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(it) Abbiamo tardato: Reazione Selvaggia in risposta a “Distruggi le prigioni”

Traducción al italiano de uno de los textos de Reacción Salvaje (RS) respondiendo a unos humanistas anti-carcelarios en el año 2015.

Texto original en español disponible en el proyecto cuncluido El Tlatol.

Traducción a cargo de Algol.


Coahuila, 26 Febbraio del 2015.

Leggendo un’intervista fatta dall’anarchico venezuelano Rodolfo Montes de Oca alla rivista di diffusione anarchica- anti-carceraria insurrezionalista “Distruggi le Prigioni” (DP), il gruppo Reazione Selvaggia darà alcune risposte, commenti e osservazioni, con questo non volendo cominciare un dibattito lungo e noioso sulle forme nelle quali ognuno sviluppa i propri progetti violenti contro il sistema. È solo una veloce risposta a quello che ci è sembrato importante, e (ritornando) a ricordarlo, poiché è evidente che dopo tanti comunicati e tanti contributi rispetto alla nostra tendenza terroristica contro il sistema tecno-industriale e la civilizzazione, ancora ci sono persone che non la comprendono del tutto o fraintendono le nostre posizioni individuali.

Detto questo, “diamo volo al filo”:

A. Nuova tappa

Dal primo comunicato di Reazione Selvaggia (RS) abbiamo espresso che la configurazione dei vari gruppi in uno solo era una nuova fase. Velocemente, nuovo in che cosa?

D.P. dà per fatto provato che il nuovo modo di agire- cosa che noi non menzioniamo mai- è la nuova tappa nella nostra lotta contro il sistema tecno-industriale, la civilizzazione ed il progresso, accentrandoci ora nell’agire: nella riappropriazione del sabotaggio come forma di attacco, mantenendo il modus operandi terroristico delle Individualità tendenti al selvaggio (Its).

Questa tappa vissuta in RS, è anche accompagnata (come esattamente ha detto DP) dal modo del discorso, volendo lasciare dietro il passato “kaczinskyano”, e sforzandoci fino ad ora di concretizzare una tendenza distinta, che siamo riusciti a potenziare,è che unica nel suo tipo tanto in Messico come nel mondo.

Vale la pena menzionare che questa tappa si divide in sub-fasi: elencando la prima sarebbe quella della propaganda-minaccia, la quale ha funzionato bene dopo aver emesso il primo comunicato (SI, con tutti gli offensivi mitra!), accaparrando l’attenzione della stampa e il governo federale.

La seconda è stata quando siamo tornati a utilizzare il butano, i tubi esplosivi, l’allarme bomba, il fuoco e le masse per generare destabilizzazione. Siamo tornati alle nostre vecchie, caceras e armi veloci per dimostrare pubblicamente la multi – operatività dei gruppuscoli di RS, cosa che ha funzionato.
La terza è questa, dove entriamo in pieno per dimostrare nella teoria le marcate differenziazioni tra “i kaczynskistas” e gli anarchici insurrezionalisti.

Ci sono altre sotto- facce progettate, che non menzioneremo logicamente per non rovinare la sorpresa.
Cosicché lasciatecelo dire signori di DP, le nuove fasi di un gruppo come RS non è stato come speravate, o non è tanto evidente quanto alcune organizzazioni armate nella storia, alla quale ci hanno abituati.

B. Del Selvaggio

Essendo un pò più chiari, RS divide quello che è Selvaggio in tre parti:

  1. Reale: In termini semplici, il Selvaggio è quello che è lontano, resiste e si mantiene inerte rispetto a tutto quello che è artificiale. Non solo sono la flora e la fauna silvestri, lo sono anche gli ambienti naturali, i deserti, boschi, selve, coste, pianure, etc., gli avamposti di questi, come le grotte, le gole, i mari, i fiumi, le cascate, i pendii, etc. Le manifestazioni e processi di auto-bio-organizzazione nella natura. Anche tutto quello che si trova fuori dalla Terra, rappresenta il Selvaggio, pianeti, buchi neri, galassie, stelle, super nove, satelliti, meteoriti, etc. Gli istinti radicati profondamente negli umani, che resistono all’adozione di certe abitudini iper-civilizzate, sono anch’esso il Selvaggio.
  2. Concetto: In termini più teorici, il Selvaggio come concetto è quello che usiamo nei comunicati, dipinti, messaggi intimidatori verso il nemico, etc., sono il comprendere quello che è stato perso, è quello che si rivendica per non cadere nello stesso gioco di lotte di sempre. E benché il Selvaggio come concetto è già utilizzato da molte persone provenienti da marcate ideologie estranee alla nostra tendenza, per i membri di RS è di vitale importanza mantenere questo termine in maniera fondamentalmente in alto.
  3. Animismo pagano: Anche il Selvaggio è nelle credenze dei membri di RS. Consideriamo l’umano credente di natura, perché dagli inizi di questo lungo viaggio dell’uomo e la donna sulla terra, gli antichi avevano l’essenziale bisogno di crearsi divinità provenienti della natura stessa, cosi come i gruppuscoli di RS mantengono una credenza molto marcata e personale respingendo ad ogni costo il cristianesimo, come lo fecero i nostri antenati.

Cosicché quando i gruppuscoli di RS si pongono dalla parte del Selvaggio, ci stiamo riferendo a tutto quello che è implicato nei tre punti, difendendo la Natura Selvaggia come tale, rivendicando il termine e allargando le nostre credenze pagane attorno alla spiritualità guerriera della natura. Logicamente non siamo selvaggi nello stretto attaccamento alla parola. Quando noi auto affermiamo il nostro essere “selvaggio” o “incivilizzato” facciamo riferimento al Selvaggio solo come concetto. Chiunque abbia raziocinio, sa che i selvaggi non si metterebbero a scrivere lunghi comunicati difendendo le loro posizioni rispetto alla guerra contro questo sistema.

DP dice che i nostri attacchi si sono incentrati nelle città, ma abbiamo reso possibili anche gli attacchi all’urbanizzazione nei boschi, facciamo un computo rapido di alcuni dei nostri atti:

  1. Una cellula del “Fronte di Liberazione della Terra”( la quale è già parte di RS) nell’anno 2010, attaccò con successo la costruzione che deviava l’acqua del fiume Bosque de los Dinamos verso l’urbe, nella Delegación Magdalena Contreras del Distretto Federale. Fino a quel momento gli eco anarchici, fecero scritte minacciose sui macchinari e nel materiale utilizzato, distrussero i pozzi in costruzione e ridussero a cenere tre macchine; i danni furono grossi, e in una delle macchine scrissero “Fuori la civilizzazione dagli ambienti selvaggi.”
  2. Nel 2009, il gruppo “Luddisti Contro l’Addomesticamento della Natura Selvaggia”, (oggi parte di RS) incendiò completamente quattro macchine all’interno delle pianure del municipio di Nextlalpan nello Stato del Messico. I macchinari erano utilizzati allora, per la costruzione della super strada che collega vari stati col DF, chiamato Circuito Esterno Mexiquense, un mega progetto che questo gruppo affrontò in varie occasioni: dal 2009 al 2010 si registrarono più di dieci attacchi, in maggioranza incendiari contro il macchinario, proprietà dell’impresa Carso, leader di detto progetto.
  3. In quello stesso anno, un gruppo d’individui che utilizzarono la stessa sigla riportata sopra (che fanno parte di RS) incendiò e lasciò inservibile una torre di telefonia mobile (proprietà di Telmex) nell’oscurità, nelle colline confinanti il municipio di Atizapán nello Stato del Messico.
  4. Nelle calde montagne alla periferia di Aguascalientes, il gruppo “Circolo Informale di Antagonisti Individualisti” (membri di RS) liberò vari cavalli selvaggi da una fattoria industriale, incominciando così una campagna di attacchi contro i siti turistici e insediamenti urbanistici che minacciavano il Cerro del Muerto. Atti che per varie ragioni non furono mai rivendicati, è che brevemente esponiamo qua.
  5. Nel 2010 un’altra cellula del Fronte di Liberazione della Terra (ora anche RS), appiccò il fuoco a vari macchinari e realizzò una serie di attacchi contro vari obiettivi nel municipio di Coacalco nello Stato del Messico, questo per risposta alla costruzione di abitazioni che invasero il Cerro de Guadalupe, l’ultimo dei posti semi selvaggi di quella zona.

Questi sono soli alcuni esempi rapidi del nostro agire nei boschi, le pianure, montagne e colline. È vero che i nostri attacchi sono stati fatti con più frequenza nelle città, questo evidenzia la misura delle nostre possibilità. La lotta contro il sistema tecno industriale e in difesa della natura è tanto nelle città come negli ambienti naturali, non si incentra solo nella seconda come dice DP.

Riconosciamo la resistenza che hanno i Purépechas nel difendere e morire per i boschi di Michoacán, ammiriamo i ribelli Huicholes che si oppongono con tutti i mezzi, allo sviluppo delle miniere in San Luis Potosí, appoggiamo i Chichimecas che negano la cristianizzazione delle loro native credenze in Guanajuato, appoggiamo ai Mixtecos che respingono ad ogni costo le medicine delle città e preferiscono continuarsi a curare con le piante che raccolgono nella catena montuosa di Oaxaca davanti al rischio di essere segnalati come stregoni, rispettiamo la decisione dei Kiliwa di preferire l’estinzione prima che la loro cultura sia assorbita dalla vita occidentale, esaltiamo la resistenza che distingue alcuni Raramuris nell’essere lontani dalla civilizzazione e mantenere una vita semi nomade nei deserti di Chihuahua. Alla fine, di tutto questo, la lotta contro il progresso e in difesa della terra comprende tanto le etnie originarie che resistono a tutto questo, nei loro ambienti, come a quelli civilizzati che abitano nelle città, è che intraprendono azioni di sabotaggio e terrorismo contro lo stesso progresso. Perché la lotta per la natura non è una sola, variano le strategie, i contesti, le situazioni, i rischi.

Ripetiamo, gli attacchi al sistema e la resistenza davanti a tutto questo sono tanto negli ambienti naturali come nelle città, è un complemento, la resistenza è in entrambi i contesti.

Perché RS non attacca allora la diga alla quale si oppone la comunità di Temacapulín in Jalisco (per esempio)? Attaccare una miniera o qualche progetto urbanistico che ha già storicamente una resistenza comunale, sarebbe grave, perché intervenire in un processo di lotta per la terra e spingere la polizia all’assalto contro queste persone, è di per sé già molto “povero”, rispetto alle bastonate delle autorità. E questo non lo diciamo in un tono morale, bensì piuttosto in maniera strategica e prudente. Per questo motivo i gruppuscoli di RS scelgono bene i loro obiettivi, nella misura delle nostre possibilità attacchiamo il progresso tecno industriale negli ambienti naturali e nelle città.

Faremmo alleanze con paesi e comunità se avessimo l’opportunità di difendere la terra? Certo, essendo cauti e non rivendicandoli naturalmente. Lavorare con la gente delle montagne, non ci crea nessun problema, non lo vediamo come una cosa di sinistra, come già detto erroneamente, un’altra volta, da DP. Difendiamo la nostra individualità ma sappiamo vivere in comunità. Con gli anni, della gente che vive sulle colline, abbiamo imparato l’umiltà e la semplicità, è per questo motivo che RS è ora un po’ più rispettoso di quello che erano prima le Its, sempre se qualcuno l’ha notato.

C. Romanticismo alla RS

DP, attraverso il suo parere, considera romantica la nostra posizione rispetto al Selvaggio, non ci stupisce, poiché questo arriva da persone anarchiche che sanno che le loro utopie sono perfino più romantiche di quello che criticano; un atteggiamento preso dai sentimenti civilizzati di questa società con valori occidentali, togliendo, come sempre, rilevanza ed importanza, quando si rivendicano a favore del Selvaggio e la natura, tacciando “l’antico”, di romantico.

Ricordando: Chi furono quelli che categorizzarono di romantiche le credenze e gli stili di vita nella natura dei nostri antenati selvaggi e nomadi? Sì, i maledetti conquistatori, gli idioti francescani! Non fu uno degli ingredienti per umiliare i nativi? Catalogando di pagano quello che suonava di “romantico” con la natura?
Magari è stato un nostro errore dire che siamo “selvaggi” o “incivilizzati” senza prima menzionare che facciamo riferimento ai nostri indomiti istinti e l’eredità guerriera che portiamo nel sangue; qualcosa che non sottrae credibilità ai nostri atti, ma che senza dubbio suppone una critica verso questi termini venendo da persone come noi, civilizzate.

È stato per questo motivo che da un po’ di tempo (nei nostri comunicati) abbiamo detto e ripetuto che siamo esseri umani civilizzati attaccati al passato primitivo. Persone che con un processo civilizzato di apprendistato, hanno intravisto il problema alla radice e che ora per quella coscienza ottenuta dallo studio, la comprensione, le esperienze e le pratiche, dichiarano la guerra al sistema come lo fecero i nostri antenati selvaggi: continuare la loro guerra è fare che la fiamma del conflitto contro la civilizzazione non si estingua. Quando ci vediamo, attorno al fuoco in mezzo ai boschi, armati, è come tornare a vedere i visi degli spiriti guerrieri, da cui abbiamo ereditato certi aspetti fisiologici e intellettuali che ci vincolano fortemente al loro lascito.

D. Antropologia “dominatrice”

DP ha ragione, nel nostro processo di apprendistato abbiamo studiato alcuni teorici antropologi, più altre scienze, questo per dare peso alle nostre posizioni, ma da un po’ di tempo non si legge nessun riferimento bibliografico di qualcuno di questi libri nei nostri comunicati, perché? Perché ci siamo resi conto che possiamo imparare più dagli anziani di certe etnie o vivendo nella natura, che dai libri di studiosi e/o professori universitari che espongono teorizzazioni ripetitive e per niente pratiche.

E se DP considera l’antropologia come una malefica scienza sociale “dominatrice”, perché allora evidenziare che ha preso dei riferimenti storici da alcuni libri di antropologia, per dare una risposta alla domanda di Oca sul panorama del sistema carcerario in Messico? “Gruppi di Maya e Aztechi benché non avessero l’idea della conformazione della prigione, come sistema penitenziario, utilizzavano gabbie come mezzo di detenzione per l’applicazione di una punizione immediata, che nella maggioranza dei casi si trattava di pene corporali come la flagellazione o la mutilazione, oppure come offerta per le cerimonie religiose.”

Per caso l’hanno inventata?

Come no.

E. Un movimento senza volere?

Da quando abbiamo cominciato a diffondere le nostre idee e gli atti, la verità è che non avevamo in mente che un giorno tutto questo, potesse avanzare, arrivando a trasformarsi in riferimento per altri gruppi e individui. È stato una gradita sorpresa sapere che persone dell’altro lato del continente leggono e approfondiscono i nostri testi, sono inspirati dalle nostre azioni, tanto che si è creato tutto un lavoro irregolare di diffusione e traduzione di questo (grazie ai gruppi anarchici o no che simpatizzano con noi), senza che fosse nostra intenzione creare subito una tendenza fortemente più critica, nella resistenza a forma estremista al progresso del sistema tecno industriale e la nocività della civilizzazione. Non sappiamo se questo si trasformerà un giorno in un movimento come tale, ma non ci scommettiamo. Siamo vittime della causalità. Se un giorno si arriverà a consolidare questo, se saremo vivi, vorremmo che questo movimento fosse tanto distruttivo e minacciante che solo menzionandolo, i progressisti tremino di paura.

Fin dal principio abbiamo scelto di rivendicare i nostri atti per la possessione individualista e per il mero fatto che sono atti nostri. Non volevamo che altri se li aggiudicassero, o fossimo visti come uno “scherzo”, o essere relazionati con le gang o il narco; per cui abbiamo fatto pubbliche le nostre critiche e fino ad ora quello che abbiamo visto, è un grosso progredire, ed è qualcosa che ci riempie di orgoglio.

Ritornando al tema, DP scrive che se crediamo in un movimento, stiamo seguendo il gioco del sistema con idee che “portano lo stesso germe di questo”, ma noi non vogliamo creare nessun movimento, né ci preoccupiamo né c’interessa, allora, lasciamo questi problemi a quelli che vogliono crearlo, come i kaczynskistas o gli anarchici, per esempio.

DP scade nel patetico quando scrive (rispetto a patteggiare con il sistema) e domanda, Oh da dove escono i fogli dove s’imprimono le loro parole, i computer dove diffondono le loro azioni, le armi con le quali attaccano gli scienziati o il cibo col quale si nutrono?

Questo è equivalente a quello che noi potremmo chiedere agli anarchici (ad alcuni, no a tutti), con la stessa assurdità cui parla DP; Da dove tirano fuori le birre per ubriacarsi, se si suppone che sono anti-capitalisti? Utilizzano computer di marche statunitensi per guardare i loro blog di “controinformazione”, se si suppone che sono anti-imperialisti? Se sono contro tutte le prigioni, DP consuma prodotti di origine animale? Se si affermano ecologisti, DP separa la sua spazzatura? Sono ecologisti profondi, radicali, progressisti, etc.? Un anarchico di DP può portare la sua tessera di elettore? Per favore! Altre “ragioni” più banali non le potete dare? È evidente che gli editori di DP non hanno compreso la minima parte della nostra tendenza, oppure, non siamo stati abbastanza chiari: la prima è urgente mancanza di analisi, la seconda, è il loro capriccio.

F. Verità Assoluta

È vero, RS ha una verità assoluta ed è la Natura Selvaggia, per lei siamo qui, combattiamo e per lei moriremo.

Non vogliamo rinunciare a essa, anche essendo civilizzati, manteniamo una simbiosi con lei e con tutto il Selvaggio. A molti anarchici (non a tutti) del tipo DP, fa paura essere tanto taglienti e difendere le loro posizioni perché possono essere tacciati d’intolleranza e dogmatismo. Noi abbiamo perso la paura per questo, e abbiamo scelto di difendere con le unghie e i denti, le nostre convinzioni e i comportamenti lontani dai “normaloidi.” È per questo motivo che rivendichiamo la nostra verità assoluta, per questo motivo ci siamo guadagnati abbastanza nemici, perché siamo diretti totalmente e molto sinceri. È tipico, nella società (e nei gruppi di “ribelli”, come alcuni anarchici) abituarsi al buonismo, ad ascoltare solo quello che conviene loro, alla “sana convivenza”, alla bugia e l’ipocrisia. Noi non sopportiamo questi atteggiamenti, preferiamo essere tali e quali come siamo invece di nascondere le nostre vere opinioni e posizioni. Succeda quello che succeda.

