Tag Archives: Terrorismo Nihilista

(it) IL SALUTO

Fu solo nel tardo pomeriggio che Zarathustra, dopo lunghe e vane ricerche, dopo aver molto vagato, fece ritorno alla sua caverna. Ma quando si trovò di fronte ad essa, e distante solo una ventina di passi, accadde ciò che adesso egli meno attendeva; udì nuovamente l’acuto grido di soccorso. E, cosa strana! esso proveniva questa volta, dalla sua caverna. Ma era un grido lungo, singolare e molteplice, e Zarathustra notò distintamente che si componeva di molte voci: sebbene paresse, a distanza, il grido di un’unica bocca.
Zarathustra si slanciò allora verso la sua caverna ed ecco! quale spettacolo l’attendeva dopo tale concerto! Giacchè sedevano tutti gli uni presso gli altri coloro nei quali s’era incontrato lungo il giorno: il re di destra e il re di sinistra, il vecchio mago, il papa, il mendicante volontario, l’ombra, il coscienzioso dello spirito, il triste indovino e l’asino; ma il più brutto tra gli uomini s’era messo in capo una corona e s’era cinto di due sciarpe di porpora, – poichè, come tutti i deformi, gli piaceva mascherarsi e nascondere la propria bruttezza. Ma in mezzo a quella accolta di afflitti stava l’aquila di Zarathustra, inquieta, irte le penne, poichè doveva rispondere a troppe cose per le quali non aveva risposte la sua superbia: e gli si era attorto al collo l’accorto serpente.
Con grande stupore mirò tutto ciò Zarathustra; poi considerò ad uno ad uno i suoi ospiti; con benigna curiosità, leggendo nell’anima loro, e stupì nuovamente.
Frattanto i convenuti s’erano levati da sedere; e con rispetto attendevano che Zarathustra parlasse. E così parlò Zarathustra:
«Voi disperati! Voi singolari! Fu dunque il vostro grido di aiuto che udii? Ora so pure dove si può cercare colui che invano oggi cercai: l’uomo superiore: – egli siede nella mia caverna, l’uomo superiore! Ma perchè mi stupisco! Non fui io stesso ad attirarlo verso di me con offerte di miele e con gli astuti richiami della mia felicità?
Mi sembra che voi mal v’intendiate, con cuore arcigno, voi che chiamate soccorso mentre sedete qui insieme. È necessario che prima venga qualcuno, qualcuno che vi faccia ridere di nuovo, un buon compagno allegro, un danzatore, uno scapestrato, oppure un pazzo: – che ve ne pare?
Perdonatemi dunque, o voi disperati, che vi parli così volgari parole, indegne, in verità, di simili ospiti! Ma voi non indovinate ciò che fa petulante il mio cuore: – Siete voi stessi e lo spettacolo di voi, perdonatemi!
Giacchè guardando chi dispera, ognuno riprende coraggio, ognuno si crede forte abbastanza – per consolare un disperato.
A me stessi voi donaste tal forza, – un dono prezioso, o miei ospiti illustri! Un dono degno d’ospiti onesti! Ebbene, non v’adirate se v’offro pure del mio.
Questo è il mio regno e il mio dominio: ma ve l’offro per questa sera e per questa notte. Vi servano i miei animali: la mia caverna sia il vostro luogo di riposo! Albergati da me, non disperi alcuno di voi; io proteggo ciascuno nella mia contrada, dalle bestie feroci. Sicurezza!
Ecco la prima cosa che v’offro.
E la seconda è il mio mignolo. E quando lo avrete prendetevi pure tutta la mano, ecco! Ed anche il cuore!
Benvenuti qui, benvenuti, ospiti miei!».
Così parlò Zarathustra, e rise di cattiveria e d’amore.
Dopo questo saluto s’inchinarono gli ospiti ancora una volta, in silenzio, e riverenti; ma gli rispose, a nome di tutti, il re di destra.
«Al modo col quale ci presentasti la tua mano e il tuo saluto, Zarathustra, noi riconosciamo che tu sei Zarathustra. Tu, innanzi a noi, t’umiliasti; per poco non feristi il nostro rispetto – ma chi dunque saprebbe, al pari di te, umiliarsi con tanta fierezza? Questo ci conforta, è un ristoro per i nostri occhi e i nostri cuori.
Solo per esserne spettatori noi ascenderemmo volontieri montagne più alte di queste. Giacchè siamo avidi di spettacolo, e vogliamo vedere ciò che rende sereni gli occhi turbati.
Ed ecco, già cessarono i nostri gridi d’aiuto. Già la nostra mente e il cuore nostro s’aprono pieni di gioia. Poco manca che il nostro coraggio non divenga insolenza. Nulla su la terra, o Zarathustra, vince la gioia di una volontà alta e forte: questa è la pianta migliore quaggiù.
Un intero paesaggio acquista bellezza da un albero tale. Io lo assomiglio a un pino, o Zarathustra, quegli che cresce come te: slanciato, silenzioso, duro, solitario, del migliore e più flessibile legno, superbo – che diffonde i suoi rami vigorosi e verdi per afferrare il suo dominio, rivolgendo robuste domande ai venti e alle tempeste, e a tutto ciò che è familiare alle altezze, – rispondendo ancora più forte, come uno che comanda, un vittorioso: ah! chi non ascenderebbe alti monti per contemplare simili piante?
Da questo albero tuo, Zarathustra, ha conforto anche chi è cupo e deforme; nel guardarti anche l’incostante acquista sicurezza e salute.
E in verità molti sguardi si dirigono oggi verso il tuo monte e l’albero tuo: un desiderio ardente s’è levato verso di te, e molti impararono a chiedere: chi è Zarathustra?
E tutti coloro ai quali stillasti nell’orecchie il tuo miele e la tua canzone; tutti coloro che sono nascosti solitari o a due, dissero improvvisamente nel cuore:
«Vive ancora Zarathustra? Più non vale la pena di vivere. Tutto è simile, tutto è vano: a meno che – non viviamo con Zarathustra!».
«Perchè non viene colui che s’annunziò da tempo sì lungo? – così molta gente si chiede; – lo divorò forse la solitudine? Oppure dobbiamo andare da Zarathustra?».
Ora accade che la solitudine stessa divenga fracida e si spezzi, simile a tomba che s’apre e più non può contenere i suoi morti. Dappertutto si vedono risuscitati. Ora salgono e s’accavallan le onde attorno al tuo monte, o Zarathustra. E lontano nell’eccelsa altitudine, molti debbono ascendere verso di te; la tua nave non deve rimanere più lungo tempo all’asciutto.
E che noi siam venuti verso la tua caverna, noi che disperammo e che ora più non disperiamo: è un segno e un presagio che s’avviò alla tua volta taluno migliore di noi, –giacchè s’avviò a te l’ultimo avanzo di Dio tra gli uomini; cioè tutti gli uomini che hanno gran disgusto, gran sazietà, – tutti coloro che non vogliono vivere senza poter di nuovo sperare – o imparare da te, Zarathustra, la grande speranza!».
Così parlò il re di destra, afferrando la mano di Zarathustra, per baciarla; ma Zarathustra si schermì e si ritrasse spaventato, silenzioso; poi tacque, quasi volesse fuggire lontano. Ma dopo un po’ era già nuovamente presso i suoi ospiti, e guardandoli con occhi chiari e indagatori, egli disse:
«Ospiti miei, uomini superiori, voglio parlarvi tedesco e con molta franchezza. Non siete voi che io attendevo su questa montagna».
(«Tedesco e con franchezza? lo preservi Iddio! disse allora il re di sinistra; si vede ch’egli non conosce i buoni tedeschi, questo savio d’Oriente! Ma egli vuol dire «tedesco e rudemente» – ebbene, non è questo, oggi, il gusto peggiore!»).
«Può darsi che voi siate tutti, gli uni e gli altri, uomini superiori, continuò Zarathustra, ma, per me, voi non siete nè grandi nè forti abbastanza.
Per me, voglio dire: per la volontà inesorabile che in me tace, che tace, ma che sempre non tacerà. E se voi siete miei, non siete però il mio braccio destro. Giacchè colui che, come voi, cammina su gambe malate e deboli, vuole anzitutto, lo dica o no, venir risparmiato. Ma io non risparmio le mie braccia e le mie gambe, io non risparmio i miei guerrieri: come potreste voi servire alla mia guerra?
Con voi guasterei le mie vittorie, e più di uno fra voi cadrebbe al solo rullo dei miei tamburi.
Anche non siete belli e bennati abbastanza per me.
Ho bisogno di specchi puri e lisci per quello che insegno; riflessa sulla vostra superficie la mia imagine sarebbe deformata.
Pesano sulle vostre spalle molti fardelli, molti ricordi; molti nani maligni s’annidano nei vostri angoli. Anche in voi v’è plebe nascosta.
E se pur siete alti e di buona razza, molte cose in voi sono curve e deformi, e non v’è fabbro al mondo che possa raddrizzarvi come vorrei.
Voi, non siete che ponti: possano, i migliori di voi, passare dall’altra parte! Voi rappresentate gradini: non v’irritate dunque contro colui che vi sale per giungere alla sua altezza!
Può, dalla vostra semente, nascere un giorno per me, un vero figlio, un erede perfetto: ma quel tempo è lontano.
Voi non siete affatto coloro ai quali appartiene il mio nome e la mia eredità.
Non voi io attesi su questa montagna; non con voi discenderò un’ultima volta tra gli uomini. Voi non siete che precursori, venuti a me per annunziarmi che altri, più grandi, camminano verso di me, – non già gli uomini che hanno il grande desiderio, il grande disgusto, la gran sazietà, nè ciò che voi chiamate quanto resta di divino tra gli uomini, – no! no, tre volte no! Altri attendo qui sulla montagna, e non voglio, senza di essi, volgere i miei passi lungi da qui, – altri che saranno più grandi, più forti, più vittoriosi, uomini più giocondi, che sono dritti di corpo e d’anima: debbono venire, leoni ridenti!
O singolari ospiti miei – non udiste ancora parlare dei miei figli? non sentiste dire che vengono verso di me?
Parlatemi dunque dei miei giardini, delle mie isole beate, della mia nuova e bella stirpe – perchè non mi parlate di ciò?
Imploro l’amor vostro di ricompensare la mia ospitalità parlandomi dei miei figli. Per essi mi feci ricco, per essi mi feci povero; che cosa non ho dato, – che non darei per avere quest’unica cosa, questi figli, questa vivente vegetazione, questi alberi vitali della mia volontà e della mia più alta speranza!».
Così parlò Zarathustra e s’arrestò d’improvviso nel suo discorso; giacchè fu assalito dal suo desiderio e chiuse gli occhi e la bocca per la commozione del cuore.
E tacquero anche tutti i suoi ospiti, immobili e costernati: soltanto il vecchio indovino faceva cenni con le mani e gesticolava.

