: 25 persone muoiono (15 militari) e 100 civili risultano feriti, mentre il re e la regina escono illesi.

-4 luglio del 1914: Un rifugio anarchico è distrutto da una terribile esplosione. Il posto ubicato in Via Lexington a New York era un magazzino di esplosivi. Il risultato lascia 4 anarchici ed un civile fatti a pezzi per l’esplosione, e 20 civili feriti sparsi per strada. La polizia incolpa membri anarchici dell’IWW e della Croce Rossa Anarchica come cospiratori.

-22 luglio del 1916: Un potente esplosivo detona durante la sfilata del “Preparedness Day” a San Francisco, California. La bomba nascosta in una

valigetta, attivata da un orologio e riempita di dinamite e pezzi di metallo causa 10 civili morti e 40 feriti. La polizia sospetta dei leader sindacali o anarchici del gruppo degli anarchici galleanisti, che erano chiamati così dalla stampa dato che che il loro leader era Luigi Galleani, un anarchico individualista italiano arrivato negli Stati Uniti, con l’obiettivo di scatenare il caos ed il terrorismo in questo paese. Inoltre era editore del periodico radicale “Cronaca Sovversiva.” Uno dei tanti paragrafi del giornale recita il seguente scritto di Galleani: “La tempesta è arrivata e presto si innalzerà, distruggendo e annientando tutti voi nel sangue e il fuoco … Vi dinamizzeremo!”

E non stava scherzando …

L’anarchico Gustavo Rodríguez nella sua chiacchierata intitolata “Illegalismo anarchico, Valga la ridondanza!” uscita nel 2011 da qualche parte in Messico, segnala quello che segue rispetto a due, dei tanti attentati perpetrati dai galleanisti: “Questo gruppo ha innumerevoli aneddoti ma ci sono varie azioni che meritano per lo meno una breve menzione, come l’attentato eseguito il 24 novembre del 1917 contro il Quartiere della Polizia della Città di Milwaukee, dove esplose una bomba a tempo, molto potente, con vari chili di polvere da sparo nera. L’ordigno era stato costruito da Mario Buda, che era l’esperto di esplosivi del gruppo, a proposito del modo in cui, avvalendosi anche delle sue capacità, avrebbe aiutato Luigi Galleani nel creare un manuale per esplosivi che circolasse con successo tra gli anarchici insurrezionali e che apparentemente sarebbe stato tradotto da Emma Goldman – Beh, si è appreso che il piano era molto ingegnoso poiché, a causa della grande attività anarchica dell’epoca, le stazioni di polizia erano molto ben protette e avevano anche grandi controlli al momento dell’accesso a questi luoghi;

perché il gruppo per potere introdurre la bomba nella caserma, la collocò innanzitutto nelle fondamenta di una chiesa della città, passando

l’informazione a un personaggio che sospettavano essere informatore della

polizia. Rapidamente la “squadra” degli esplosivi si mobilitò e ritirò la bomba dalla chiesa, trasportandola nella stazione di polizia, pensando che il meccanismo di attivazione avesse fallito. Minuti dopo avere comprovato che l’ordigno si trovava nelle installazioni, lo fecero esplodere ammazzando nove poliziotti ed un civile. Buono, con l’attentato riuscirono a prendere “due piccioni con una fava” perché non solo avevano realizzato il loro obiettivo, ma inoltre, permise loro di smascherare l’informatore.

Un altro attentato che merita di essere menzionato, è quello realizzato da Néstor Dondoglio nella città di Chicago nel 1916. Dondoglio era un cuoco di origine italiana che si faceva chiamare Jean Crones. Sapendo che c’era l’idea di realizzare un gran banchetto in onore dell’arcivescovo di quella città, l’arcivescovo Mundelein, (con l’assistenza di un nutrito gruppo della gerarchia cattolica), si presentò come volontario dicendo che voleva donare le sue abilità e regalare i suoi squisiti piatti ai commensali, avvelenando circa duecento invitati, e inserendo l’arsenico nella zuppa.

Nessuna delle vittime morì perché nella sua ansia per eliminarli, Dondoglio utilizzò troppo veleno che provocò immediatamente vomito alle vittime, che riuscirono a espellere il veleno. Morirà solo, due giorni dopo l’avvelenamento, il curato O´Hara, parroco della chiesa di St.

Matthew in Brooklyn, New York, che era stato cappellano nel patibolo della prigione di Raymond St. Dondoglio, immediatamente dopo l’attentato, si trasferì nella Costa Est, dove venne nascosto da un compagno del gruppo fino alla sua morte nel 1932″.

-27 febbraio del 1919: Quattro galleanisti muoiono dopo che esplode anticipatamente una bomba in una fabbrica tessile di Franklin, Massachusetts.

-29 aprile del 1919: Anarchici galleanisti inviano 30 pacchi-bomba a notabili figure di autorità negli Stati Uniti: in uno dei casi un domestico del senatore Thomas W. Hardwick in Georgia, perde le due mani e sua moglie soffre bruciature dopo che il pacchetto che aprono esplode, e che i galleanisti avrebbero abbandonato fuori dalla casa dell’obiettivo.

-2 giugno del 1919: Il galleanista Carlo Valdinoci muore cercando di mettere una bomba nella casa dell’avvocato Mitchell Palmer, in cui muoiono due civili per la tremenda esplosione.

La casa dell’avvocato è completamente distrutta dall’esplosione. Anche varie case vicine soffrono danni. Una nota trovata tra i resti distrutti, dell’anarchico mescolato con i civili e le macerie diceva: “Ci sarà un bagno di sangue; noi non sfuggiremo; lo farà chi deve morire: l’ammazzeremo perché è necessario; ci sarà molta distruzione”.

-3 giugno del 1919: Un vigilante notturno muore nell’esplosione di una bomba abbandonata da galleanisti nei tribunali di New York.

-16 settembre del 1920: Mario Buda, (anarchico della banda di Galleani) fa esplodere la prima automobile-bomba, (o piuttosto carrozza-bomba), della storia. Lascia dentro una carrozza stazionata di fronte a Wall Street una mortifera bomba di 45 chili di dinamite con sufficienti schegge, attivata da un orologio. L’esplosione avviene e tutto vola al suo passaggio, i cavalli della carrozza, impiegati, fattorini, civili, e chiunque nelle vicinanze della carrozza-bomba. L’infernale esplosione distrugge le installazioni della Banca Morgan. Qualcosa come 38 persone muoiono e 400 risultano ferite in questo formidabile Attacco Indiscriminato.

-23 marzo del 1921: Un gruppo di anarchici individualisti lancia una bomba dentro il teatro Diana a Milano, Italia, pensata per assassinare il commissario Gasti ed il re Vittorio Emanuele. La terroristica bomba lascia 20 morti e 100 feriti, la maggioranza civili.