G. Il personale

Sembra che DP voglia che parliamo delle nostre vite personali, poiché sempre, (o nella totalità dei nostri comunicati), ci riferiamo solo all’attacco, e lasciamo da parte il modus vivendi. Quello che DP non capisce è che tutte le persone che si oppongono al progresso e la civilizzazione, sanno cosa vogliono, creano stili di vita, abitudini e progetti entro le loro possibilità per rifiutare totalmente l’estraneo, chiaro, sempre rimanendo in contraddizione con alcune delle nostre posizioni ma assumendole con fermezza. Queste persone non restano speranzose che altri gli dicano come bisogna vivere la loro vita, a differenza di alcuni anarchici (non tutti) che sono abituati a basarsi su zine, libri, e blog, affinché prendano come riferimento quegli stili di vita presenti e storici, e comincino a crearsi i propri.

Sarebbe stato meglio che DP ci domandasse direttamente un po’ di più sulle nostre vite personali, ma buono, faremo riferimento su una serie di domande che rilasciamo al volo, per esporre un po’ di quello cui vogliamo parlare: alcune risposte non saranno complete per mera discrezionalità pratica.

“Per un anticivilizzatore”. Per incominciare DP fa le domande ai “anticivilizzatori”, ma ricordiamo che ci sono varie correnti che si oppongono alla civilizzazione, dagli eco fascisti, passando per gli eco anarchici, i primitivisti, gli auto-nativi, etc., RS è considerato da molti un gruppo “anticivilizzazione”, e benché questo termine non ci aggrada, anche così risponderemo alle seguenti domande.

In che misura e in che momenti è bene fare uso della conoscenza e del materiale che hanno lasciato secoli di civilizzazione?

Nella misura e nel momento in cui abbiamo rinforzato e sperimentato le conoscenze nella pratica; da quel preciso momento possiamo prescindere dal materiale preso dai libri e gli studi per cominciare ad auto-inculcarci la nostra identità come individui appartenenti a un certo gruppo sociale determinato. Per esempio, ci raccontano la storia, che molte volte è basata in maniera, amplia e su dati non veridici ma questi dati possono essere smentiti o verificati dai nativi. Durante la Guerra Chichimeca intorno al 1550, nell’unica strada che collegava le miniere di Zacatecas (prima parte della Nuova Galizia) col DF (prima chiamato Nuova Spagna) gli aborigeni in guerra intercettavano i carri che erano difesi da vari fantini ben armati, e i chichimecas tendevano imboscate e ammazzavano tutti gli spagnoli, i loro schiavi, e rubavano la merce, questo dato storico è stato raccolto da un membro di RS in una parte di un libro. Tempo dopo conversando con un abitante nelle strade di Zacatecas, lui disse di avere ascoltato che il trisnonno di suo nonno raccontava che in quella strada indios nudi rubavano le merci dei ricchi spagnoli e li seppellivano sulle colline affinché non potessero trovarli. In questo caso, il dato che prima si era letto su un libro, fu corroborato dal membro analfabeta di una comunità dentro i territori di quello che sono stati conosciuti come la Gran Chichimeca: in queste strade, le persone continuano a trovare argento, punte di freccia di ossidiana come altri oggetti utilizzati in quel conflitto bellico- degno da ricordare, e rivendicare come una delle più grandi e serie guerre contro la civilizzazione occidentale in questi territori.

L’anticivilizzatore si lascerà morire la prima volta che contrae una malattia che l’organismo non può combattere? Potrà fare uso di antibiotici farmaceutici e della medicina occidentale?

I membri di RS non si lascerebbero morire da quella “malattia” cui il loro corpo non resiste, e a dire il vero, crediamo che nessuno lo farebbe nella sua capacità di giudizio. E senza dubbio potremmo mettere da una parte gli antibiotici farmaceutici, perché tutti i membri di RS si curano con i rimedi della terra e respingono totalmente la medicina allopatica. È impossibile vivere senza aspirine, ranitidina, paracetamolo, etc, per quelli che hanno adottato la cultura nociva della medicina moderna,ma nella realtà non sono necessari gli antibiotici con gli additivi chimici, esistono antibiotici naturali molto efficaci come il propoli. Per chi ha conoscenza di erbe curative, non c’è nessun problema nell’alleviare o curare delle malattie delle città con infusioni, cataplasma, vaporizzazioni, estratti, etc.

Se un’anticivilizzatrice prende un tè alla cannella per alleviare una colica mestruale o diminuire un raffreddore, entrerà in contraddizione che sia una pianta nativa dell’India?

Per una domanda tonta si risponde con un’altra domanda tonta: entrerà in contraddizione l’anarchico di DP, utilizzando vestiti confezionati da bambini schiavizzati e sfruttati a Taiwan?

RS non ha nessun problema nell’utilizzare piante che non sono originarie di questi territori, e anche se c’è lo proponessero, potremo vivere solo di piante native, poiché in molti territori naturali c’è una gran varietà di piante medicinali ed alimenti ancestrali autoctoni.

Un anticivilizzatore messicano vedrà coerente prendere latte o mangiare carne di vacca benché questi siano originariamente animali euroasiatici?

RS non ha e vede con questo nessun problema, benché alcuni di noi cerchino di evitare nel bere latte o mangiare frequentemente carne, non perché vogliamo essere “coerenti”, bensì per le malattie che implica mangiare questo tipo di alimenti industrializzati nelle città infette.

Quanto è compatibile l’orto con la selvatichezza anticivilizzatrice?

Per molti di noi è di vitale importanza avere un orto organico da dove potere prendere il cibo in tempi di scarsità o la medicina in tempi di malattia. Non cadiamo in contraddizione, la cosa importante è sviluppare stili di vita che si allontanino più che si può dalla dipendenza artificiale del sistema.

Benché alcuni membri di RS siano più attratti dalla vita di raccoglitori e cacciatori, non disistimano la scelta degli orti.

Si attaccherà la tecnologia e fino a che punto si userà la tecnologia per combattere il sistema tecnologico?
Si usa la tecnologia solo per diffondere l’attacco al sistema, sappiamo che siamo legati alle condizioni imposte e l’unica cosa che possiamo fare davanti a questo è affrontare le nostre contraddizioni. Gli aspetti non necessari della tecnologia sono gettati in mare. L’uso minimo della tecnologia è quello stabilito dai membri di RS.

Come si educa un figlio in maniera anticivilizzatrice?

Non c’è un modello da seguire nell’educazione dei figli tipo- “anticivilizzatori”, perché ognuno degli oppositori al sistema saprà creare i metodi d’insegnamento, pertinenti perché i suoi piccoli possano crescere felici e consapevoli.

Come abbiamo detto sopra, non c’è in anticipo, un modello di vita imposta, ogni critico della civilizzazione, (che sia di RS o no) saprà portare alla pratica e nella sua vita giornaliera le proprie parole, molte volte cadendo in contraddizioni ma molte altre volte sentendosi soddisfatti per le piccole vittorie che ci dà la semplicità e la natura. Con questo non si tenta di mantenere la “purezza” come dice DP, bensì di sviluppare unicità.

H. Ritornando ai termini

Nel comunicato intitolato “Reazione Selvaggia e gli anarchici”, abbiamo messo nelle note un comunicato delle Its sulla differenza tra noi e gli anarchici. Quello che leggerete sotto, risponde ad alcune critiche fatte da DP nella sua intervista, le quali non saranno trattate in maniera profonda perché si tratta di argomenti esposti in precedenza e dei quali, raccomandiamo a DP di dare una ripassata.

Il termine di autorità e quello di potere, ha un significato di sfida per gli anarchici, e benché siano intrinsecamente attaccati a noi come specie, questi tentano sempre di trovare il problema. Un lemma molto ricorrente e conosciuto tra gli anarchici dagli inizi, e come posizione è stata “contro ogni autorità”, frase che lascia molto a desiderare rispetto al suo potere analitico, derivato da questo errore di sintesi tra le distinte correnti che l’hanno interpretato di varie forme, dagli anarco-punk fino agli anarchici insurrezionalisti (i quali sono stati un po’ più analitici dei primi), ma è anche diventato un grosso problema perché ognuno si è fermato a spiegarlo “alla bell’e meglio”. La spiegazione che dà DP alla sua posizione rispetto all’autorità e il potere, è un po’ più dettagliata e ci sembra interessante, ma abbiamo un problema quando scrivono: “(…) l’osservazione dello sviluppo del mondo e la nostra storia di dominazione, ci dà modelli per riconsiderare le forme in cui portiamo le nostre vite e scegliere la negazione delle relazioni di potere, tanto delle forme di potere più brutali che si generano dentro il mondo civilizzato come di quelle che si generano in maniera “primitiva”, questo lo diciamo perché RS ha espresso il suo punto a favore quando le relazioni di potere sorgono in comunità primitiva.”

Rispetto a questo commento RS afferma: se DP si sente conoscitore delle comunità, speriamo che sappia che la gente delle colline in Messico è abituata da centinaia di anni a forme di vita che sono viste male dai cittadini malati di cultura occidentale; certe forme di vita che sono catalogate come “brutali”, e come esempio, scambiare una donna con una vacca o alcuni maiali, per i nativi è comune, è parte delle loro abitudini, del modus vivendi ed è qualcosa di normale, mentre per i moralisti occidentali (compresi alcuni anarchici) è qualcosa d’indegno. Si spaventano e attaccano e gridano al cielo quando sentono parlare di questo: generalmente le anarchiche femministe sono quelle che, più si scandalizzano davanti a questo. RS non lo vede come qualcosa di brutto, RS rispetta lo sviluppo e le abitudini della gente delle campagne, per questo motivo c’esprimiamo a beneficio delle relazioni di potere in quel tipo di comunità, perché non ci riguarda il tentare di cambiarli. Specifichiamo, che non siamo “maschilisti” ma sinceramente non ci mettiamo contro questo tipo di atteggiamenti dei nativi. Anche se agli anarchici alla fine irrita quello che diciamo, questo è quello che pensiamo.

Anche gli spagnoli al loro arrivo in Mesoamérica si sorprendevano oltremodo, vedendo il modo di vita degli aztechi civilizzati e inorridirono molto vedendo i rituali dei chichimecas selvaggi, tentarono di cambiare la loro vita con punizioni e morte perché secondo essi, quello che facevano non era “buono”; così succede con gli anarchici, stile DP, che mette una barriera di negazione in quello che puzza di relazione di potere civilizzato o primitivo. Gli anarchici quando gli dicono che non possono prendere alcool in un posto dove non si può, rispondono o pensano (non tutti): “Se non stiamo in chiesa”, “non ci potete imporre niente”, “Noi possiamo decidere liberamente”.

Una risposta molto contestatrice e ribelle, che senza dubbio genera tensione!

Siamo d’accordo con DP che non esiste una società assoluta, ogni gruppo umano sulla terra ha sviluppato modelli di vita in accordo con la loro condizione, gli ambienti e i caratteri. Quello cui ci riferiamo, è che le società primitive per la loro mancanza di complessità nelle relazioni sociali, erano molto più sane delle società moderne. DP si è sbaglia, un’altra volta, quando afferma che i membri di RS considerano la società primitiva come assoluta. E certo infine che DP ha un serio problema di stato di conflitto con l’assoluto.

Recentemente alcuni gruppuscoli di RS hanno emesso un comunicato diretto ai nascenti gruppi che avanzano e fanno la loro critica contro la civilizzazione e la tecnologia moderna, specificando chiaramente nel suddetto comunicato che non era una questione di solidarietà bensì piuttosto di complicità. Detto chiaramente, RS continua a considerare come un problema grave, la solidarietà indiscriminata, la quale come abbiamo detto in reiterate occasioni, è quell’aiuto filantropico- diffuso in maniera massiccia dai mezzi di comunicazione- con la quale qualunque settore vulnerabile della società, fa si che le disuguaglianze rimangano nascoste e la convivenza civilizzata e in ordine possa rimanere duratura, servendosi dell’auto-perpetuazione dallo stesso sistema. Noi preferiamo la solidarietà tra il circolo sociale affine, e la complicità, con i pochi gruppi che condividono posizioni rispetto a questa guerra contro il sistema.

Anche la solidarietà indiscriminata è usata in certi settori anarchici stile DP, che vuole generare conflitto attraverso l’unione di distinte correnti per lo svolgimento della loro tensione anarchica, ma loro stessi devono essere intelligenti e strategici non mettendo nelle loro file tutti quello che si dicono “ribelli”: per non fare si che così ci sia il pericolo dell’infiltrazione e dell’incarceramento dei loro “compagni.” Troppo tardi! Poiché è ben conosciuto da molti il lavoro d’infiltrazione che la polizia investigativa del DF, il governo federale, come del Cisen stanno sviluppando negli ambienti anarchici da alcuni anni. Questo è il motivo del perché c’è una cattiva organizzazione nella cultura di sicurezza di questi. Noi preferiamo la solidarietà reale e la complicità selettiva per evitare sfortunati inconvenienti, e indubbiamente questo non ci farà più “selvaggi” come dice DP, ma almeno ci manterremo fuori dal raggio degli sbirri il tempo a noi necessario.

Terminiamo questo testo, sebbene, speriamo che le persone di DP non si prendano male o vedano la critica a titolo personale, rispettiamo il loro lavoro e i progetti di vita, ma poiché si sono riferiti a noi nella loro intervista, non abbiamo nessun disistima nel fare propaganda, e abbiamo sentito la necessità di emettere la nostra risposta.

Per il conflitto armato contro la civilizzazione e il progresso.

Reazione Selvaggia

Gruppuscoli:

“Spirito Uaxixil”

“Danza di Guerra”

“Ammazzare o Morire”

“Cacciatore Notturno”

“Pioggia di frecce”

(es) Tendiendo al salvajismo: Desarrollos recientes del pensamiento eco-extremista en México

Traducción al español del artículo de Abe Cabrera publicado en la revista Ritual en 2015, en donde analiza el, para ese entonces, discurso reciente de RS, y por el cual, la Revista Regresión respondió a lo escrito por el autor en el aparatado de “Conclusión”, en su número 4 bajo el título “Algo para la Revista Ritual”, el cual también publicamos abajo.

El trabajo de traducción corre a cargo de Zúpay, agradeciendo su esfuerzo por traducir correctamente el texto, pues en otros sitios web existen traducciones erróneas o incompletas.

¡Por el desarrollo de la teoría eco-extremista!


“Se le llamó la Guerra Chichimeca, y comenzó cerca del momento de la muerte de Hernán Cortés (1547), cerrando simbólicamente la “primer” conquista de México. La nueva guerra, se luchó en el vasto desierto que se extiende hacia el norte desde las tierras de la victoria cortesiana, llenando de sangre cuatro décadas (1550-1590), la guerra india más larga en la historia de América del Norte. Fue el primer conflicto pleno y constante del continente entre la civilización y el salvajismo”

Philip Wayne Powell, soldados, indios, y la plata de América del Norte: Primera Guerra Fronteriza, VII

“Este es el espacio de la noche apto a los maleficios. Esta es la hora en que los cementerios se abren y el infierno respira contagios al mundo.

Ahora podría yo beber sangre caliente, ahora podría ejecutar tales acciones, que el día se estremeciese al verla.”

William Shakespeare, Hamlet Acto 3, Escena 2.

Introducción

En 2011, un grupo auto denominado “individualidades tendiendo a lo salvaje” (ITS) comenzó una serie de ataques “eco-terroristas” en México.

Estos ataques iban desde paquetes-bomba, enviados a varias instituciones de investigación de todo el país, hasta el asesinato de un investigador en biotecnología en Cuernavaca, Morelos. Con cada intento de atentado o acción, ITS publico comunicados explicando el razonamiento detrás de estas acciones, y usaron los ataques como “propaganda por el hecho”, para difundir sus ideas. En 2014, tras una serie de polémicas y auto-críticas, ITS presuntamente unió fuerzas con otros grupos aliados en México y cambió su nombre por el de “Reacción Salvaje” (RS). Este último grupo se caracterizó como un grupo de “saboteadores nihilistas, nómadas incendiarios, delincuentes individualistas, anarquistas terroristas, críticos política y moralmente incorrectos”, entre otros. Desde su formación, RS se ha atribuido la responsabilidad de la explosión de una bomba en el Teletón, así como también su infiltración en recientes disturbios durante las manifestaciones contra el gobierno en la Ciudad de México.

No hay manera de saber el número o tamaño de ITS/RS, sus orígenes parecen oscuros para el observador externo, y sus influencias se muestran indefinidas. En sus comunicados hay muchas citas de Theodore Kaczynski (también conocido como “Unabomber”), así como referencias pasajeras a Max Stirner y diversos pensadores anarco-primitivistas.

Su método de acción y la preferencia por los comunicados también toman de manera obvia señales de Kaczynski. A través de sus escritos, sin embargo, los individuos de ITS/RS son insistentes en que no representan a nadie más que a sí mismos tanto ética como ideológicamente. Como se expresa en el primer comunicado de ITS:

“Poniendo nombres a la guerra contra la civilización como los de “revolución”, “revolucionarixs”, “pseudo revolucionarixs”, estaríamos cayendo en lo mismo que predican lxs marxistas cuando tachan a algunx como contrarevolucionarix, además estaríamos cayendo también en un dogmatismo religioso parecido a los esquemas de lxs izquierdistas. Donde el dios es la Naturaleza Salvaje, el Mesías es Ted Kaczynski, la Biblia es el manifiesto Unabomber, los apóstoles son Zerzan, Feral Faun, Jesús Sepúlveda, entre otrxs, el paraíso anhelado es el colapso de la Civilización, lxs iluminadxs o lxs predicadorxs son lxs “revolucionarixs”, mantenidxs por la fe la cual sería la confianza a ciegas que tienen con que algún día llegue la “revolución”, lxs dicípulxs serían lxs “potencialmente revolucionarixs”, las cruzadas o las misiones serían llevar la palabra a lxs círculos de implicadxs en luchas verdes o anarquistas (donde según se encuentran lxs “potencialmente revolucionarixs”) y lxs atexs o las sectas serían lxs que no creemos en sus dogmas, ni aceptamos sus ideas como coherentes con la realidad.”

El propósito de este trabajo es analizar la trayectoria ideológica de ITS/RS y tratar de vincularlo a las corrientes intelectuales e históricas más amplias. En este análisis, tengo la intención de trazar el desarrollo de este grupo a nivel ideológico, mostrando el cambio y la continuidad en sus ideas, como es reflejado en la acción militante.  Creo que la historia de ITS/RS es la de un escape ideológico de tendencias anarquistas izquierdistas, que incluye la retórica tomada del anarquismo insurreccionalista y las luchas por la liberación animal,  a través de una crítica profundizadora de la ideología anti-tecnológica de Theodore Kaczynski. Esta partida incluyó una intensa polémica en oposición a la idea de Kaczynski de la revolución contra el “sistema tecno-industrial”.