F. Nietzsche

[en] (INTERNATIONAL) 93 Communique of ITS

I

“There is no end to this war that we wage, there is no end to the confrontation, this is inherited from generation to generation, and before this monster with a thousand heads there is no certainty that we can defeat it. In this sense ITS is pessimistic but realistic at the same time, there is nothing to win, because whoever plans to win from that moment has already lost. Many do not understand this logic, they continue with the same vision of the seventies guerrilla, who yearned to win his war and establish a revolution which always turned into reform, we do not want a change of power, we do not want the overthrow of civilization for the reign of nature (as the primitivist fools want it), because although that may occur in a few hundred years, we do not see it achievable today, that is why we only want chaos within civilization, we do not want to gain anything nor defeat civilization (apart from the fact that it is practically impossible for a group of individuals to do such a thing), we only have to destabilize, make despair and madness reign, we wage an individual war, and in that sense we win it when We come out safe and sound from an attack, when we strike the stab or the bullet at the target and it dies, that is when the ego of the individualist rises and is exalted with the action, but this remains at the individual level and does not go beyond (…) we live in the present and under extreme conditions, extremist responses.”
X.

This quote summarizes one of our main theoretical bases, we have made it clear many times, we have assumed that we cannot win, that even with all our attacks we could never even knock down a partial part of the system or do great damage to it. Every material target destroyed by fire or explosives is promptly rebuilt and put into operation again. Every scientist, investigator, policeman, or common citizen we hurt or kill is promptly replaced by another. And so the wheel of progress and the social machine keeps turning, impassive to everything that happens, until at some point, whether due to its own unsustainability or other causes, everything falls into the abyss. That we are aware of all this and assume it as an unflappable reality does not imply that we are not aware of what surrounds us, of the changes that are taking place in the sick society in which we live and of the opportunities that are offered to us.

The events of the last months do nothing but confirm that civilization and the world we know has entered a period of decline, this is certainly not something new but it is at times like this when it is most accentuated and becomes very obvious. The imposed order is faltering, the economies are collapsing, the authoritarian tendencies of the governments are increasing at the same time that massive insurrections are breaking out, social tension is exploding and now a virus is causing a global pandemic that not all of its technological, human or all its convoluted bureaucracy, quarantines and closings of entire countries have managed to stop, the modern and civilized human being trembles before the dark present-future that is coming, everyone wonders how it is possible that this has happened and nobody knows with certainty what is to come .

What does seem certain is that troubled times are coming, the system has given evident signs of its multiple failures and imperfections, of course we do not know for sure what will happen, we do not know if there will be a global financial collapse of which the world do not recover, we do not know if the coronavirus pandemic will end in a few months or on the contrary it will become a true threat to civilization and human life even more serious than it already is, what we do know is that there is a before and a later in the world as we know it and even if it ends up returning to normality, we believe that nothing will ever be the same.

II

Humanity trembles before COVID19, something so insignificant for modern humans, it has made us remember the fragility of human life, the fragility of civilization and the supposed glory of humanity, of everything that exists by the hand of man and it has made them all tremble before the onslaught of a microscopic natural element.

Now we are flooded with speeches and propaganda, everywhere politicians, the media and celebrities lecture the masses anxious that someone come to fix their problems, they tell us that difficult times will come but that “all together” we will overcome it, that we have to tighten our belts to overcome this crisis and return to normalcy. Now many, especially from the petty-bourgeois middle classes, see how everything they took for granted suddenly disappears. They thought that living as dictated by the established, bowing their heads and obeying would have a good life, good studies, a good job and a good future, their own version of the “American dream”. But life is not a straight path already drawn on the map, but a chaotic path where you never know what will happen, the only thing we have is uncertainty.