-29 novembre del 1922: Tre carabinieri tentano di arrestare gli anarchici individualisti Renzo Novatore e Sante Pollastro vicino a Genova, Italia.

Nello scontro Novatore cade morto da una pallottola in fronte, mentre Sante si difende fieramente e assassina a colpi di pistola due dei carabinieri, mentre l’ultimo lo lascia in vita disarmandolo.

-16 maggio del 1926: Una bomba composta da due pallottole di cannone svuotate e riempite con polvere da sparo, esplode spaventosamente nell’Ambasciata degli Stati Uniti a Buenos Aires, Argentina. Il buco che perfora la parete, dove potrebbe entrare ed uscire un uomo, impressiona le autorità. L’onda d’urto distrugge i finestroni di case e negozi vicini. Benché in questo caso non ci siano civili lesionati, questo atto si aggiunge a molti altri che realizzò Severino Di Giovanni con la sua banda.

Attacchi che evolsero col passare del tempo trasformandosi in mortiferi attentati terroristi.

-22 di luglio del 1927: Una potente bomba esplode di sera nel quartiere Palermo, Buenos Aires, l’obiettivo è il monumento a Washington, benché l’esplosione sia ampia il monumento presenta danni minimi. Allo stesso tempo un’altra bomba esplode nell’agenzia Ford, l’esplosione spezza i finestroni, l’automobile di esposizione e distrugge tutti i vetri nel raggio di quattro isolati. Continue reading (it) Anarchici Indiscriminati: Tirando fuori dall’oblio gli anarchici terroristi del secolo XIX

(es) LA NOCHE DEL MUNDO INFERNAL

Tomado de Ajajema nº 2.

Traducido del original en italiano del trabajo “INCUBO”, escrito por Orkelesh y editado por “Casa Editrice Ferox”.


Miraste el ocaso.
Percepción y presentimiento.
Por alrededor, en cada lugar, y dentro de cada tesoro escondido.
Olfatee tu olor, mezclado en los poros dilatados del presente.
Perdido, en los destellos luminosos de una realidad triste y opaca, huiste de cada espejo alejado del manto del toque humano.
Tú figura, tu postura, fue apariencia inexistente, criatura deforme que se expandió aumentando el dominio sobre el otro, y sobre lo que tenías cerca.
¿A quién tenías cerca? ¿Alguien tiene el coraje para hacerlo?
La fría superficie de tu cuerpo emanó un olor potente, fuerte y punzante.

Alguien, algún pobre ser mortal ha sentido dentro de sí algo, esa sensación que nadie al final quiere buscar. Miraste a la humanidad y la observaste, bajo tu mirada arrogante y fugaz, sin dar una señal de lo que estabas pensando.

Viniste en mi sueño.

Entraste aquí, en mi invocación, sublime audacia, y me aferré al profundo y hermético orden del secreto que anhelo, ascendiendo a un elemento inexistente que se esconde a sí mismo, y a los ojos plácidos de la humanidad vacua.

Tu rostro pálido fue mi ilusión y al mismo tiempo las ilusiones de los que estaban junto a mí.

Tu rostro hablaba de mundos lejanos, distantes, oscuros e inaprensibles, sin que existiera la necesidad de viajes.

Monstruoso, te equivocaste, y recorriste con grandes pasos mi habitación, con una luz tenue y fija hacia la pared, hecha de sucesiones y geométrica representación.

Querías, alzaste hacia ti la luz proyectada, se parecía a la esperanza caduca de la sociedad y de lo humano, vagando a través de las puertas del conocimiento.

Supremo, afirmaste, mientras yo era encadenado a la cama, por un vínculo a la

Tierra, tú no sentiste ni quisiste saber, la cosa que vi y soñé en mi sueño.

Fue la luz que se “mostró” en la pared regular, que te irritó.

Una luz que consideraste como el mundo exterior peleando “inútilmente”, contra el mundo interior, aquel del no conocimiento y de la inexistencia de cada valor fundamental.

Ah, como gritaste, monstruoso delante de mí, molestabas mi vista, que no pudo a atrapar tu instinto de muerte, aquel toque seductor y frío al mismo tiempo.

¡He aquí! Fue el tiempo que no existió más, no entendía el flujo de los instantes, no leyó la variación de la luz, la proyección de la sombra se paró ante la aplicación de su sonido mortal y cruel.

El tiempo -afirmaste, lo matamos, esta aparente verdad, que es llamada así por el humano mortal. Matamos el valor del tiempo, vamos a aniquilar el alzamiento de los acontecimientos y de las formas, conceptos y materia. Tu anormal rostro pronunciaba palabras de honor y horror. Ahora un humano debía ser engullido, en su caverna, donde succionas su linfa vital.

Fue el momento en que te eludía a través de mis ojos y mi mirada, que me sedujiste, apenas bajé de la cama.

¿Cayó La noche? Las pulsaciones articularon mi expresión en cada momento, tuve que crear una idea, y realizar mi pregunta hacia ti.

Ibas impasible, y anticipaste la producción de mi idea, aquella que tenía intención de llevar a cabo, participando en tu debate, con un impulso y sonidos de la boca, que pensé podían ser articulados.

Un áspero acento remarcaba aquello que debía expresarte, en una gutural expresión de señales y palabras…

Qué quieres de mí -dijiste, que pretendes mortal, estoy aquí y en todo, voy hacia atrás y estoy en mi reino, no puedes calcular, no puedes rodear, ni siquiera pensar, ni limitar mi cuerpo o mis movimientos. “Oscuro presagio, desconocido y olvidado del vacío, expresión de vida, de la humana sociedad, íntimo e irreal, presagio que limpia las extremidades adormecidas por la languidez del valor absoluto y utópico.”

Eso quería expresarle, la nada, en comparación a su poder iracundo y seductor.

Sólo fue un instante, un veloz movimiento de sonidos de la boca, nada comparado a la magnitud de la destrucción de la sociedad, del valor dado a las cosas, contra todo lo que se perfila regular y utópico.

Su imagen se posó en la pared, se volvió deforme y se levantó, volviéndose normal, cayó en un vacío sin luz, era su poder, su instinto de muerte que debía ser transmitido, sin que pudiéramos saber “dónde y porque”, desgarrando la garganta de la conciencia, en lo profundo de un abismo dónde miles de remolinos se comían el vacío y a los remolinos.

Espirales y ondas en toda la habitación, todo tambaleaba, se sentía el paso de un ciclo que terminaba y nacía, para morir, expresión de aquella subida a la cima del conocimiento, amplificando el dolor del deseo de lo que perseguía.

