Tag Archives: Noticias

(UK) Tener un blog encriptado con HTTPS es razón para considerate terrorista

HTTPS es un protocolo de comunicación ampliamente utilizado en Internet. Este protocolo permite un acceso cifrado seguro a las páginas web a través de certificados. Este protocolo se basa en HTTP, con la incorporación de TLS, un nivel de seguridad que protege la integridad y la privacidad de los datos transmitidos a través de la red. A pesar de esto, la policía británica cree que cualquiera que lo use puede ser un terrorista potencial.

Acusado de terrorista, porque utilizó técnicas de encriptación.

Scotland Yard, la policía británica, acusó a un hombre de preparar y capacitar a personas para promover actos terroristas. La acusación parte de dos detalles muy importantes. Primero, el acusado tenía un blog encriptado con HTTPS, en el que enseñaba a usar herramientas criptográficas, que a su vez eran utilizadas por otros terroristas para encriptar sus comunicaciones. Utilizar HTTPS, además de mejorar la seguridad mientras navega por Internet, también mejorar el rendimiento y la velocidad, por lo que la experiencia es mucho mejor.

En segundo lugar, para administrar el blog, el hombre usó un Live USB de un sistema operativo basado en Linux diseñado para preservar el anonimato y la privacidad de sus usuarios. No dicen su nombre, pero probablemente fue TAILS, un instrumento que encaja perfectamente con esta descripción.

En el Reino Unido, utilizaron estos dos cargos para acusar al presunto terrorista y culparlo por “instruir o alentar a otros a asesinar a otras personas”, lo que actualmente se considera un delito en el país británico. El acto criminal, como está presente en la acusación, es “investigación sobre técnicas criptográficas, desarrollo de un blog encriptado y enseñanza sobre cómo usar estas técnicas criptográficas”.

El objetivo final de esta investigación se demostró, era ayudar a los terroristas, pero el acto criminal de la acusación es lo que describimos en el párrafo anterior, ya que uno puede ser profesor universitario y enseñar cómo usar correctamente ciertos elementos químicos y algunos de sus alumnos podrían ser terroristas potenciales. La culpa es del alumno, no del profesor.

Las acusaciones descritas anteriormente son dos de las seis que el fiscal ha llevado a cabo. Los otros cargos tienen que ver con actividades terroristas, ya que el acusado aparentemente pertenecía al Estado Islámico. Lo único que Scotland Yard debe tener en cuenta al redactar una acusación es que tener un blog que explique la dinámica de la criptografía no significa ser automáticamente terroristas.

(it) Una grotta di sangue (sull’Assassino Seriale Richard Kuklinski)

Richard Kuklinski da molto tempo era rimasto affascinato dai vasti boschi di Bucks County, in Pennsylvania, per la pace e la tranquillità che caratterizzavano quei luoghi. Ma oltre che un posto per rilassarsi passeggiando immerso nella natura, costituivano anche il posto ideale dove nascondere dei cadaveri.

Sbarazzarsi delle vittime, effettivamente, costituiva spesso un problema. Il più delle volte poteva lasciare il cadavere là dove l’aveva freddato, un vicolo, un parcheggio, un garage. Altre, invece, doveva assolutamente farlo sparire, spesso, su richiesta esplicita del committente.

Quando ricorreva ai boschi stava particolarmente attento a non nascondere mai due corpi troppo vicini, per evitare di suscitare sospetti nelle autorità inducendole a sorvegliare una vasta zona. Il suo solo compito era quello di uccidere e, per essere sinceri, lo sapeva fare piuttosto bene, al punto da far assurgere l’assassinio su commissione a una specie di arte raffinata.

In questo mondo infernale, Richard poteva considerarsi a pieno titolo un esperto, una sorta di killer superstar.

Un pomeriggio invernale, si ritrovò in quel luogo con un fucile Browning a doppia canna adagiato sul braccio. Stretta nelle sue enormi mani quest’arma, più che vera, sembrava solamente un giocattolo. Gli piaceva giocare al gatto e al topo, ossia avvicinarsi non avvertito a un animale per poi colpirlo ancor prima che si accorgesse della sua presenza. Malgrado la sua stazza, era molto abile nel muoversi assolutamente in silenzio con grande maestria, cosa che gli consentiva, divertendolo moltissimo, di piombare inatteso su scoiattoli, marmotte, moffette e cervi, perfetti banchi di prova per ciò in cui eccelleva e che più gli piaceva: appostarsi, cacciare e uccidere esseri umani.

“A essere sincero, non è che uccidere mi gratifichi molto. Quello che mi piace è ciò che avviene prima: l’agguato, il progetto del crimine, la caccia vera e propria” era solito riconoscere.

Durante una di queste “uscite di allenamento” nei boschi, una volta si era imbattuto in un grosso roditore, che se ne stava nei pressi di una quercia. Pensando si trattasse di una marmotta, aveva deciso di prenderla alla sprovvista, muovendosi furtivamente si portò a una distanza giusta per uccidere al primo colpo: avvicinandosi sempre di più fece fuoco.

Colpì il bersaglio ma l’animale era ancora vivo, con le zampe posteriori tese a scalciare in preda all’agonia. Avvicinandosi si accorse che si trattava di un gigantesco topo selvatico e, non provando il benché minimo rimorso o gusto nel veder soffrire quella creatura, con un altro colpo la finì immediatamente. Allontanandosi dal posto in cui aveva ucciso il ratto, aveva notato, nascosto da un cespuglio, l’ingresso di una grotta, tutta ricoperta di muschio.

Molto incuriosito decise di penetrare all’interno di quel luogo, dove subito sentì il particolare odore dei ratti selvatici e notò diversi escrementi sparsi qua e là, ma delle creature neanche l’ombra. Uscendo da quel posto, raggiungendo la propria vettura, la sua mente iniziò già a pensare a un’idea diabolica, da mettere in pratica da lì in breve tempo.