Despite all the “negative” consequences that COVID19 may bring and directly affect us also (restriction of movement, increased social control, impoverishment or illness, including death for ourselves or someone we love… etc.) even with everything, is a scenario that we prefer an infinite number of times before returning to the normality of the worldly life of the civilized. Hard times do not scare us, in fact, we wish them, not only because they open many interesting possibilities for us (and not only for us) but because it is in the midst of disaster where we feel really comfortable. If the choice is between the normality of life in civilized society and barbarism, the choice is clear to us.

III

“Damn corner of the world, your infamy makes laugh at time with a mocking grimace and your misery has not softened any delicate heart desirous of funeral charms! Seen from the Balkans, the universe is a suburb through which syphilitic sluts and murderous gypsies stroll.
Its tremendous passion for trash, from stirring it joyous at the sound of funerany trumpets, it could not even invent a lustful god. What yearning star from the peripheries could have fallen there? Boisterous worms dancing the dance of leprosy!”
C.

Now everything is green again, sightings of “strange” animals appear in cities and ports, the coasts are cleaned and the sea is crystalline or bioluminescent, they no longer emit large amounts of pollutants, the most disgustingly populated cities look lonely, the horizon no longer has that gray cream that prevailed a few months ago, the pandemic is NOT revealing a “new world”, it is revealing the world as it REALLY would be without all the negative consequences that we have caused. Wildness “celebrates” the human purge, manifesting as never before, 15 volcanoes erupting in America, Europe and Asia, a raging fire threats the old Chernobyl nuclear power plant, tornadoes destroying everything in its path in Texas, alert for extreme heat in different parts of the globe, and everything reveals the fragility of the human species, its pathetic and ephemeral existence. How right we misanthropes have been, us who bet on the disdain towards human progress! life can go on, continue its cycle without us, the proof is before your damn eyes and some still deny it, putrid humanists, vicious progressives of black mirrors with flashes of modernity, pestilent incubators of exacerbated sedentary lifestyle, we are NOT going to make any effort to return to normality, we are not going to work “all together” to overcome this or any other crisis, we do not want society to recover and return to the course of things. We are going to work, and very hard, to push everything off the cliff, to continue spreading chaos, to bring the situation to the worst of the worst.

IV

Days of Chaos are coming, and it is there that individualists must focus their efforts and resources. Because although we have made it clear that we cannot win or destroy the techno-industrial civilization, its many faults and holes can be used by individualists like us to deliver accurate blows that contribute to plunging it even further into chaos and disorder. It does not take a fortune teller to predict what is coming upon humanity. And it is in this scenario as conducive to groups like ours where we incite all the individualists who are part of our acronyms around the world, and beyond our group all those who feel the call of the Wild, who long to see the Chaos scattered in every corner of the world, those who wait patiently for the moment to attack, those who live to provoke the social decline, to prepare, sharpen your knives, load your bullets, prepare your explosives, study your objectives, check your security practices and be vigilant for the moment of the escalation.

As we have said, the system has many flaws, and these offer many opportunities where it can be attacked to create great destabilization and even more so in the current times, we will leave to each individualist to choose and carefully study the objectives that please them, whether they are arson, murders, bombings or infiltrating the riots and insurrections that will undoubtedly explode in much of the planet and worsen in places where there is already a latent conflict. It matters little to us whether they try to silence us or ignore us, as they did with our communiqué where we claimed responsibility for the bomb at the Zografou police station in Greece, just as we do not care at all for the sterile criticism of right or left wing humanists bastards, nor of the anarcho-christians with their opportunistic double morality. We are here, we still alive, free and dangerous, we have not wasted our time. We are already doing our homework, and they will hear from us soon. When blood splashes onto the asphalt again, when the roar of the explosion shakes everyday normalcy and the fire devours its structures, a single name will come to your mind: ITS.

LET’S SINK THE EXISTENT IN CHAOS AND SAVAGERY!
FORWARD ITS!

Individualists Tending Towards the Wild – Europe
Individualists Tending Towards the Wild – América

(INTERNACIONAL) COMUNICADO 93 DE ITS

I

“no hay un fin para esta guerra que libramos, no hay un fin en la confrontación, esto es heredado de generación en generación, y ante este monstruo de mil cabezas no hay certeza de que podamos derrotarlo. En este sentido ITS es pesimista pero realista a la vez, no hay nada que ganar, porque quien piensa ganar desde ese momento ya ha perdido. Muchos no entienden esta lógica, siguen con la misma visión del guerrillero setentero, el cual anhelaba ganar su guerra y establecer una revolución la cual siempre se tornó en reforma, nosotros no queremos un cambio de poder, no queremos el derrocamiento de la civilización para el reinado de la naturaleza (como lo quieren los tontos primitivistas), porque aunque eso se pueda dar en unos cientos de años, no lo vemos realizable hoy en día, por eso es que solo queremos el caos dentro de la civilización, no queremos ganar nada ni derrotar a la civilización (aparte porque es prácticamente imposible que un grupo de individuos puedan realizar semejante cosa), solo nos queda la desestabilización, hacer que la desesperanza y el desmadre reine, nosotros libramos una guerra individual, y en ese sentido la ganamos cuando salimos sanos y salvos de un atentado, cuando asestamos la puñalada o la bala en el objetivo y este muere, es ahí cuando el ego del individualista sube y se exalta con su acción, pero esto se queda en el plano individual y no va más allá (…) nosotros vivimos en el presente y a condiciones extremistas, respuestas extremistas.”
X.

Esta cita resume una de nuestras báses teóricas principales, lo hemos dejado claro mucha veces, hemos asumido que no podemos ganar, que ni con todos nuestros ataques podríamos jamás ni siquiera llegar a derrumbar una parte parcial del sistema o llegar a hacerle un daño de gran envergadura. Cada objetivo material destruido con fuego o explosivos es prontamente reconstruido y puesto en funcionamiento de nuevo. Cada cientifico, investigador, policía o ciudadano común que herimos o matamos es prontamente sustituido por otro. Y asi la rueda del progreso y la máquina social sigue girando, impasible a todo lo que pase, hasta que en el algún momento, ya sea por su propia insostenibilidad o por otras causas, todo se precipite y caiga al abismo. Que seamos conscientes de todo esto y lo asumamos como una realidad imperturbable no implica que no seamos conscientes de lo que nos rodea, de los cambios que se sucitan en la sociedad enferma en la que vivimos y de las oportunidades que se nos brindan.

Los acontecimientos de los ultimos meses no hacen mas que confirmar que la civilización y el mundo que conocemos ha entrado en un periodo de decadencia, esto desde luego no es algo nuevo pero es en momentos como este cuando más se acentua y se hace muy obvio. El orden impuesto se tambalea, las economías se desploman, aumentan las tendencias autoritarias de los gobiernos al mismo tiempo que estallan insurrecciones masivas, la tensión social se dispara y ahora un virus causa una pandemia global que ni todos sus medios tecnológicos, humanos ni toda su enrevesada burocracia, cuarentenas y cierres de paises enteros han conseguido frenar, el ser humano moderno y civilizado tiembla ante el oscuro presente-futuro que se avecina, todos se preguntan como es posible que esto haya pasado y nadie sabe con certeza lo que está por llegar.