Ahora, sólo ahora, veía y sentía, que llevaba en mi mano un cadáver, los restos de algo que se parecía a un humano, y mientras “miraba”, eso que sus fauces comían, destrozaban y tragaron, predijeron la muerte de lo humano, por la selección y la conexión, en su viaje sin rumbo, para aniquilar y destruir el concepto del hombre, sus esperanzas, y su tiempo.

Miraste el ocaso.

(es) El Nihilista Inhumano

Traducción del texto en italiano “Il Nichilista Inumano”, tomado del trabajo editorial “Inumano” escrito por el criminal y afín de sangre Orkelesh, editado por “Casa Editrice Ferox”.


Soy Nihilista y Terrorista.

Nos rompemos los huevos, tú humanista, cerdos del terreno del nirvana.

Mi Tendencia es inhumana y ferozmente amoral.

Animal cruel, vamos a poner bajo tierra la clemencia y la misericordia de estos cerdos heroicos.

Nos movemos, Clan de Sangre, y absorbemos la bondad y la disposición a la sonrisa “tirada”, en donde la vida, es generalmente reconocida.

Soy Nihilista y Terrorista.

Me place repetirlo, y repito que soy cruel ¡Voy a experimentar, sentir la emoción mortal, comprender dónde está, y golpear!

¡Si! En este mundo de mierda, descolorido y cálido.  ¿Cálido? ¡Ajajaja!

La “cosas y la personas” no existen, ¡no!

Camino por las calles, cuyo olor, hoy, del asfalto, fresco, huele al lamentable paso del hombre aterrorizado.

Lo siento, sí, lo siento, también, ya lo he expresado, y lo repito: ¿cuánta y qué paranoia pasiva tienes tú?

Mi “paranoia” es mi animalidad, atroz y siniestra, inocuo, siento indulgencia y la falsa espontaneidad terrenal.

¿Cuantos, de ustedes humanos, se mantienen en la “tierra”?

Lo oculto, mi sendero profundo y oscuro, se une a mi feroz modus operandi.

Quiero y pretendo destruir, aquel límite de conciencia.

Ah, ¿mi conciencia?, ¿o es solo un postulado de la “verdad”, la respiración de la normalidad, dentro de mí?

Me muevo sensible, una percepción que a veces falla a “costo”, porque estoy impulsando un deseo lacrimógeno:

Siento dentro de mi nariz, huele a sangre, pica, apesta, expresa un sentido de distopía.

Soy Nihilista y Terrorista.

No, no leo el síntoma perceptivo del hombre común.

No, odio y siento una ambición salvaje en la destrucción de este mundo y de la especie humana.

Un acto, un solo y único acto, con resentimiento ardiente, a aniquilar en su momento, fugado, expulsando la rarefacción de mi conciencia.

Sí, sí, expulsemos la concienzuda visión mortal, les digo a los Fraternos de Sangre… ¡Destruyamos: al “gentil”, clemente, dulce, humano, bueno, compasivo, generoso, indulgente, magnánimo, misericordioso, apacible, manso, cariñoso, suave, tierno, amoroso, benevolente”…!

¡Somos Nihilistas Inhumanos!

(es-it) Odio misantrópico

Traducción del fiero texto con sentir misantrópico desde el sitio afín de sangre “Abisso Nichilista”, publicado recientemente en Proyecto Amoklaufe.


Misántropo no se nace, se hace.

La receta para un misántropo genuino siempre comienza con una persona rebosante de amor por su prójimo; a esto, uno agrega una pizca de desencanto, mezclada con una saludable dosis de cinismo y de amargo resentimiento; luego dejado reposar con el fin de que los ingredientes se asienten hasta estar totalmente sumergidos, y terminado sirviéndolo sobre un mundo ocupado con otras personas.

Detrás de cada personalidad misantrópica uno encuentra los restos en descomposición de un antiguo filántropo.

Todo esto es evidente sólo si uno considera la intensidad de la apasionada crítica del misántropo. El grado de su desprecio y desdén por la humanidad es siempre precedido por una abundancia de amor apasionado; porque es imposible para uno, odiar apasionadamente si uno no sabe cómo amar apasionadamente.

Que muchos misántropos fueron una vez, en la ingenuidad de su juventud, idealistas o románticos no debería tomar a nadie por sorpresa en lo absoluto.

Lo que distingue al odio misantrópico es su amplitud y universalidad. El odio misantrópico es general, porque el misántropo detesta a todos los hombres; su odio abarca todo, porque desprecia con cada fibra de su ser a la muchedumbre y sus imbéciles costumbres y gestos; él amontona desprecio en aquello que es popular y cotidiano para las irreflexivas y amorfas masas; tiene demasiada experiencia en las costumbres de los hombres como para tomar nada al pie de la letra, y su escepticismo hacia las presuntas intenciones de otros no conoce límites.

El misántropo genuino y verdadero no debería ser confundido con distante indiferencia, tal cual el caso del egoísta. El egoísta subordina los intereses de otros a los suyos; y así, es relativamente apático a las masas. Como tal, es generalmente ajeno.

Por el contrario, el misántropo es demasiado reflexivo y demasiado consciente para ser un simple egoísta. Porque la misantropía nunca es indiferencia pasiva, sino que siempre se manifiesta en aborrecimiento y odio activos.

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Pubblichiamo Egoisticamente affini questo testo sul “Misantropismo”, estrapolato dal cessato- e affine- sito “Abisso Nichilista”- specificando che è un breve testo, ma contiene delle buone basi, per dibattere amoralmente, in maniera più approfondita, rispetto alle blande generalizzazioni di dicotomia: misantropia=fascismo e stronzate umaniste varie…

Link originale da qua:

http://abissonichilista.altervista.org/misanthropic-hate/

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Misantropo non si nasce, si diventa.

La ricetta di un genuino misantropo inizia sempre con una persona traboccante di amore per il proprio compagno; A questo si aggiunge un pizzico di disincanto, mescolati con una dose sana di cinismo e di amaro rancore; Poi, lasciate riposare perché gli ingredienti dovranno stabilizzarsi insieme fino a che non si è completamente immersi, e si può alla fine servire in un mondo occupato con altre persone.

Dietro ogni personalità misantropica si trovano i resti di un ex filantropo.

Questo è evidente se solo si considerano l’intensità e la passione al vetriolo del misantropo. Il grado del suo disprezzo e disprezzo per l’umanità è sempre preceduto da un’abbondanza di amore appassionato; Perché è impossibile per un individuo odiare in maniera passionale se non si sa come appassionatamente amare.

Molti misantropi sono stati una sola volta, nell’ingenuità della loro giovinezza, idealisti o romantici, e questo non dovrebbe essere vista in maniera assoluta come una sorpresa.