En su lugar, IT/RS ha favorecido una crítica egoísta individualista con respecto a la acción de masas formada por la visión de sus propias investigaciones antropológicas de la vida de cazador-recolector en el contexto mexicano. Voy a argumentar que han llegado a un enfoque “post-político” para sus acciones terroristas extremistas, tratando de volver a un salvajismo indígena que se encuentra en la larga historia Mexicana de civilización y resistencia. Por último, voy a evaluar las actuales tendencias ideológicas de RS en contra del registro histórico y la investigación antropológica. En mi opinión, el desarrollo ideológico de ITS/ RS es un enfoque innovador para el pensamiento anti-civilización, a pesar de su apego a vestigios romanticistas y una retórica exagerada que a menudo nubla su mensaje.

Saliendo del izquierdismo, Hacia lo salvaje:

En el séptimo comunicado de ITS, publicado el 22 de febrero de 2012, se declara lo siguiente:

“Siguiendo con los temas de carácter anarquista, aceptamos públicamente que tuvimos un error en comunicados pasados (específicamente en el primero, segundo y cuarto) cuando mencionamos a sujetos que no conocemos personalmente, pero que en ese tiempo los considerábamos como “afines”. En esos entonces, Its estaba bastante influenciado por corrientes liberacionistas (liberación animal y de la tierra) e insurreccionalistas, ahora las cosas han cambiado, no negamos que esas corrientes fueron, en un principio, parte integral de nuestro desarrollo ideológico, pero las hemos dejado atrás, y como bien se puede leer arriba, nos hemos convertido en una cosa distinta.”

Una de las organizaciones mexicanas de divulgación de materiales de ITS/RS es Ediciones Aborigen. Esta organización ha publicado muchos de sus comunicados, así como materiales de investigación a menudo en colaboración con ITS/RS. En una edición de la revista Ediciones Aborigen, Palabras Nocivas, Ediciones Aborigen describe su propia historia; notable, cómo este esfuerzo editorial salió de la disolución de una revista anterior, “Rabia y Acción”. Esta es una difunta revista insurreccionalista que había cubierto previamente luchas de liberación animal y de la tierra a través de México y otras partes. La décima edición de esta revista, publicada en 2012, anunció su disolución, declarando que los autores ahora se oponen a su anterior orientación hacia acciones relacionadas a los derechos animales y de la tierra. Llegaron a considerar estas acciones como “reduccionistas”, “un escape psicológico” y “sentimentalistas”. Los autores también expresaron su apoyo de la afirmación de Kaczynski respecto a que la lucha contra el “sistema tecno-industrial” es la única que importa. También publicaron un ensayo de 2003 titulado, “Stirner, el único, el egoísta y el Salvaje”, donde el autor expresa lo siguiente: ¨El hombre real, el no civilizado, el salvaje ha sido sacrificado para mayor gloria de la dominación en la pira civilizadora, junto al resto de los animales salvajes y del planeta mismo.¨

Muchos de los temas abordados por los autores de Rabia y Acción concuerdan con ITS/RS, incluyendo la crítica al izquierdismo, las luchas colectivas, y la domesticación en el corazón de la civilización. Los primeros comunicados de ITS también expresan un horizonte ampliado de acción respecto al activismo de liberación animal y de la tierra. Sus ataques a la nanotecnología y a los científicos que trabajan en diversos emprendimientos tecnológicos fueron un intento de alcanzar un objetivo más amplio que las campañas contra las granjas industriales y la vivisección de animales, los cuales habían sido los proyectos anteriores de grupos eco-anarquistas en México.  Mientras que los ataques hasta ese entonces se habían centrado en el sufrimiento y la explotación de animales y parcelas de tierra particulares, ITS enfocó el “sistema tecno-industrial”, en su conjunto, según la definición de Kaczynski durante su presunta campaña propia contra la infraestructura científica en todo el 1980 y mediados de 1990.

La trayectoria ideológica de ITS/RS y sus aliados, por ende, parece ser cada vez mayor, tal vez incluso resulta paranoica, la purificación del mensaje en relación con el ataque a la tecnología y la civilización. En este proceso de autocrítica, ITS/RS rompen sus vínculos con el izquierdismo, el anarquismo, y el colectivismo, para escindir cada vez más a un mensaje “más puro” de guerra absoluta contra la civilización tecno-industrial, así como una auto-conversión al “salvajismo” en la medida de sus posibilidades. Como se declara en el primer comunicado de ITS:

“Veamos la verdad, plantemos los pies en la Tierra y dejemos de volar dentro de la mente ilusoria e izquierdista. La revolución nunca existió y por ende lxs revolucionarixs tampoco, aquellxs que se visualizan como

“potencialmente revolucionarixs” y que buscan un “cambio radical anti-tecnología”, están siendo verdaderamente idealistas e irracionales porque todo eso no existe, dentro de este mundo moribundo solo existe la Autonomía del Individuo y es por la que luchamos. Y aunque todo esto sea inútil y quede en lo estéril, preferimos batirnos en una guerra contra toda dominación que mantenernos inertes, expectantes, pasivxs o como parte de todo esto.”

La crítica de ITS en última instancia, daría la espalda a cualquier similitud con el discurso izquierdista, incluyendo su anterior identidad como “ecologistas radicales”. Posteriormente, también renunciaría a tales categorías ideológicas como son “humanismo”, “igualdad”, “pluralidad”, y similares. En el proceso, ITS/RS ha derivado en una crítica punzante hacia la revolución, el izquierdismo, e incluso la propia sociedad, a favor de la meta singular de la desestabilización del sistema tecnológico moderno. La conclusión definitiva de ITS/RS se planteó anteriormente: una comunidad humana y solidaridad verdaderas, no pueden ser alcanzada bajo la civilización tecno-industrial, y por lo tanto todas las ideas y los valores que la acompañan son obsoletos y perjudiciales. La acción colectiva queda, por ende, fuera de cuestión; sólo la resistencia de los individuos enfrentando a este sistema es adecuada para aquellos que quieran volver a lo salvaje. En este sentido, ninguna acción o táctica esta fuera de la mesa.

Los Niños bastardos de Theodore Kaczynski

En enero de 2012, ITS publicó su sexto comunicado, el cual era una autocrítica de diversas tendencias presentadas previamente en comunicados pasados. El comunicado comienza criticando el previo uso ortográfico de colocar una “x” en lugar de una “o” o una “a” en ciertos sustantivos personales para preservar la neutralidad de género. ITS también aclaró su posición en relación al “izquierdismo”, declarando que ya no iba a enviar mensajes de solidaridad a los presos anarquistas como lo había hecho en anteriores comunicados, o incluso a insinuar que eran parte de un “movimiento” o “revolución” para derrocar o alterar el “sistema tecno-industrial.” ITS resume su crítica al izquierdismo declarando:

“Con respecto a nuestra postura, que tiene que ver con la guerra contra el izquierdismo. Hemos revalorado lo antes dicho, y hemos analizado que el izquierdismo es solo un factor que se merece el solo rechazo, la crítica y el alejamiento de los que luchamos contra el Sistema Tecnológico Industrial, nada más.”

La crítica al izquierdismo es tomada en proporciones nada pequeñas, de Theodore Kaczynski. En el párrafo 214 del famoso “Sociedad Industrial y su Futuro”, Kaczynski declara:

“Para evitar esto, un movimiento que exalta la naturaleza y que se opone a la tecnología, debe tomar un acuerdo contra los izquierdistas y debe evitar la colaboración con estos. El izquierdismo está al fin y al cabo en contradicción con la naturaleza salvaje, con la libertad humana y con la eliminación de la tecnología moderna. El izquierdismo es colectivista; está buscando vincular el mundo entero (ambos, la naturaleza y la raza humana) en un todo unificado. Pero esto implica el manejo de la naturaleza y de la vida humana por una sociedad organizada, y requiere tecnología avanzada. No puedes tener el mundo unido sin medios de transporte rápidos y sin comunicaciones, no puedes hacer que todo el mundo se quiera sin técnicas psicológicas sofisticadas, no puedes tener una «sociedad diseñada» sin la base tecnológica necesaria. Además de todo, el izquierdismo está conducido por la necesidad de poder, y el izquierdista requiere el poder en bases colectivistas, a través de la identificación con un movimiento de masas o una organización. Es inverosímil que el izquierdismo renuncie a la tecnología, porque la tecnología es una fuente demasiado valiosa del poder colectivo.”

En el séptimo comunicado, ITS desarrolla una crítica con respecto a la afinidad entre el anarquismo y la sociedad primitiva. Por ejemplo, ITS defiende en este comunicado la discriminación, la autoridad y la jerarquía en las familias en un contexto de vida de cazador-recolector. Esto también parece ser una reflexión de la propia critica de Kaczynski en su ensayo, “La verdad sobre la vida primitiva: Una crítica al anarco primitivismo”:

“El mito del progreso puede no estar muerto aún, pero está muriendo. En su lugar, otro mito ha estado creciendo, un mito que ha sido promovido especialmente por los anarcoprimitivistas, aunque también se ha generalizado en otros círculos. De acuerdo con este mito, antes del advenimiento de la civilización nadie tuvo que trabajar jamás, la gente simplemente arrancaba la comida de los árboles y se la metía en la boca, dedicando el resto de su tiempo a jugar al corro de la patata con los hippies. Los hombres y mujeres eran iguales, no había rivalidad, ni racismo, sexismo u homofobia, la gente vivía en armonía con los animales, y todo era amar, compartir y cooperar. De acuerdo, lo anterior sólo era una caricatura de la visión de los anarcoprimitivistas. La mayoría de ellos -espero- no están tan lejos del alcance de la realidad como digo. Sin embargo, están bastante fuera de su alcance, y ya es hora de que alguien desacredite su mito.”

Estas posiciones, así como las citas frecuentes de los escritos y obras de Kaczynski, indican claramente una influencia del “Unabomber” sobre el grupo mexicano. Sin embargo, lo que heredaron de sus lecturas de Max Stirner y otros teóricos radicales, los hace apuntar en una dirección alejada de la “revolución” contra la sociedad tecno-industrial como Kaczynski la describió. De hecho, esta posición ha prevalecido en ITS desde los primeros comunicados, incluso si era a menudo endulzada o sólo vagamente reconocida, como en el siguiente pasaje del segundo comunicado:

“Recordemos que Kaczynski está en una cárcel de máxima seguridad, aislada del mundo que le rodea desde 1996; seguramente si saldría de la cárcel en este preciso momento, se daría cuenta del error que ha cometido al escribir esta declaración tan vaga, se daría cuenta que todo está peor (mucho peor) que cuando lo vio en el siglo pasado, se daría cuenta de cuanto la ciencia y la tecnología ha avanzado y cuanto han devastado y pervertido. Se daría cuenta de que ahora las personas se enajenan más con el uso de la tecnología y que hasta la han puesto en un altar como su diosa, su sustento, su vida misma. En sí, el concepto de “revolución” es completamente anticuado, estéril y caduco que no va acorde con las ideas anticivilización que se deberían plantear. Una palabra que si bien, ha sido utilizada por diversos grupos e individuos en la historia para llegar al poder, para una vez más dominar y ser el centro del universo. Una palabra que ha servido como el sueño anhelado para todxs lxs izquierdistas que tenían fe de que algún día llegará para liberarse de sus cadenas.”

Después de que ITS se convirtiera en RS en 2014, comenzó una polémica algo afilada contra Ediciones Isumatag, un sitio web en español a favor de Kaczynski. En un comunicado titulado “Algunas respuestas sobre el presente y no el futuro”, varias facciones de RS dieron su respuesta a las críticas de la editorial, con respecto a su falta en el hecho de encarar un movimiento anti-tecnológico que podría conducir a un derrocamiento revolucionario del sistema industrial tecnológico. En su respuesta, RS declara que tal revolución necesitaría ser sostenida durante un largo período de tiempo y en el ámbito internacional, un acontecimiento que nunca ha sucedido antes en la historia. De hecho, de acuerdo con RS, la única revolución que tuvo un efecto transformador internacionalmente fue la Revolución Industrial. El esperar una revolución en un futuro indefinido es solo una esperanza, “en nada concreto, totalmente en el aire”. La “revolución” es, dicho en una palabra, imposible, y tal vez ni siquiera deseable. Por lo tanto RS decide vivir y luchar en el presente contra su domesticación y sometimiento:

“Cuando Its (en su momento), o los grupúsculos de RS, han declarado que no esperan nada de los ataques ejecutados, nos estamos refiriendo a las medidas apegadas estrictamente a lo “revolucionario” o “trascendental de la lucha”. No esperamos la “revolución”, ni la “crisis mundial”, ni las “condiciones propicias”, lo único que esperamos es que después de un ataque, salgamos intactos con nuestra victoria individualista, con las manos llenas de experiencias y vivencias para los siguientes pasos aún más destructivos, constantes y amenazantes.”

Por lo tanto, RS clasifica la revolución anti-tecnológica de Kaczynski tanto delirante como un impedimento a la acción extremista en el aquí y ahora.  El único curso de acción aceptable para ITS/RS es uno en el cual solo el presente importa, uno que golpea contra la mega-maquinaria tecnológica sin importarle los efectos o consecuencias a largo plazo. Por lo tanto ITS/RS reivindica su obligación hacia el futuro en nombre de los actos individualistas de violencia que son una “embestida” contra su propia domesticación. Está muy claro que ITS/RS jamas ha pensado que cualquier otra cosa sea posible o constructiva. Lo que voy a tratar de mostrar en lo que resta de este ensayo es la forma en que llegaron a estas conclusiones, y cómo su propio estudio del pasado les llevó a rechazar el futuro por el bien de un presente salvaje.

¡Axkan Kema, Tehuatl, Nehuatl! (¡Hasta tu muerte o la mía!)

La transición de Individualidades Tendiendo a lo Salvaje a su nueva identidad de Reacción Salvaje en 2014 está marcada por un giro decisivo hacia la historia en el contexto mexicano. El pensamiento anti-civilización en México tiene que abordar la historia de siglos de resistencia a la civilización que estaba bien en marcha incluso antes de que llegaran los europeos. En particular, las tribus de cazadores-recolectores, al norte del área central de México fueron una amenaza constante para las civilizaciones emergentes que los europeos encontraron a su llegada. Mientras que esta región del mundo domestico cultivos tales como el maíz, que sirvió como la columna vertebral de la agricultura sedentaria en todo el continente, el predominio de la forma civilizada de vida no se apoderó de algunas de las regiones vecinas de los imperios mesoamericanos anteriores a la conquista. Incluso después de la conquista española en 1521, estas tribus del norte, en la llamada la “Gran Chichimeca” libraron una feroz guerra contra el creciente imperio español.

Esta guerra duraría casi cuarenta años. RS toma inspiración ideológica sustancial de este acontecimiento histórico, como se afirma en una polémica reciente:

“Ediciones Isumatag” escribe en su texto que la confrontación directa es tarde o temprano un suicidio, y tiene razón, solo que eso lo hemos decidido nosotros, sabemos que quizás tendremos el mismo futuro de presidio o muerte que tuvieron los salvajes guerreros chichimecas Tenamaztli y Maxorro, lo mismo que les pasó a los indómitos chiricahua Mangas Coloradas y Cosiche, lo sabemos muy bien, nosotros hemos preferido batirnos en una pelea a muerte con el sistema, antes que conformarnos y aceptar la condición de humanos híper-domesticados que nos quieren imponer, recordemos que cada individuo es diferente, para algunos es bastante cómodo auto-engañarse pensando que algún día llegará la gran crisis y que hasta entonces se pondrán a actuar para ese hipotético derrumbe del sistema, pero para nosotros NO, ya NO somos idealistas, vemos el presente tal y como es, y este nos empuja a la confrontación directa, asumiéndola hasta las últimas consecuencias.”

Otra obra de RS y sus aliados ha sido la difusión de revistas como Regresión y Palabras Nocivas, las cuales publican tanto propaganda de RS como piezas informativas sobre la historia indígena de la lucha contra la civilización. Por ejemplo, en octubre de 2014, un número de la Regresión fue publicado, con información sobre la resistencia Chichimeca a la colonización española y la Guerra del Mixtón del siglo XVI. La Guerra del Mixtón fue un levantamiento en 1541 de los pueblos recién conquistados contra la dominación española en el área central de México. Estos pueblos indígenas habían sido agricultores sedentarios que “regresaron” a su estilo de vida cazador-recolector en las colinas y montañas de México para poder combatir a los españoles. Al año siguiente, las fuerzas indígenas tuvieron victorias bastante impresionantes, pero en 1542 fueron decisivamente derrotadas por una coalición de los españoles y sus aliados indígenas. Como declara el autor del artículo de Regresión:

“El Cinvestav ha alterado y modificado genéticamente, un importante número de plantas silvestres autóctonas y foráneas, una de esas plantas nativas ha sido el chilcuague, la raíz de nuestros ancestros, por la que muchos salvajes se salvaron de la muerte para seguir con la guerra en contra de la civilización, pues se podría decir, firmemente, que tanto la Guerra del Mixtón (1540-1541), la Guerra Chichimeca (1550-1600) y la Rebelión de los Guamares (1563-1568), fueron auténticas guerras contra la civilización, el progreso y la tecnología. Los salvajes chichimecas no querían un nuevo gobierno o uno más bueno, no querían ni defendían ciudades o asentamientos de las civilizaciones mesoamericanas derrocadas, no buscaban la victoria, buscaban atacar a aquellos que los atacaban y amenazaban, buscaban la confrontación, de ahí su grito de guerra: “¡Axkan kema, tehuatl, nehuatl!” (Hasta tu muerte, o la mía).”

El Chichimeca es el arquetipo de “salvaje” en el pensamiento actual de RS, más que cualquier otro grupo cazador-recolector. Como nómadas cazadores-recolectores encontrados al norte de la civilización mesoamericana, habían sido feroces enemigos de las ciudades agrícolas sedentarias del centro de México antes de la llegada de los españoles. La afinidad recién encontrada de RS para con la historia de la Gran Chichimeca es el mejor indicador de un cambio ideológico dentro de sus grupúsculos. No sólo es necesario rechazar el izquierdismo y la “revolución” contra el sistema tecno-industrial, sino en la mentalidad de uno, hay que volver al “salvajismo”, y adoptar el ethos de los “salvajes” anteriores que lucharon contra la civilización. Por lo tanto RS busca pasar de la crítica al abandono absoluto de la mente civilizada, hacia una actitud que ellos perciben como “salvaje” y más en sintonía con la naturaleza, que es lo único bueno.