Lo que si parece seguro es que vienen tiempos revueltos, el sistema ha dado muestras evidentes de sus multiples fallas e imperfecciones, desde luego nosotros tampoco sabemos a ciencia cierta lo que va a pasar, no sabemos si habrá un colapso financiero global del cual el mundo no se recupere, no sabemos si la pandemia del coronavirus acabara en unos meses o por el contrario se convertirar en una verdadera amenaza para la civilización y la vida humana aún mas grave de lo que ya es, lo que sí sabemos es que hay un antes y un después en el mundo tal como lo conocemos y aunque se acabe volviendo a la normalidad, creemos que nada volverá a ser igual.

II

La humanidad tiembla ante el COVID19, algo tan insignificante para los humanos modernos, nos ha hecho recordar la fragilidad de la vida humana, la fragilidad de la civilización y de la supuesta gloria de la humanidad, de todo cuanto existe por la mano del hombre y los ha puesto a todos a temblar frente al embiste de un elemento natural microscópico.

Ahora nos inundan de discursos y propaganda, por todas partes los políticos, los medios y las celebridades sermonean a las masas ansiosas de que alguien venga a arrelgar sus problemas, nos dicen que vendran tiempos difíciles pero que “todos juntos” lo superaremos, que hemos de apretarnos el cinturón para superar esta crisis y volver a la normalidad. Ahora muchos, sobre todo de las clases medias pequeñoburguesas, ven como todo lo que daban por seguro desaparece de golpe. Ellos pensaban que viviendo según dicta lo establecido, agachando la cabeza y obedeciendo tendrían una buena vida, buenos estudios, un buen trabajo y un buen futuro, su propia versión del “sueño americano”. Pero la vida no es un camino recto ya trazado en el mapa si no una trayectoria caótica donde nunca se sabe lo que va a pasar, lo único que tenemos es la incertidumbre.

Con todas las consecuencias “negativas” que el COVID19 pueda traer y afectarnos directamente también para nosotros (restricción de movimiento, aumento del control social, empobrecimiento o la enfermedad inclusive la muerte para nosotros mismos o algun ser querido..etc) aún con todo, es un escenario que preferimos infitas veces antes que volver a la normalidad de la vida mundana de los civilizados. Los tiempos duros no nos asustan, de hecho, los deseamos, no solo por que abren muchas posibilidades interesantes para nosotros (y no solo para nosotros) si no porque es en medio del desastre donde nos encontrámos realmente cómodos. Si la elección es entre la normalidad de la vida en la sociedad civilizada y la barbarie, la elección esta clara para nosotros.

III

“¡Maldito rincón del mundo, tu infamia hace reír al tiempo con una mueca burlona y tu desdicha no ha enternecido a ningún corazón delicado deseoso de fúnebres encantos! Visto desde los Balcanes, el universo es un arrabal por el que callejean mujerzuelas sifilíticas y zíngaros asesinos.
Su tremenda pasión por la basura, de revolverla al alegre son de trompetas funerarias, ni siquiera pudo inventar un dios libidinoso. ¿Qué astro anhelante de periferias habría podido caer por ahí? ¡Gusanos bulliciosos bailando la danza de la lepra!
C.

Ahora todo vuelve a reverdecer, avistamientos de animales “extraños” se presentan en las ciudades y puertos, las costas se limpian y el mar es cristalino o bioluminicente, se dejaron de emitir grandes cantidades de contaminantes, las ciudades mas asquerosamente pobladas lucen solitarias, el horizonte ya no tiene esa nata gris que imperaba hace unos meses atrás, la pandemia NO está dejando ver un “mundo nuevo”, está dejando ver el mundo como REALMENTE sería sin todas las consecuencias negativas que le hemos causado como especie. Lo salvaje “celebra” la purga de humanos, se manifiesta como nunca antes, 15 volcanes estallando en América, Europa y Asia, un incendio voráz ameazando la vieja planta nuclear de Chernobyl, tornados destruyendolo todo a su paso en Texas, alertas por el calor extremo en diferentes partes del globo, y todo deja ver la fragilidad de la especie humana, su patética y efímera existencia, ¡cuanta razón hemos tenido los misántropos que apostamos por el desden hacia el progreso humano! la vida puede serguir, continuar con su ciclo sin nosotros, la prueba está frente a sus malditos ojos y algunos aun reniegan de eso, pútridos humanistas, progresistas viciosos de los espejos negros con destellos de modernidad, incubadoras pestilentes de sedentarismo exaservado, que se sepa que NO vamos a hacer ningún esfuerzo para volver a la normalidad, no vamos a trabajar “todos unidos” para superar esta o ninguna otra crisis, no queremos que la sociedad se recupere y que volvamos al curso de las cosas. Vamos a trabajar, y muy duro, para empujarlo todo por el precipicio, para seguir esparciendo el caos, para llevar la situación a lo peor de lo peor.

IV

Se avecinan dias de Caos, y es ahi donde los individualistas deben centrar sus fuerzas y sus recursos. Porque si bien hemos dejado claro que no podemos ganar ni destruir la civilización tecno-industrial, sus muchas fallas y agujeros pueden ser aprovechados por individualistas como nosotros para asestar golpes certeros que contribuyan a hundirlo todo más aún en el caos y el desmadre. No hace falta ser adivino para vaticinar lo que se le viene encima a la humanidad. Y es en este escenario tan propicio para grupos como el nuestro donde nosotros incitamos a todos los individualistas que conforman las siglas alrededor de todo el mundo, y mas allá de nuestro grupo a todos quienes sienten el llamado de lo Salvaje, a quienes ansían ver el Caos esparcido por cada rincón del mundo, a quienes esperan pacientemente por el momento de atacar, a quienes viven para provocar el ocaso social, a que se preparen, afilen sus cuchillos, carguen sus balas, preparen sus explosivos, estudien sus objetivos, revisen sus prácticas de seguridad y estén atentos para el momento del desborde.

Como hemos dicho, el sistema tiene muchas fallas, y éstas ofrecen muchas oportunidades donde se le puede atacar para crear gran desestabilización y más aún en los tiempos que corren, dejaremos a cada individualista que elija y estudie cuidadosamente los objetivos que mas les plazca, ya sean tanto incendios, asesinatos, bombazos o infiltrandose en los disturbios e insurrecciones que sin duda estallarán en gran parte del planeta y se agravarán en los lugares donde ya existe una conflictividad latente. Poco nos importa ya que nos intenten silenciar o nos ignoren, como hicieron con nuestro comunicado donde reivindicamos la bomba en la estación de policia de Zografou en Grecia, igual que no nos importa en absoluto las criticas estériles de los humanistas bastardos, derechistas o izquierdistas, ni de los anarco-cristianos con su doble moral oportunista. Estamos aquí, seguimos vivos, libres y peligrosos, no hemos perdido el tiempo. Ya estamos haciendo nuestras tareas, y pronto volverán a tener noticias nuestras. Cuando la sangre vuelva a salpicar el asfalto, cuando el estruendo de la explosión sacuda la normalidad cotidiana y el fuego devore sus estructuras les vendrá un solo nombre a la cabeza: ITS.