Ciò che distingue l’odio misantropico è la sua ampiezza e l’universalità. L’odio misantropico è generale, perché il misantropo odia tutti gli uomini; Il suo odio comprende tutto – perché disprezza con ogni fibra del suo essere la folla e le stupide abitudini e i manierismi;  Attacca con disprezzo ciò che è popolare e comune alle masse indifese e amorfe; Ha troppa esperienza nei modi di pensare degli uomini per carpire da loro qualche valore, e il suo scetticismo non ha limiti verso le intenzioni affermate da altri.

La misantropia genuina è vera e non deve essere confusa con l’indifferenza distaccata, come avviene per l’egoista. Gli egoisti subordinano gli interessi dell’altro al proprio; Essendo relativamente apatici alle masse, è generalmente inconsapevoli.

Al contrario, il misantropo è troppo riflessivo e consapevole di essere un semplice egoista. Poiché la misantropia non è mai l’indifferenza passiva, ma si manifesta sempre con attiva avversione e odio.

(it) La Guerra di José Vigoa: Un breve discorso sul Metodo Eco-estremista

Traducción al italiano del texto “La Guerra de José Vigoa: Un breve discurso sobre el método Eco-extremista”, originalmente publicado en inglés por Atassa.

Texto disponible también en español y publicado en la Revista Regresión número 7.


La cosa più notevole che l’eco-estremismo ha intrapreso durante l’anno scorso, è la maggiore chiarezza nell’organizzazione. Benché il metodo di attacco sia stato sempre piccolo, disperso e riservato; e benché abbia rinunciato sempre al discorso rivoluzionario o alla discussione di un “movimento”, una rottura netta potrebbe rendere chiaro che l’ethos dell’eco-estremismo è differente da quello degli anarchici ed altri terroristi radicali. In confronto con l’attivista, l’eco-estremista cerca di emulare il criminale. Invece del Partito, il nichilista individualista costruisce una “società segreta” (spesso persino segreta tra di loro). Invece di un movimento, quelli che portano avanti la difesa estrema della Natura Selvaggia difendono una mafia. Se la nascita dell’eco-estremismo segna il passaggio del ponte per uscire dalla Terra del Progresso e l’Illuminismo, la nuova tappa verso la selvatichezza sta appiccando il fuoco a quel ponte, per vederlo ardere.

Ovviamente, ci sono ragioni teoriche per ciò. Per portare a termine le azioni eco-estremiste, i propri interpreti richiedono una maggiore autonomia e anonimato, come i delinquenti. Il liberale, il sinistrorso, l’anarchico e l’anarco-primitivista chiedono azioni che altri possano emulare e proclamare come il Crocifisso nel Vangelo: “Vadano e facciano la stessa cosa”. Vogliono “produrre in massa” un percorso di azione e comportamenti avanzati per adattarsi a tutte le situazioni e contingenze possibili. Tutto in un “codice aperto”, affinché tutti lo capiscano. Questo risponde alla necessità dell’ethos democratico, la sua Fede nel Popolo, il Dogma della Bontà Fondamentale della Natura Umana. Perfino i più comprensivi lettori iper-civilizzati vengono coinvolti nella letteratura eco-estremista e domandano: “Ma che cosa devo FARE? Come posso applicare questo alla MIA VITA? etc.”. Questa domanda, non ha risposta in questo caso.

L’eco-estremista è un opportunista. È un individualista. Non c’è un modello eco-estremista come invece sono quelli comunista o anarchico o primitivista. Ognuno è differente, come ogni crimine è differente. L’attivista moderno cerca di limitare il caos e l’eventualità: l’eco-estremista conta su se stesso,  prospera perfino in ciò. Le masse di attivisti iper-civilizzati, dai pacifisti fino al Blocco Nero, cercano di muoversi come una colonna napoleonica di truppe, con disciplina, con un obiettivo comune e con una forza, a confronto con lo Stato in una situazione di “potere duplice.” Sono tanto forti quanto questo vincolo è più debole. L’azione eco-estremista è la guerra di guerriglia nel senso pieno del termine: non solo nella pratica, ma anche nel proposito. L’eco-estremista, come il criminale, lotta solo per se stesso, per il suo beneficio, e con quelli che lottano in maniera simile, anche se lontani; coloro che lodano le loro azioni e cercano di emularli nelle loro particolari condizioni.

È per questo motivo che l’eco-estremismo è “pietra imprevista, la roccia che fa cadere, perché s’imbattono nella parola” (1 Pedro2: 8). Perfino quelli che simpatizzano, i porristas di sinistra che vogliono essere un po’ più militanti e pensano che poche parole a sostegno delle ITS aumentino la loro credibilità come “post-sinistrorsi”, non capiscono questo primo principio eco-estremista. L’eco-estremismo non ha che fare con poche parole militanti che stimolano la conversazione, oh a essere onesti, è una forma leggermente più violenta del pessimismo passivo che permea i circoli intellettuali progressisti. L’eco-estremismo è complicità cospirativa, affinità violenta ed amicizia che porta all’illegalismo. L’eco-estremismo non è un altro idolo ideologico sopra un altare insieme all’anarchismo insurrezionale, l’anarco-primitivismo, l’eco-anarchismo, il nichilismo passivo, etc. L’eco-estremismo è la rottura con gli idoli, perfino l’idolo della”auto-realizzazione” e “l’autonomia” dentro la marcia civilizzazione tecno-industriale. È lo zelo sacro del fanatico di fronte alle bestemmie contro la Natura Selvaggia, il desiderio avido di violenza contro la vittima iper – civilizzata e la singolare pazienza necessaria per attaccare il nemico nel momento opportuno. Qualunque similitudine con le ideologie che lo hanno proceduto è superficiale, nel migliore dei casi.

Come proseguo, utilizzeremo alcune lezioni della vita di un guerrigliero / criminale moderno, uno che è arrivato a opinioni simili sulla legittimità dell’attività criminale in una società corrotta. Parliamo qui di José Vigoa, ex-Spetsnaz (NdT1), possibile ufficiale d’intelligenza cubano, trafficante di droghe e ladro di casinò che è stato il terrore per le strade di Las Vegas durante gli anni 1999 e 2000. In questo periodo storico, lui e la sua piccola banda rapinarono alcuni dei casinò più grandi di Las Vegas, inclusa la MGM e la Bellagio. Vigoa ammazzò, anche due guardie di un camion blindato, che cercavano di giocare agli eroi.  Vogliamo citare alcuni passaggi dell’affascinante racconto di John Huddy, “Storming Las Vegas: How a Cuban-Born, Soviet-Trained Commando Took Down the Strip to the Tune of Five World-Class Hotels, Three Armored Cars and Millions of Dollars”, approfondendo il racconto su quello che appartiene a Vigoa ma senza fermarci nei dettagli biografici. Con questo cercheremo di apprendere le regole del compromesso e rendere chiaro su cosa accadrà con l’attacco individualista da ora e nel futuro. Il futuro, tanto quanto si può parlare di esso, appartiene all’individualista, al caos e l’amoralità.