La tendencia intelectual de RS hacia un nuevo salvajismo parece ser el resultado de un compromiso con las fuentes de información disponibles. Si bien estas fuentes tienden a documentar la Gran Chichimeca como un lugar inhóspito y violento, no hay duda de que estas calumnias solo han inspirado aún más a RS, a adoptar una identidad “salvaje”. La dureza de la vida de cazadores-recolectores en una región árida sigue siendo equivalente a la libertad a sus ojos. En un artículo de investigación independiente citado en el blog “El Tlatol” que se titula ¨Repensando el Norte: La Gran Chichimeca¨ Un diálogo con Andrés Fábregas”, un pasaje de esta obra cita al emperador azteca precolombino, Moctezuma Ilhuicamina, quien declaró lo siguiente en relación con la re-escritura de la historia azteca:

“Tenemos que construir nuestra historia, porque pasamos todavía como chichimecas en el Valle de México, y eso no puede ser. Entonces hay que borrar esa historia de pasado chichimeca y construir otra; la historia de que somos el pueblo civilizador, que somos constructores de la gran Tenochtitlán.”

En su entrevista, Fabregas resume la actitud de los aztecas y otros indios civilizados de la siguiente forma:

“Efectivamente, los Mexicas, para renunciar al pasado, para darle la espalda a su pasado, el cual fue el pasado Chichimeca, inventaron el término: más que el término, inventaron el concepto que convierte a las personas del norte, al norte del centro del mundo -al ser México. El centro del mundo- en gente incivilizada. Y usan un argumento que resulta tendencioso para nosotros, pero que en su momento fue crucial. El argumento fue: Los chichimecas no saben hacer tamales, sin mencionar el cómo comerlos. De hecho si encontramos esto tendencioso, pero el hecho es que hacer tamales fue toda una transformación de la naturaleza. Fue como un resumen de su historia cultural. Esto para decir que los Chichimecas no eran capaces de crear cultura.”

Otros mexicas prefiguraron los prejuicios europeos contra la vida “primitiva” de los cazadores-recolectores, describiendo la tierra de los chichimecas a los primeros cronistas españoles en una luz muy negativa: “Es una tierra de miseria, de dolor, de sufrimiento, fatiga, pobreza y tormento, Es un lugar de rocas áridas, de fracaso, un lugar de llanto; se trata de un lugar de muerte, de sed, un lugar de desnutrición. Es un lugar de mucha hambre y mucha muerte”.

El rechazo a la moral de RS incluso parece inspirado en cierto punto por lo que ellos perciben como las actitudes de los chichimecas hacia la sociedad cristiana occidental. Por ejemplo, en un comunicado reclamando la responsabilidad de un ataque reciente contra la Fundación Teletón en noviembre de 2014, el “grupúsculo cazador nocturno” de RS declaró: “Sin más explicaciones: ¡No somos cristianos, ni nos caracteriza la nobleza, somos salvajes, no buscamos ni defendemos la caridad de nadie ni con nadie!” La aparente inmoralidad y fiereza en la lucha es una característica reconocida comúnmente a los chichimecas en su guerra contra los españoles y sus aliados indios cristianizados. El académico estadounidense, Philip Wayne Powell, en su libro seminal sobre la Guerra Chichimeca, soldados, indios, y plata, dice lo siguiente sobre el trato de los chichimecas a sus enemigos capturados en la batalla:

“La tortura y mutilación chichimeca hacia los enemigos capturados tomó muchas formas. Alguna vez el pecho de la víctima era abierto, y el corazón era removido mientras aun latía, en forma de sacrificio Azteca; esta práctica era característica de las tribus cercanas a la gente sedentaria del sur. El escalpado era ampliamente practicado en la Gran Chichimeca, con frecuencia mientras la víctima aún vivía… Los guerreros cortaban también los genitales y los introducían en la boca de la víctima. Empalaban a sus cautivos, “como lo hacían los Turcos”. Removían varias partes del cuerpo, piernas, brazos, huesos y costillas, uno por uno, hasta la muerte del cautivo; los huesos eran llevados como trofeos algunas veces. Algunas víctimas las arrojaban desde pendientes, a otras la colgaban. También abrían la espalda y arrancaban los tendones, los cuales usaban para confeccionar sus arcos y flechas. Los niños pequeños, que aún no caminaban, eran agarrados por los pies y golpeaban sus cabezas contra las rocas hasta que sus cerebros se escurrían desde sus cráneos.”

A pesar de, y quizás a causa de su salvajismo, los chichimecas estaban generalmente invictos militarmente contra los españoles y sus aliados indios subyugados. Eran feroces guerreros con la “ventaja de jugar en casa” en terreno hostil, y la guerra de España contra ellos se prolongaría durante décadas en el siglo XVI. Para Reacción Salvaje, son opositores arquetípicos contra la civilización en el contexto mexicano. En un comunicado reciente, algunos miembros admiten haber ido a la región en donde estas batallas tuvieron lugar, para interrogar a los lugareños y así obtener más información y confirmar lo que han leído en los “civilizados” libros de historia. Miembros de RS, junto con la revista Regresión y Ediciones Aborígenes, resumieron el significado de los Chichimecas para su versión de la ideología eco-extremista, en su complicación antropológica, “El lugar de las siete cuevas”:

“En Reacción Salvaje (RS), entendemos al Chicomoztok como aquel lugar aislado de la civilización, sitio el cual era arribo de diversas tribus salvajes nómadas, por lo cual representa lo salvaje y la vida plena que gozaban nuestros antepasados antes de ser atraídos a adoptar la vida sedentaria. Es una mirada al pasado que tiende a la regresión, y al recuerdo de aquello que hemos ido perdiendo poco a poco. Simboliza aferrarnos a nuestro pasado primitivo y por ende a la defensa extrema de la naturaleza salvaje, el fuego iniciador que incita al conflicto individual y grupal contra lo que representa artificialidad y progreso.”

Los Chichimecas son el símbolo de la intransigencia de RS, al punto de la muerte, en contra de una fuerza que está destruyendo a la naturaleza a través de la tecnología y la forma de vida civilizada. Se debería observar también, que la insignia de RS, con la representación de una persona indígena vestida con piel de coyote, encendiendo una fogata, es tomada de un códice, que representa a un guerrero Chichimeca en el Chicomoztok.

Incluso la idea misma del tiempo es concebida como “muy civilizada” para RS y sus aliados, y así, el fin es concebido solo en términos en los cuales un “salvaje” los entendería:

“No creemos en la posibilidad de “revoluciones anti-industriales”, ni en movimientos futuristas que quizás traigan (de acuerdo a estos pensadores), la caída de este sistema artificial. En la naturaleza salvaje, “posiblemente” no existe, y el “quizás”, tampoco. No hay puntos intermedios, o neutrales. Solo existe lo concreto: o es, o no. La supervivencia siempre ha sido así, y nos incluimos dentro de estas leyes naturales. El presente es todo lo que hay, el aquí y ahora. El intentar ver el futuro, o darse cuenta de algo con respecto al futuro, es una pérdida de tiempo. Ese ha sido el verdadero error de los revolucionarios.”

Conclusión: El órgano del capitán Vancouver, o; ¿Cómo fue ganado el Norte?

Habiendo repasado la trayectoria ideológica de ITS/RS, en este punto siento la necesidad de hacer una valoración del “salvajismo” recién encontrado de RS. El punto que necesita más interrogación es la “anti-hagiografia” de RS respecto a los Chichimecas. Si bien es claro que la guerra terminó con la dominación española, no está claro cómo terminó desde la narrativa ideológica de RS. ¿Era realmente una “lucha a muerte”? ¿Fueron masacrados todos los chichimecas? Y si no, ¿por qué finalmente se rindieron? ¿O podría incluso ser llamado, “rendición”?

Lo que parece que a RS y sus aliados, no les interesa hablar es que, al menos según el libro pionero de Philip Wayne Powell sobre el tema, el fin de la Guerra Chichimeca fue relativamente pacífico e insatisfactorio.

Mientras que algunos guerreros, efectivamente, “lucharon hasta la muerte”, la gran mayoría no lo hizo. Eran militarmente iguales y hasta superiores a sus rivales españoles, incluso con la ayuda de los indios “sedentarios” aliados. Mientras que muchos chichimecas fueron cautivos durante la etapa de la guerra que Powell denomina, “the war on fire and blood “(la guerra de fuego y sangre, o en un sentido menos figurativo, la guerra total), el estancamiento que siguió obligó a los españoles a tomar un enfoque diferente para terminar con las hostilidades. En lugar de utilizar un método de pacificación que incentivó el esclavizamiento de los indios como un medio de pago a mercenarios o soldados, la Corona decidió tomar los fondos para la guerra y utilizarlos para pagar por la lealtad de varios jefes chichimecas.  En pocas palabras, los españoles compraron a los chichimecas.

La diplomacia de la paz, se convirtió de alguna manera menos dificultosa, durante la última década del siglo XVI. A medida que las tribus Chichimecas de daban cuenta de que podían sacar ventajas de los tratados de paz, y que no serían dañados por los españoles. Luego de un tiempo, fueron los mismos indios los que iniciaron conversaciones de paz, mostrando una voluntad real por abandonar su estilo de vida nómada y asentarse en tierras niveladas.

Uno sólo tiene que avanzar dos siglos más para ver este proceso replicado más al norte, esta vez en la California colonial. Si bien este último ejemplo fue con mayor tragedia y violencia debido a las muertes en masa por enfermedad y por la violencia de los colonos, en general, el sometimiento de los indios de California al sistema misionero era un asunto casi voluntario. Como Randall Milliken comenta en su libro, Un Tiempo de pocas opciones: La desintegración de la cultura tribal, en el área de la bahía San Francisco 1769-1810:

“Los aldeanos del Área de la Bahía fueron seducidos con productos materiales y denigrados por sus prácticas tradicionales, por los agentes de la complejidad tecnológica y organizativa occidental. Los altos índices de mortalidad y la amenaza constante de la abrumadora violencia militar contra cualquier grupo que intentara obstaculizar la proselitista misión aumentaron la presión. ¿Resulta sorprende entonces, que los pueblos tribales llegaron a dudar del valor de su cultura nativa, y comenzaran a aceptar una definición de sí mismos como ignorantes y no calificados, merecedores de una vida de subordinación en la nueva estructura social basada en el sistema de castas?”

En algunos casos, no se necesitaba mucho contacto para convencer a las tribus indígenas de someterse al yugo cristiano español. En las misiones anuales de San Juan Bautista en California, se cuenta la historia de un órgano que alguna vez perteneció al capitán británico George Vancouver:

“En una oportunidad, al órgano le acreditaron el salvar la misión de su destrucción, a manos de los Bélicos Indios Tulares. Quienes descendieron sobre San Juan Bautista, asesinando a los neófitos y ahuyentando a los caballos. Los indios cristianos recuperaron los caballos, y los Tulares, entonando gritos de guerra, aparecieron nuevamente. Padre de la Cuesta arrastro el órgano hacia afuera presurosamente y comenzó a molerlo furiosamente en la manivela.  El estruendo de la musica primero dejó atónitos, y luego deleitó a los jinetes, quienes luego se unieron pacíficamente a la misión que habían intentado destruir.”

De este modo, RS ha cometido un error extraño, aunque grave, al considerar ciertos pueblos como “salvajes innobles” completamente inmunes a un comportamiento y consideración “civilizada”. Este claramente no era el caso en el registro histórico. Mientras que los Chichimecas sí libraron feroces batallas en la frontera para defender su modo de vida, en el momento en el que fue claro que el mundo Español les daría obsequios, y no los esclavizaría, en su mayoría se asentaron voluntariamente, al lado de sus antiguos enemigos indígenas sedentarios, e hicieron las paces con el orden colonial. En última instancia, los Chichimecas y demás indios en la frontera no libraron una guerra a muerte contra la civilización. De hecho, uno no puede proyectar en ellos ningún discurso anti-civilización, porque ellos no sabrían lo que significa. El pueblo indígena no era homogéneo ni eran aliados entre ellos de ninguna forma cohesiva. No estaban unidos como una fuerza en contra de algo que llegaríamos a llamar “civilización.”. Al darse los medios para las concesiones. Al menos en el asunto de la guerra Chichimeca y la California colonial. Los nativos aceptaron ponerle fin a su forma de vida sin mucha resistencia.

El vuelco de ITS/RS hacia su propia historia local, en busca cimentar su lucha, apoyándose en las antiguas guerra contra la civilización, libradas en territorio mexicano, es altamente admirable y refrescante en un contexto de recurrentes conceptos izquierdistas abstractos. Sin embargo, su actitud con respecto a la necesidad de “volver a lo salvaje”, una especie de “borrón y cuenta nueva” respecto a la contaminación de la modernidad y de la izquierda. Es un marco de referencia intelectual mal concebido. La única razón por la cual sabemos que la civilización es perversa, es porque la hemos vivido, y hemos llegado a temerle a la actual voluntad de poder al estilo de Prometeo, en contra de la naturaleza. “Hacer borrón y cuenta nueva”, es, de este modo, mucho más dificultoso que ITS/RS sigan desde sus lugares.

Sin embargo, incluso si nuestros antepasados fracasaron en la lucha contra el Leviatán civilizado, es tanto mi aseveración como la de otros, que esa lucha debe continuar. La retórica casi suicida de ITS/RS en relación al frente a frente contra la civilización tecno-industrial puede parecer exagerada a veces, pero dada la cooptación de todas las luchas anteriores, y el verdadero callejón sin salida que es el izquierdismo, es difícil argumentar en contra de lo apropiado que resulta tal nivel de militancia. Un animal salvaje puede huir, pero cuando es acorralado, no se da la vuelta y obedece; ataca; aun cuando las probabilidades están en su contra, incluso si la muerte es segura. Un animal salvaje sólo puede ser matado por la civilización, debido a que no le sirve de nada. Aquellos animales que obedecen y que encontraron una manera de acomodarse a sus amos, representan la exitosa historia de la domesticación. Los animales que se reducen cobardemente a la auto-preservación son lo que la civilización necesita. Los proyectos y las revoluciones para “un mejor mañana” bien pueden ser la trampa que siempre nos atrapa. Esta es la trampa que nos guía a la domesticación y la complacencia, lo cual es una muerte en vida, que se encamina rápidamente a la muerte masiva actual a escala global.

Por lo tanto, uno puede criticar las tácticas de ITS/ RS, su falta de empatía hacia las víctimas que han sido “daños colaterales” en sus ataques, su prosa histriónica, su romanticismo sádico, y demás. Pero cuando todo esté dicho y hecho, en la lápida de la Tierra será leído que murió a causa de un modo de vida que intentó traer paz y prosperidad a costa de la esclavitud de todas las cosas para lograr su cometido. Ese tipo de violencia generalizada y sin pretensiones hace que las acciones de ITS/RS resulten insignificantes en comparación. Quizás en este sentido también nosotros debamos evocar tal “salvajismo”, esa vida interior sin conquistar, que proclama un firme ¨Non serviam¨ a un sistema que ofrece la paz a costa de nuestra lenta desaparición. Tal vez por eso está escrito:

“Y desde los días de Juan el Bautista hasta ahora, el reino de los cielos sufre de violencia, y los violentos lo conquistan por la fuerza.” (Mateo 11:12).

Abe Cabrera

Notas:

Primer comunicado de Reacción Salvaje, 113, se lo puede encontrar en:

https://eltlatol.files.wordpress.com/2014/11/la-naturaleza-es-el-bien-la-civilizacic3b3n-es-el-mal.pdf.

El título del libro que contiene los comunicados es: La naturaleza es el bien, la civilización, es el mal: Comunicados de Individualidades tendiendo a lo salvaje. Ediciones Matar o Morir: México., 2014. Todas las traducciones son propiedad del autor a no ser que se notifique de otra forma.


Algo para la Revista Ritual

En junio de este año 2015 se hizo publica la revista Ritual número 0, la cual trata temas políticos, analiza y critica desde perspectivas académicas varios temas que van desde lo cultural, lo socioeconómico y lo filosófico.

En su número 0 Ritual Magazine (RM), se incluyó un ensayo que lleva por título “Toward Savagery: Recent Developmets in Eco-extremist thought in Mexico” que traducido al castellano es “Hacia el Salvajismo: Desarrollos recientes en el pensamiento Eco-Extremista en México”.

El interesante ensayo analiza y expone la tendencia que defiende desde hace un tiempo los grupúsculos de Reacción Salvaje (RS), su desarrollo ideológico devenido de su alejamiento de las bases propuestas por Kaczynski tras ser publicado su análisis teórico, “La sociedad industrial y su futuro” en 1995; también analiza el proceso de la tendencia única del eco-extremismo al posicionarnos como herederos guerreros de los grupos cazadores-recolectores nómadas, los cuales dieron guerra a los europeos y a los nativos sedentarios que invadieron sus zonas durante el siglo XVI, haciendo de esta práctica un reacomodamiento en la actual situación de invasión tecnológica y progreso humano.

El artículo está firmado por “Abe Cabrera”, y aunque recomendamos su lectura ampliamente, queremos expresar algunos puntos en referencia:

a) Respecto al último apartado del ensayo: Conclusión

Si bien es cierto que el libro de Powell sobre la Guerra Chichimeca expone ampliamente el final del conflicto armado contra los invasores españoles y sus aliados indígenas, valdría la pena saber lo que piensan sobre esto los nativos del ultimo poblado chichimeca que existe.

San Luis de la Paz en el estado de Guanajuato es la última locación chichimeca registrada, específicamente en la zona de Misión de Chichimecas, en donde se pueden encontrar a los últimos descendientes: los chichimecas-jonaces, y quienes guardan la historia contada de generación en generación sobre el conflicto que puso en jaque al virreinato en aquellos años.

Un integrante de RS, ha conseguido entablar conversaciones con alguna gente de este poblado, de los cuales se evitarán sus nombres para evitar posibles nexos con el grupo extremista.

En las conversaciones los nativos engrandecen la fiereza de los chichimecas-guachichiles, enaltecen orgullosamente su pasado en guerra, ellos han mencionado que a raíz del exterminio de los últimos salvajes, cazadores-recolectores y nómadas, los demás pueblos chichimecas que se habían salvado de la muerte y del presidio decidieron ceder terreno y hacer ver a los españoles que seguían su religión, que compartían sus nuevos mandatos y que se adaptarían a la vida sedentaria, todo esto con el fin de mantener viva su lengua, sus tradiciones y sus creencias. Inteligentemente los ancianos de aquellas tribus junto con los curanderos (madai coho), que habían bajado de los montes para vivir en paz después de años de guerra, decidieron adaptarse, con tal de que sus historias y sus costumbres no fueran también exterminadas, para que fueran dejadas como herencia a las generaciones venideras.