¡HUNDAMOS LO EXISTENTE EN LA CAOS Y EL SALVAJISMO!
¡ADELANTE ITS!

Individualistas Tendiendo a lo Salvaje – Europa
Individualistas Tendiendo a lo Salvaje – América

(Chile) Entrenamiento de las FARC en atentado explosivo en Arauco?

La explosión de una camioneta bomba, la interrupción del tránsito y del suministro eléctrico en los alrededores del puente Lleu Lleu, en la provincia de Arauco, Región del Biobío, fue una demostración de fuerza.

Dirigentes de la Araucanía y el Biobío cuentan, bajo condición de anonimato, que se trata de no más de 70 personas, algunos de los cuales tendrían vínculos con organizaciones paramilitares e incluso habrían recibido entrenamiento en el exterior, por parte de grupos como las Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (FARC). Aseguran que han sido ideologizados por organizaciones de la izquierda latinoamericana y lo que les parece más grave no es el ataque a una forestal, sino al propio pueblo mapuche.

Al mediodía del 13 de abril, de acuerdo con la querella ingresada en el juzgado de Garantía de Cañete, un grupo 30 personas encapuchadas y provistas de armas de fuego de alto calibre dispararon en contra de un vehículo policial que se dirigía a verificar una interrupción de tránsito, a la altura del kilómetro 30 de la
ruta P72-S. En paralelo, en el puente Lleu Lleu sujetos desconocidos detonaron un artefacto explosivo dentro de un vehículo, lo que dañó un transformador de la red pública de electricidad, que dejó sin luz a más de 3 mil familias. Por la gravedad de los hechos, el subsecretario del Interior, Juan Francisco Galli, viajó
hasta la Provincia de Arauco y el Gobierno interpuso esta querella apelando a la Ley Antiterrorista por los delitos de colocación y detonación de artefacto explosivo y homicidio frustrado a carabineros en acto de servicio.

Desde La Araucanía advierten que aunque estos hechos ocurrieron en Arauco (sur de la VIII Región) también afectan a su región (IX). Lo ejemplifican con un atentado ocurrido el miércoles -dos días después del ataque en Lleu Lleu-, cuando grupos armados expulsaron a trabajadores de una faena forestal en Cautín, en la
comuna de Los Sauces, del que se responsabiliza la resistencia mapuche de la comunidad de Llollowenko, en alianza con la Coordinadora Arauco-Malleco (CAM).
Hay mucha gente de Malleco involucrada. Se sabe de reuniones que han tenido lugar en Lonquimay y Temulemu para organizar estas actividades, argumentan.

Desde la macro zona sur no tienen pruebas de quiénes son exactamente los hombres vestidos de negro o con camuflaje militar que se fotografían portando armas de alto calibre y desafían a las autoridades. Una agrupación que firma como Resistencia Mapuche Lavkenche se adjudicó la responsabilidad de lo ocurrido el 13 de abril. Para algunos es posible que se trate de una nueva alianza que igual incorpora a gente que tiene más antigüedad en la lucha armada; por tanto están seguros de que la CAM sigue estando involucrada; otro hecho del que no dudan es de que están financiados y entrenados.

Recuerdan un episodio surgido hace más de una década, cuando el entonces fiscal regional de La Araucanía, Francisco Ljubetic, confirmó que miembros de la CAM recibieron instrucción paramilitar en el extranjero.

Ljubetic es ahora vicedecano de la Facultad de Derecho de la Universidad Autónoma de Temuco. Explica a El Líbero que gracias a un informe de la Policía de Investigaciones, que a su vez obtuvo la información de las autoridades de cada país, se logró establecer que había personas de la etnia mapuche que viajaron a Colombia y habían permanecido allá algunos de 2 a 3 meses, y en un caso hasta por un año. Normalmente, señala, esos viajes eran en pareja, conformada por una persona de la Región de La Araucanía y por otra del Biobío, específicamente de Cañete y Tirúa. Los viajes se realizaban por tierra, por lo que se obtuvo registros oficiales de Bolivia, Perú, Ecuador y también Venezuela. Los registros indican que los traslados ocurrieron entre el año 2004 y 2006.

Fue en un período interno en estas dos regiones en que los ataques y la violencia se redujeron significativamente para después, coincidentemente, comenzar a aumentar no solamente en número, sino que también en el tipo de actividad violentista, es decir, se salió de los atentados en predios de carácter forestal y comenzó a ampliarse a atentados contra personas, contra viviendas, agricultores conocidos, recuerda Ljubetic.

Al preguntarle sobre si el accionar del grupo armado el lunes podría tener alguna relación con entrenamiento paramilitar, el ex fiscal de la Araucanía responde: No podría afirmarlo, pero sí hay una coincidencia muy real porque es cosa de ver las situaciones que ocurrían en Colombia con las Farc y sus métodos de actuación. En una de las investigaciones con motivo de esta materia, se logró incautar un manual acerca de cómo se preparaba a las personas para la realización de los diferentes actos violentistas, y ahí estaban las emboscadas, que carabineros las sufre permanentemente. El ataque a ciertas localidades o poblados o personas, la quema y la destrucción a través de artefactos explosivos en un vehículo. Si uno ve cada una de las actuaciones y ve cómo se materializan o concretan en los actos de violencia, tiene similitud con lo que ocurrió durante muchísimos años en Colombia y particularmente en la selva colombiana.

El propio Presidente de Colombia, Iván Duque, ha denunciado que los disidentes de las FARC se encuentran en territorio venezolano, incluso Luciano Marín (conocido con el alias «Iván Márquez»). Para Duque, no es un secreto que en Venezuela estarían jefes de las FARC que dieron la espalda al proceso de paz.

Desde la Araucanía lo resumen en que es la primera vez que utilizan un coche-bomba, en el uso de Lonquimay para reclutar gente y hacerse una base de apoyos y en que además, ese es un punto estratégico por ser fronterizo; en el que es posible pasar a pie o a caballo sin mayor tipo de control; lo que además permitiría la entrada de armas al territorio chileno.

Un ejemplo de esto es que en el comunicado en el que la organización Individualistas Tendiendo a lo Salvaje se atribuyen el artefacto explosivo enviado al presidente del Metro de Santiago, Louis de Grange, dicen que contaron con ayuda Argentina para elaborar el explosivo. Cruzamos la cordillera como nuestros ancestros que se movían de un lugar a otro por las sierras nevadas para hacer trueques, solo que esta vez no fue un intercambio de alimentos, pieles o ganado, en esta ocasión transamos un artefacto explosivo, así es, una bomba tipo paquete, dice el texto.

Para Ljubetic, la presencia de mucho armamento y de grueso calibre, que obviamente no está permitido en manos de particulares nos da cuenta de su capacidad. ¿Con qué recursos se adquieren esos medios? La cantidad de munición. Eso significa un costo, la logística, los traslados, los vehículos, en una zona que está muy depreciada desde el punto de vista económico y social. Es muy probable que lleguen ayudas, del extranjero y nacionales a lo mejor. Eso tampoco se ha podido investigar a fondo, pero el sentido común indica que debiera ser así. Yo no puedo aseverarlo, pero es una conclusión evidente que necesitan ayuda y la tienen.
Ataques contra el propio pueblo: Cualquier opción que lleve al pueblo mapuche a recuperar poder económico le quita gente a los radicales.