“Non è che José Vigoa si metta a pensare alla determinazione delle guardie del Brink, poiché essi hanno rovinato quello che sarebbe potuto essere il loro furto per la pensione. Stupidi eroi, merda! Pensiamo a Vigoa mentre spara con potenza di fuoco contro le due guardie e si ritira in attesa al Rodeo. Vigoa si sorprende che gli uomini del Brink, pagati poco, lottino. Se non fosse per la linea di fuoco che arriva verso esso, dal pazzo gringo che gli spara al di sopra del baule, Vigoa direbbe in faccia alle guardie, l’assurdità di quello che sono: io non sto tentando di toglierti il tuo denaro, o mancarti di rispetto, o rubare qualcosa della tua famiglia. Voglio prendere il denaro dei grassi padroni del casinò, del maiale che ha milioni e milioni e sfrutta i suoi impiegati con salari da fame.”(16)

Intrepido, Vigoa realizza una riunione dopo la missione e annuncia una nuova politica: “La prossima volta noi spariamo per primi e non facciamo domande a nessuno. Non ho chiesto alle guardie i loro maledetti orologi e i portafogli. Tutto il mondo vuole essere eroe in questo paese”. Vigoa scrive più tardi nel suo diario: “Nel mio mondo, tu sei il cacciatore o quello cacciato. Las Vegas crea, Vigoa lo prende”.(22)

L’inizio del libro descrive un grosso furto di veicoli blindati nel Desert Inn Hotel di Las Vegas, quando Vigoa e la sua squadra aprono il fuoco troppo presto, affinché le  guardie consegnassero il denaro, permettendo loro così di restituire gli spari e difendersi. Questo è un tema che “diverte” il crimine di Vigoa: le povere guardie che avevano tutto da perdere e niente da guadagnare, con le loro pallottole difendevano con ogni mezzo il denaro dei loro capi. In questo, forse vediamo che gli “iper-civilizzati”, lontano da essere innocenti o sfruttati, sostengono un sistema ingiusto per un senso di orgoglio o abitudine. La civilizzazione non sopprime gli istinti animali, ma approfitta di essi per i propri fini: in questo caso, per difendere il concetto di proprietà privata e il “lavoro ben fatto” del lavoratore onesto. Ci sono altre prove da portare, per fare capire che gli iper-civilizzati non si metteranno mai contro il sistema tecno-industriale? (16)

“I furti e le tattiche di piccole unità utilizzate dalle gang, ricordarono alla polizia il proprio allenamento. I veterani di marina e dell’esercito riconoscono le tattiche di guerra di guerriglie delle Forze Speciali. L’agente speciale Brett W. Shields del FBI si rende conto che la gang usava le dottrine classiche dei commandos: (1) perfezionamento clandestino (2) combattimento breve e violento (3) fughe rapide (4) ritirate rapide e ingannevoli. I poliziotti si rendono conto che sono contro un criminale organizzato tanto vivace e letale come un qualunque bullo della vecchia scuola, ma che possiede un’eccezionale intelligenza nel campo di battaglia, potenza moderna di fuoco e sofisticate tattiche delle piccole unità.”(25)

Questa “militarizzazione” dell’attività criminale è un tema comune nei nostri giorni, come vedremo più avanti.

“Quello che Vigoa chiamava il Demone Feroce, lo agitava ora; si sarebbe svegliato presto. Poteva sentire la sua forza bruta e il caldo che si accumulava con forza in tutto il corpo. Quello che lo aveva attratto in una vita di crimine e brutalità, è la “paura” di questo sentimento ma Vigoa ora lo conosceva meglio.

Era sveglio e sempre più forte, e pronto sarebbe stato libero di fare il suo lavoro.”(104)

Questo passaggio si riferisce a un episodio immaturo nella carriera di Vigoa, ma come molti individualisti e selvaggi, primariamente anche Vigoa aveva uno spirito guida in combattimento. Per essere più forte di quello che può fare un semplice animale mortale, e per attaccare, spesso si ha bisogno dell’ispirazione di uno spirito, di un demonio, come nella credenza greca antica. Non è c’è da stupirsi allora che Vigoa credesse in questo,  nonostante le prese per il culo delle credenze umaniste anarchiche e sinistrorse che affermano che il potere di quest’ultimo proviene dal popolo. Quelli che aspirano ad azioni inumane devono avere un aiuto inumano.

Anche molti trafficanti erano drogati e usavano i guadagni per appoggiare i loro vizi ma Vigoa no. La sua astinenza non era morale ma destino della vita e  della morte. Devi mantenere il cervello “pulito”, disse ai suoi alleati. “Devi stare all’erta in ogni momento, perfino quando stai dormendo o facendo l’amore o con la tua famiglia. Devi vedere più lontano che altri uomini e in ogni angolo. Devi vedere nei cuori degli uomini. Devi leggere gli occhi del tuo nemico e sapere che stanno per attaccare, o qualche giorno cercheranno di ammazzarti.” (106)

Vigoa insegna sobrietà e vigilanza per la stessa ragione degli eco-estremisti: non per una morale bensì per un fine individualista. Il fine dell’eco-estremista è l’attacco, e i nemici sono da tutte le parti. La sobrietà e la vigilanza sono sempre necessarie. Alcuni diranno che questo equivale all’asceticismo: che tale vita è un abbraccio non necessario nelle difficoltà per qualche tipo di fine morale inverso. Nient’altro lontano dalla verità. L’uomo iper-civilizzato aspetta di essere difeso dalla tecnologia, i suoi edifici e la sua moralità. Perfino il più a-morale degli egoisti iper-civilizzati si basa sulla civilizzazione e le ostentazioni per la loro “amoralità.” La condizione reale dell’uomo senza civilizzazione è quella della vigilanza costante: nella selva, nel bosco, nella pianura e nei mari. Siamo tanto separati dai nostri sensi e di una vita di compromesso con il selvaggio che crediamo che una vita di controllo e sobrietà sia una vita di privazione. L’alternativa, tuttavia, è la vita dell’animale dello zoo: non siamo sotto nessuna minaccia fisica perché viviamo dentro delle gabbie. Per lo meno, l’eco-estremista resiste alla vita nella gabbia, benché sia solo per attaccare e tornare a scontrarsi il giorno dopo. L’alternativa di tentare di trovare la libertà nella gabbia, è assurda.