Tornando giorni dopo, portò un cartoccio di carta al cui interno c’era del mangime, decise di addentrarsi maggiormente nel buio cunicolo e, percorsi una quindicina di metri, lo depositò per terra, ancor più curioso di verificare la presenza di questi ratti. Uscì e se ne tornò a casa ma l’indomani, recatosi nuovamente in quel luogo si accorse che tutto il mangime era magicamente sparito. Sapendo che questi simpatici animaletti erano dei roditori che si adattavano a mangiare ogni cosa, si chiese se avrebbero anche gradito della carne umana, diventando degli ottimi, involontari alleati nelle sue torture e delitti.

Ben presto il contratto riguardante un omicidio su commissione si era materializzato, con un esplicita richiesta: la vittima avrebbe dovuto soffrire. Se questo fosse avvenuto, il compenso si sarebbe raddoppiato, non solo diecimila dollari, ma ventimila, pronta cassa.

La vittima viveva a Nutley, nel New Jersey. Richard non sapeva nient’altro sul suo conto, salvo che avrebbe dovuto farlo soffrire tantissimo prima di morire. Tutto sommato quella era la situazione che preferiva: meno sapeva a proposito del bersaglio, meglio era.

Roy DeMeo Approfittando del fatto che riproduceva film porno da distribuire un pò ovunque, decise di utilizzare una videocamera. Il partner che lo aveva sostenuto all’inizio, introducendolo al mondo del commercio di video pornografici, era il ben noto Roy DeMeo, uno psicopatico senza controllo, soldato agli ordini della famiglia Gambino, la più estesa e potente famiglia criminale mafiosa nella pur violenta storia di New York. Lui si occupava di tutto: dalle auto rubate al traffico della droga, dal gioco d’azzardo alla pornografia, alle morti su commissione. Il suo superiore diretto, cioè il suo capitano, era Nino Gaggi, che riferiva direttamente a Paul Castellano, proprio in quegli anni capo riconosciuto della famiglia Gambino.

DeMeo accettava, in modo indifferente, incarichi per eliminare boss caduti in disgrazia o persone normali che dovevano togliere il disturbo, e per questi lavori si faceva pagare bene. Era un chirurgo dell’omicidio ed era abilissimo nel fare a pezzi i cadaveri per sbarazzarsene con minore difficoltà. “Smontarli”, puntualizzava ridendo. Grazie a una sorprendente abilità nell’uso del coltello, sezionava i cadaveri in sei parti principali – testa, braccia, gambe, tronco – che poi andava a sparpagliare in luoghi diversi: la testa in un cassonetto della spazzatura, le braccia nelle acque del vicino oceano Atlantico, le gambe nella grande discarica di Canarsie, a ridosso di Belt Parkway.

DeMeo aveva messo insieme una piccola banda di spietati assassini dal sangue freddo: Joey Testa, Anthony Senter, Chris Goldberg, Henry Borelli, Freddie DiNome e suo cugino Joe Guglielmo, noto come Dracula, tutta gente pronta ad ammazzare senza alcuna remora per guadagnarsi un posto nella galleria dei killer di ogni tempo di Cosa Nostra. Prima che venisse finalmente sgominata la banda di DeMeo, aveva eliminato oltre un centinaio di persone, di cui la maggior parte degli omicidi, smembramenti e torture varie venivano consumate nel retro di un locale da lui gestito, famoso agli appassionati del settore, il Gemini Bar (soprannominato “La Macelleria” per ovvi motivi), al 4021 di Flatlands Avenue, New York.

Questo era DeMeo, un personaggio decisamente poco raccomandabile. Per mettere in atto il suo piano, Richard aveva deposto nel bagagliaio della sua macchina la videocamera, un robusto nastro adesivo grigio da idraulico ed un paio di manette. Sapeva che la vittima usciva di casa per andare al lavoro alle 10 in punto del mattino e dopo aver studiato attentamente il percorso che l’uomo seguiva ogni volta, aveva stabilito che l’avrebbe fermato all’altezza di un incrocio poco trafficato, dove sarebbe stato costretto a fermarsi per via di uno stop.

A Kuklinski non piaceva entrare in azione alla luce del giorno, ma quando c’era un lavoro da fare non stava troppo a sottilizzare e sapeva ben adattarsi: per di più sapeva che con la luce del giorno la gente stava meno sulla difensiva, un comportamento naturale sul quale aveva puntato non poche volte.

Quando la vittima predestinata era arrivata al punto cruciale, Richard si era fatto trovare accanto alla propria auto, il bagagliaio aperto, le luci di emergenza accese e un bel sorriso accattivante stampato sulla faccia. In una mano stringeva una Magnum calibro .357, tenuta nascosta nella tasca del giaccone. Con ampi gesti aveva attirato l’attenzione della vittima, che si era accostata all’angolo della strada.

Evidentemente infastidita da quell’inconveniente, la vittima abbassò il finestrino chiedendo a Richard che cosa succedesse. Ringraziandolo di essersi fermato, Kuklinski, in un batter d’occhio, estrasse la pistola e gli e la puntò alla testa, mentre con l’altra mano, con altrettanta rapidità, gli sfilò le chiavi dal cruscotto. Senza dire una parola gli aprì la portiera e lo intimò di seguirlo, prendendolo di sorpresa, legandolo e chiudendolo nel bagagliaio della propria auto. Partì e guidò come fece tutte le volte, cioè con un’andatura regolare, rispettando stop e semafori. In una manciata di secondi aveva catturato e zittito la preda: la prima parte del lavoro era stata svolta egregiamente.

Una volta arrivato all’entrata della grotta sita in Bucks County, Kuklinski prese il povero malcapitato e lo spintonò fino al punto preciso in cui tempo prima lasciò il mangime per i topi. Con svariati giri di corde, nastro isolante e grazie alle manette lo immobilizzò bloccandogli mani, caviglie e bocca. La vittima tentava disperatamente di dire qualcosa, ma grazie al nastro serrato con forza stentò a riuscirci.

Ciò che l’uomo voleva dirgli Richard l’aveva già sentito infinite volte: parole vane, suppliche, proposte di denaro in cambio della libertà e altre cose che lo lasciavano del tutto indifferente. Non provava rimorso, né senso di colpa, né, tanto meno, compassione. Stava semplicemente svolgendo un lavoro e nemmeno uno di quei sentimenti riusciva a fare capolino nella sua coscienza.