Así, los chichimecas fingían danzar frente a la Virgen María, pero en realidad sus festividades estaban enmarcadas dentro de sus tradiciones paganas y realmente veneraban a sus deidades de siempre. Fingían asistir a las misas de las iglesias para escuchar la palabra de los curas, pero realmente asistían porque era el momento en que todos se podían ver y festejar, como en el mitote ancestral.

Fingían y fingen, prender copal para los santos católicos, pero sus adoraciones no son para estos, sino para el sol, el coyote, la luna, el venado, etc.

Continúan sahumando con resinas los cuerpos de las personas, como lo hacían en ritos ceremoniales paganos, continúan vistiéndose de pieles en las danzas por la veneración de tal o cual animal, algo que para la iglesia católica en su momento, era digno de castigo, pero que los chichimecas lo hicieron ver como parte de los eventos religiosos de un pueblo que se había “arrodillado” ante el dios cristiano.

En resumidas cuentas, la aparente rendición de los chichimecas que quedaban con vida, fue para eso, mantener y resistir (tomando el fingimiento como arma), los embates de los nuevos conquistadores.

Es como este grupo étnico ha prevalecido, y es razón evidente para pensar que los indómitos guachichiles y zacatecos en su gran mayoría, decidieron morir antes que aceptar cualquier imposición y vengar a sus hermanos caídos. ¿Cómo es que se explica que no existan hoy en día más referencias antropológicas o lingüísticas de este par de grupos, que los representaba su salvajismo y su valentía en combate? Es claro que los grupos nómadas cazadores-recolectores no cuentan con muchos vestigios o evidencias arqueológicas más que sus armas de caza y de guerra, sus sencillas vestimentas, sus colguijes, sus primitivos adoratorios, sus pinturas y artes rupestres, pero en este caso, las bases de estudio que se tiene de los chichimecas del tipo más salvaje son poquísimas; si no fuera por los cronistas extranjeros, los códices de los indígenas aliados, las historias de los nativos de ahora, y el determinante papel que jugaron en la historia de violenta resistencia al nuevo mundo, realmente no se tendría un conocimiento acercado de ellos.

Hay que recordar que el grupo chichimeca en sí, estaba formado de varios subgrupos étnicos, unos nómadas, otros semi-nómadas, y otros más sedentarios. Es un error (en el que ha caído el firmante del artículo en cuestión) generalizar y decir que los chichimecas en sí, se rindieron, sabiendo que unos prefirieron morir y otros más decidieron adaptarse mañosamente para continuar con sus tradiciones. Lógicamente nuestra condición como grupo eco-extremista no está acercada a la negociación, no está acercada a los pactos con el enemigo, lo hemos declarado desde nuestros comienzos, nuestros principios tendenciales están del lado de los que murieron a favor de la naturaleza salvaje y resistiendo con todo, los atentados del nuevo orden occidental y nativo.

Es por eso que RS se queda con Bartolomillo, Xale, Antón Rayado y Martinillo, los jefes guachichiles que dieron guerra total y golpes realmente duros al ejército invasor. Los cuales prefirieron la horca antes de contraer pactos con los blancos. Nos quedamos con la minoría que se enfrentó y llevó la tensión a los caminos de la plata, a las minas explotadoras, a los poblados sedentarios, a los presidios, a las iglesias, ahí donde se escondía lo extraño y lo nocivo.

b) Siguiendo con: Conclusión

Cabrera ha escrito:

“…No se puede proyectar un discurso anti-civilización en ellos (los chichimecas), porque no quisieron saber lo que esto significa.”

Y tiene mucha razón, RS no quiere proyectar en los grupos chichimecas del tipo salvaje una discursiva que se oponga a la civilización, es al revés, encontramos el ejemplo de los salvajes guerreros de la Gran Chichimeca atractivo para generarnos un discurso propio en contra de la civilización y del progreso humano. No queremos decir que los chichimecas hayan guerreado declaradamente contra la civilización, su historia es un ejemplo digno de recordar para hacernos ver que seguimos teniendo esa herencia guerrera en las venas y que como herederos nos toca a nosotros seguir la guerra contra lo ajeno, contra lo que nos destruye, y contra lo que nos empuja a abandonar nuestra calidad de humanos para convertirnos en autómatas hiper-civilizados.

Tenemos muy presente que somos humanos civilizados, que nos encontramos dentro de este sistema y que utilizamos sus medios para expresar este tipo de tendencia opuesta a ese mismo sistema, con todo y contradicciones sabemos muy bien que estamos manchados de civilización de generaciones atrás, pero como animales domésticos que somos, aún tenemos instintos no olvidados, hemos vivido como especie más tiempo en cuevas que en ciudades, no estamos totalmente alienados, por eso atacamos.

Lo que distingue a RS es que dentro del discurso compartido, nosotros decimos que no existe un mejor mañana, no existe un mundo el cual se pueda cambiar por otro más justo, no existe dentro de las pautas del sistema tecnológico que impera en todo el planeta, solo existe el mañana decadente, gris y turbio, lo que existe es el ahora, el presente. Por eso no apostamos por la “revolución” tan anhelada dentro de los círculos de izquierda y los que se autoexcluyen de ellos. Aunque suena exagerado, es lo que hay, la resistencia contra el sistema tecnológico debe ser extremista en el presente, no esperando condiciones, debe ser sin obtener “logros trascendentes”, debe ser llevada a cabo por individuos que se posicionen como guerreros en su tiempo, bajo sus propias pautas, aceptando sus incongruencias y sus contradicciones, debe ser suicida. No tenemos en la mira derrocar a este sistema, no queremos seguidores, lo que queremos es la guerra individualista llevada a cabo desde diversos grupúsculos contra este sistema que subyuga y domestica.

Nuestro clamor pagano a la Naturaleza Salvaje siempre será el mismo hasta nuestra forzada extinción:

“…Y se airaron las naciones, y tu ira ha venido (…), y el tiempo de destruir a los que destruyen la tierra también”

Apocalipsis 11:18

(it) Nuevo trabajo de la Revista Regresión: “CRONOLOGIA MALEDETTA”

Recientemente la Revista Regresión ha publicado un nuevo trabajo editorial en italiano, que hace poco habíamos publicado en formato texto.

Ahora se presenta en formato PDF, el que puedes descargar o leer:

cronologia-maledetta-la-storia-di-reazione-selvaggia-rs

cronologia-maledetta-la-storia-di-reazione-selvaggia-rs

(it) CRONOLOGIA MALEDETTA-“LA STORIA DI REAZIONE SELVAGGIA (RS)”

Presentamos con orgullo cómplice y criminal la traducción al italiano en formato texto y PDF, de uno de los trabajos editoriales de la Revista Regresión titulada “Cronología Maldita: La Historia de Reacción Salvaje”. Recordemos que RS fue una de los ciclos de ITS antes de llegar a ser la amenaza internacional que es ahora.

Traducción a cargo de “Fino”, del afín nihilista “Rapace”.

Descarga el PDF del mismo trabajo en su original en español AQUÍ.

croma


Introduzione

“Allorché ci si trasforma in individui, si rimane soli, e si deve affrontare la paura in tutte le sue sensazioni di sottomissione e pericolo”
E.

Reazione Selvaggia è stata un’unione di gruppuscoli che hanno agito attraverso i propri mezzi e secondo le proprie possibilità, compiendo sabotaggi, e attentati contro il sistema tecnologico, contro quelli che lo sostentano, lo migliorano e lo propagano. R.S. ha avuto come obiettivo tutto quello che è – e rappresenta l’artificialità, il progressismo, la tecnologia, la modernità, e la civilizzazione e l’umanismo, e altro.
Nel nome dell’Ignoto e della Natura Selvaggia,ha innalzato la lotta degli antenati guerrieri, che hanno combattuto fino alla fine,morendo contro chi tentò di soggiogarli, e tentò di togliergli le loro forme di vita primitive, portandoli cosi all’estinzione forzata.
La breve storia di RS, è quella di un gruppo che ha fatto molto “parlare” di se, per la sua unica natura, ignota e persistente, che è stata criticata duramente da alcuni circoli della sinistra,o dall’altra parte essendo approvata in alcuni aspetti che la tendenza ha difeso. Sia come sia, RS ha agito attivamente, portando alla luce comunicati teorici, creando dibattiti, siglando cospirazioni, pubblicando lavori editoriali, ect.
Quello che segue è la cronologia maledetta del gruppo, una cronaca precisa che comprende l’inizio del progetto, il suo apice e le sue conseguenze.
E anche se alcuni gruppi che difendono la tendenza dell’eco-estremismo individualista e nichilista, hanno incominciato altri progetti in maniera separata,la lotta contro l’artificialità è stata contraddistinta e specifica. La guerra continua, gli individualisti che hanno dato conflitto, continuano nella guerra, i gruppi proliferano, esempio è l’apparizione della “Setta Pagana della Montagna”,che prima della chiusura di questa uscita, si è reso responsabile di un attentato contro una delle imprese “leader” nel ramo dell’industria delle infrastrutture in Messico:OHL, assumendo la sua responsabilità, e esprimendo continuità prima della dissoluzione di R.S. E questo sarà evidente negli atti estremisti che seguiranno.
Pur focalizzandoci su RS, questa cronologia si può assommare a quella delle Individualità Tendenti al Selvaggio (2011-2013), o alle cellule anti civilizzazione del fronte di liberazione della terra (2008-2012).
Per la crescente e minacciante tendenza nella difesa Estremista della Natura Selvaggia!

Contro il sistema tecnologico, la civilizzazione e l’artificialità!

¡Axkan Kema, Tehuatl, Nehuatl! (Fino alla tua morte o la Mia! Ndt)

Luna di sangue d’estate 2015

Editori della Rivista Regresión

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-14 di Agosto del 2014: Una decina di gruppi tanto eco-anarchici (in quel momento) come d’idea terrorista, si unisce con il gruppo Its, ed emette, il primo comunicato, in cui affermano la loro affinità contro l’unico obiettivo da colpire: il sistema tecno industriale.

Il suo nome è“Reazione Selvaggia”, che si divide in gruppuscoli attraverso l’idea propria individuale,e che potranno prendere parte tanto agli attacchi alle persone-obiettivo, come quelli alla proprietà pubblica e privata.

Segue il comunicato, dove si vedono due individui incappucciati, armati con pistole, un mitra, e un altare alla natura selvaggia. Reazione Selvaggia è presente in DF, Stato del Messico, Hidalgo, Morelos, Guanajuato,Aguascalientes, Zacatecas, Veracruz, Coahuila, Puebla y Michoacán.

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-19 di agosto: Nasce l’organo di diffusione elettronica di Reazione Selvaggia. Il progetto ha il nome di “El Tlatol”, e agglomera tutti i testi, le analisi, le notizie e le rivendicazioni, delle Its, come dei gruppi affini di RS. “El Tlatol”,è il nome allusivo al demone che secondo i frati, durante la guerra del Mixtón(1541), si appropriava delle menti dei selvaggi chichimecas per commettere barbarie terroriste, contro gli spagnoli, indigeni alleati, gli schiavi degli stessi occidentali, i quali arrivarono a invadere il loro territorio, chiamato “Gran Chichimeca”.

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-12 di settembre: Il primo comunicato di Reazione Selvaggia, cattura l’attenzione della stampa, che comincia a speculare sopra i possibili obiettivi del gruppo terrorista, sull’esempio di quello accaduto nell’attentato della metro in Cile,e la sicurezza nazionale analizza la minaccia di RS, perché prevede due date dove il gruppo ha la possibilità di agire: oh nella sfilata militare del 16 dello stesso mese, o la marcia del 2 di ottobre. Il governo federale è allarmato.

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-16 di settembre: Durante la sfilata militare del “giorno dell’indipendenza”, i corpi di vigilanza federali e militari, mantengono un assedio di estremo controllo, tanto che i bambini che sono presenti sono mandati via. Il governo non solo è nervoso, per le minacce di RS ma anche per altre cose più pericolose.

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-1°ottobre: La notte del 30 settembre, un gruppo d’incappucciati, lancia pietre e molotov in una delle entrate dell’Università Nazionale Autonoma del Messico, varie macchine stazionate e una motocicletta sono danneggiate dal fuoco. Durante l’attacco alcuni degli incaricati alla vigilanza del luogo, cercano di fermare gli incappucciati, ma questi li bloccano sparando con un’arma da fuoco.

Le azioni rivendicate sono pubblicate sul blog “Instinto Salvaje”, perché i giornali cominciano a tirare fuori errate conclusioni, e pubblicano sui periodici e su giornali on line, che Reazione Selvaggia è il responsabile di quest’atto. Per questo, l’organo di diffusione e studio di RS, la rivista Regresión (la cui adesione non è ancora pubblica), nel suo secondo numero, e l’introduzione, rigetta l’accusa dei media, si distanzia dal gruppo in questione, dalla falsità diffusa in maniera massiccia dai mezzi d’informazione.

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-2 di ottobre: Nella manifestazione annuale ci sono lievi scontri tra incappucciati e granatieri, pero nulla indica la presenza di RS.  I giornali scandalistici rimangono vogliosi di scrivere spazzatura.

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-2 di ottobre: È pubblicata su vari siti, la rivista Palabras Nocivas n°6 delle Ediciones Aborigen, nonché nuovo organo di diffusione di Reazione Selvaggia, che sotto il nome di “Gruppuscolo Tinta di Carbone” continua il suo lavoro editoriale.

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-5 di Ottobre: Il Gruppuscolo “ Cacciatore Notturno” di RS, detona un ordigno esplosivo composto di “latta” di gas butano, nella Segreteria dell’ambiente nel municipio di Tlalnepantla- Stato del Messico. Questo è il primo attacco di RS dal suo primo comunicato nell’agosto di quest’anno.

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-16 di Ottobre: Il Gruppuscolo “ Pioggia di Freccie” di RS, si aggiudica un allarme bomba all’Incontro Nazionale di Biotecnologia dell’IPN, celebrato nella città di Tlaxcala. Nel comunicato il gruppuscolo scrive che gli organizzatori omisero le minacce, evidenziando dunque, che non gli importava nulla dell’integrità fisica dei partecipanti e che se in futuro la minaccia fosse stata reale, con feriti o morti ( in questo caso), non sarebbe stata responsabilità di RS. La rivendicazione è “firmata” da Puebla.

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-1 di novembre 2014: È pubblicato il primo comunicato delle “Condotte Incivilizzate” firmato da Buenos Aires, Argentina. Gruppo affine alla tendenza estremista in difesa della natura e nella guerra contro la tecnologia, in cui nel testo si aggiudica:

– Allarme bomba agli uffici di LAN

– Allarme bomba alla facoltà di Ingenieria

– Allarme bomba per Aníbal Cofone, segretario di Scienza e Tecnica dell’Università di Buenos Aires

– Allarme bomba all’Università Tecnologica Nazionale

– Allarme bomba all’aereoporto di Ezeiza, specificatamente un volo di LAN con arrivo a Santiago del Cile

– Attentato con ordigno incendiario fallito contro una Sottostazione Elettrica.

Con la promessa di più attacchi, il seme del confronto cresce nel sud.

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– 13 di novembre: I gruppuscoli di RS, “Ammazzare o Morire”, “Manto di Pelle di Coyote” e “Tinta di Carbone”, pubblicano un esteso comunicato intitolato “Alcune risposte sopra il presente e NO sul futuro”, dove rispondono alle critiche delle “Ediciones Isumatag” (Spagna). Nel testo di RS, è precisato il punto di vista contro la strategia della “rivoluzione antitec”, e che si distacca dai concetti Kazycskiani. Il comunicato contiene il simbolo del gruppo, ed è firmato da Pachuca, Hidalgo. Nel testo si evidenzia anche, l’adesione pubblica delle “Ediciones Aborigen” e la “Revista Regresion” a Reazione Selvaggia, e anche se non lo menzionano direttamente, nei futuri lavori di entrambi i gruppi, s’identificheranno rispettivamente con i nomi di “Tinta di Carbone” e “Manto di Pelle di Coyote”.

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-14 di Novembre: “Cacciatore Notturno” gruppuscolo di RS, detona nella notte un ordigno esplosivo, a base di gas butano davanti alla Fondazione Teleton Messico, nel municipio di Tlalnepantla, Stato del Messico.

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-15 di Novembre: Il Gruppuscolo “ Fino alla tua morte o la mia!” di RS, rivendica un attacco incendiario che danneggia i cavi di alimentazione elettrica dell’impresa Cemex, questo nel municipio di Tlalnepantla, Stato del Messico.

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-18 di Novembre: L’“Institute for Economist and Peace” (IEP), un centro d’indagini che vaglia i conflitti mondiali, pubblica nel recente indice,e ubica in esso, il Messico, dentro una lista di 13 paesi con rischio di attentati terroristi, e menziona come gruppo principale le “Individualità tendenti al selvaggio”, accusati formalmente di aver commesso l’attentato contro uno degli edifici amministrativi di Pemex, nel gennaio del 2013, esplosione (che non è stata commentata dal governo federale), che ha lasciato almeno 37 morti e più di 100 feriti.

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– 25 di novembre: È pubblicato nel blog “El Tlatol”, un testo del “ Circolo di Analisi-Punta di Ossidiana”, intitolata “ Lo spione, la stampa e i terroristi”, dove si parla dell’attentato che menziona l’IEP attribuito falsamente alle Its, per la strategia del governo, dove si rigetta totalmente l’accusa e le ragioni di esso.

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– 18 di novembre: È pubblicato il lavoro editoriale numero 7 di Palabras Nocivas, rivista compilazione delle Ediciones Aborigen.

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-21 di Novembre: I Gruppuscoli “ A sangue e fuoco” e “Danza di Guerra” di RS, rivendicano azioni durante le manifestazioni di fronte al Palazzo Nazionale. Nel comunicato fanno comprendere la loro attitudine terrorista, infiltrandosi per creare destabilizzazione, e specificando che non gli importa nulla delle istanze sociali delle manifestazioni, inoltre dichiarano che useranno anche armi da fuoco se è necessario. Nello scenario dello scontro, perfetto per la presa del Palazzo e l’approfondimento del conflitto sociale, più di una decina di persone sono arrestate e alcune ferite. Il comunicato è firmato da DF, e con esso i giornali ricominciano a parlare di RS.