“In qualche modo, l’atto di fuga di Pedro fu qualcosa di buono”, affermò Vigoa.  “Ci misero alla prova. Dopo che Pedro fu cacciato dal parcheggio, non cediamo né ci lasciamo prendere dal panico. Questa è la forma in cui il combattimento è reale. Ci sono sempre sorprese. Niente va mai nella maniera che si suppone debba andare, e il piano è solamente il primo passo. Ci saranno sempre un riflusso e flusso nella lotta. È come reagisci alle sorprese che importa. Lo abbiamo fatto bene”(146 -147)

Il contesto per questa riflessione è la rapina al MGM che la banda di Vigoa portò avanti, è qui la lezione è ovvia. Andiamo avanti.

“Benché non sia il furto più lucroso, il furto al Mandalay Bay sarà l’esempio della banda che persegue l’assalto, senza resistenza, esattamente come stabilito dal piano. La presente rapina delle due guardie del Brink prende meno di un minuto, e la fuga ancora meno. Quando arrivano i poliziotti, gli uomini armati sono spariti da un po. Nessuno sa in che direzione sono fuggiti i sospetti, le descrizioni del veicolo di fuga variano, alcuni testimoni descrivono i banditi come uomini neri e non c’è evidenza balistica né impronte digitali.(186)

Questo è un buon riassunto della tattica della banda di Vigoa, che ha il predominio della velocità e la precisione nella realizzazione di rapine e fughe.

“Come uno squalo, Vigoa pensò che era animato da un impulso primordiale, perfino la dipendenza era sotto il suo controllo. Forse i suoi furti non riguardavano il bene o male, il denaro, la vendetta per le ingiustizie passate, o perfino per la famiglia. Erano sul potere, la violenza, il pericolo e l’emozione della caccia. Gli squali fanno quello che fanno senza rimorso, e la stessa cosa fece Vigoa. La polizia non poteva comprendere questo, pensò Vigoa. Non hanno idea di chi o con che cosa stanno trattando. (158)

È strano che tutti i “anarchici verdi”, nonostante i loro sforzi per il ri-inselvaticamento, per gli studi antropologici dei popoli primitivi, non possano capire quello che un criminale comune ha imparato tanto bene. Cioè, la violenza non era un mezzo per un fine nella vita “primitiva”, bensì spesso un fine in se stesso: un modo di vita. L’emozione della battuta di caccia e dell’incursione non è assorbita dall’hippie ri-inselvatichito nei giorni nostri, bensì dal criminale e il teppista, con tutte le sue contraddizioni e gli egoismi.

“La banda di Vigoa non sarebbe potuta funzionare totalmente, e mai forse, con la precisione dei commandos Spetsnaz, ma poteva essere insegnato loro a obbedire a ordini semplici ed eseguire i piani ben disegnati. Più tardi scrisse: “Una delle mie abilità speciali, nella guerra e nel crimine, era allenare duramente i miei uomini simulando la missione una e un’altra volta, a volte venti o trenta volte. Non c’era posto per l’errore. La polizia e l’esercito lo sanno sempre, perfino quando ti alleni ci saranno errori. Nella mia attività, posso commettere cinque furti di successo, ma se commetto un piccolo errore o permetto che i miei uomini diventino trascurati e indisciplinati, tutti moriremo o andremo a prigione con lunghe pene di condanna.”(161)

Qui comincia una parte cruciale nel libro, dove Vigoa inizia a descrivere la sua metodologia con più dettaglio. Qui vediamo che Vigoa, poiché è un uomo di azione, non ha nessun problema a esercitare l’autorità. Benché gli eco-estremisti tendano ad essere individualisti, non hanno nessun problema con l’autorità, poiché è concepibile che una situazione possa sorgere dove un piccolo gruppo si forma per portare a termine un’azione particolare. A differenza dell’anarchico o del sinistrorso, l’organizzazione non è una funzione dell’ideologia, bensì dell’efficacia in una situazione appropriata, sia la velocità e la precisione sono di massima importanza. Pertanto, non c’è nessun problema con l’autorità nell’eco-estremismo.

E ora la squadra poteva recitare le Regole di Vigoa quasi parola per parola:

– Non parlare sul lavoro, eccetto quello che “gela” la vittima ( ordinandogli che consegni l’arma). Silenzio assoluto tra i membri dell’unità.

-Piano A: Disarmare le guardie. Piano B: Ammazzarle senza vacillare se resistono.

-Vigoa, e solo Vigoa da gli ordini nel momento del rientro in macchina quando si fugge.

– Il secondo veicolo di fuga ( tecnicamente conosciuto come la prima macchina di fuga) , deve stare a una distanza contigua al“lavoro”, perché al guidatore dentro al furgone, è stato insegnato a utilizzarlo come ariete (NdT2), è può danneggiare la prima macchina nella scena del crimine.

– Un minimo di tre macchine sono necessarie per il “lavoro”. Questi veicoli, oltre il primo veicolo di fuga–  che è quello con il numero di matricola, dato che tutti i teste di solito lo segnalano, fanno un totale di quattro macchine per il lavoro.

– La velocità è essenziale – un minuto e fuori. (Quando Suárez comincia a protestare che perderà tanto tempo solo per recuperare il bottino, Vigoa lo interrompe: “ Questo non è il cinema, ragazzo, la gente ha telefoni cellulari, chiama il 911, e gli stupidi [ la polizia] usciranno dai negozi di ciambelle per un piccola azione.”)

–Non si devono lasciare nei garage dei casinò, macchine che non sono pronte, perché  gli agenti della sicurezza annotano i numeri delle targhe. Utilizzare garage di appartamenti.

–Il caos è la chiave. (Vigoa dice alla sua banda: “ Sapete che significa modus operandi? Silenzio. “ Buono, perché ne abbiamo uno. E deve essere imprevedibile. Questa è la Guerra. Essere prevedibile e morire”).

–Non lasciare niente dietro.

– Maschere da sciatori e vestiti oscuri. Usare sempre guanti. Lasciare le maschere indosso fino all’arrivo della terza macchina di fuga.” (165 – 166)

In queste regole, arriviamo a carpire l’enfasi dell’autorità, la velocità, e la precisione. Pero si vede anche, un segno al caos. Gli eco-estremisti vogliono essere il caos, o la Natura Selvaggia è una società addomesticata e artificiale. Non hanno nemmeno un modus operandi. Loro non chiedono nulla alla società se non attaccarla, perché i loro metodi non sono tanto differenti dai loro fini: attaccano per il bene dell’attacco. Questo permette di essere imprevedibili tale come Vigoa voleva esserlo.