El comunicado de la Resistencia Mapuche Lavkenche cuestiona a algunos dirigentes de la zona a los que califican de yanaconas o traidores. Esto por trabajar mancomunadamente con la empresa forestal Mininco. Mencionan a Santos Reinao, Jorge Lincopan y Arturo Millahual.

Tras el atentado, la Asociación de Contratistas Forestales se pronunció: Llama la atención que ante estos hechos que son de público conocimiento y que hace muchos años se vienen desarrollando, la autoridad local y central se muestre impávida, sin una reacción estratégica ni proactiva y sin capacidad para prevenir y detener a estos violentistas organizados y fuertemente armados, que están destruyendo la convivencia de la provincia de Arauco y solo se limitan a presentar querellas contra quienes resulten responsables sin ningún resultado real, sin detenidos ni procesados. Dicen que en los últimos 7 años, de 70 casos que han llegado a la justicia solo hay 5 detenidos y procesados y es por la misma causa.

Ljubetic advierte que esta es la crónica de una violencia anunciada debido a que hay una suerte de entrega del territorio de la zona a estos grupos violentistas, porque no ha sido posible su control o no se han arbitrado todas las medidas necesarias para ese control público, y las múltiples querellas tampoco han entregado más y mejores antecedentes acerca de los autores de estos hechos. Creo que también una cuestión muy grave es que los adversarios que enfrentan a Carabineros son todas personas armadas, y con armamento de grueso calibre, que ha significado que haya múltiples funcionarios de la policía heridos, y heridos graves. Estas circunstancias, con la contingencia que vive nuestro país desde hace ya algunos meses, ha sido el mejor escenario para que estos grupos violentistas hagan de las suyas, y va a continuar si es que no existen medidas de búsqueda efectiva e intensa. No solamente de custodia de determinados sectores o de protección de determinados lugares o territorios, porque eso resulta insuficiente.

(it) Il Padre Sole e la struttura del cosmo

“Il Sole creò l’universo, per questo si chiama Padre Sole (pagë abé). Egli è il padre di tutti i Desana. Egli creò l’universo con il potere della sua luce gialla e gli diede vita e stabilità. Dal luogo dove stava, bagnato di riflessi gialli, il Sole fece la terra, con le sue foreste e i fiumi, gli animali e le piante. La sua creazione risultò perfetta.”

Il Creatore dell’universo, nella mitologia desana, corrisponde alla figura del Padre Sole. Questi può essere identificato come una forza creatrice, uno “stato” che si manifesta nella luce gialla emanata dal disco solare. Pagë abé è sempre esistito, ed emanò la Creazione senza una particolare intenzione. Una volta che la luce gialla ebbe eseguito questo atto, il Sole legiferò sul suo operato: stabilì i percorsi ciclici del processo della vita e impose le norme secondo le quali doveva vivere l’uomo e ordinarsi la società. Come vedremo in seguito, la legge fondamentale che i Desana avrebbero dovuto rispettare fu quella dell’esogamia. La stipulazione di questa legge avvenne in seguito all’incesto originario tra il Sole e sua figlia, che gettò il mondo nel caos.

“Il mondo nel quale viviamo ha la forma di un grande disco, un immenso piatto rotondo. È il mondo degli uomini e degli animali, il mondo della vita.La dimora del Sole è di colore giallo, il colore del suo potere, quella degli uomini e degli animali è di colore rosso, il colore della fecondità e del sangue degli esseri viventi. La nostra Terra è detta “piano di sopra” (vexkámaxa turí), perché in basso c’è un altro mondo, il “piano di sotto” (doxkámaxa turí), anche detto Axpikon-día, paradiso. Il paradiso è di colore verde, e lì vanno tutte le anime dei morti che sono stati dei buoni Desana durante la loro vita. Nel lato da cui sorge il Sole, in Axpikon-día, c’è un grande lago dove sboccano tutti ifiumi della terra, poiché tutti corrono verso est. In tale modo Axpikon-día è connesso con la nostra terra per mezzo delle acque dei fiumi. Nel lato dove il Sole scompare, in Axpikon-día, sta la Parte oscura. È la parte della notte ed è pericolosa. Vista da Axpikon-día la nostra terra è simile a una grande ragnatela. È trasparente e il Sole può guardarvi attraverso. I fili di questa ragnatela sono come le norme secondo le quali devono vivere gli uomini; essi si muovono lungo questi fili, cercando di vivere bene, e il Sole li guarda. Al di sopra della nostra terra il Sole ha creato la Via Lattea. Questa sgorga comeuna grande corrente spumosa da Axpikon-día e si dirige da est a ovest. Lungo la Via Lattea corrono i grandi venti e tutta quella parte è azzurra. È la regione intermedia tra il potere giallo del Sole e lo stato rosso della terra. Per questo è una zona pericolosa, perché è lì che la gente comunica con il mondo invisibile e con gli spiriti.”

In questo ultimo brano è presentata la struttura del cosmo generalmente accettata tra i Tukano. L’universo consiste in tre zone cosmiche sovrapposte: la Zona superiore o celeste, la Zona intermedia che è la nostra terra, e la Zona inferiore, quella del paradiso. L’elemento strutturale più importante della Zona superiore è la Via Lattea. Ognuna di queste zone è dominata da un particolare tipo di energia, a cui è associato un certo colore.
La Zona inferiore è la dimora del Padre Sole, che dopo la creazione e la promulgazione delle norme morali si è ritirato in Axpikon-día, la zona paradisiaca, continuando ad emanare la propria energia gialla. Il Sole visibile durante il giorno è un rappresentante di pagë abé nella Zona intermedia, e attraverso questi il Padre Sole continua ad inviare la propria energia fertilizzatrice sulla terra, permettendo la continuità della vita di tutte le creature, uomo compreso. La zona paradisiaca è ammantata di una tenue luce verde: il colore verde è quello delle foglie di coca, che se masticate fanno scomparire fame e fatica. Axpikon-día è quindi un luogo ove uno degli stimoli che più tormentano la vita dei Tukano, quello della fame, cessa di esistere.
La Zona intermedia è invece quella terrena, un mondo in cui si incontrano due principi complementari opposti: la terra, maschile, e l’acqua, femminile. Tra i Tukano si ritiene infatti che la foresta (terra) fertilizzi i fiumi (acqua). Prendendo atto di questa dicotomia, come approfondiremo in seguito, è possibile far luce su moltissimi aspetti della cultura Tukano, in primis sulla distribuzione delle attività quotidiane tra generi. Nel paragrafo precedente era stato sottolineato come caccia e pesca fossero attività proprie dell’uomo, ma che la prima fosse ritenuta più virile della seconda. Ciò è spiegato dal fatto che i pesci, vivendo nell’acqua, sono associati a un principio femminile, mentre la selvaggina, vivendo nella foresta, è associata a un principio maschile. Ne consegue che alimenti dal marcato carattere femminile, come il pesce, non possono essere mescolati ad alimenti dal marcato carattere maschile, come la carne, perché intrisi di essenze opposte.
Alla Zona intermedia è associato il colore rosso, un colore dall’essenza uterina. All’intera Zona intermedia è quindi associato un carattere generalmente femminile, benché vi si incontrino comunque principi sia maschili che femminili. Continue reading (it) Il Padre Sole e la struttura del cosmo

(es) [Italia] Nuevo paquete-bomba en Milán

Otro paquete-bomba, idéntico a los enviados a la capital en las últimas semanas, fue entregado el martes por la tarde a un hombre de 59 años de Cologno Monzese, en la provincia de Milán. Mismo papel, mismo contenedor: solo que esta vez el sobre explosivo fue más allá de las fronteras romanas a Lombardía, ya afectado por la emergencia del Coronavirus.