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– 22 di Novembre: “ Al momento noticias” pubblica: “ RS ribadisce che non rispetta le masse e che userà armi da fuoco”. La maggior parte dei mezzi di comunicazione nazionale, pubblicano parte del comunicato di RS, rispetto alle azioni durante gli scontri al Palazzo Nazionale, facendo conoscere pubblicamente gli atti e i passati riferimenti con le Its.

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– 23 di Novembre: “Veracruzanos.info”, pubblica nella sua colonna “Ragione- dello Stato”, l’analisi delle azioni di RS, annettendole in una comparazione con il gruppo terrorista “ Stato Islamico” (ISIS Ndt.).

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-26 di Novembre: “UniRadioInforma”  pubblica nella nota giornalistica “Gruppi di scontro o anarchici”: “Necessaria è un’indagine profonda per Reazione Selvaggia e altri gruppi che si rivendicano come anarchici, per rendere visibile le connessioni dentro e fuori del paese (nel mondo esistono reti di gruppi di supposta ideologia)”.

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-25 di novembre: Proceso pubblica una nota della Procura Generale della Repubblica(PGR), che tende a relazionare i detenuti per gli scontri al Palazzo Nazionale, con i “terroristi e gli anarchici”. Questo evidenzia (in maniera disperata, c’è da dirlo) che la PGR ha l’intento di relazionare in maniera diretta o indiretta Reazione Selvaggia con altri gruppi.

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-25 di novembre: È pubblicato congiuntamente il lavoro editoriale delle “Ediciones Aborigen” y “Revista Regresión”,intitolato “El lugar de las siete cuevas”(“Il luogo delle sette grotte” Ndt.) lavoro d’importanza simbolica e ritualista, per quelli che intimamente condividono la tendenza estremista nella difesa della natura selvaggia.

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-1° di Dicembre: Milenio Diario pubblica “ Gli anarchici secondo il Cenapi”, basandosi su un’informazione ottenuta dal “ Centro Nazionale di Pianificazione, Analisi, e Informazione per Combattere la Malavita”. Il documento più che trattare il tema dei gruppi anarchici attivi da qualche anno, si fissa sulle azioni di Its/RS, in cui considera le loro azioni come un’influenza per il cammino della guerriglia urbana e per la partecipazione agli scontri del Palazzo Nazionale: “ Privilegiano generare il terrore, la caduta della comunità scientifica mediante l’inviò di ordigni esplosivi contro studiosi e accademici specializzati in nanotecnologia, robotica in ingegneria genetica, con l’idea che questo sia l’addomesticamento della natura.” “Ora, in accordo con il loro modus operandi, non attaccano le istituzioni, ma gli individui in concreto, che lavorano nello sviluppo di tecnologie, rilevando che l’obiettivo è mutilare e perfino ammazzare chi, secondo la loro ottica, ha ridotto la terra a un rifiuto urbano”. Questo indica il documento che fa parte della verifica PGR/SEIDO/UEITA/194/2014, esposta per i detenuti arrestati a  Zócalo per gli scontri del 20 di novembre.

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– 4 di dicembre: Con la polemica per la rivendicazione di RS, le declamazioni dei gruppi anarchici insurrezionali e l’agitata situazione del paese, le sfere governative incominciano a coordinare una strategia immobilista. Su questo, La Jornada pubblica “Anticastrista e ideologo degli anarchici deportato del paese.” Nota nella quale si segnala il teorico Gustavo Rodríguez come il principale propulsore delle azioni violente perpetrate nell’ultimo periodo da RS e i gruppi anarchici. Rodriguez che fu l’estensore delle interviste realizzate a diversi gruppi di azione (incluse le Its) nel libro ““Que se ilumine la noche: Génesis, desarrollo y auge de la Tendencia Informal Anarquista” ( “Che si illumini la notte: Genesi,avanzamento e crescita della Tendenza Informale Anarchica” Ndt.) fu deportato all’apice delle Giornate Informali Anarchiche/ Simposio Anarchico Internazionale, celebrato nell’auditorio “Che Guevara” nella Città Universitaria nel dicembre del 2013.

La nota giornalistica disse: “ In accordo con le fonti di sicurezza nazionale, le teorie di Gustavo Rodríguez Romero sono state adottate da membri del movimento anarchico e da quelli che hanno partecipato alle azioni violente registrate il 20 di novembre a Zócalo.”

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– 6 di dicembre: “A sangue e fuoco”, “Danza di Guerra” e “Aborigeni Ignobili”, tutti gruppuscoli di Reazione Selvaggia, emettono un comunicato intitolato “ Reazione Selvaggia e gli anarchici”, nei quali, specificano la differenza sostanziale tra il gruppo in questione e gli anarchici, rispetto ai giornali che continuano a etichettarli come della stessa tendenza. Il comunicato ha anche l’intenzione di svincolare le azioni da Gustavo Rodríguez e i già conosciuti gruppi anarchici. Nel comunicato vengono anche menzionati altri gruppi che si sono uniti recentemente a RS, che rispondono al nome di:

-“Anonimi” partecipanti agli scontri nella capitale messicana, di cui RS menziona solo un caso, gli scontri selvaggi di fronte all’ambasciata degli Stati Uniti nel 2007, per la visita di Bush.

– Varie cellule del “Fronte di Liberazione Animale” e del “ Fronte di Liberazione della Terra”

– “Commando di Individui liberi, pericolosi, selvaggi e incendiari per la peste nera”

Da questo comunicato firmato da Città del Messico, la stampa comincia a parlare di nuovo di RS.

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-19 di dicembre: È pubblicato nel blog “El Tlatol” il lavoro editoriale delle Ediciones Aborigen , Palabras Nocivas numero 8.

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– 24 di dicembre: Esce pubblicamente il comunicato del gruppo “Comportamenti terroristi-selvaggi”, da Santiago del Cile,altro gruppo affine alla difesa estrema della natura selvaggia, e in guerra contro la civilizzazione. Anche se non rivendicano nessun’azione, la loro determinazione è evidente.

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2015

 

-11 di gennaio: Il periodico 24 Horas, pubblica “Il Messico arresta 324 individui per terrorismo in 8 anni”, basandosi su un informazione sopra il terrorismo internazionale emesso dall’“Institute for Economist and Peace” (IEP), che nel dicembre passato, ha segnalato le Its come un minaccia reale per le sue rivendicazioni contro le persone.

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-14 di gennaio: Milenio Diario pubblica “ Anarchici operano in più della metà del paese”. In quest’articolo bastato su un’informazione di Sedena (Segreteria della Difesa Nazionale), menziona in Its/RS come uno dei gruppi “anarchici” con più alta attività, e secondo le informazioni militari, non ha un luogo fisso dove possono essere ubicate le operazioni del gruppo in questione.

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-25 di febbraio: “ Piccolo messaggio alle lontane tribù”, è un testo dove Reazione Selvaggia, propone un richiamo alla complicità internazionale, con diversi gruppi pubblici o no. Il testo è firmato dai gruppuscoli “Manto di Pelle di Coyote” (Revista Regresión), “Ammazzare o Morire”, e “ Aborigeni Ignobili” da Guanajuato.

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-26 di febbraio: “ Spirito Uaxixil”, “Danza di Guerra”, “Ammazzare o Morire”, “Pioggia di Frecce” e “Cacciatore Notturno”, tutti gruppuscoli di RS, pubblicano un testo intitolato, “Abbiamo tardato: Reazione Selvaggia in risposta a Distruggi le prigioni”, nella quale si risponde pubblicamente al gruppo anticarcerario, compresa un intervista dell’anarchico Rodolfo Montes de Oca, rispetto alle critiche precedenti di RS. Nel testo si fa evidente la posizione attuale dei gruppuscoli coinvolti. Il documento è firmato da Coahuila.

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-18 di marzo: Gli stessi gruppuscoli emettono un altro testo intitolato: “ Avevamo già tardato: Brevi contemplazioni sopra i commenti intellettualoidi di HeliogeogosCaro”. Il documento è un’altra risposta a una acclarazione di concetti e congetture in una critica emessa da HC. Il testo è firmato da Hidalgo.

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-24 marzo: il Blog “ El Tlatol” pubblica il lavoro editoriale “ Nomen Omen”, della “Nechayevshchinaed”, nel quale si espone l’idea del gruppo “ Setta Nichilista della Libera Morte”. La SNLM è un gruppo nichilista-individualista italiano con marcate tendenze terroriste. Nel lavoro editoriale, sono esposte le loro motivazioni , ma anche l’aggiudicazione di vari attacchi incendiari “ contro oggetti mobili”, a Roma, come l’invio di una lettera bomba a un “ infame avvocato” nella stessa città. Scrivono: “Ecco, io vi insegno il superuomo: egli è questo mare, e in esso può inabissarsi il vostro grande disprezzo.”

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-27 di marzo: Un gruppo anarchico senza nome e firma, rivendica l’esplosione nella sede dell’Istituto Nazionale Elettorale(INE), nella città di Puebla. Nel comunicato lanciano pubblicamente l’inizio della chiamata- “Giugno Nero”, campagna per boicottare le elezioni del 7 di Giugno. La stampa dato gli incessanti attacchi, non tarderà a segnalare RS come il supposto “promotore”.

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-9 di Aprile: Un ordigno esplosivo a base di gas butano è detonato in una concessionaria di automobili Ford nel municipio di Tlalnepantla, Stato del Messico, molto vicino al comune, pieno di polizia. L’atto è rivendicato dal “ Gruppuscolo Cacciatore Notturno” di RS.

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– 13 di Aprile: È pubblicato nel blog “El Tlatol” il “ Comunicato occulto delle Individualità tendenti al selvaggio”, dove si aggiudicano alcuni incendi di auto nella città di Saltillo, Coahuila, nell’anno 2011. Allo stesso modo rivendicano l’attacco incendiario coordinato nella città di Xalapa, Veracruz, nel 2011, dove sei camionette e tre macchinari sono colpiti in vari punti differenti della città. Vogliamo anche menzionare gli ordigni esplosivi, detonati nelle concessionarie, banche e altri obiettivi, durante lo stesso anno e in differenti municipi dello Stato del Messico. Cosi come due attacchi nel 2010 e 2011, a Irapuato y León, entrambi città dello stato di Guanajuato. Il testo rivendicativo è firmato dai gruppuscoli “Ammazzare o Morire”  e “ Tuono del Mixtón”.

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– 15 di aprile: È resa pubblica la rivendicazione della collocazione di un libro-bomba, nell’università della Valle del Messico (UVM) nel campus di Coacalco- Stato del Messico. Il libro era diretto al dipartimento di Laurea in Scienze delle Comunicazioni.  L’atto è rivendicato dai gruppuscoli di RS “ Tuono del Mixtón” e “Signore del Fuoco Verde”.

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-17 di Aprile: “Fino alla tua morte o la mia!”, gruppuscolo di RS, rivendica un attacco incendiario contro la torre di telefonia Telmex. Il gruppo tagliando l’illuminazione ai cavi di alimentazione elettrica, causa un incendio che colpisce gravemente l’antenna di comunicazione.

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-22 di Aprile: Un attacco armato, è eseguito contro le Luci del Tunnel Emittente Oriente (TEO), mega-progetto architettonico pensato per evitare inondazioni e migliorare il sistema di drenaggio delle città. L’attacco è realizzato tra i municipi di Nextlalpany e Tonanitla, Stato del Messico, sull’autostrada del Circuito Esterno Messicano. La rivendicazione è firmata dal “Gruppuscolo dell’Occulto” di RS.

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-23 di Aprile: Si apprende dal sito “ Contrainfo” del comunicato del Gruppo Capibara (gruppo anarchico che si oppone al sistema tecnologico), in cui si assume la responsabilità di un attentato incendiario (7 di aprile), contro la costruzione della nuova linea 6 della metro a Santiago del Cile, con grandi danni. Nel comunicato dichiara: “ Le nefaste conseguenze dell’espansione tecno-industriale non saranno tollerate senza la necessaria risposta. Vediamo con attenzione le botteghe, i supermercati, le zone di espansione urbane, la depredazione della natura selvaggia, nelle sue più estese forme. Attacchiamo e attaccheremo, i campi e le città, e difenderemo con le unghie e i denti quello che possiamo salvare”.

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-25 di Aprile: Un ordigno esplosivo composto di “latte” di gas butano è detonato nel Palazzo di Giustizia di Atizapán, Stato del Messico. L’obiettivo si trova a pochi minuti dal Tec di Monterrey, ed è rivendicato dal gruppuscolo “Fino alla tua morte o la mia!” di RS.

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-25 di Aprile: Il Gruppo di Azione“Estampida “ (“fuga disorganizzata” Ndt.), gruppo anarchico critico alla civilizzazione, si aggiudica l’incendio che ha distrutto totalmente un autobus Transantiago(7 di aprile), nel comune della stazione centrale, in Santiago del Cile. Quel giorno, dopo una ricerca poliziesca,i carabinieri arrestano un uomo ed una donna,e uno di essi fermato grida  “Abbasso la società antropocentrista!”. Nella rivendicazione si legge: “Agiamo di conseguenza perché sentiamo il disprezzo verso la civilizzazione e tutti i suoi macchinari.”

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-27 di Aprile: I costanti attacchi di RS occupano l’attenzione della stampa. Animal Político pubblica un articolo intitolato “ Offensiva anarchica”, dove menziona che, secondo le informazioni della polizia ministeriale, le autorità hanno conoscenza di tutti questi atti, atti tuttavia che vengono occultati. Nell’articolo c’è una notevole preoccupazione delle autorità per gli attacchi realizzati nello Stato del Messico.

Altro mezzo d’informazione E-consulta pubblica un altro articolo, dove si accusa falsamente RS di aver collocato un ordigno esplosivo nella sede dell’INE a Puebla. Atto rivendicato da un gruppo anarchico senza nome, di cui si è parlato in precedenza.

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-3 di Maggio: Sono pubblicati sul portale “Contrainfo”, i due ultimi lavori di “Ediciones Aborigen” (Gruppuscolo Tinta di Carbone di RS), “ Feral parte 2” e “Palabras Nocivas N° X”. Con questi lavori, quest’organo di diffusione archivistica e di propaganda termina, avendo pubblicato 19 lavori tanto in formato fisico come informatico dal novembre del 2012.

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-7 di maggio: Il Gruppo Capibara rivendica un attacco incendiario contro la sottostazione elettrica (Chilectrica) nel comune” di Las Condes. L’attacco (secondo i giornali), ha causato il taglio dell’elettricità in più di tre comuni, e più di 18 mila utenti sono stati colpiti.

Il Gruppo Capibara scrive:

“La città è un elemento da sabotare, in cui riscuotere qualcosa minimamente almeno da tutti, per la tristezza di sapere che nelle stesse terre una valle fertile bagnava a tutti /a voi stessi/a Gaia.Non dimentichiamo e non potranno fermarci facilmente!”

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-11 di maggio: L’organo informatico di diffusione di Reazione Selvaggia, termina. Il blog “El Tlatol” è aggiornato per l’ultima volta con un messaggio intitolato “ il seme che è germinato, crescendo fino al cielo”, dove si pone una “chiamata” a continuare la guerra contro la civilizzazione, il progresso e il sistema tecnologico.

Nel testo si legge quello che segue:

“Il seme sta dentro di te, quel seme che si afferra alla terra, all’antico e il progenie, si afferra alla natura. Vari sono i fattori affinché il seme germini, per esempio l’umidità, il sole, il vento, i minerali della terra, la pioggia, etc., condizioni dell’ambiente che sono strettamente legate e in relazione, affinché un piccolo seme silvestre finisca per diventare un frondoso albero.”

Per gli estremisti individualisti, per i guerrieri che ascoltano il richiamo del selvaggio, va questa breve parabola, capiranno molto bene a quello che ci riferiamo.

Che i suoi semi germinati si alzino verso i cieli”

Forza per tutti i Gruppuscoli di “ Reazione Selvaggia”!

Avanti, per i gruppi anonimi che attaccano la tecnologia, la civilizzazione e il progresso!

Che gli esplosivi delle “Condotte Incivilizzate” e i “Comportamenti terroristi-selvaggi” echeggino come i movimenti tellurici di Argentina e Cile!

Un saluto ai bravi incendiari del “Gruppo Capibara” e il “Gruppo di Azione Estampida”!

Che il grugnire delle bestie selvagge accompagni il feroce individualista di “ Falcone del Caos” in Scozia!

Che la “Setta Nichilista della Libera Morte”, balli sopra al cadavere della società tecno-morale!

Che le automobili-bomba stile -“ Condotte Deviate per la Dispersione del Terrore” della Grecia, abbattano le strutture!

Veleno mortale del “ Progetto Nemesis Verde” per i prodotti industriali della civilizzazione!

Proiettili diretti al corpo dei bastardi come l’hanno fatto gli italiani Cospito e Gai!

Proiettili che attraversano i crani diretti ai maledetti progressisti come l’hanno fatto le “ Individualità tendenti al selvaggio”!

Che il fantasma sabotatore di “ Nuovi Orizzonti di Rabbia Incendiaria” dell’Inghilterra, ritorni per continuare il lavoro di attacco diretto alle telecomunicazioni!

Che le mente dei giovani siano pervertiti per l’agire estremo come i vecchi guerriglieri anti- nucleari!

Detonazione incontrollabile contro la nanotecnologia come l’hanno fatto Costa, Billy e Silvia!

Che si scatenino i grandi incendi come lo fecero i membri dell’ELF degli Stati Uniti, nei novanta fino ad arrivare all’anno duemila!

Che i macchinari e i simboli del progresso umano continuino ad ardere dagli echi dei boschi in Russia, Svezia, Turchia, Indonesia, Italia, Spagna, Australia e Costa Rica!

Per il ritorno della Guerra Chichimeca!

Per il Selvaggio, l’Occulto e l’Ignoto!

Contro di tutto quello che è alieno, e per tutto quello che abbiamo perso!!!

AxkanKema, Tehuatl, Nehuatl !!! (Fino alla tua morte o la mia!!!)

Reazione Selvaggia

Gruppuscolo: “Consiglio del Uehuetlatolli”

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-14 di Maggio: Un ordigno esplosivo composto da un estintore ripieno di dinamite e polvere nera da caccia è abbandonato fuori dalla Facoltà degli Studi Superiori del campus Cuautitlán (FES-C), Stato del Messico. Secondo il comunicato a pochi metri dall’ordigno, è abbandonato uno “falso”, pensato per generare più tensione dopo che l’estintore sarebbe detonato. La rivendicazione si pone contro la scienza e le innovazioni tecnologiche, che si sviluppano in questo vivaio. Ci sono anche varie menzioni e una minaccia precisa per i nomi dei principali ricercatori che lavorano nel vivaio. Il testo è firmato dai gruppuscoli “ Dell’Occulto” e “Tuono del Mixtón” di RS.