Tornato alla macchina, prelevò la videocamera, il treppiede su cui montarla, una torcia e un sensore di movimento il quale permetteva alla videocamera di iniziare a riprendere la scena solamente quando i topi si sarebbero fatti vivi. Sistemato il tutto ritornò a casa, incuriosito e anche un poco divertito pensando a quello che sarebbe accaduto, se i ratti avessero divorato vivo il malcapitato oppure no e come lui avrebbe reagito davanti a una scena simile.

Ancora una volta si meravigliò di se stesso, del suo implacabile, terribile sangue freddo. Era nato così, oppure, lo era diventato con il tempo: non sapeva se era stata la natura oppure la vita a fare di lui quel mostro che era diventato. Un interrogativo, questo, che si portava dietro da anni, sin da quando era ragazzo.

Quattro giorni dopo ritornò alla grotta e scoprì che i topi avevano divorato vivo il povero uomo. Ogni traccia di carne era sparita: quello che ancora restava della vittima non erano che delle ossa sparpagliate qua e là, uno spettacolo spaventoso.

[en] (CHILE) 8th ITS interview

– Wich are your motivations?
We already exposed our motivations many times. And in order not to be repetitive, we will answer that when we carry out an attack we do it as a part of the revenge of wild nature against humankind, because of all the devastation that have been caused by it. This revenge can be seen in the great “natural disasters” that hit the cities but also in the “deviant” behaviours of terrorists like us. It might be motivated by an intellectual inclination or a more spiritual sense, but the important es that we are able to hear the earth agony screams with every new megaproject aimed to the progress, or with the permanente presence of tons of concrete asphixiating the earth, and the expansion of the urban spot finishing eco-systems. In darkness we feel the cry of the felled trees, the screams of the mountains broken in half. This is unstandable for us and for this reason we preffer to die in this war rather than passively accept all this.

– Why to use violence as a form of answer?
The earth is not avenged asking for mercy of trying to awake the conscience of the brainless mass. Humankind invades, tear apart, mutates, destroy, extinguish and degrades. We use what we have at hand to counter that: explosives, firearms, knives, etc. We already get rid of the western morality and the values derived from the illustration, we developed our points of view learning from the ancient. Why should we learn from a doctrine that is 200 years old and is heading towards the self-destruction of the specie in that short period of time while we can learn from the cosmos and its process that exists even before that what our mind is able to figure out? The roots of our thoughts comes from this primordial source, that tough us, among other things, that violence is never something bad or good, but is a integral part of the everything, a manifestation that is present in certain circumstances, and it happened that we live in an era of a total war declared from one specie against the whole biosphere; the anthropocene. When if not now, the violence is an adecuated form of answering?

– What is your opinion about what the media said about you?
Thats a broad question as the media have been talking a lot about us. Mostly we could say that clearly they do not understand us at all and in consequence they talk pure nonsense about us. There are some cases in wich they hit the nail, or at least they have been close. But what is important to us is the fact that they stand out our danger and the true nature of the threat that we represent, and that they did it in abundance. If they named us inconsistent, fascists, right-wing or left-wing false flags, or any other of those accusations, we do not care at all, also we already set up clear and dismantled every one of them.

– Are you an organised group or simply individual actions?
In first place we are an orgnized criminal group, were of course there is place for individual actions, each individualist or group of individualists act as seems better to them. Some groups carry out murders, some others send parcel-bombs and others use industrial explosives to blow up infrastructures and cause tragedies, some take responsibility for their actions and some others no, ITS is about satiate the wild impulses of the individualists, and that we do it to spare.

– What is your relationship with anarchism, misanthropy and nihilism?
1. With the anarchism, at the current moment the relation is of rupture, although there is no dishonor in accepting that many eco-extremists and some members of ITS come from anarchism, mostly from insurrectionalist and eco-anarchist tendencies. It is true that back in the day there were some bounds with the anarchist scene, but nowdays most of the anarchist detest our tendency and they do good, as their western and illustrated education teaches them that everything that goes stray from the path of christian morality is a sin with other name, we can call it counter-revolutionary, aberrant, vile or whatever. Most anarchists believe that they are fighting the system, but the only thing they do is enforce some values as egalitarianism or solidarity and take them to extremist positions, this is a disapointment generated when the system does not meets strictly with the values that promote. We saw that on TV, represented in the super-hero movies. The system promotes in different degrees of subtlety racial or gender equality, but then you can see cops beating up black people or some thugs trying to rape a woman, the anarchist can’t handle that, and as batman or superman, he chooses to jump over the limits of the law to enforce those values taught to him, thus is generated a conflict with the authorities in wich they see themselves as antagonic to the system in some way, when it is obvious that they are not. The same can be applied with economical, environmental injustices, or any other issue generated by the system that is addressed using the same values that the system promotes.
Eco-extremists, on the opposite, take the anti-values of the system as egoism, indiscriminate violence, contempt for human life, and adopt them for our path of real antagonism and confrontation against the progress of the civilized world and all its concepts. Some have said, wrongly, that we are a mirror of the civilization itlself because we fall into “religious thoughts” or because our beliefs in an authority as the wild nature is for us. This is absolutely wrong as our paganism is recovered from our oldest ancestors and we accept authority as a undeniable reality when we are facing forces that goes beyond our understanding. Or is it not the most civilized thing in the world to play to know everything (to believe that the confines of the real correspond to the limited scope of our knowledge)? Does it not fall into the scientist and artificializing mentality when you want to play the social engineer who strips the being of his attributes either gender or species to create a “flat tab” where to trace the destiny of the future human being, one who will live in supposedly pacified societies, and will be able to choose at any moment of his life what his sexual orientation will be, his relationships, his way of feeding, etc. etc. etc. That is only possible living in a controlled and artificial environment, which in turn is only possible at the cost of the annihilation of wild nature. It is the snake eating its own tail. To seek an alleged improvement or perfectioning of humanity, whether from a progressive and “bourgeois” or a leftist perspective, the result is the destruction of the only possible environment for that humanity.
We say it with no shame and to make it clear, we SHIT in those progresists dreams. For us, a person born with dysfunctional brain or with atrophied body must be abandoned in the forest to become the dinner of an animal. For us, a person who is born with a cock but thinks he is female or vice versa is nothing more than a mentally weak person confused by the labels and roles of civilization. In real life, in the crudity of wild nature, there is no time for such modernist faggotry bullshit.