“Non voglio ammazzare nessuno nelle mie rapine. Non volevo ammazzare la  guardia del centro commerciale. Dopo il Desert Inn, mi resi conto che ogni statunitense deve essere un cowboy. Chiamo tutto questo eroe di merda. Devi essere John Wayne e Mel Gibson e Bruce Willis, e se fai cose stupide, mi obblighi a fare in assoluto quello che faccio, questo non è stupido perché per sopravvivere, faccio saltare il tuo cervello di merda. T’invierò nel treno per l’inferno per un capriccio. Il mio capriccio (223)

Questo passaggio descrive quello che successe quando Vigoa e la sua banda, tentarono una rapina a un auto-blindato e arrivarono a ammazzare entrambe le guardie di sicurezza perché decisero di lottare. Una volta in più, gli iper-civilizzati difendono la civilizzazione, incluso anche quando non è nei loro interessi materiali. Chiamali come vuoi, pero non sono amici dell’individualista, o della Natura Selvaggia a conti fatti.

“Io non ero drogato o ubriaco, ma ero sicuro. Troppo fiducioso. Era lo stato di coraggio della festa. Mi sentii bene e soave, quasi in trance. Mi sentii invincibile e fu allora che abbassai la guardia. Proprio come gli hotel hanno fatto quando i più cedevoli ricchi, avvocati e contabili, hanno assunto i gangster italiani (248 -249)

Qui Vigoa descrive come restare con la “guardia bassa” lo portò alla caduta. Durante il suo furto della Bellagio, Vigoa portava il cappello sbagliato e fu identificato dalle telecamere di sicurezza, mostrando il suo viso in tutti i giornali. Anche questo è un avvertimento, contro la doppia vita: Vigoa era un uomo di famiglia e lasciò che una festa familiare lo rilassasse troppo e gli facesse perdere il suo obiettivo centrale. In ultima istanza, per questo motivo fu catturato: una parte della sua doppia vita inquinò l’altra.

“Il 3 giugno del 2002, era pronto per fuggire di sera dalla prigione della contea di Clark. Sarebbe stato un buon regalo definitivo per tutti gli agenti della legge, per non parlare della pubblicità per il DA(NdT3) una cosa come mantenere occupate le persone alle notizie. Ma succede qualcosa d’inaspettato e non pianificato. Un mio amico fu preso con del vino fatto nella prigione. La polizia mi domandò se potevano entrare nella mia cella per un secondo perché qualcuno era stato preso con del vino, poiché volevano sapere se avevo qualcosa. Guardarono intorno e non trovarono niente. Stavo lavorando quel giorno nella finestra, facendo il mio ultimo lavoro, ma non avevo le placche metalliche incollate molto bene o mascherate, perché la ricerca nelle celle era stata tanto repentina, in quel momento stavo ricontrollando il tutto, e i nuovi ufficiali senza esperienza scoprirono  il mio lavoro. Fu un colpo di fortuna. (335)

Dopo che Vigoa fu catturato, uno della sua squadra si stava preparando per testimoniare contro di lui in cambio di clemenza. Questa persona, tuttavia, finì impiccato nella sua cella in circostanze misteriose. Nonostante fosse in isolamento la maggior parte della giornata, Vigoa stava tentando di evadere attraverso le sbarre delle finestre e scappare. Questo dimostra lo spirito indomabile di Vigoa: perfino quando stava per essere condannato a una vita in prigione, cercava ancora la possibilità di scappare.

“Il tono della prima e delle seguenti interviste è competente e perfino cordiale. Ma quando Vigoa paragona la sparatoria del Ross e le tragiche morti nella guerra, lo interrompo. “Rubare alla gente puntando la pistola non è guerra”, gli dico. “Rubare alla gente puntando la pistola per arricchirsi e dopo sparargli quando resistono è assassinio.”

Il viso di Vigoa si fa oscuro. Guardandoci negli occhi, lui mi guarda in maniera dura. C’è una lunga pausa, dopo sospira: “Hai ragione, non è guerra”, dice Vigoa. “Bene, forse è un po’ come la guerra. Nella guerra non ammazziamo solo i soldati ma anche gente innocente. Ma a volte un uomo non ha un’altra possibilità. “ Vigoa ancora è attonito perché le guardie del Desert Inn e del Ross rischiarono le loro vite per il denaro di un’altra persona”.(354-355)

Nell’intervista dell’autore del libro, Vigoa resiste alla morale iper-civilizzata, e si rifiuta di escludere “l’innocente” nei suoi attacchi indiscriminati. Un’altra volta, è molto rivelatore che egli capisca quello che tanti “eruditi” non riescono a fare: che gli innocenti non sono tanto innocenti, e che la persona che”fa il suo lavoro” è precisamente quella che sostiene la civilizzazione.

 “José Vigoa è un esempio del criminale che più si teme nel futuro”, disse lo sceriffo Bill Young. “Nelle forze di sicurezza statunitensi sappiamo esattamente come combattere con il bullo di strada, ma stiamo attenti molto con gli stranieri allenati che sono intelligenti e non commettono delitti perché sono fedeli o hanno bisogno di denaro per droghe. Ne vediamo sempre di più di questi tipi a Las Vegas, in particolare dal Medio Oriente, gli Stati baltici ed America del Sud. I loro valori sono molto differenti dai nostri, e il lato spietato che mostrano lascia molti poliziotti americani storditi. Molti di questi ragazzi hanno precedenti militari e sono complessi e ben colti. Per noi è un grosso sforzo, trattare effettivamente con il mondo di José Vigoas.”

“La storia di José Manuel Vigoa Pérez, risulta essere la storia del nostro tempo.”(364)

Così finisce il libro di John Huddy su un gran prigioniero individualista che passerà il resto della sua vita in una prigione degli Stati Uniti. Da questo passaggio, è chiaro che José Vigoa fu un pioniere: un presagio delle cose a venire. È la mia convinzione che l’eco-estremismo condivide molte delle stesse caratteristiche che lo sceriffo descrive qui: persone che sono allenate (incluso l’auto-allenamento), indiscriminatamente violente, ben colte e implicate con il proprio gruppo criminale. Man mano che la struttura della società continua a sgretolarsi, la violenza, e quelli che la commettono saranno atomizzati sempre di più, disorganizzati (nel senso istituzionale), e spietati nei loro metodi. Questo pertanto, non è altro che una predizione della lettura dell’inevitabile. “Le cose non andarono a buon fine; Il centro non le può contenere…”

L’eco-estremista è quello che si è dato al caos che minaccia la civilizzazione tecno-industriale. Apprenderanno da José Vigoa, dalle tribù primitive, dai compagni terroristi, e chiunque possa offrire esempi su come portare a termine una guerra personale in difesa estrema della Natura Selvaggia, benché questa difesa sia meramente occhio per occhio, dente per dente.