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– 1 di giugno: La stampa aggiudica falsamente attacchi coordinati e perpetrati dagli anarchici all’alba contro l’Istituto Nazionale Elettorale (INE), contro la segreteria dell’Economia (SE) e contro una stazione del metro bus (RUTA), tutti obiettivi nella città di Puebla.

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-1 di giugno: La maggior parte dei gruppuscoli di RS pubblicano un testo intitolato “Reazione Selvaggia, sugli attacchi in Puebla e altri..”, dove si rifiutano di essere “accusati” come i responsabili degli attacchi in Puebla, e rifiutano di essere parte e aver formato la campagna del “Giugno nero”, organizzata dai gruppi anarchici insurrezionali, e allo stesso modo svincolandosi da un attacco perpetrato contro l’UNAM nel settembre dell’anno passato, nel quale la stampa ha segnalato anche in questo caso RS come responsabile.

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 – 4 di giugno: La stampa popolare pubblica “ Il Gruppo Reazione Selvaggia respinge la paternità degli attentati con molotov”.

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-6 di giugno: È pubblicata nella rivista politica “Ritual”, nel numero 0, un saggio sopra lts/RS intitolato  “Toward savagery: Recent Developments in Eco-Extremist thought in Mexico” , nella quale si fa un analisi sul pensiero di questo gruppo  e sull’avanzamento ideologico, fino alle sue recenti dichiarazioni sopra la nuova tendenza forgiata con lo studio delle guerre autoctone ancestrali contro la civilizzazione nel territorio “messicano”.

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-21 di giugno: Il “Gruppo Capibara” del Cile, rivendica un incendio contro un’impresa fornitrice di elementi produttivi per l’industria chimica “Proquimsa”. Nel comunicato emettono un saluto a RS “ Gruppuscolo Consiglio dell’Uehuetlatolli”.

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-26 di giugno: È pubblicata nel blog “Contrainfo”, la rivista “Fenrir” in spagnolo, pubblicazione eco-anarchica italiana, dove si dedica un articolo alle Individualità tendenti al selvaggio. Il testo è una traduzione a sua volta pubblicata da un articolo di una zine francese di tendenza anarco-ecologista radicale chiamato “La Mauvaise Herbe”, uscita nel giugno del 2014. L’analisi espone le prime dichiarazioni delle Its, e il suo avanzamento prima di arrivare a formare RS.

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-30 di giugno: Si apprende dal sito “Academia.edu”, la traduzione del saggio pubblicato nella Rivista Ritual, intitolato “Hacia el Salvajismo: Desarrollos recientes en el pensamiento del Eco-extremismo en México” (“Verso la Selvatichezza:  Sviluppi recenti nel pensiero dell’Eco-estremismo in Messico.” Ndt.)

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– 2 di Luglio: Milenio Diario pubblica, “Esplode pacchetto-bomba nella visitaduría (chi controlla il visitante Ndt.)  in DH dell’Edomex”. Nella nota si scrive che un pacco postale, che portava la legenda “Denuncia anonima per la CDH”, è abbandonato nel garage di una delle sedi della Commissione di Diritti umani nel municipio di Ecatepec, Stato del Messico. Uno dei funzionari pubblici incaricati dei reclami lo raccoglie, secondo la nota, dopo avere visto che non si trattava di una busta normale e che aveva un aspetto sospettoso. Portato fuori dell’immobile viene aperto dal suddetto individuo, che subisce ferite propiziate dall’esplosione del pacchetto. L’indignazione per l’attacco è grande, il presidente della Commissione Nazionale di Diritti umani, Luis Raúl González, in conferenza stampa dichiara: “Urge prendere gli aggressori del  visitaduríade Edomex.”

Mentre l’esercito controlla gli uffici, un altro pacchetto con somiglianze simili, viene trovato in uno degli accessi della sub stazione elettrica della Commissione Federale dell’Elettricità (CFE), nello stesso municipio. Il gruppo speciale per la disattivazione di ordigni esplosivi della polizia statale, l’ho raccoglie e lo porta alla caserma per ispezionarlo, senza riportare feriti.

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– 3 di Luglio: “Tuono del Mixtón” e “ Signore del Fuoco Verde”, entrambi gruppuscoli di RS, rivendica i pacchetti incendiari alla Commissione dei Diritti Umani, della CFE di Ecatepec e l’altro abbandonato nell’Università Lucerna di Coacalco,Stato del Messico. Il conto finale per gli attacchi è un ferito, l’indignazione degli umanisti, la mobilitazione dei corpi di sicurezza e la tensione provocata dagli attentati. Il comunicato è accompagnato da due foto dei giornali, più una del prototipo del pacchetto incendiario, firmato dal Chicomoztok (luogo mitico e sconosciuto nella storia dei gruppi cacciatori- raccoglitori della  Mesoamérica Settentrionale).

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-4 di Luglio: È pubblicato un comunicato sul sito “Contrainfo”, nel quale un gruppo chiamato “LOBOS”, rivendica un attacco incendiario che colpisce escavatori, veicoli di carico e tubature industriali di proprietà del West Plaza Park in Zapopan, Jalisco. Suddetta costruzione si trova nelle immediate vicinanze del Bosco della Primavera, “ecosistema in gran pericolo per la costruzione di frazionamenti e progetti di infrastruttura”, dice il comunicato. LOBOS promette più attacchi, fino a togliere la vita per quelli che distruggono la natura.

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-5 di Luglio: Il Gruppuscolo “ Fino alla tua morte o la mia!”, rivendica la collocazione di un ordigno esplosivo composto di “latte” di gas butano, sotto un auto di lusso nella concessionaria della Mercedes Benz “AutosatSatélite”, ubicata di fronte al prestigioso centro commerciale “ Mundo E”, nel municipio di Naucalpan, Stato del Messico.

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-7 di Luglio: El Universal pubblica “ Pacchetto provoca esplosione di bassa magnitudine in Tlalnepantla, Stato del Messico”. Secondo la nota giornalistica, il pacco postale arriva alla buca delle lettere dagli uffici del Gruppo Cuevas (conglomerato d’ingegneri) ubicato nella colonia Tepetlacalco. Una delle segretarie lo raccoglie e lo porta dentro, quando lo apre il pacchetto esplode, generando crisi nervosa in quelli che si trovavano dentro l’impresa. Per questo evento si genera mobilitazione poliziesca, benché il pacchetto non sia esploso completamente, quelli che lavorano per detto consorzio rimangono terrorizzati.

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-8 di Luglio: I Gruppuscoli “Tuono del Mixtón” e “Cacciatore Notturno” di RS, rivendicano l’abbandono del pacchetto bomba negli uffici del Gruppo Cuevas ( consorzio di ingenieri legato all’impresa numero uno del Messico dedicato alle infrastrutture: ICA). È segnalato che per un difetto nel meccanismo, l’ordigno non detona completamente, ma c’è la promessa che il prossimo attentato non avrà nessun difetto tecnico. Il comunicato è accompagnato dalla foto del pacchetto bomba nel momento della sua chiusura.

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-10 di luglio: Durante un meeting contro i progetti dello sviluppo-energetico, attività che ha fatto parte degli “Incontri di anarchici contro tutte le forme di reclusione e la distruzione della biosfera per la dominazione”, nel centro di Atene,Grecia, tra varie scritte e striscioni, una di esse dice “Dalla Grecia fino al Messico, morte al sistema tecnologico. Avanti Neoludditas!”. Dimostrazione di complicità evidente per tutto quello che sta succedendo in Messico, tanto con RS come con altri gruppi.

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 -22 di luglio: Un gruppo anarchico senza nome e che si pone contro la civilizzazione, rivendica un attacco incendiario contro una concessionaria Toyota a Veracruz (del 25 di giugno). Nel messaggio affermano “ Il progresso, la tecnologa e la civilizzazione ci obbligano a dare guerra qui e ora, contro tutta la dominazione e i tentacoli che ci minacciano”.

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-12 di agosto: il sito per il controllo delle minacce terroristiche, il SITE Intelligense Group, pubblica il tweet ““Anti-Technology Group Claims Attempts to Fire-Bomb Three Locations in Mexico”, nella quale viene messa la traduzione inglese (tradotto da “WaronSociety”) del comunicato dei gruppuscoli di RS “Tuono del Mixtón” e “Signore del Fuoco Verde” sui pacchetti incendiari abbandonati il 2 luglio nella Visitaduríade della Commissione dei Diritti Umani, la Commissione Federale dell’Elettricità , e l’università Lucerna.

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-13 di agosto: Milenio Diario pubblica “ Allerta di un sito antiterrorista, possibili attentati in Messico”. I giornali messicani comunicano in maniera tergiversa l’informazione del SITE, e inventano che tale sito, abbia allertato per tre attacchi, due contro le istituzioni e uno contro l’università. Eventi già passati il 2 di luglio,è che hanno posto in evidenza le cazzate ridicole scritte.

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 -14 di Agosto: È pubblicato nel sito “ Por la Anarquía” e “Abisso Nichilista” , l’ultimo comunicato di RS intitolato “ Reazione Selvaggia MORTE”, nel quale, la totalità dei gruppuscoli danno per terminato il progetto che li ha uniti per un anno gregoriano. Ora RS si divide in quattro parti:

1- Gruppi o individui anonimi senza l’intenzione di rivendicare i propri atti di terrorismo o sabotaggio, senza nessun interesse nel mantenere un nome fisso o a difendere una sigla.

2- Gruppi o individui che non rivendicheranno direttamente tramite internet gli attacchi che realizzeranno, ma che lasceranno piccole note di rivendicazione negli ordigni che faranno esplodere, come scritte sui luoghi in cui agiranno, etc.

3- Gruppi con nomi caratteristici e rivendicazioni via internet e/o sul luogo degli attacchi, siano essi di terrorismo o di sabotaggio. Non menzioneremo adesso i nomi, tali gruppi si faranno conoscere secondo i propri tempi e i propri modi.

4- Le “Individualità tendenti al selvaggio” continueranno a eseguire atti di terrorismo come facevano prima di RS.

Nel comunicato viene espresso che attraverso discussioni interne, si da per conclusa la fase, non per fermarsi ma per continuare la guerra contro la civilizzazione, e anche che con questo gli individui che hanno partecipato al gruppo, hanno fatto esperienza, e ottenuto conoscenza, operatività e altro.

Un dato curioso,tra i firmatari, si menziona , come forme di attacco, le rapine a mano armata a negozi economici, e succursali bancarie, mai rivendicate.

Il ciclo si chiude, ma un altro volge per aprirsi, niente finisce per il momento, tutto continua!

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– 15 di agosto: Il diario israeliano “Haaretz” pubblica la nota “Terrorismo contro la scienza alza la testa: La Natura è il bene, la Civilizzazione è il Male”. Dove danno conto delle attività delle Its e del progetto successivo di RS.

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-26 di agosto: È pubblicato sul blog “ AbissoNichilista”, l’ultimo comunicato di RS tradotto in inglese.

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-26 di agosto: Il Gruppo Capibara insieme ad altri gruppi anarchici, realizzano attacchi incendiari coordinati, uno nel cablaggio sotterraneo della rete di fibra ottica di Entel (la principale impresa di telecomunicazione in Cile), e l’altro in un’antenna di telefonia cellulare, entrambi gli attacchi nella capitale di Santiago.

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-1 di settembre: La Cellula Incendiaria per La Liberazione della Terra della FAI, rivendica un sabotaggio a un bancomat dentro il Tec de Monterrey nella città del nord di Torreón in Coahuila. Dichiarano: “ Anche così abbiamo realizzato furiosamente il nostro atto, un atto che dimostra il nostro odio verso il denaro, l’economia, l’ordine sociale e verso la civilizzazione. Quest’atto non era per protestare ne per  un “miglioramento” per il “paese.” A noi del paese non ci importa nulla, questa azione è stata realizzata da individualità anti sociali anarchiche.

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-1 di settembre: Nel blog Contrainfo, è pubblicato il lavoro editoriale intitolato “ Vita e Morte”- Reazione Selvaggia”. La pubblicazione è una compilazione di tutti i comunicati di RS nel suo anno di attività. Il lavoro è firmato da “ Terra Oscura”.

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-4 di settembre: Integranti del Blocco Rivoluzionario Studentesco Popolare (BREP), emettono un video-comunicato incolpando in maniera idiota il disciolto gruppo Reazione Selvaggia degli attacchi in Puebla dell’1 di giugno.

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-9 di settembre: Il video-comunicato del BREP attira l’attenzione della stampa, e La Jornada pubblica “ il BREP dichiara che Reazione Selvaggia, non avrebbe rivendicato gli attentati”.

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-24 di settembre: “Alcuni ex elementi occulti di R.S.” emettono un comunicato sarcastico e beffardo intitolato “Risposta da un morto”, come risposta alla calunnie e alle tergiversazioni del BREP contro il gruppo già inumato di RS.

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-26 di Settembre: Sorge un nuovo gruppo eco-estremista, che si chiama “Setta Pagana della Montagna”, e nel suo comunicato pubblico, su Contrainfo, dichiara guerra alla civilizzazione e il frenetico avanzamento, con il primo attentato, che è l’abbandono di un pacco-bomba nell’impresa OHL in Naucalpan, Stato del Messico.

La S.P.M. dichiara:

“ La “Setta Pagana della Montagna” è un gruppuscolo di individualisti appartenenti alla tendenza dell’eco-estremismo (ereditata dal defunto gruppo “Reazione Selvaggia”), che esegue atti contro la civilizzazione e il suo frenetico avanzamento.Attacchiamo indiscriminatamente, e in grado variabile, se l’obiettivo merita un attentato contro una persona fisica, agiamo senza alcuna considerazione, e senza esitare, se l’obiettivo merita solo distruzione materiale-simbolica”. Fino a ora i responsabili diretti nel mantenere in piedi la civilizzazione, sono rimasti tranquilli senza ricevere alcuna risposta, ora si dovranno conformare: per la continuazione del conflitto ereditato dai nostri antenati più feroci contro la civilizzazione e la modernità.

L’ombra del Teotlapan Tlacochcalco Mictlampanos, ci difende, con essa avanziamo verso l’ignoto, assumendo la condizione di civilizzati, pero allo stesso tempo ci afferiamo alle nostre radici più primitive.

Cosicchè la guerra persiste…”

They took their time already: Wild Reaction responds to “Destruye las prisiones”

Traducción al inglés del texto “Ya se habían tardado: Reacción Salvaje en respuesta a Destruye las prisiones”. Texto que data del 26 de febrero de 2015, y que sin duda fue uno de los más importantes aportes al naciente eco-extremismo.

Traducción a cargo de Palmer Amaranth.

Disponible en español aquí:

https://grupome.noblogs.org/post/2016/02/23/reaccion-salvaje-pdfs/

https://eltlatol.wordpress.com/2015/02/27/ya-se-habian-tardado-reaccion-salvaje-en-respuesta-a-destruye-las-prisiones/


Translated from Spanish by Palmer Amaranth

Coahuila, February 26, 2015.

Having read the Venezuelan anarchist Rodolfo Montes de Oca interviewing “Destruye las Prisiones” [Destroy the Prisons] (DP) – the anarchist anti-prison insurrectionist tendency publication -, Wild Reaction will offer some responses, comments and contemplations. This isn’t from a desire to start a long and tedious discussion about the ways in which each develop their violent projects against the system, it’s just a quick response to what seems important for us to mention (once again), since it is obvious that, after many communiques and many contributions in regards to the terrorist tendency against the techno-industrial system and civilization, there are still some who do not fully understand or who misinterpret our individual positions.

Thus said, lets kick over the traces:

 A. New stage

Ever since the first Wild Reaction (RS) communique we’ve said bluntly that the conformation of several groups into one would be a new phase. New in what?

DP assumes that the new phase would be one of actions, something we never said. The new stage in our struggle against the techno-industrial system, civilization and progress, regarding action, has been in the re-appropriation of sabotage as a form of attack, maintaining the terrorist positioning of individualists tending towards the wild (ITS).

This stage lived by RS also comes with a form of discourse (as DP rightly mentioned), wanting to leave behind the “kaczynskian” past, striving for the realization of a different tendency, unique in its kind, in Mexico and in the world, which we’ve been successful in consolidating.

It would be worth mentioning that this stage is divided into sub-phases, the first being the threat-propaganda, which worked well when issuing the first communique (YES, with the fucking machine guns and all!), calling the attention of the press and the federal government.

The second was when we returned to use the butanes, the nipples, the bomb threats, fire and the masses to generate destabilization, we returned to our old, homemade and immediate weapons for public demonstration of the multi-functionality of RS factions, it worked.

The third is this, where we fully commit to theoretically demonstrate the marked distinctions with “kaczynskians” and insurrectionist anarchists.

There are other planned sub-phases, which we won’t mention, logically as to not ruin surprises.

So let us say, sirs of DP, the new phases of a group like RS are not always as expected, or not as obvious as some other armed groups in history, those you are accustomed to.

 B. Of the Wild

To be a bit clearer, RS divide what is Wild in three:

  1. Real: In simple terms, the Wild is something that is remote, resists and stays inert to everything that is artificial, not only the wildlife, but also the surroundings, deserts, forests, jungles, coasts, plains, etc., every corner of these, caves, gorges, seas, rivers, waterfalls, hills, etc. The manifestations and processes of bio self-organization in nature. Everything that is found outside the globe also represents the Wild; planets, black holes, galaxies, stars, supernovae, satellites, meteors, etc. Instincts rooted very deeply in humans, who refuse to adopt certain hyper-civilized habits, are also the Wild.
  1. Concept: In somewhat more theoretical terms, the Wild as a concept is what we employ in communiques, graffiti, intimidating messages to the enemy, etc., it is the understanding of what has been lost, it is what is claimed to not fall into the same game of the same old struggles. And although the Wild as a concept is already used by many people from ideologies alien to our tendency, for members of RS it’s vital to keep this term in high.
  1. Pagan animism: The Wild is also within the beliefs of those part of RS. We believe that humans are believers by nature. Because from the beginning, in this long journey of man and woman on earth, the ancients had the essential need to create deities from nature itself. In this way, RS groupuscules maintain very strong personal beliefs and reject Christianity at all cost, as did our ancestors.

So when the groupuscules of RS position themselves on the side of the Wild, we are referring to all three points; defending Wild Nature as such, claiming the term, and widening our pagan beliefs around warrior nature spirituality. It is logical that we are not Wild on strict adherence to the term. When we self-proclaim ourselves “wild” or “uncivilized” we refer to the Wild as a concept only. Anyone capable of reasoning would know that savages would not write long communiques defending their positions in the war against this system.