2.About misanthropy we could say that it is something very important within the eco-extremist thought, while it is a dysfunctional approach in a more global framework, to address this modern era is very accurate. We are constantly surrounded by humanoids, our enviroment is shaped by the human intervention, and that has only brought misery and devastation. How not to hate the human?

3. Nihilism is one more weapon in this war, it ends with the hope of future changes or revolutions that will never come, but also tear apart the whole framework of moral values that covers the the predominant thought of this era. Leaving us with nothing but the Nothing itself. Some throw themselves into that abyss of denial and total rejection, which is perfectly valid, we, the eco-extremists thar write this words, set above the acceptance of a limited and defective mind, and the place of Nothingness is filled with the adoration of the Unknown, the Occult and the Unnamable, the primitive, unknowable forces that underlie the All and move the threads of our existence. On some occasions they take the name of Ajajema, Anhangá, Gualichu, Mictlantecuhtli or even Satan, and on others they simply manifest themselves as Wild Nature. To these dark forces we throw our praises and in them we deposit our intentions with the faith that they take care of us in every dangerous attempt of attack.

– What meaning have for you the wild?
For us, Wild Nature as a concept is somewhat contradictory. On the one hand we have Nature, which currently functions as an image of the spectacular type created by civilization to sustain domestication, that is, it is a reflection or a ghost and not a “material reality”, and acts by establishing a separation between We (humans) and the wild. The wild are impulses or instincts that inhabit our interior. Nature does not exist or is dead (rather, it was murdered), now there is only civilization and its backyard, forests, rivers, mountains and as a whole all the remaining ecosystems are “reserves”, “ecological parks” and in short, spaces that were subjected to territorialization control. That they are still green and not gray is something circumstantial and responds only to the interests of civilization. This reality hit us like a ton of bricks. That is why when eco-extremists fight for wild nature we do it in a double sense, on the one hand claiming revenge for all that civilization buried or domesticated for its petty purposes and on the other holding on to the internal savagery that separates us from the total submission, that part of us that remains human and therefore wild and animal and consequently it is neither civilized nor artificial, we all carry it inside, the difference is that we listen to it and let it loose.

– Who is Kevin Garrido for you?
Kevin Garrido was for us an unbreakable warrior, of those who are no longer around. Endowed with the same strength that Cuautemokzin had when when he was tortured by the Spanish lackeys of Cortes, inflicting burns on his feet so that he would reveal the location of the gold of the mexicas, he remained stoic and only said while looking at his ally: “Am I in a bed of flowers? ”

– What do you think about the attack on Huechuraba police department?
It was really nice, hahaha. We rejoice knowing that many cops were wounded, when things like that happens the motivations behind the act doesn’t matter to us, the same would have been that an earthquaque shakes the police station, the unpredictable violence of Chaos dropped once more, breaking with civilized peace, that is always a cause of celebration for eco-extremists.

– Do you consider that the fire of Cerro San Cristóbal was an eco-extremist action?
Of course not, and you know that very well. Regardless if the one to blame are some harmful humans or the supreme will of the wild nature, it is clear that the eco-extremists were not responsible nor can the action be categorized as eco-extremist if we use the meaning we give to the term.

– We found out that the University of Chile spent many millions of pesos in security measures recommended by the ANI (such as iris recognition cameras and turnstile barriers) after the attack at the Faculty of Physical and Mathematical Sciences of the University of Chile on 2016. Although the device did not detonate, do you consider this attack as successful?
We also knew about those expenses in security measures. The attack was undoubtedly a resounding success, since in each eco-extremist hit, not only the destruction but also the terror and the destabilization are sought, the last two without doubt that were generated. And if the faculty was armored, we don’t care. There are always new and better targets.

– Why did you name Dr. Javier Ruiz del Solar, Dr. Paulo Araya, Dr. María Elena Lienqueo, Dr. Guido Garay and Luz Martínez in the statement after the bomb in Beauchef? Is it because of their research?
Progressist individuals who are dedicated to the improvement of civilization will always be among the possible objectives of eco-extremist action.

– What are your bounds with eco-extremists from Mexico or Argentina?
Of pure affinity and complicity. With the eco-extremists from Argentina is more direct because as its known there are some members of HMB that detatched themselves from the original gropu and move to those lands in order to start a new terrorist project with the name of Red Blood Sect, always under the ITS acronym. Do not forget that there are also eco-extremists in Brazil, Greece, Spain and United Kingdom. The ITS mafia expands in every latitudes and it does not seems to stop. It should not be ruled out that in the not so distant future there will be coordinated actions of greater caliber such as simultaneous indiscriminate killings.

– Who is Camilo Gajardo Escalona?
As said in the 86 communique, we don’t know who is Camilo Gajardo Escalona, but we figure out that is nothing but a scapegoat used by the cops to hide their incompetence, wich is on the eye of everyone. If they think that they managed to stop ITS their illusions will not go very far.

– Eco-extremist activities will continue?
Have no doubt about it, in the South, in the North and in Europe, it will continue hand in hand with natural disasters and all forms of crime.
*The world is like an hourglass, on the side above is civilization, with all its rigid structures that seek to ensure law and order, supported by the weight of its legal and moral frameworks that work to keep the whole cohesive. The lower side is Chaos, and bit by bit, the sand is falling. With it fall all the illusions of progress, all dreams about worlds of comfort and safety. Today, the upper side is still full enough, but bit by bit, Chaos is taking shape. It is only a matter of time for the world of human superiority to dissolve in the eternal waves of Chaos and Savagery. Meanwhile, we prefer to enjoy the fall, rather than clinging as fools to the mirages of a civilization whose very existence is based on a war against the imperturable advance of time that, like wild tides, gradually undoes everything.