Los carabinieri de Milán, llamados en el acto, lograron detonar el contenido y ahora trabajan junto con los investigadores romanos y antiterroristas para determinar el origen y la posibilidad de que hay detrás de todos los paquetes entregados hasta la fecha en la capital.

Por el momento, la fiscalía de Monza ha abierto un archivo que, con toda probabilidad, será transferido a Roma, donde durante semanas se llevaron a cabo investigaciones sobre los sobres explosivos enviados a una docena de personas. En Piazzale Clodio, se hipotetizan ataques terroristas y lesiones personales. Incluso el último paquete enviado a Lombardía tiene las mismas características que los demás. Para los investigadores romanos, el camino privilegiado sigue siendo algún grupo anárquico.

(es) [Holanda] Carta-bombas y ataques anónimos cunden Amsterdam

Dos bombas carta explotaron el miércoles por la mañana en dos oficinas separadas de clasificación de correo en lo Holanda. Los ataques se produjeron mientras la policía continúa investigando una serie de ataques similares en las principales ciudades holandesas el mes pasado.

Uno de los dispositivos descubiertos el miércoles explotó en la sala de correos de un edificio de oficinas en Amsterdam, mientras que el otro fue enviado a una compañía de clasificación en la ciudad de Kerkrade, en el sur de Holanda.

Nadie resultó herido por las explosiones.

Según la policía de Amsterdam, un empleado que trabajaba en el distrito occidental de Bolstoen intentaba abrir la carta cuando escuchó un fuerte silbido.
Después de tirar la carta, hubo una pequeña explosión y el edificio fue evacuado cuando la policía llegó al lugar.

“El departamento de investigación criminal está investigando el origen de la carta en colaboración con investigaciones forenses”, dijo la policía de Amsterdam en una declaración escrita.
“El escuadrón de bombas llegó a la escena para una mayor investigación, pero no encontró explosivos”.

Casi 200 kilómetros al sur, cerca de Maastricht, otro empleado que trabajaba en una oficina de correos en la ciudad de Kerkrade encontró una carta similar.
Según los investigadores, la explosión causó daños menores.
Los dos ataques provienen de una serie de incidentes similares que afectaron el país a principios de enero.

El 3 de enero, el personal del hotel Okura en Amsterdam notificó a la policía después de recibir un paquete que creían que contenía una bomba.
El dispositivo era uno de al menos siete que se enviaron a varias direcciones en tres ciudades holandesas al comienzo del año nuevo, con ataques que ocurrieron en direcciones aparentemente aleatorias.

Hasta ahora, dos hoteles, dos estaciones de servicio, una agencia de bienes raíces, un concesionario de automóviles y la agencia central de cobro de deudas han sido atacados, junto con los ataques del miércoles.

[es] La mierda de niñx debacle

Recibimos al mail este texto analizando y criticando los planteos del grupo músical chileno concido como “Niñx Debacle”.


Siempre percibí algo extraño en toda la escena de trap/rap anarco en Chile. Muchas de las personas involucradas parecen ser sinceras en sus intenciones y en sus posturas, pero hay un grupo en particular que resalta por la poca consistencia de sus ideas a lo largo de su desarrollo musical, estoy hablando de “Niñx Debacle”. Especialmente desde que se sacaron el tema llamado “eco-extremismo”, y el niño, el principal cantante del grupo, hizo su patético intento de modificarlo a su conveniencia. “Eco-extremismo hazlo tu mismx”. Pues no, el eco-extremismo no lo haces tú wacho, lo hacemos nosotros. Los hombres y mujeres que desde hace años formamos parte de esta tendencia. Los hombres y mujeres que no nos cansamos de salir a poner a bombas, a generar terror y a lastimar gente, a cualquier persona, porque lo nuestro es el ataque ciego, creas en él o no.

Nunca quise decir nada, porque al fin y al cabo, a muchos de mis compas si les gustaba esa madre y pues, tampoco hacía tanto daño verdad? Pero eso ya terminó. Ellos trazaron su terreno y es hora de que nosotros marquemos el nuestro, no tanto para los niñx debacle pues ellos mismos se encargaron de alejarse monumentalmente de nosotros en su momento. Sino para las personas afines a la tendencia, por dentro y por fuera de ITS. Creo que es importante que demos nuestra postura y si bien no estoy hablando por parte de todos los miembros del grupo, como que casi.

ITS es un grupo anti-colonialista por definición, nos oponemos a la imposición Europea tanto en la práctica como en la teoría. Nos oponemos a su verdad ilustrada, a su moralidad occidental, a la idea cristiana del “amor al prójimo”, al progreso (representado aquí por la idea de revolución). Nosotros no creemos que el desarrollo de la humanidad vaya en línea recta ni esperamos la “superación del capitalismo”. ¿Acaso “el capitalismo es el verdadero virus”? ¿Que mierda significa eso? Si eliminamos a todos los empresarios, dueños, hombres de negocios y demás, dejando el poder en manos de sus nuevos amigos sin techo. O de la masa en general, el dueño del kiosko, el del puesto de diarios y todos esos a quienes ahora van a defender. No hay nada que nos haga pensar que ellos aplicarían su predicada solidaridad y apoyo mutuo para crear sistemas sustentables y dejar que la tierra sane. La gente es vil, siempre buscan sacar ventaja, tienden a ir tras su propio beneficio, no les importa las cabezas que tengan que pisar para llegar a un lugar de comodidad.

El problema no es el capitalismo, ni cualquier sistema de organización social en concreto. El problema está en la especie que puso a su propio interés en un pedestal, que se vio a sí misma como la más importante y no le importó destruir todo con tal de perpetuarse.

Hoy en día la humanidad es un virus sobre la tierra, esto no es una frase que hayamos copiado de las redes sociales (porque esas palabras están bien de moda ahora). Esto es algo que vimos hace años cuando miramos su comportamiento y su desarrollo histórico. La humanidad depreda los recursos del planeta, se esparce y es parasitica.

En el mundo sobran las ONGs y agrupaciones humanistas varias, y está claro que no vamos a ponernos a criticar cada una de ellas. El problema es que estos “niñxs” son unos mentirosos e incluso su mismo nombre les queda “chico” ya. Sus palabras podrán ser incendiarias, pero sus acciones son las de un cristiano radical. Atacan, pero solo a los ricos, a los guardianes, a los “poderosos”. Y ahora se disfrazan de Robin Hood para salir a hacer de trabajadores sociales pero encapuchados, con estrellas octarinas en la espalda. Su praxis fomenta la cohesión social, refuerza la idea de la superioridad humana, afianza el humanismo y perpetúa la idea de que todos somos hermanos y que el valor humano es universal. El Caos no sigue dogmas, no tiene morales ni nada que ver con la puta solidaridad indiscriminada que ellos practican.