DP says that our attacks have been focused in cities, but we also carried attacks on urban development in forests. Let’s do a quick review of some of our actions:

  1. In 2010, a cell of the “Earth Liberation Front” (which is now part of RS), successfully attacked the infrastructure that would divert water from the River of Dinamos Forest to the city, in the Magdalena Contreras Delegation of Mexico City. The until then eco-anarchists, made threatening graffiti on the machinery and the material used, they destroyed wells being constructed and arsoned three machines, the damage was considerable. On one of the machines they painted “Out with civilization in wild environments“.
  1. In 2009, the “Ludditas Contra la Domesticación de la Naturaleza Salvaje” [Luddites Against the Domestication of Wild Nature] group (now part of RS), completely arsoned four machines in the plains of the Nextlalpan municipality in the State of Mexico. At the time, the machines were used for the construction of the super highway, connecting several states with the Federal District, called Circuito Exterior Mexiquense [Mexican Outer Loop], a megaproject that this group confronted on several occasions from 2009 to 2010. More than ten attacks were carried out, most being arsons of machinery owned by the Carso company, leader of the project.
  1. In the same year, a group of individuals who took the same name as above (now part of RS), arsoned a cellphone tower, leaving it unusable (owned by Telmex), in the darkness of the surrounding hills in the municipality of Atizapan, State of Mexico.
  1. In the warm mountains on the outskirts of Aguascalientes, the “Circulo Informal de Antagónicos Individualistas” [Informal Circle of Antagonistic Individualists] (now part of RS) released many wild horses from an industrial farm, thus starting a campaign of attacks against touristic and urban settlements threatening the hills of Cerro del Muerto, acts which for various reasons were never claimed and which we minimally expose here.
  1. In 2010 another cell of the Earth Liberation Front (now RS too) arsoned various machinery and carried out a series of attacks against several targets in the municipality of Coacalco in the State of Mexico. This was in response to the construction of housing units invading the hills of Cerro de Guadalupe, the last of semi-wild places in that area.

These are just some quick examples of our actions in forests, plains, mountains and hills. It is true that our attacks have been more frequent in cities, this shows the measure of our possibilities. The struggle against the techno-industrial system and the defense of nature is both in cities and in natural environments, it is not only focused on the later as DP says.

We recognize the resistance of the Purépechas in defending and dying for the forests of Michoacan. We admire the Huichol rebels who oppose the development of the mines in San Luis Potosi with all they’ve got. We support the Chichimecas who deny the Christianizing of their native

beliefs in Guanajuato. We support the Mixtecos who reject at all costs the medicines of cities and prefer to continue curing themselves with plants collected in the Sierra of Oaxaca at the risk of being denounced for witchcraft. We respect the decision of the Kiliwa who prefer extinction before having their culture absorbed by the Western way of life. We hold high the resistance that distinguishes some Raramuris in staying away from civilization and maintaining a semi-nomadic life in the deserts of Chihuahua. Without doubt, the fight against progress and in defense of the land includes both native ethnic groups that resist it in their environments, as much as the civilized living in the cities, undertaking acts of sabotage and terrorism against that same progress. Because the struggle for nature is not limited to one way, strategies vary, contexts, situations, risks.

We repeat, the attacks to the system and resistance to it are as much in natural environments as in the cities, they are complement, the resistance must be everywhere.

Why then does RS not attack the dam to which the Temacapulín community in Jalisco is opposed (e.g.)? Attacking a mine or a development project that already has a history of communal resistance would intervene in a process of struggle for land and push police to charge against these people, whom are already very poor as to have to endure more beatings from the authorities. And we do not say this in a moral tone, but rather in a strategic and prudent way. This is why RS factions carefully choose their targets. Within our possibilities, we attack techno-industrial progress in natural environments and in cities.

Would we build alliances with communities if given the opportunity to defend the land?

For sure, being cautious and not claiming them in the moment. Working with the people from the highlands does not cause us any problems, we do not see this as leftist, as DP wrongly said (again).

As we defend our individuality, we know how to live in community. Over the years we have learned humility and simplicity from the people living in the hills, which is why RS is now a little more respectful than ITS was before, if anyone had noticed.

 C. Romanticism a la RS

DP apparently considers our position on the Wild as romantic. Not surprising, coming from anarchists who know that their utopias are even more romantic than those they criticize, an attitude taken from the civilized feelings of this society with Western values, as always denying the relevance and importance of those who are positioned in favor of the Wild and natural, labeling what is ancient as romantic.

To recall: Who were those who categorized as romantic the beliefs and ways of living in nature of our wild and nomadic ancestors? Yes, the damn conquistadors, the Franciscan idiots! Was that not one of the ingredients to humiliate the natives?

Cataloging as pagan those who seemed “romantic with nature”?

Maybe it was our mistake to say that we are “wild” or “uncivilized” without mentioning that we refer to our indomitable instincts and the warrior heritage that we carry in our blood, something that does not bring credibility to our actions, but which certainly supposes a critique towards these terms coming from people like us, civilized.

This is why for some time now (in our communiques), we have said time and again that we are civilized humans clinging to their primitive past, people whom with a civilized learning process have glimpsed the root problem, and now, through that awareness obtained by the study, understanding, experience and practice, we declare war on the system as did our wild ancestors. To continue their war is to keep the flame of conflict against civilization from extinguishing. Seeing each other around the fire in the middle of the forest, armed, is to see once again the faces of the warrior spirits of those whom we have inherited certain physiological and intellectual aspects tying us strongly to their legacy.

 D. Anthropology, a dominator

DP is right, in our learning process we have studied some theoretical anthropologists, and other sciences, to give weight to our positions. But for some time now, you cannot read any references to books of these in our communiques. Why? Because we have realized that we can learn more from the elders of certain ethnicities or by living in nature, than with books from scholars exposing repetitive and impractical theories.

And if DP sees anthropology as an evil social science “of domination”, why then make it obvious that, when answering Oca’s question on the outlook of the prison system in Mexico, it took its historical reference from an anthropology book?

Some groups of Mayas and Aztecs, though they had no idea of the prison establishment, as penitentiary system, did use cages as means of retention for the application of immediate punishment, which in the majority of cases was corporal punishment such as flogging or mutilation, or for the retention of those they would sacrifice for religious ceremonies.

Perhaps they made it up?

Come on.

 E. An unintentional movement?

From the moment we started to spread our ideas and actions, the truth of the matter is that we didnt have in mind that someday those same words and actions would transcend and become references for other groups and individuals. It has been a pleasant surprise to learn that people across the continent are reading and analyzing our texts, are being inspired by our actions, such that a whole intermittent work of dissemination and translation has been undertaken (this thanks to groups of anarchists, or not, who sympathize with us). Without it being our intention, a stronger and more critical tendency, resisting the progress of the techno-industrial system and harmfulness of civilization, is being created. We don’t know if this will ever become a movement as such, and it should be said that we don’t count on it. We are victims of causality. But if one day it were to take form and we were living, we would want that movement to be so destructive and threatening that from its mere mention, progressives tremble with fear.

From the beginning we decided to claim our actions by individualistic duty and for the mer fact that they are ours. We did not want others to claim them or for them to be taken as a prank, or something related to gangs or the drug barons. From the moment we made our criticisms public, and up till now, there has been a breakthrough in this tendency, something that fills us with pride.

Back to the subject, DP writes that if we create a movement we’ll be playing along with the system with ideas that would “carry its same seeds”, but as we do not want to create any movement nor are we preoccupied or interested in this, then, we’ll leave these problems to those who do want to create one, as do the kaczynskians or anarchists, for example.

What falls into the pathetic is what DP writes (about convening with the system) when they ask: Where do the pages where they print their words come from? Or the computers from which they broadcast their actions, the weapons with which they attack scientists or the food with which they nourish themselves?

This is equivalent to what we might question of anarchists (some not all), with the same absurdity displayed by DP: Where do they get the beers to get drunk, if you are supposed to be anti-capitalist? Do they use American brand computers to view their “counter-information” blogs, if it is assumed that they are anti-imperialists? If they are against all prisons, does DP consume animal products? If they say they are environmentalists, DP separates its trash? Are they deep ecologists, radical, progressive, etc.? An anarchist of DP can carry their government id? Please! Can you give us some other even more overused “reasons”? It is obvious that the editors of DP have understood nor even the most minimal part of our posture, or, we haven’t been clear enough? The first is an urgent lack of analysis on their part, the second is their whim.

 F. Absolute Truth

It is true, RS holds an absolute truth in Wild Nature. We’re here because of it, for it we fight and die.

We do not want to let go of it. Even though being civilized, we maintain a symbiosis with it and all that is Wild. Many anarchists (not all) of the DP type are afraid to be as cutting and defend their positions because they could be labeled as intolerant and dogmatic. We’ve lost that fear. We have chosen to defend tooth and nail our convictions and our habits distant from the “normal” ones. That’s why we claim our absolute truth, thus we have gained many enemies for being so direct, so honest.

Typical, in society (and in groups of “rebels”, like some anarchists) people are accustomed to niceties, to hear only what suits them, to “healthy coexistence”, to lies and hypocrisy. We don’t endorse these attitudes, we prefer to be as we are instead of hiding our true opinions and positions. Despite who gets upset.

 G. The personal

Apparently DP wants to talk about our personal lives, since we always (in all our communiques, that is) refer only to the attack and ignore the modus vivendi… what DP doesn’t understand is that all those who oppose progress and civilization know what to do, creating lifestyles, habits and projects within their means as to reject at a maximum what is alien, and for sure, coming into contradiction with some of our positions, but assuming them firmly, these people aren’t waiting for others to tell them how to live their life, unlike some anarchists (not all) used to base themselves on zines, books, and blogs, where they take past and present lifestyles as references to begin creating their own.

It would’ve been better if DP asked us directly about our personal lives, but nonetheless we will rely on a string of their random questions in order to expose some of this. Some questions won’t be answered thoroughly, by mere practical discretion.

For an anticivilizer“. To start off, DP asks questions to the “anticivilizers”. let’s recall that there are varying currents opposed to civilization, from the ecofascists, to the eco-anarchists, primitivists, self-natives, etc. RS is considered by many an “anti-civilization” group, and although we do not like the term, still, we answer the following questions:

To what extent and at what moment is it alright to make use of knowledge and material left by centuries of civilization?

To the extent and at the moment you’ve corroborated and experienced that knowledge in practice. From that moment you can dispense with the material left in books and studies to start auto-instill your own identity as an individual belonging to a certain determined social group. For example, the stories they tell us are often based on exaggerations and false data, but this data can be verified or disproved by natives. During the Chichimeca War back in 1550, on the only road that connected the Zacatecas mines (formerly part of Nueva Galicia) with the Federal District (formerly called Nueva España), the warring aboriginals intercepted wagons guarded by several well armed horsemen. The Chichimecas would ambush and kill all the Spaniards, their slaves, and steal the goods. This historical data had been collected from a book by a member of RS. Later, in a conversation, a resident of the roads to Zacatecas revealed that the great great grandfather of their grandfather talked of naked Indians stealing the goods from the wealthy Spaniards coming through, and burying them in the hills so they could not be found. In this case, the data previously read in a book was corroborated by the illiterate member of a community within the territories of what was known as the Gran Chichimeca. On those roads people keep finding silver, obsidian arrowheads and other objects used in that war, worth remembering and upholding as one of the biggest and most serious wars against Western civilization in these territories.

Will the anticivilizer let themself die from the first disease which their own body cannot overcome? Can they make use of Western medicine’s pharmaceuticals and antibiotics?

Members of RS would not let themselves die from a “disease” that their body cannot resist, and honestly, we believe that nobody in their right mind would. And of course we could do aside with pharmaceutical antibiotics, all members of RS cure themselves with remedies from the land and totally reject allopathic medicine, for those who have adopted the culture of modern and harmful medicine find it impossible to live without aspirin, ranitidinas, paracetamol, etc. but really, antibiotics with chemical additives are not necessary, there are very effective natural antibiotics like propolis. For those who know of medicinal herbs, to alleviate or cure oneself of city diseases with teas, poultices, vaporizing, extracts, etc. is not a problem.

If an anticivilizer takes cinnamon tea to relieve menstrual cramps or to help with a cold, do they contradict themself because it is a plant native to India?

A silly question answered with another silly question: does the anarchist of DP contradict themself by using clothes made by enslaved and exploited children in Taiwan?

RS has no problem in using plants that are not native to these territories. But if we wanted, we could live solely from native plants, since in many natural areas there’s a variety of medicinal plants and native ancestral foods.

Would a Mexican anticivilizer consider it coherent to drink milk or eat beef even if they are originally Eurasian animals?

RS does not see any problem with that, though some of us try to avoid often drinking milk or eating meat, not because we want to be “coherent”, but because of the diseases involved in eating these kinds of industrialized foods from the infect cities.

How compatible is gardening with anticivilizer savagery?

For many of us it is very viable to have an organic vegetable garden from which to take food in times of scarcity or medicine in times of sickness. We do not fall into contradictions, the important thing is to develop lifestyles which distance themselves as much as possible from the system’s artificial dependency.

Although some members of RS are more attracted to the life of hunter-gatherers, they do not reject the option of gardens.

Technology will be attacked, and to what point will technology be used to fight the technological system?

Technology is used only to spread the attack against the system. We know that we are bound to the conditions imposed on us by it and all we can do about this is to confront our contradictions. The unnecessary technology is jettisoned, a minimal use of technology is what is appropriate for members of RS.

How is a child to be educated in the way of the anticivilizer?

There isn’t a model to follow in the education of the children of the “anticivilizer” type, each opponent of the system will find it in themself to create relevant teaching methods as for their offspring to grow up happy and conscious.

As mentioned above, there is no way of life anticipatively imposed, every critic of civilization (whether from RS or not) will know how to put their words into practice in their daily lives, often falling into contradictions, but many times being satisfied by small victories which are given to us by simplicity and nature. This is not to try and maintain “purity” as DP says, but to develop uniqueness.

H. Back to some terms

In the statement entitled “Reacción Salvaje y los anarquistas” [Wild Reaction and the anarchists], in the notes, we added an ITS communique about the differences between us and the anarchists. what follows here answers some criticisms made by DP in their interview, which won’t be treated thoroughly because these topics have previously been exposed and we recommend DP to look them over.

The terms authority and power mean a whole challenge for anarchists, and although these are inherently binded to us as a species, the anarchists always search there for the problem. It is well known that a very recurrent slogan within anarchism, from its beginnings as a position, has been “against all authority“, a sentence leaving much to be desired with respect to its analytical power. From this error of synthesis, the various currents of anarchism have derived many interpretations, from the anarcho-punks to the anarcho-insurrectionists (the second being a bit more analytical than the first), and it’s been a problem, with each going on to explain this at great length, and from A to Z. DP’s explanation about its position on authority and power is a little more detailed and seems interesting, but we have a problem when they write: “(…) the observation of the development of the world and our own history of domination, gives us guidelines to reconsider the ways in which we lead our lives and to choose to deny power relations, those most brutal forms of power generated in the civilized world as much as those generated in a “primitive” way, we say this because RS has expressed themselves in favor when power relations emerge in primitive community.

Before this comment RS answers that if DP take themselves for community connoisseurs, we hope they know that the people of the hills in Mexico, since hundreds of years ago, are used to lifestyles that are frowned upon by the city dwellers sick with Western culture, certain ways of life that are perceived as “brutal”. For example, to exchange a woman for a cow or a swine, is common among natives, it is part of their customs, their way of life, and is something normal, while for Western moralists (including some anarchists) it is something unworthy, they get all worked up and cry to the heavens when they hear about this. Generally anarchists of the feminist type are those who most make a scandal about it. RS doesn’t see it as a bad thing, RS respects the development and customs of the country people, this is why we express ourselves in favor of power relations in such communities because it is not our concern to try and change them. We emphasize, it is not that we are “machistas” but honestly we don’t set ourselves against this kind of native attitudes. This is what we think, even though it will infuriate the anarchists that we talk in this way, oh well.

Upon their arrival in Mesoamerica, the Spaniards were also greatly surprised by the way of life of the civilized Aztecs and were horrified by the sight of the rituals of the savage Chichimecas. They tried to change their ways with punishment and death because, according to them, what they were doing was not “good”. Same as with anarchists of the DP type, wherever they smell power relationships, civilized or primitive, they raise a barrier of denial. As when they’re told they cannot drink alcohol when in a place where it is not allowed, anarchists answer or think (not all): “But we are not in church”, “Don’t you impose anything on us”, “We can decide freely.”

A very rebellious response that certainly creates tension!

We agree with DP that there is no absolute society, every human group on earth has developed modes of living befitting their condition, environment and character. What we refer to is that primitive societies, by the lack of complexity in their social relationships, were much healthier than modern societies. DP was wrong (again), when it said that those part of RS consider primitive society as absolute. DP apparently has a serious issue of conflictuality with the absolute, anyways.

Recently, some factions of RS issued a communique to the nascent groups that endorse the criticism in movement against civilization and modern technology, making it clear that the statement was not accomplishing a task of solidarity but rather complicity, rightly said. RS still considers indiscriminate solidarity to be a serious problem, which, as we have said repeatedly, is the philanthropic support of whichever vulnerable sector of society, spread by mass media, so that inequalities be left behind and civilized coexistence and order can be solidified, serving the self-perpetuation of this system. We prefer solidarity between an immediate social circle, and complicity with the few groups who share positions in regards to this war against the system.

Indiscriminate solidarity also exists in certain sectors of DP type anarchists who want to create conflict upon the binding of different currents for the development of their anarchist tension, but they themselves should be smart and strategic not to bring whoever claims to be a “rebel” into their ranks, otherwise they risk the danger of infiltration and imprisonment of their “compañeros”. Too late! The infiltration work of the Mexico City investigative police, the federal government, and Cisen, being developed in anarchist milieus for several years now is well known by many. A result of poor organization in security culture, which is why we prefer real solidarity and selective complicity to avoid unfortunate drawbacks. And obviously this will not make us more “wild” as DP says, but maybe we’ll remain out of jail for the time being.

This is how we end this text, but we hope that the people part of DP won’t take it badly or personal. We respect their work and their life projects, but since they spoke of us in their interview and that we don’t miss an opportunity for our propaganda, we felt the need to issue our response.

For the armed conflict against civilization and progress.

 

Reacción Salvaje

Grupúsculos:

Espíritu Uaxixil”

Danza de Guerra”

Matar o Morir”

Cazador Nocturno”

Lluvia de flechas”

 

[Wild Reaction

Groupuscules:

“Uaxixil Spirit”

“War Dance”

“To Kill or To Die”

“Night Hunter”

“Rain of Arrows”]