– Do you want these answers to be published?
Of course, the better would be if they are printed in some media with great impact on this lands. And if not, for sure the guys from Maldicion Eco-extremista will publish them.

Long live Wild Nature, Chaos and Misanthrophy!

May the War against human progress continue!

Individualists Tending Towards the Wild – Chile
Mystic Horde of the Forest

(Chile) Octava entrevista a ITS

En vista de que un supuesto alumno de periodismo no ha publicado esta entrevista, la publicamos íntegramente.


– ¿Cuales son sus motivaciones?

Los motivos ya los hemos expuesto muchas veces. Y para no ser repetitivos, solo diremos que al atentar nos hacemos parte de la venganza de la naturaleza salvaje en contra de la humanidad, por toda la devastación que ha generado. Esta venganza se ve en las majestuosas “catástrofes naturales” que azotan las ciudades pero también en las conductas “desviadas” de terroristas como nosotros. Puede ser por una inclinación intelectual o una sensibilidad más espiritual, pero lo importante es que nosotros somos capaces de escuchar los gritos de agonía de la tierra con cada nuevo mega-proyecto destinado al progreso, o con la simple presencia constante de toneladas de concreto asfixiando la tierra, y la expansión de la mancha urbana acabando con los ecosistemas. En la oscuridad percibimos los llantos de los árboles talados, los alaridos de los montes partidos al medio. Eso es insoportable para nosotros y es por ese motivo preferimos morir en guerra antes que aceptar todo esto desde la pasividad.

– ¿Por qué la violencia es una forma de respuesta?

La tierra no se venga pidiendo clemencia o intentando concientizar a la masa descerebrada. La humanidad invade, desgarra, muta, erosiona, extingue y degrada. Nosotros usamos lo que tenemos a la mano para responder, explosivos, armas de fuego, cuchillos, etc. Ya nos deshicimos de la moral occidental y los valores derivados de la ilustración, nuestras visiones las desarrollamos aprendiendo de lo antiguo. ¿Por qué aprender de una doctrina que lleva 200 años de existencia y que ha llevado a la auto-destrucción de la especie en ese corto tiempo cuando se puede aprender del cosmos y sus procesos que existen desde antes de lo que nuestra mente podría imaginar? La raíz de nuestro pensamiento viene de esa fuente primordial, que nos enseña entre otras cosas que la violencia nunca es algo malo o bueno, sino que es parte integral del todo, una manifestación que se presenta en ciertas circunstancias, y resulta que nos tocó vivir en la era de la guerra total de una sola especie contra toda la biosfera; el antropoceno. ¿Cuando sino ahora, la violencia es una forma de respuesta adecuada?

– ¿Qué opinan sobre los que los medios han escrito de ustedes?

Es una pregunta amplia ya que los medios han hablado harto sobre nosotros. En su mayoría podemos decir que es claro que no comprenden de que se trata lo nuestro y en consecuencia hablan pura basura. Existen algunos que si han dado en el clavo, o han estado cerca. Pero lo que nos importa es que resalten nuestra peligrosidad y lo real de la amenaza que representamos, y eso lo han hecho en abundancia. Luego que nos tilden de inconsecuentes, fascistas, inventos de la derecha o la izquierda, o cualquiera otra de esas acusaciones nos tiene sin cuidado, ya en su momento hemos dejado desacreditadas cada una de ellas.

– ¿Son una grupo organizado y coordinado o simplemente son acciones individuales?

En primer lugar somos un grupo de crimen organizado, donde por supuesto hay lugar para las acciones individuales, cada individualista o grupo de individualistas actúa como mejor le parece. Algunos grupos asesinan, otros envían bombas y otros mas ocupan explosivos industriales para volar infraestructuras y causar tragedias, algunos reivindican los hechos y otros no, ITS se trata de saciar los impulsos salvajes de los individualistas, y eso lo hacemos de sobra.

– ¿Cuál es su relación con el anarquismo, la misantropía y el nihilismo?

1. Con el anarquismo, la relación en estos momentos es de ruptura, aunque no hay deshonra en aceptar que muchos eco-extremistas y algunos integrantes de ITS vienen del anarquismo, mayormente de las tendencias insurreccionalistas y eco-anarquistas. Si bien en su momento hubo algunos lazos hoy en día la gran mayoría de los anarquistas aborrecen lo nuestro y hacen bien, ya que su educación occidental e ilustrada les indica que todo lo que se desvíe de los carriles de la moralidad cristiana es un pecado con otro nombre, podemos llamarlo contra-revolucionario, aberrante, vil o como se prefiera. Los anarquistas en su mayoría creen combatir al sistema, pero lo único que hacen es reforzar ciertos valores como el igualitarismo o la solidaridad y llevarlos a extremos radicales, es una desilusión que se genera cuando el sistema no cumple a rajatabla con los valores que promueve. Lo vemos representado en la televisión con las películas de superhéroes. El sistema promociona con diferentes grados de sutilieza la igualdad racial o de genero, pero luego se puede ver a la policía golpeando negros o a unos malhechores intentando violar a una mujer, el anarquista no soporta eso, lo mismo que batman o superman decide saltarse las barreras de la ley para reforzar esos valores que le han enseñado, así se genera un choque con las fuerzas del orden que ellos interpretan que los convierte en antagónicos de alguna forma, cuando esta claro que no lo son. Esto mismo se aplica con las injusticias económicas, medioambientales, o cualquier problemática generada por el sistema que se enfoque utilizando los mismos valores que este promueve.
Los eco-extremistas por el contrario tomamos los anti-valores del sistema como son el egoísmo, la violencia indiscriminada, el desprecio por la vida humana, y los adoptamos para nuestro camino de antagonismo real y confrontación contra el progreso del mundo civilizado y todos sus conceptos. Algunos erróneamente han dicho que espejamos a la civilización por caer en el “pensamiento religioso” o por la creencia en una autoridad como lo es para nosotros la naturaleza salvaje. Esto es del todo incorrecto puesto que nuestro paganismo lo recuperamos desde nuestros antepasados más antiguos y la autoridad la aceptamos como una realidad innegable cuando nos enfrentamos a fuerzas que van más allá de nuestra comprensión. ¿O acaso no es lo más civilizado del mundo jugar a saberlo todo (a creer que los confines de lo real se corresponden con el limitado alcance de nuestro conocimiento)? ¿Acaso no se cae en la mentalidad cientificista y artificializadora cuando se quiere jugar al ingeniero social que despoja al ser de sus atributos ya sean de genero o de especie para crear una “tabula rasa” donde trazar el destino del futuro ser humano, uno que vivirá en sociedades supuestamente pacificadas, y que podrá elegir en cualquier momento de la vida cual será su orientación sexual, sus relaciones, su forma de alimentarse, etc. etc. etc. Eso solo es posible viviendo en un entorno controlado y artificial, lo cual a su vez, solo es posible a costa de la aniquilación de la naturaleza salvaje. Es la serpiente comiendo su propia cola. Para buscar un supuesto mejoramiento o perfeccionamiento de la humanidad, sea desde una perspectiva progresista y “burguesa” o más izquierdista, se produce la destrucción del único entorno posible para esa humanidad.
Lo decimos sin pelos en la lengua y para que quede claro, nosotros nos CAGAMOS en esos sueños progresistas. Para nosotros una persona que nace con el cerebro disfuncional o con el cuerpo atrofiado debe ser abandonada en el bosque para convertirse en la cena de algún animal. Para nosotros una persona que nace con pito pero se cree hembra o viceversa no es más que un débil mental demasiado confundido por las etiquetas y los roles de la civilización. En la vida real, en la crudeza de la naturaleza salvaje, no hay tiempo para esas mariconadas modernistas.