Nosotros queremos bien lejos a todos estos personajes ambiguos o humanistas declarados. No se puede ser anti-humanista o eco-extremista, ni si quiera un verdadero nihilista o egoísta anti-social y al mismo tiempo velar por el bienestar de gente a la que ustedes no le importan en los absoluto. No se puede hablar honestamente del deseo de ver caer a la sociedad, cuando aún llevan en sus corazones esa empatía devenida en solidaridad indiscriminada. Porque si esta sociedad cae, no habrá solo floresitas saliendo del asfalto. Habrá violaciones, torturas, muertes y millones de “atrocidades” y el único orden que reinara será el del terror, solo quedará la ley del más fuerte.

La guerra contra la sociedad no es un juego, no tienen el “privilegio” de elegir los rasgos que más les guste para crear al “nuevo ser humano”. El humano es lo que es y siempre lo será. Con su egoísmo, su autoritarismo, su desconsideración por los más débiles y todos esos rasgos que ustedes desprecian.

¿Realmente anhelan un mundo sin capitalismo? Pues cuidado con lo desean, porque lo que asoma en el horizonte no trae buenos augurios para la humanidad. Cuando el momento llegue esta perderá todas sus ropas para mostrarse tal cual es y mientras ustedes llenan su ojos de horror, nosotros le daremos la bienvenida.

Un miembro de ITS

Posdata: https://www.youtube.com/watch?v=lvMs4nC1yMc … https://www.youtube.com/watch?v=OrvPTPmHT0c

[es] Nuevo trabajo editorial

Con mucho agrado hacemos público este bello compilado por parte de “punta de flecha”, el cual recibimos a nuestra casilla de correo. Un trabajo de introducción al eco-extremismo, que contiene algunos textos de gran importancia para la comprensión de los planteos fundamentales de la tendencia anti-humanista.

¡Saludamos este nuevo proyecto editorial!


HASTA TU MUERTE O LA MÍA

Contenido:

pg. III – Notas sobre la extinción

pg. XIV – Sobre Eco-extremismo

pg. XX – Tendencias Cristianas Pseudo-Humanistas

pg. XXXVIII – Débiles palabras respecto al razonamiento humano

pg. XLI – Tendiendo al salvajismo: desarrollo reciente del pensamiento eco-extremista en México

[es] (Italia) Múltiples sobres indiscriminados de bombas explotan en Roma, Rieti, Viterbo y otros

Desde la prensa Italiana.


15 de marzo

ROMA – Pequeñas pistas, pistas falsas, elementos distribuidos en un orden más confuso que dispersó. Es una especie de sudoku de investigación que desde hace dos semanas recae en la fiscalía de Roma y en los expertos antiterroristas de la policía y la policía. Un enigma que, en Italia devastado por la emergencia del coronavirus, tendrá que resolverse en el menor tiempo posible, antes de que alguien salga lastimado. Desde principios de marzo hasta ayer por la noche, cuando la última llegó a una señora que vive en Fara Sabina, se enviaron por correo once sobres explosivos (incluso si los bombarderos de los Ucigos prefieren hablar de sobres incendiarios) a tantas direcciones, todo en Lazio, causando heridas leves a tres personas. Pero el alcance del daño no debe ser engañoso, porque la impresión es que detrás de este asunto hay alguien con ideas muy claras.

Los sobres
La investigación antiterrorista inevitablemente comienza con los sobres enviados. Y en particular de los sin explotar. Estos son los sobres amarillos clásicos, hechos de papel, para documentos en formato A3.

Lo primero que sorprendió a los investigadores fue la calidad de su factura y también el hecho de que eran obsesivamente idénticos entre sí: remitente (obviamente falso) en la parte superior izquierda, receptor en la parte inferior derecha (y esto podría aludir a un motivo político ). En la parte superior derecha, una fila de tres sellos. En el interior, una caja de madera contrachapada con una cantidad mínima de polvo pirico en el interior, que se encuentra fácilmente en cada emporio (“solo vaciar un raudo”) y una batería para cebar.

No podían lastimar de ninguna manera, y mucho menos matar. A lo sumo, causa quemaduras en los dedos. Más. «Si quieres lastimar a alguien, razones de un investigador, no haces dos paquetes. La bomba debe explotar de inmediato “.

“Unabomber”
“Tanta precisión obsesiva frente a un potencial ofensivo tan bajo, explican los investigadores, sugiere una mano. Lo que deja abiertas dos hipótesis: la primera es que es un grupo que utiliza un solo blaster, la segunda es que es un solitario actuar, alguien que tiene su propia estrategia en mente, la suya, aún no entendida. Tal vez solo está probando … ” Un emulador de Unabomber, y esta es la hipótesis que más asusta. Porque, como enseña la historia, la caza de un lobo solitario, atormentado por quién sabe qué frustración o motivo, es ciertamente más compleja que la de un grupo. Al principio, en verdad, los investigadores se volvieron hacia la clásica “pista anarquista” que, sin embargo, hora tras hora convence cada vez menos.

Las direcciones
La hipótesis de una sola es, en cambio, compatible con otra certeza, entre las pocas hasta la fecha en manos de los investigadores. Los sobres viajaron unos pocos kilómetros y no en avión. Todos han sido publicados en Lazio. De hecho, el correo aéreo está “radiogenado”, es decir, se pasa a los rayos X. Y ese control habría detenido esas parcelas mucho antes de que llegaran. Los destinatarios elegidos también confirman que es una historia muy de Lazio.

El último fue entregado hace 24 horas (pero solo ayer por la noche estaba seguro de que era un Unabomber) a la dirección de una señora en Fara Sabina. En los días anteriores, habían sido enviados (y entregados o interceptados en los centros de clasificación de correo) en las provincias de Rieti, Viterbo y Roma.

La pista militar
Desde el principio, los investigadores se vieron afectados por la gran heterogeneidad de los receptores. Como se mencionó, al principio, lo más plausible parecía el camino anarquista, dado que los destinatarios incluían al ex abogado de Priebke y un escape de Casa Pound, dos víctimas perfectas. Sin embargo, todas las últimas investigaciones sobre paquetes de bombas habían llevado a círculos anarquistas.

Luego llegaron los otros destinatarios. Una dirección de INAIL y finalmente, ciertamente más interesante, dos bombas dirigidas a un ex empleado de la Universidad del Sagrado Corazón (que sin embargo fue interceptado en el centro de clasificación en Fiumicino, donde hirió a un empleado) y a un ex maestro de bioquímica de la Universidad de Tor Vergata. “Ambos receptores tenían relaciones, aunque mediadas, con círculos militares”, explican los investigadores.

Tor Vergata coopera con la Fuerza Aérea; El Sagrado Corazón con el Cuerpo de Ejército de Reacción Rápida en Italia. Finalmente, un sobre llegó a un pastelero, con dos hermanos militares. “La investigación, confía un investigador, es complicada. Pero en una inspección más cercana, hay pequeñas pistas dispersas en nuestros escritorios. La impresión es que solo tenemos que tratar de juntar las piezas y pronto tendremos la solución “.