Fonte:

Huddy, John. Storming Las Vegas: How a Cuban-Born, Soviet-Trained Commando Took Down the Strip to the Tune of Five World-Class Hotels, Three Armored Cars, and Millions of Dollars. New York: Ballantine Books, 2008

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(Ndt) Note del traduttore:

  1. Forze speciali russe. Vigoa come soldato cubano iniziò nella vecchia URSS, sotto l’indottrinamento delle forze di elite.
  2. Utilizzare una macchina come “ariete”, è brandirla come un’arma per rompere porte e penetrare ostacoli nella fuga.
  3. District Attorney, il Pubblico Ministero

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JOSÉ VIGOA: DATI BIOGRAFICI

José Vigoa fu il più grosso rapinatore di Las Vegas. Nacque il 24 di dicembre del 1959 in Caimito del Guayabla, Cuba. Cresce sotto il regime socialista implementato da Castro.

A 13 anni è inviato in URSS per un totale di 6 anni, per ricevere addestramento militare.

Terminato l’addestramento Spetsnaz, giuda un gruppo armato di cubani in Afghanistan che combattono contro i talebani affrontati dall’Unione Sovietica e i suoi alleati in quegli anni.

Finiti i combattimenti, Vigoa ritorna a Cuba, pero poco dopo decide di andarsene dal paese e nel 1980 arriva nella città statunitense di Las Vegas.

Senza opportunità lavorative e nel pieno della crisi d’immigrazione che scuoteva gli Stati Uniti, diventa trafficante di droga, ma nel 1989 è arrestato in un’operazione speciale della DEA, e accusato di traffico di cocaina.

Passa in carcere una condanna di 7 anni, e il 13 dicembre del 1996 esce in libertà condizionale.

Vigoa fuori dalla prigione, assetato di vendetta comincia a preparare un piano criminale elaborato che lo farebbe passare alla storia, così, allena i suoi amici nell’ostile deserto del Nevada (Óscar Cisneros, Luis Suarez e Pedro Durano) è inizia a mettere insieme armi corte e a sorvegliare lussuosi casinò, costosi hotel e auto-blindo che trasportavano il denaro effettivo degli stessi commerci. Così, la spettacolare corsa criminale di Vigoa prende piede:

– Il 20 settembre del 1998, Vigoa e i suoi uomini assaltano il casinò MGM Grand, andando verso l’uscita anticipatamente, dove creano un’imboscata a due guardie armate che portano borse piene di denaro dello stesso casinò. Tolgono loro le armi e portano via in contanti 1 milione e mezzo di dollari, più assegni.

Il lavoro è pulito senza sparare nessuna pallottola, i ladri fuggono senza lasciare piste. La polizia non sa ancora quello che sta per affrontare…

-Ottobre del 1998: La banda di Vigoa si fa passare per impiegati e rubano 11 veicoli di un negozio di rivendita auto, veicoli molto difficili da inseguire, che saranno utilizzati per scappare negli assalti pensati per il futuro. Quest’atto è il furto più grande di auto a Las Vegas.

-28 di giugno del 1999: In un pomeriggio soleggiato, il gruppo capeggiato da Vigoa fa un’imboscata a un paio di guardie di un blindato che usciva dal casinò Deset Inn. Le guardie resistono all’assalto e comincia una sparatoria, dove le guardie sono ferite. In quest’occasione Vigoa e compagni vanno via senza un solo dollaro, e benché la loro fuga sia prolungata, questa sarà una lezione che li segnerà.

-Agosto del 1999: Il famoso e lussuoso casinò Mandalay Bay, è rapinato da un gruppo di uomini armati. Questa volta il bottino sarà di 100 mila dollari in contanti, e i responsabili potrebbero essere la banda di Vigoa che fugge senza lasciare nessuna traccia alla polizia.

-3 di marzo del 2000: Incappucciati fanno un imboscata a un blindato che esce da un negozio di abbigliamento in Henderson, le guardie resistono all’assalto e Vigoa con un fucile AK47 le assassina a sangue freddo. La polizia cerca disperatamente gli assalitori e assassini, ma non trova nessuna traccia.

-22 di aprile del 2000: Uomini armati rapinano due guardie di sicurezza del lussuoso hotel New York New York, si portano via migliaia di dollari, e come in passato, non lasciano nessuna pista concludente per le indagini della demoralizzata polizia di Las Vegas.

-Giugno 2000: In un’operazione che dura approssimativamente 1 minuto, tre uomini si dirigono alle casse principali del famoso casinò Bellagio e con le pistole in mano si portano via tutto il denaro che trovano, Vigoa dal bancone dirige l’assalto e dà l’ordine di abbandonare il posto. Il centro di operazioni della sicurezza del casinò capta tutto l’assalto con le camere di sicurezza, e allertano le guardie che inseguono l’auto in cui fugge la banda di Vigoa. Quest’ultimo notando la presenza delle guardie, con un solo sparo allo pneumatico della macchina delle guardie, li ferma e riescono a scappare.

Il bottino del Bellagio fu di 200 mila dollari in contanti.

È qui, che comincia la caduta della banda di assalitori più famosa a Las Vegas.

Dopo lo spettacolare assalto al Bellagio, gli stessi padroni del casinò forniscono le immagini delle telecamere di sicurezza alla polizia, che le danno a tutti i giornalisti, così, si diffondono le immagini dei visi dei ladri in tutti i giornali dell’epoca; l’ufficiale di libertà condizionale di Vigoa lo riconosce e dà l’informazione alla polizia che rapidamente comincia la caccia.

-7 di giugno 2000: Vigoa è visto uscire da un centro commerciale con la sua famiglia, ed è seguito dalla polizia. Notando la presenza poliziesca, Vigoa accelera con la sua auto e comincia un feroce inseguimento, la squadra SWAT chiude la strada facendo si che Vigoa esca dalla sua auto, lasciando la famiglia dentro. Fugge a piedi tentando di fare perdere le proprie tracce ai suoi inquisitori. Vedendosi accerchiato Vigoa lotta con i poliziotti che lo vogliono arrestare. Nello scontro, è sopraffatto, essendo in inferiorità numerica, e ci vogliono 4 agenti per ammanettarlo e arrestarlo.

Da quando arriva in prigione, i giudici pensano di dare la pena di morte a Vigoa per l’assassinio delle guardie dell’Henderson. Il suo amico Óscar Cisneros, dopo essere stato arrestato, è obbligato a  testimoniare contro Vigoa, ma viene trovato impiccato ed il caso si sgonfia. L’unico testimone che testimonierebbe contro Vigoa è morto, non si sa se Cisneros decide di suicidarsi piuttosto che mandare a morte il capo criminale della sua stessa banda, o c’è qualcuno che lo ammazza facendo sì che il fatto sembrasse un suicidio.

– 3 di giugno 2002: Vigoa cerca di scappare di prigione, pero viene scoperto dalle guardie.

-16 agosto 2002: Vigos è giudicato, dichiarandosi colpevole di 43 accuse di delitti non gravi e 3 accuse di delitti gravi. È condannato all’ergastolo, dove passa i suoi giorni pensando al metodo migliore per scappare, se la vita lo permetterà…