2. Sobre la misantropía podríamos decir que es algo muy importante dentro del pensamiento eco-extremista, si bien es un enfoque disfuncional en un marco más global, para abordar esta era moderna es bien certero. Estamos constantemente rodeados de humanoides, nuestro entorno esta moldeado por la intervención humana, y eso solo ha traído miseria y devastación. ¿Como no odiar al humano?

3. El nihilismo es una arma más en esta guerra, corta con la esperanza de futuros cambios o revoluciones que nunca llegan, pero también desgarra todo el entramado de valoraciones morales que recubre el pensamiento predominante de la época. Dejándonos con nada más que la Nada. Algunos se arrojan a ese abismo de negación y rechazo total, lo cual es perfectamente válido, nosotros los eco-extremistas que escribimos estas palabras, anteponemos la aceptación de una mente limitada y defectuosa, y el lugar de la Nada lo llenamos con la adoración de lo Desconocido, lo Oculto y lo Innombrable, las fuerzas primitivas, incognoscibles que subyacen en el Todo y mueven los hilos de nuestra existencia. En alguna ocasiones toman el nombre de Ajajema, Anhangá, Gualichu, Mictlantecuhtli o incluso Satanás, y en otras se manifiestan simplemente como Naturaleza Salvaje. A esas fuerza oscuras arrojamos nuestras alabanzas y en ellas depositamos nuestras intenciones con la fe de que nos cuiden en el arrojo mortal de cada atentado.

– ¿Qué significa para ustedes lo salvaje?

Para nosotros la Naturaleza Salvaje como concepto es algo contradictorio. Por un lado tenemos la Naturaleza, que en la actualidad funciona como una imagen del tipo espectacular creada por la civilización para sostener la domesticación, es decir, es un reflejo o un fantasma y no una “realidad material”, y actúa estableciendo una separación entre nosotros (los humanos) y lo salvaje. Lo salvaje son impulsos o instintos que habitan en nuestro interior. Naturaleza no existe o bien está muerta (mejor dicho, fue asesinada), ahora solo queda la civilización y su patio trasero, los bosques, ríos, montañas y en su conjunto todos los ecosistemas que quedan son “reservas”, “parques ecológicos” y en definitiva espacios que fueron sometidos al control de la territorialización. Que aún sean verdes y no grises es algo circunstancial y responde solamente a los fines de la civilización . Esta realidad nos golpeó como una tonelada de ladrillos. Por eso cuando los eco-extremistas luchamos por la naturaleza salvaje lo hacemos en un doble sentido, por un lado reclamando venganza por todo eso que la civilización sepultó o domesticó para sus mezquinas finalidades y por el otro aferrándonos al salvajismo interno que nos separa de la total sumisión, esa parte de nosotros que sigue siendo humana y por lo tanto salvaje y animal y en consecuencia no es ni civilizada ni artificial, todos la llevamos dentro, la diferencia es que nosotros la escuchamos y le damos rienda suelta.

– ¿Quién es Kevin Garrido para ustedes?

Kevin Garrido fue para nosotros un guerrero inquebrantable, de esos que ya no quedan. Dotado de la misma fuerza que tuvo Cuautemokzin cuando al ser torturado por los españoles lacayos de Cortez, infligiéndole quemaduras en sus pies para que les revelará la ubicación del oro de los mexicas, se mantuvo estoico y solo dijo mientras miraba a su aliado: “¿Acaso estoy en un lecho de flores?”

– ¿Qué opinan del atentado en la comisaría en Huechuraba?

Que estuvo muy bacán po’, waajajaja. Disfrutamos al saber de que muchos pacos habían salido heridos, cuando ocurren hechos así las intenciones que hay detrás no importan, lo mismo hubiera sido que un temblor sacuda la comisaría, la violencia impredecible del Caos se dejó caer una vez más, rompiendo con la paz civilizada, eso siempre es motivo de celebración para los eco-extremistas.

– ¿Consideran que el incendio del Cerro San Cristóbal fue una acción eco-extremista?

Claro que no, y ustedes lo saben bien. Sea que hayan sido algunos nocivos humanos o la voluntad suprema de la naturaleza salvaje, está claro que los eco-extremistas no fuimos responsables ni tampoco se puede categorizar como eco-extremista la acción si se usa la acepción que nosotros le damos al término.

– Investigando sobre el tema descubrimos que la Universidad de Chile gastó muchos millones de pesos en medidas de seguridad recomendadas por la ANI (como cámaras de reconocimiento de iris y torniquetes) luego del atentado en la Facultad de Ciencias Físicas y Matemáticas de la Universidad de Chile el 2016. A pesar de que el artefacto no detonó, ¿consideran este atentado como exitoso?

Nosotros también sabíamos de esos gastos en medidas de seguridad. El atentado sin dudas fue un éxito rotundo, ya que en cada arrojo eco-extremista se busca no solo la destrucción sino también el terror y la desestabilización, estos últimos dos sin duda que fueron generados. Y si la facultad quedó blindada, filo. Siempre se encuentran nuevos y mejores objetivos.

– ¿Por qué indicaron a Dr. Javier Ruiz del Solar, Dr. Paulo Araya, Dr. María Elena Lienqueo, Dr. Guido Garay y a Luz Martínez en el comunicado tras la bomba en Beauchef?¿Es por sus investigaciones?

Los individuos progresistas que se dedican al perfeccionamiento de la civilización siempre estarán entre los posibles objetivos del accionar eco-extremista.

– ¿Cuál es su relación con los Eco-extremistas de México o Argentina?

De pura afinidad y complicidad po’. Con los eco-extremistas de Argentina es más directa pues como se sabe hay algunos miembros de la HMB que se desprendieron del grupo original para desplazarse a aquellas tierras e iniciar un nuevo proyecto terrorista con el nombre de Secta Rojo Sangre, siempre bajo las siglas de ITS. No olviden que también hay eco-extremistas en Brasil, Grecia, España y el Reino Unido. La Mafia de ITS se expande en todas las latitudes y no da señales de detenerse. No hay que descartar que en un futuro no tan lejano se produzcan acciones coordinadas de mayor calibre como por ejemplo asesinatos indiscriminados en simultaneo.

– ¿Quién es Camilo Gajardo Escalona?

Como ya se dijo en el comunicado 86, nosotros no sabemos quién es Camilo Gajardo Escalona, pero suponemos que no es más que un chivo expiatorio que utilizan los pacos para ocultar su incompetencia, que por lo demás esta a la vista de todos. Si creen que han detenido a ITS sus ilusiones no llegarán demasiado lejos.

– ¿Continuará la actividad de los eco-extremistas?

No tengan duda, en el Sur, en el Norte y en Europa, continuará de la mano de los desastres naturales y de todas las formas de delincuencia.
*El mundo es como un reloj de arena, del lado de arriba está la civilización, con todas sus rígidas estructuras que buscan asegurar la ley y el orden, sostenidas por el peso de sus entramados jurídicos y morales que trabajan para mantener el conjunto cohesionado. El lado inferior es el Caos, y poco a poco, la arena va cayendo. Con ella caen todas las ilusiones del progreso, todos los sueños sobre mundos de confort y seguridad. Hoy en día, el lado superior aún esta lo bastante lleno, pero poco a poco, el Caos va tomando forma. Es solo cuestión de tiempo para que el mundo de la superioridad humana se disuelva en las olas eternas de Caos y Salvajismo. Mientras tanto, nosotros preferimos disfrutar de la caída, antes que aferrarnos como necios a los espejismos de una civilización cuya misma existencia se basa en una guerra contra el avance imperturable del tiempo que al igual que las mareas salvajes, poco a poco todo lo deshace.

– ¿Quieren que estas respuestas sean publicadas?

De más que si po’, lo ideal sería que salgan estampadas en algún medio con gran alcance por estos suelos. Y si no, de seguro los cabros de Maldición Eco-extremista les harán lugar.

¡Salve Naturaleza Salvaje, el Caos y la Misantropía!

¡Que siga la Guerra contra el Progreso Humano!

Individualistas Tendiendo a lo Salvaje – Chile

Horda Mística del Bosque

(España) Autoridades alertas por actos de ITS en Europa

Desde la prensa española.


09 de septiembre 2019

En 2018 hubo 37 detenidos por terrorismo anarquista. La Memoria Anual del 2018 sostiene que este fenómeno internacional tiene especial incidencia en Madrid y Barcelona. El atentado más grave: un artefacto explosivo colocado en Valencia por el grupo “Individualistas Tendiendo a lo Salvaje”.

La Fiscalía General del Estado encuadra un “ataque a la sede del Partido Popular”, en Madrid, dentro de lo que denomina “Anarquismo Insurreccionista”, a su vez referido como “terrorismo anarquista”. El ataque en cuestión es investigado en la Audiencia Nacional y consistió en la “obstrucción de cerraduras y fractura de ventanales” de la sede central del PP, sin que conste autoría.

Así se desprende de la Memoria Anual de la Fiscalía General del Estado correspondiente a 2018, dada a conocer este lunes, durante el solemne acto de apertura del Año Judicial, celebrado en el Tribunal Supremo.

En sus primeras líneas ya se refiere a estos actos como “terrorismo anarquista”, y cuantifica 28 actos y 37 detenidos que puedan encuadrarse en este marco, 15 de ellos en Madrid, 6 en Murcia y otros 6 en A Coruña. “La actividad violenta se focalizó en Madrid y Barcelona, teniendo incidencia en dos ocasiones en Gijón”.

De hecho, entre las acciones citadas aparece un “ataque a las vías del AVE”, en Murcia, o la explosión de “un artefacto colocado ante un concesionario de vehículos”, en Barcelona.

También recoge incendios en vehículos de empresas relacionadas con el sector cárnico, en Asturias -atribuidas al Frente de Liberación Animal, AFL-; incendios en cinco vehículos estacionados en la vía pública, atribuidos a “Individualistas Tendiendo a lo Salvaje”, en Valencia, pero también “daños” a cajeros automáticos por parte del grupo “M’cago en deu”, en Barcelona, o al “ataque” a los escaparates de dos inmobiliarias en Tetúan (Madrid).

Fueron reivindicadas cerca del 50% de las “acciones violentas en los portales web habituales de contrainformación, al contrario que el año anterior” en el que se reivindicaron la totalidad de los ataques.

“Individualistas Tendiendo a lo Salvaje”

La acción violenta de mayor envergadura en el año 2018 fue la activación de un artefacto explosivo en la vía pública en Valencia, ocasionando daños en vehículos. Es la primera acción reivindicada por  “Individualistas Tendiendo a lo Salvaje-Criminales Animistas”.

El grupo ecoextremista centra y justifica su actividad en “eliminar todos los rastros de civilización”, así como frenar “el avance tecnológico de la sociedad, por estar esencialmente condenada y llevando a la humanidad hacia una catástrofe ecológica”.

ITS nació en México en 2011 y tiene ramificaciones en Chile, Argentina, Brasil, España, Escocia y Grecia.

(México) Confirman los “fantasmas de las navidades pasadas”

Hace poco fue liberada la siguiente información en la prensa mexicana:

“No se sabía hasta hoy, pero el 19 de septiembre de 2015 un sobre bomba fue enviado a la rectoría de la Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM) el cual estalló antes de llegar a Rectoría*.

Era un sobre amarillo enviado por un tal Mario Valdés Berlanga**, con la dirección de las oficinas del COnsejo Nacional Agropecuario en Eje 4 Sur Xola, colonia Narvarte y con destino a la oficina del rector y dirigido al entonces rector José Narro.

Un sobre idéntico, que explotó el 14 de julio de 2017***, en otro atentado, le provocó a una víctima la pérdida de un dedo y quemaduras que llevará el resto de su vida, pero aunque algunos de estos grupos se adjudicaron esos y otros ataques, ¿quienes son en realidad?, ¿qué nexos tienen con líderes extranjeros? (…)”

El fragmento es de vital importancia al tomar en cuenta la censura y el silencio que guardan las autoridades en torno a atentados de este tipo, tanto de hoy como del pasado, los cuales tienen qué ver con la Mafia Eco-extremista y que después de años son confirmados para no alarmar a la sociedad, aun así, los atentados de ITS (o no), siguen su curso.

*El atentado contra José Narro fue llevado a cabo por el “Círculo de Ataque-Punta de Obsidiana” (grupo que se convertiría después en el Circulo Eco-extremista de Terrorismo y Sabotaje [CETS], y que después se uniría a ITS) en abril de 2014, tras enviarlo por Correos de México (una empresa bastante ineficiente) ahora se sabe que el paquete estalló, aunque los detalles no se han liberado.

**Mario Valdés Berlanga fue uno de los objetivos del CETS en noviembre de 2015, el empresario sufrió diversas heridas al abrir el paquete.

***Este atentado se refiere al paquete-bomba que mutiló a un sacristan a las afueras de una iglesia, atentato reivindicado en su momento por ITS.

(México) ¡Ánimo guerrero!

(…) en México la mayoría de los anarquistas e izquierdistas son bien torpes, no cuestionan, no critican, no analizan, no piensan con sentido común anárquico ni con lógica y lo único que saben hacer es responder tonterías y estupideces.

(…) La segunda cosa que quiero decir es que en realidad no me importa lo que digan, antes me importaba porque me afectaba mucho que la gente no pudiera conocerme y ver que no soy así como me pintaban. Que tengo muchos errores y muchos aciertos es la verdad y que no me cohíbo para aceptarlos también es la verdad, pero hoy en día me importa una mierda lo que se diga de mí, por la sencilla razón de que yo desde hace tiempo ya no me concibo dentro de llamado Movimiento anarquista, ni del plataformista, ni del reformista, ni del izquierdista y mucho menos (y sobre todo) dentro del espectro-mentira-falsedad anarquista Insurreccional (con todas y sus variantes). Me terminé asqueando de todo eso, de toda esa gente que nada más hablan y no actúan, porque cuando se trata de ser colectivistas todos son colectivistas, cuando se trata de ser indvidualistas todos dicen ser individualistas. Me terminé hartando se la mentira ideológica del insurreccionalismo y terminé por
darme cuenta de la verdad detrás del mito. Me terminé cagando que para muchos la solidaridad sea definida en base del llamado género, es decir, si eres persona con vagina o pene o bien, que se decida si se da en base
de a qué organización isurreccionalista perteneces, porque cuando se trata de solidarizarse con los compañeros Griegos se hacen llamados multitudinarios y se demanda que todos nos solidaricemos, pero cuando se hacen llamados con los presos en México pocos o nadie responde y muchos, justamente los que se jactan de ser bien insurrectos, son los primeros en decir que se solidariza con quien se quiere únicamente; determine cagando de esto, de esa hipocresía y muchas cosas más.

(…) Esto no quiere decir que yo tire la toalla, hoy en día sigo considerando el ataque como el único medio de hacer caer al sistema, pero en mi caso, es desde un plano individual y bajo otras perspectivas de lucha que no son precisamente la de todos los anarquistas y el asqueroso movimiento anarquista. Por eso, no me importa nada. Yo ya no tengo sus códigos morales ni sus falsas éticas, no les debo nada ni les debo de responder ante nada.

(…) Como bien se los dije a unos individuos amigos y protectores de Felcicty con los cuales fuimos a hablar cordialmente con el revólver, la escuadra y la mini uzi en la mano (bueno, bueno, en la mochila): Si creen que me
he convertido en un monstro, bien, pues este monstro lo han creado todos ustedes con sus chismes, mentiras, difamaciones y traiciones.

Segunda Carta/marzo 2018
Mario Lopez “Tripa

¡misantropia y naturaleza por siempre!

(Darknet) Contactos ME

Tras un nuevo ataque de spams, estos son nuestros nuevos e-mail de contacto para Maldición Eco-extremista:

maldicionee(a)secmail.pro

maldicionee(a)torbox3uiot6wchz.onion

¡Arriba los misántropos, pirómanos y terroristas!

(Fracia) Entrevista a Xale, lider de ITS en México

Video completo de la entrevista que tuvo Xale con el medio TV5MONDE en marzo de 2019.
Enviado al mail.